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PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA,
PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana
sulla "New Age"
3 febbraio 2003
INDICE
Premessa
1. Che tipo
di riflessione?
1.1. Perché ora?
1.2.
L'era delle comunicazioni 1.3.
Il contesto culturale 1.4.
Il New Age e
la fede cattolica 1.5. Una sfida positiva
2.
La spiritualità new age: una panoramica
2.1.
Qual è la novità del New Age?
2.2.
Che cosa pretende di offrire il New Age?
2.2.1.
Incanto: deve esserci un angelo 2.2.2.
Armonia e comprensione: una buona vibrazione 2.2.3.
Salute: una vita aurea 2.2.4. Unità integrale: un viaggio magico e misterioso
2.3.
I principi fondamentali del pensiero New Age
2.3.1. Una risposta globale in un tempo di crisi 2.3.2.
La matrice essenziale del pensiero New
Age 2.3.3. Temi centrali del New Age 2.3.4.
Che cosa dice il New
Age a proposito... 2.3.4.1. ...della persona umana? 2.3.4.2.
...di Dio? 2.3.4.3. ... del mondo?
2.4.
« Abitanti del mito piuttosto che della storia »?: New
Age e cultura
2.5.
Perché il New Age ha avuto un successo così rapido e si
è diffuso con tanta efficacia?
3.
New age
e spiritualità cristiana
3.1.
Il New Age come spiritualità
3.2.
Narcisismo spirituale? 3.3. Il Cristo
Cosmico 3.4. Mistica cristiana e mistica New Age 3.5.
Il « dio
interiore » e la « theosis »
4.
Il New Age e la fede cristiana a confronto
5.
Gesù Cristo ci offre l'acqua della vita
6. Punti da notare
6.1.
Necessità di guida e di formazione solida
6.2.
Passi concreti
7. Appendice
7.1.
Alcune brevi formulazioni delle idee del New Age
7.2. Glossario scelto 7.3.
Luoghi chiave del New
Age
8. Risorse
8.1.
Documenti del Magistero della Chiesa cattolica
8.2.
Studi cristiani
9. Bibliografia
generale
9.1. Alcuni
libri del New Age
9.2. Opere
storiche, descrittive e analitiche
NOTE
Questo studio si occupa del complesso fenomeno del New Age
che influenza numerosi aspetti della cultura contemporanea.
Lo studio è un rapporto provvisorio. È il frutto
della riflessione comune del Gruppo di Studio sui Nuovi Movimenti Religiosi,
composto da membri dello « staff » di diversi Dicasteri della
Santa Sede: i Pontifici Consigli della Cultura e per il Dialogo Interreligioso
(che sono stati i principali redattori di questo progetto), la Congregazione
per l'Evangelizzazione dei Popoli e il Pontificio Consiglio per la Promozione
dell'Unità dei Cristiani.
Queste riflessioni si rivolgono innanzitutto a coloro che sono
impegnati nella pastorale, così che possano essere in grado di spiegare in
che modo il movimento New Age differisca dalla fede cristiana. Questo
studio invita i lettori a tener conto della maniera in cui la religiosità New
Age si rivolge alla fame spirituale degli uomini e delle donne
contemporanee. Si deve riconoscere che l'attrazione che la religiosità New
Age esercita su alcuni cristiani è in parte dovuta alla mancanza di una
seria attenzione nelle proprie comunità a temi che fanno realmente parte
della sintesi cattolica, quali l'importanza della dimensione spirituale
dell'uomo e la sua integrazione con l'insieme della vita, la ricerca di un
significato per essa, il legame fra gli esseri umani ed il resto della
creazione, il desiderio di un cambiamento personale e sociale, ed il rifiuto
di una visione razionalista e materialista dell'umanità.
La presente pubblicazione richiama l'attenzione sulla necessità
di conoscere e comprendere il New Age quale corrente culturale, così
come sulla necessità per i cattolici di una conoscenza dell'autentica
dottrina e spiritualità cattolica per valutare in maniera corretta i temi di
questa corrente. I primi due capitoli presentano il New Age come una
tendenza culturale dai molteplici aspetti e offrono un'analisi dei fondamenti
del suo pensiero. Dal terzo capitolo in poi vengono offerte indicazioni per
una ricerca su questo movimento in paragone con il messaggio cristiano. Vi
sono anche alcuni suggerimenti di natura pastorale.
