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Corpo, salute, cura. Linee di Antropologia biomedica

Maria Teresa Russo

Rubettino,
Soveria Mannelli 2004
pp. 252
Anno di edizione originale: 2004
ISBN: 8849808178

I sempre più frequenti dibattiti di bioetica sembrano spesso lasciare al margine le questioni di senso, privilegiando la casistica e le risoluzioni dei dilemmi. E’ invece di grande importanza, in particolare per chi svolge una professione di cura, l’indagine antropologica sull’uomo malato e sui suoi interrogativi, premessa necessaria a qualsiasi riflessione di bioetica. Il volume si propone di affrontare, nella prospettiva dell’antropologia filosofica, le grandi domande relative alla cura della salute, che assieme alla più acuta sensibilità verso la qualità della vita, appare una nota distintiva della nostra epoca. Nella sua evidente valenza positiva, essa presenta anche innegabili ambiguità: mentre, infatti, spinge la ricerca biomedica verso traguardi sempre più esigenti, è però motivo di una diffusa preoccupazione verso tutto ciò che considerato una minaccia al proprio benessere, come il dolore, la malattia, l’invecchiamento. Si verifica, allora, un paradosso: l’imperativo della salute ad ogni costo, anziché provocare una maggiore sicurezza, si sta trasformando in motivo di una nuova insicurezza, che rischia di identificare la felicità con la salute, la dignità della vita con la qualità della vita. D’altra parte, gli interrogativi sui significati di esperienze cruciali come il dolore, la malattia, la morte, rischiano di rimanere irrisolti, se le risposte si affidano soltanto alla scienza biomedica o alla tecnica. Chiedersi chi è veramente l’uomo appare indispensabile per cogliere il bisogno di senso che egli manifesta universalmente nell’affrontare il vivere e il morire, la sofferenza e la cura. Corporeità e dolore, salute e malattia, vecchiaia e morte, cura e compassione sono le questioni affrontate nel volume, non con la pretesa di fornire soluzioni, ma di offrire un’occasione per comprendersi e per comprendere.