Chi desidera approfondire lo studio del New Age troverà riferimenti
utili nell'Appendice. È auspicabile che quest'opera sia uno stimolo per studi
ulteriori che si adattino a diversi contesti culturali. Essa si prefigge anche
lo scopo di incoraggiare il discernimento in quanti cercano sicuri punti di
riferimento per una vita di maggiore pienezza. È davvero nostra convinzione che
in tanti dei nostri contemporanei che sono in ricerca, noi possiamo scoprire una
autentica sete di Dio. Come ha affermato Papa Giovanni Paolo II rivolgendosi a
un gruppo di Vescovi degli Stati Uniti: « I Pastori devono onestamente
chiedersi se hanno prestato sufficiente attenzione alla sete del cuore umano di
vera “acqua viva” che solo Cristo nostro Redentore può offrirci (cf. Gv 4,
7-13). Come lui, noi dobbiamo insistere “sulla dimensione spirituale della
fede, sulla perenne freschezza del messaggio evangelico e sulla sua capacità di
trasformare e rinnovare coloro che lo accettano » (AAS 86/4, 330).
Le seguenti riflessioni intendono essere una guida per i cattolici impegnati
nella predicazione del Vangelo e nell'insegnamento della fede a ogni livello in
seno alla Chiesa. Questo documento non intende offrire un insieme di risposte
complete ai numerosi interrogativi suscitati dal New Age o da altri segni
contemporanei della perenne ricerca umana di felicità, significato e salvezza.
È un invito a comprendere questa corrente culturale e a impegnarsi in un
dialogo autentico con quanti sono influenzati dal suo pensiero. Il documento
guida coloro che sono impegnati nella pastorale nella loro comprensione e
risposta alla spiritualità New Age, sia illustrando i punti nei quali
questa spiritualità contrasta con la fede cattolica sia rifiutando le posizioni
esposte dai pensatori New Age in opposizione alla fede cristiana. Ciò
che si richiede ai cristiani è, innanzitutto, un saldo radicamento nella
propria fede. Su questa solida base, possono edificare una vita che risponda
positivamente all'esortazione contenuta nella Prima Lettera di San Pietro: « rispondere
a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia
fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza » (1 Pt 3,
15 e seg.).
1.1. Perché ora?
L'inizio del terzo millennio arriva non soltanto duemila anni
dopo la nascita di Gesù, ma anche in un momento in cui gli astrologi credono
che l'Età dei Pesci, loro nota come era cristiana, volga al termine. Il
movimento New Age prende il nome dall'imminente Età astrologica
dell'Acquario. Il New Age è una delle numerose spiegazioni del
significato di questo momento storico che bombardano la cultura contemporanea
(in particolare quella occidentale) ed è difficile individuare con chiarezza
quanto sia coerente o meno con il messaggio cristiano. Perciò questo sembra
essere il momento giusto per offrire una valutazione, dall'ottica cristiana,
del pensiero del New Age e del movimento New Age nel suo
insieme. È stato detto, abbastanza correttamente, che oggi molte persone
oscillano fra certezza e incertezza, in particolare per quanto riguarda la
propria identità.1 Alcuni sono del parere che la religione
cristiana sia patriarcale e autoritaria, che le istituzioni politiche siano
incapaci di migliorare il mondo e che la medicina ufficiale (allopatica) non
riesca a guarire efficacemente le persone. Il fatto che quelli che una volta
erano elementi centrali nella società vengano ora percepiti come indegni di
fiducia o privi di autentica autorità, ha creato un clima in cui le persone
guardano dentro di sé, in se stesse, alla ricerca di senso e di forza. Si
rivolgono anche a istituzioni alternative, nella speranza che possano
soddisfare i loro bisogni più profondi. La vita caotica o non strutturata
delle comunità alternative degli anni '70 ha promosso una ricerca di
disciplina e di strutture che sono evidentemente gli elementi chiave dei
popolarissimi movimenti « mistici ». Il New Age è
attraente soprattutto perché molto di quanto offre soddisfa aspirazioni,
spesso non soddisfatte dalle istituzioni ufficiali.
Sebbene molto del New Age sia una reazione alla cultura
contemporanea, per molti versi ne è figlio. Il Rinascimento e la Riforma
hanno plasmato l'individuo occidentale moderno, che non è oppresso da
fardelli esteriori come l'autorità meramente estrinseca e la tradizione. Le
persone sentono sempre meno il bisogno di « far parte di »
istituzioni (e tuttavia la solitudine è una vera e propria piaga della vita
moderna) e non sono inclini a sottoporsi a giudizi « ufficiali ».
Con questo culto dell'uomo, la religione viene ricondotta alla sfera intima,
ciò che prepara il terreno per una celebrazione della sacralità del sé. Per
questo motivo il New Age condivide molti dei valori propugnati dalla
cultura imprenditoriale e dal « Vangelo della prosperità » (di
cui si parlerà in seguito: sezione 2. 4) e anche dalla cultura consumistica,
la cui influenza si manifesta nel numero sempre più alto di persone che
ritengono possibile mischiare cristianesimo e New Age, prendendo da
ognuno quanto ritengono sia il meglio di entrambi.2 Vale la pena
ricordare che alcune deviazioni all'interno del cristianesimo sono andate
oltre il teismo tradizionale, accettando una svolta unilaterale verso il sé e
questo ha incoraggiato una confusione di prospettive. È importante osservare
che, in alcune pratiche New Age, Dio è ridotto alla funzione di
promuovere lo sviluppo dell'individuo.
Il New Age attira persone imbevute dei valori della cultura moderna. La
libertà, l'autenticità, l'autonomia e altri valori simili sono considerati
sacri. Affascina quanti hanno problemi con la società patriarcale. « Non
richiede più fede che andare al cinema » 3 e tuttavia pretende
di soddisfare le aspirazioni spirituali delle persone. Qui si pone una questione
centrale: che cosa si intende per spiritualità in un contesto New Age?
La risposta svela alcune differenze fra la tradizione cristiana e molto di ciò
che può essere chiamato New Age. Alcune versioni del New Age sfruttano
le forze della natura e cercano di comunicare con un altro mondo per scoprire il
destino degli individui, aiutandoli a sintonizzarsi sulla giusta frequenza per
trarre il meglio da sé e dalle circostanze. Nella maggior parte dei casi, tutto
ciò è completamente fatalistico. Il cristianesimo, invece, è un invito a
guardare fuori di sé e oltre, al « Nuovo Avvento » di Dio che ci
chiama a vivere il dialogo d'amore.4
1.2. L'era delle comunicazioni
Negli ultimi anni, la rivoluzione tecnologica nelle comunicazioni ha creato una
situazione del tutto nuova. La facilità e la velocità con le quali, nel nostro
tempo, le persone possono comunicare, costituiscono una delle ragioni per cui il
New Age è riuscito a richiamare l'attenzione di persone di tutte le età
e di tutte le formazioni, confondendo anche molti seguaci di Cristo che non sono
sicuri di che cosa si tratti. Internet, in particolare, esercita un'influenza
enorme, soprattutto fra i giovani, che lo considerano un modo loro congeniale e
affascinante per acquisire informazioni. Tuttavia, è un mutevole veicolo di
equivoci su moltissimi aspetti della religione: non tutto ciò che è
etichettato come « cristiano » o « cattolico » riflette
fedelmente gli insegnamenti della Chiesa cattolica e, al contempo, c'è una
notevole diffusione delle fonti del New Age che vanno dal serio al
faceto. Le persone hanno bisogno, e a ragione, di informazioni affidabili sulle
differenze fra cristianesimo e New Age.
1.3. Il contesto culturale
Esaminando molte tradizioni New Age, appare subito chiaro che, di fatto,
di nuovo c'è molto poco. Il nome sembra essersi diffuso attraverso i Rosa Croce
e la Massoneria, al tempo delle rivoluzioni francese e americana, ma la realtà
a cui si riferisce è una variante contemporanea dell'esoterismo occidentale.
Quest'ultimo s'ispira ai gruppi gnostici che sorsero nei primi anni del
cristianesimo e acquisì importanza in Europa nel periodo della Riforma. Si è
sviluppato parallelamente alle visioni scientifiche del mondo e ha acquisito una
giustificazione razionale nei secoli diciottesimo e diciannovesimo. Si è
caratterizzato per il rifiuto progressivo di un Dio personale e per il
concentrarsi su altre entità, che spesso fungono da intermediari fra Dio e
l'uomo nel cristianesimo tradizionale, con adattamenti sempre più originali di
questi ultimi e l'introduzione di altri. Una forte tendenza della cultura
occidentale moderna, che ha fatto spazio alle idee New Age, è
l'accettazione generale della teoria evoluzionistica di Darwin. Quest'ultima,
accanto all'attenzione rivolta a poteri spirituali nascosti o forze della
natura, ha costituito la spina dorsale di molti aspetti di ciò che è ora
conosciuta come teoria New Age. Fondamentalmente, il New Age ha
avuto un grande successo perché la sua visione del mondo era già stata
ampiamente accettata. Il terreno era stato preparato dallo sviluppo e dalla
diffusione del relativismo e dall'antipatia o dall'indifferenza verso la fede
cristiana. Inoltre, si è svolto un acceso dibattito su una possibile
definizione del New Age come fenomeno postmoderno. L'esistenza ed il
fervore del pensiero e della pratica New Age testimoniano le inestinguibili
aspirazioni dello spirito umano verso la trascendenza e il senso religioso, che
non è solo un fenomeno culturale contemporaneo, ma era già evidente nel mondo
antico sia cristiano che pagano.
1.4. Il New Age e
la fede cattolica
Pur ammettendo che la religiosità New Age in qualche
modo risponde alle legittime aspirazioni della natura umana, si deve
riconoscere che esso tenta di farlo opponendosi ogni volta alla rivelazione
cristiana. In particolare nella cultura occidentale, il fascino esercitato
dagli approcci « alternativi » alla spiritualità è molto forte.
Da una parte, fra i cattolici si sono diffuse nuove forme di affermazione
psicologica dell'individuo, anche nei centri di ritiro, nei seminari e negli
istituti di formazione per religiosi. Dall'altra, la nostalgia e la curiosità
sempre più forti per la saggezza e i rituali antichi spiegano l'ampia
diffusione dell'esoterismo e dello gnosticismo. Molte persone sono
particolarmente attratte da quanto è noto, a torto o a ragione, come
spiritualità « celtica »,5 o da religioni di popoli
antichi. Libri e corsi sulla spiritualità e sulle religioni antiche o
orientali sono un'impresa in forte espansione e sono spesso etichettati con il
termine New Age per motivi commerciali. Tuttavia i collegamenti con
quelle religioni non sono sempre chiari e spesso vengono negati.
Un adeguato discernimento cristiano del pensiero e della pratica New Age non
può non riconoscere che, come nello gnosticismo del secondo e terzo secolo,
esso rappresenta una specie di compendio di posizioni che la Chiesa ha
identificato come eterodosse. Giovanni Paolo II mette in guardia sulla « rinascita
delle antiche idee gnostiche nella forma del cosiddetto New Age. Non ci
si può illudere che esso porti a un rinnovamento della religione. È soltanto
un nuovo modo di praticare la gnosi, cioè quell'atteggiamento dello spirito
che, in nome di una profonda conoscenza di Dio, finisce per stravolgere la Sua
Parola sostituendo parole che sono soltanto umane. La gnosi non si è mai
ritirata dal terreno del cristianesimo, ma ha sempre convissuto con esso, a
volte sotto forme di corrente filosofica, più spesso con modalità religiose o
parareligiose, in deciso anche se non dichiarato contrasto con ciò che è
essenzialmente cristiano ».6 Se ne può vedere un esempio
nell'enneagramma, lo strumento per l'analisi del carattere secondo nove tipi, il
quale, quando viene utilizzato come mezzo di crescita spirituale introduce
ambiguità nella dottrina e nella vita della fede cristiana.
1.5. Una sfida positiva
Il fascino del New Age non si può sottovalutare.
Quando la conoscenza del contenuto della fede cristiana è debole, si può
sostenere, erroneamente, che la religione cristiana non ispiri una profonda
spiritualità e si è tentati di cercare altrove. È vero che alcuni ritengono
che il New Age sia già un fenomeno passato e parlano di « next »
Age.7 Si riferiscono a una crisi che ha cominciato a manifestarsi
negli Stati Uniti d'America nei primi anni '90, ma ammettono che, in
particolare al di fuori del mondo anglofono, questa « crisi »
potrebbe sopraggiungere più tardi. Tuttavia librerie, stazioni radiofoniche e
la pletora di gruppi di auto-aiuto sorti in numerose città e cittadine
occidentali, sembrano narrare una storia diversa. Pare che, almeno per il
momento, il New Age sia ancora molto vivo e parte integrante
dell'attuale scenario culturale.
Il successo del New Age lancia una sfida alla Chiesa. Le persone sentono
che la religione cristiana non offre loro – o forse non gli ha mai
dato – ciò di cui hanno veramente bisogno. La ricerca che spesso
conduce le persone al New Age è un desiderio autentico di
spiritualità più profonda, di qualcosa che tocchi il loro cuore,
e di un modo per conferire un senso a un mondo confuso e spesso
alienante. C'è un tono positivo nelle critiche che il New Age
muove al « materialismo della vita quotidiana, della filosofia
e anche della medicina e della psichiatria; al riduzionismo che
si rifiuta di prendere in considerazione le esperienze religiose
e soprannaturali; alla cultura industriale dell'individualismo sfrenato,
che insegna l'egoismo e non si preoccupa degli altri, del futuro
e dell'ambiente ».8 A creare problema sono le risposte
alternative del New Age alle questioni esistenziali. Se la
Chiesa non vuole essere accusata di essere sorda ai desideri delle
persone, i suoi membri devono fare due cose: radicarsi ancor più
saldamente nei fondamenti della propria fede e ascoltare il grido,
spesso silenzioso, che si leva dal cuore delle persone e che, se
non viene ascoltato dalla Chiesa, le porta altrove. I fedeli devono
essere esortati a unirsi più intimamente a Gesù Cristo per essere
pronti a seguirlo, poiché Egli è la via autentica verso la felicità,
la verità su Dio e la pienezza di vita per tutti gli uomini e per
tutte le donne in grado di rispondere al Suo amore.
I cristiani in molte società occidentali, e sempre più
spesso anche in altre parti del mondo, vengono in contatto con aspetti diversi
del fenomeno noto come New Age. Molti di loro desiderano capire qual è
il modo migliore per avvicinarsi a qualcosa che affascina ma è allo stesso
tempo complesso, sfuggente e a volte irritante. Queste riflessioni
costituiscono il tentativo di aiutare i cristiani a fare due cose:
– Individuare gli elementi dello sviluppo della
tradizione New Age;
– Indicare quegli aspetti che sono in contraddizione
con la rivelazione cristiana.
Questa è una risposta pastorale a una sfida attuale che non
tenta neanche di elencare esaustivamente i fenomeni del New Age, poiché
ne risulterebbe un pesante volume ed è già possibile trovare altrove queste
informazioni. È essenziale tuttavia cercare di capire il New Age correttamente
per valutarlo con serenità ed evitare di farne una caricatura. Sarebbe
sconsiderato e falso affermare che tutto ciò che è legato al New Age è
giusto o è sbagliato. Tuttavia, data la visione che soggiace alla religiosità
New Age, nel complesso è difficile conciliarlo con la dottrina e la
spiritualità cristiane.
Il New Age non è un movimento nel senso normalmente
attribuito all'espressione « Nuovo Movimento Religioso » e non è
neanche quanto si intende abitualmente con i termini « culto » e
« setta ». Essendo trasversale alle culture e presente in vari
fenomeni quali la musica, il cinema, i seminari, i gruppi di studio, i ritiri,
le terapie e molte altre attività ed eventi, è molto più diffuso e
informale, sebbene alcuni gruppi religiosi o para-religiosi incorporino
consapevolmente elementi New Age. Secondo alcuni, questa corrente è
stata una fonte di idee per varie sette religiose e parareligiose.9
Il New Age non è un movimento unico o uniforme, ma piuttosto una rete
a maglie larghe di praticanti il cui approccio consiste nel pensare
globalmente, ma agire localmente. Chi fa parte di questa rete non ne
conosce necessariamente gli altri componenti e li incontra raramente, se non
addirittura mai. Nel tentativo di evitare la confusione che può derivare
dall'uso del termine « movimento », alcuni si riferiscono al
New Age come a un « milieu » 10 o a un « culto
di ascoltatori » (audience cult).11 Tuttavia, si è
anche sottolineato che « è una corrente di pensiero molto coerente »,12
una sfida deliberata alla cultura moderna. Si tratta di un struttura
sincretica che incorpora molti elementi diversi, permettendo alle persone di
condividere interessi o legami a gradi molto diversi e a vari livelli di
impegno. Molte tendenze, pratiche e atteggiamenti che fanno in qualche maniera
parte del New Age sono, di fatto, parte di una profonda reazione,
facilmente identificabile, contro la cultura dominante, e così in questo
senso il termine « movimento » non è del tutto fuori luogo. Esso
si può applicare al New Age nello stesso senso in cui si applica ad
altri ampi movimenti sociali, come quello per i diritti civili o quello
pacifista. Come questi ultimi, infatti, esso comprende una sbalorditiva
schiera di persone legate ai principali scopi del movimento, ma molto diverse
nel modo di esserne coinvolte e di comprendere alcune questioni particolari.
L'espressione « religione del New Age » è
ancor più controversa, perciò è meglio evitarla, sebbene il New Age sia
spesso una risposta a interrogativi e necessità di carattere religioso e il
suo fascino si eserciti su persone che cercano di scoprire e riscoprire una
dimensione spirituale nella propria vita. La scelta di evitare l'espressione
« religione del New Age » non vuole in alcun modo mettere
in dubbio il carattere autentico della ricerca di significato e di senso nella
vita da parte di queste persone, ma solo rispettare il fatto che molti
nell'ambito di questo movimento fanno un'attenta distinzione fra « religione »
e « spiritualità ». Molti hanno rifiutato la religione
organizzata perché a loro giudizio non è riuscita a soddisfare i loro
bisogni e proprio per questo motivo si sono rivolti altrove per trovare « spiritualità ».
Inoltre, nel New Age è fondamentale la convinzione che il tempo delle
religioni particolari sia finito e quindi riferirsi ad esso come a una
religione sarebbe contrario al suo modo di concepirsi. Comunque, è abbastanza
corretto porre il New Age nel contesto più ampio di religiosità
esoterica, il cui fascino continua ad aumentare.13
Questo testo pone un problema di fondo. È un tentativo di
comprendere e valutare qualcosa che è fondamentalmente un'esaltazione della
ricchezza dell'esperienza umana. È quindi destinato a suscitare critiche per
il fatto di non riuscire a rendere giustizia a un movimento culturale la cui
essenza è proprio quella di infrangere quelli che sono considerati gli
angusti limiti del discorso razionale. Tuttavia intende essere un invito a
tutti i cristiani a prendere sul serio il New Age e come tale chiede ai
suoi lettori di entrare in un dialogo critico con persone che seguono
prospettive molto diverse per affrontare la stessa realtà.
L'efficacia pastorale della Chiesa nel terzo millennio dipende in grande misura
dalla preparazione di proclamatori efficaci del messaggio evangelico. Quanto
segue è una risposta alle difficoltà espresse da molti nell'affrontare il
complesso e sfuggente fenomeno del New Age. È un tentativo di
comprendere che cosa è il New Age e di individuare gli interrogativi ai
quali sostiene di offrire delle risposte e delle soluzioni. Ci sono alcuni
ottimi libri e altri studi che indagano l'intero fenomeno o spiegano in dettagli
alcuni suoi aspetti particolari. Ad alcuni di essi si farà riferimento
nell'Appendice. In ogni caso questi non sempre operano il necessario
discernimento alla luce della fede cristiana. Questo testo si prefigge lo scopo
di aiutare i cattolici a trovare una chiave di lettura dei principi basilari che
sono dietro il pensiero New Age, così che essi possano compiere una
valutazione cristiana degli elementi del New Age in cui si imbatteranno.
Va detto che molte persone non amano il termine New Age e ritengono
l'espressione « spiritualità alternativa » più corretta e meno
limitante. È anche vero che molti dei fenomeni menzionati in questo documento
non recano alcuna etichetta, ma si presume, per brevità, che i lettori
riconosceranno un fenomeno o un insieme di fenomeni che possono, a ragione,
essere collegati con il movimento culturale generale denominato spesso New
Age.
2.1. Qual è la novità del
New Age?
Per molti, il termine New Age indica chiaramente
un'importantissima svolta storica. Secondo alcuni astrologi, viviamo nell'Età
dei Pesci, dominata dal cristianesimo, che verrà sostituita dalla Nuova Età
dell'Acquario all'inizio del terzo millennio.14 L'Età
dell'Acquario mantiene un posto importante nel movimento New Age per
l'influenza della teosofia, dello spiritismo, dell'antroposofia e dei loro
precedenti esoterici. Chi sottolinea il mutamento imminente nel mondo esprime
spesso il desiderio di questo cambiamento, non tanto nel mondo stesso
quanto nella nostra cultura e nel modo di rapportarsi al mondo. Ciò è
particolarmente evidente in quanti sottolineano l'idea di un Nuovo Paradigma
di vita. È un approccio affascinante perché, in alcune delle sue
espressioni, le persone non sono spettatori passivi, ma svolgono un ruolo
attivo nel modificare la cultura e nel creare una nuova consapevolezza
spirituale. In altre espressioni, viene attribuita una forza maggiore alla
progressione inevitabile dei cicli naturali. In ogni caso, l'Età
dell'Acquario è una visione, non una teoria. Quella del New Age è
un'ampia tradizione che include molte idee che non hanno un esplicito
collegamento con il passaggio dall'Età dei Pesci a quella dell'Acquario. Vi
si trovano visioni del futuro, moderate, ma piuttosto generalizzate, che
prevedono una spiritualità planetaria accanto a religioni separate, ed
analoghe istituzioni politiche planetarie a complemento di quelle locali,
entità economiche globali più partecipative e democratiche, una maggiore
enfasi sulla comunicazione e sull'educazione, un approccio misto alla salute
che combini la medicina ufficiale con l'autoguarigione, una comprensione di sé
più androgina e modi per integrare scienza, misticismo, tecnologia ed
ecologia. Ancora una volta si evidenzia il desiderio profondo di un'esistenza
piena e sana per la razza umana e per il pianeta. Fra le tradizioni confluite
nel New Age vi sono antiche pratiche occulte egiziane, la cabala, il
primo gnosticismo cristiano, il sufismo, la sapienza dei druidi, il
cristianesimo celtico, l'alchimia medievale, l'ermetismo rinascimentale, il
buddismo zen, lo yoga, ecc...15
Ecco ciò che è « nuovo » nel New Age. Si
tratta di un « sincretismo di elementi esoterici e secolari »,16
collegati gli uni agli altri dalla diffusa percezione che i tempi siano maturi
per un cambiamento fondamentale degli individui, della società e del mondo.
Esistono varie espressioni della necessità di un cambiamento:
– dalla fisica meccanica di Newton alla fisica
quantistica;
– dall'esaltazione moderna della ragione all'apprezzamento
del sentimento, dell'emozione e dell'esperienza (spesso descritti come
passaggio dal pensiero razionale dell'emisfero sinistro del cervello
a quello intuitivo dell'emisfero destro); – dal dominio della
mascolinità e del patriarcato alla celebrazione della femminilità, negli
individui e nella società.
In questi contesti viene spesso utilizzata l'espressione « mutamento
di paradigma ». In alcuni casi, si suppone chiaramente che tale
passaggio non sia solo desiderabile ma inevitabile. Il rifiuto della modernità
che sta alla base del desiderio di cambiamento non è nuovo, ma può essere
descritto come « un risveglio moderno di religioni pagane mescolato con
influssi delle religioni orientali, della psicologia moderna, della filosofia,
della scienza e della controcultura sviluppatasi negli anni '50 e '60 ».17
Il New Age non è altro che il testimone di una rivoluzione culturale,
una reazione complessa alle idee e ai valori dominanti della cultura
occidentale e tuttavia il suo criticismo idealista è paradossalmente tipico
proprio della cultura che combatte.
Riteniamo necessario dire una parola sul concetto di « mutamento
di paradigma », reso popolare da Thomas Kuhn, uno storico della scienza
americano, che considerò un paradigma « l'intera costellazione di
credi, valori, tecniche ecc. condivisi dai membri di una data comunità ».18
Quando si verifica un mutamento da un paradigma a un altro, si ha una
trasformazione completa di prospettiva piuttosto che uno sviluppo graduale. Si
tratta di una vera e propria rivoluzione e Kuhn sottolineò che i paradigmi
contrastanti fra loro sono di tale ampiezza che non possono coesistere. Così,
ritenere che un mutamento di paradigmi nel campo della religione e della
spiritualità sia semplicemente un nuovo modo per affermare credi tradizionali
significa non afferrare l'essenziale. Quanto sta accadendo è un cambiamento
radicale nella visione del mondo, che mette in dubbio non solo il contenuto,
ma anche l'interpretazione fondamentale della visione precedente. Forse
l'esempio più chiaro di questo, per quanto riguarda il rapporto fra New
Age e cristianesimo, è la ricostruzione completa della vita e del
significato di Gesù Cristo. È impossibile riconciliare queste due visioni.19
È evidente che scienza e tecnologia non sono riuscite a dare tutto ciò che un
tempo sembravano promettere, così nella loro ricerca di significato e di
liberazione le persone si sono rivolte alla spiritualità. Il New Age che
conosciamo è nato dalla ricerca di qualcosa di più umano e più bello rispetto
alla vita opprimente e alienante della società occidentale. I suoi primi
esponenti erano pronti a guardare lontano nella loro ricerca e per questo il New
Age è divenuto un approccio molto eclettico. Può anche essere uno dei
segni di un « ritorno alla religione », ma di certo non è un
ritorno alle dottrine e ai credi cristiani ortodossi. I primi simboli di questo
« movimento » che sono penetrati nella cultura occidentale furono il
famoso festival di Woodstock nello Stato di New York nel 1969 e il musical Hair,
che espose i temi principali del New Age nell'emblematica canzone « Aquarius ».20
Tuttavia, essi furono soltanto la punta di un iceberg, le cui reali
dimensioni sarebbero apparse solo in seguito. L'idealismo degli anni '60 e '70
sopravvive ancora in alcuni ambienti, ma ora non sono coinvolti
predominantemente gli adolescenti. Sono svaniti i legami con l'ideologia
politica di sinistra e le droghe psichedeliche non sono affatto importanti come
una volta. Sono accadute talmente tante cose da allora che tutto ciò non sembra
più rivoluzionario. Le tendenze « spirituali » e « mistiche »,
prima limitate alla controcultura, sono ora parte della cultura dominante e
riguardano aspetti diversi della vita quali la medicina, la scienza, l'arte e la
religione. La cultura occidentale possiede ora una consapevolezza politica ed
ecologica più generale e tutto questo mutamento culturale ha avuto un impatto
enorme sullo stile di vita delle persone. Alcuni hanno suggerito che il «
movimento » New Age sia proprio questo grande passaggio a ciò che
è considerato « un modo di vita decisamente migliore ».21
2.2. Che cosa
pretende di offrire il New Age?
2.2.1.
Incanto: deve esserci un angelo
Uno degli elementi ricorrenti della « spiritualità » del New Age
è il fascino esercitato da manifestazioni straordinarie e in particolare da
entità paranormali. Le persone riconosciute come « medium »
sostengono che un'altra entità prende il controllo della loro personalità
durante il processo di « estasi » – fenomeno del New Age
noto come « channeling » – durante il quale il « medium »
può perdere il controllo del suo corpo e delle sue facoltà. Alcune persone che
hanno assistito a questi eventi dichiarano che le manifestazioni sono davvero
spirituali, ma non provengono da Dio, nonostante venga utilizzato quasi sempre
un linguaggio d'amore e di luce. È probabilmente più corretto riferirsi ad
esse come a forme di spiritismo piuttosto che di spiritualità in senso stretto.
Altri amici e consiglieri del mondo dello spirito sono angeli (divenuti il
fulcro del nuovo mercato di libri e immagini). Chi fa riferimento agli angeli
nel New Age non lo fa in modo sistematico, perché in quest'ambito le
distinzioni a volte sono considerate inutili se troppo precise, in quanto « esistono
molti livelli di guide, entità, energie e esseri in ogni angolo dell'universo.
Sono tutti lì da cogliere e scegliere secondo i vostri meccanismi di
attrazione/repulsione ».22 Queste entità spirituali sono
spesso invocate « non religiosamente » per aiutare ad un
rilassamento volto a esercitare un migliore controllo della propria vita e della
propria carriera e ad agevolare il processo decisionale. La fusione con alcuni
spiriti che insegnano attraverso persone particolari è un'altra esperienza del New
Age, sostenuta da chi si definisce « mistico ». Alcuni spiriti
della natura vengono descritti come energie potenti, esistenti nel mondo
naturale e anche nei « piani interiori », ossia coloro ai quali si
accede per mezzo di rituali, droghe e altre tecniche che inducono stati alterati
di coscienza. È chiaro che, almeno in teoria, nel New Age spesso non si
riconosce alcuna autorità spirituale più elevata della propria esperienza
personale interiore.
2.2.2. Armonia e
comprensione: una buona vibrazione
Fenomeni diversi come il giardino di Findhorn e il Feng Shui 23
illustrano in vario modo l'importanza di essere in sintonia con la natura e con
il cosmo. Nel New Age non esiste distinzione fra bene e male. Le azioni
umane sono il frutto sia dell'illuminazione sia dell'ignoranza. Quindi, non
possiamo condannare nessuno e nessuno ha bisogno di perdono. Credere
nell'esistenza del male può creare soltanto negatività e paura. La risposta
alla negatività è l'amore. Tuttavia, non si tratta di tradurlo in azioni, ma
di avere determinati atteggiamenti mentali. L'amore è energia, una vibrazione
ad alta frequenza, e il segreto della felicità, della salute e del successo è
essere in grado di trovare una sintonia, di trovare il proprio posto nella
grande catena dell'essere. Gli insegnanti e le terapie del New Age pretendono
di offrire la chiave per individuare corrispondenze fra tutti gli elementi
dell'universo, cosicché le persone possano modulare il tono della propria vita
e essere in armonia le une con le altre e con tutto ciò che le circonda. Il
quadro teorico di riferimento diverge tuttavia tra autore e autore.24
2.2.3. Salute: vita aurea
La medicina ufficiale (allopatica) tende oggi a limitarsi alla
cura di malattie particolari e isolate e non riesce a prestare attenzione al
quadro più ampio della salute della persona. Questo atteggiamento ha causato
una notevole e comprensibile insoddisfazione. Le terapie alternative hanno
acquisito un'enorme popolarità perché sostengono di considerare la persona
nella sua interezza e guariscono anziché curare. La salute olistica, come si
sa, si concentra sull'importante ruolo che la mente svolge nella guarigione
fisica. Si afferma che il legame fra aspetti spirituali e fisici della persona
risiede nel sistema immunitario o nel sistema indiano dei chakra. Dal
punto di vista New Age, la malattia e la sofferenza derivano dall'agire
contro la natura. Quando si è in sintonia con la natura, ci si può aspettare
una vita molto più sana e anche prosperità materiale. Secondo alcuni
guaritori del New Age, in realtà non dovremmo neanche morire. Lo
sviluppo del nostro potenziale umano ci metterà in contatto con la nostra
divinità interiore e con quelle parti di noi stessi che sono state alienate o
soppresse. Ciò si rivela soprattutto negli Stati Alterati di Coscienza (ASCs),
spesso indotti da droghe o da varie tecniche di espansione della mente, in
particolare in seno alla « psicologia transpersonale ». Lo
sciamano è spesso considerato lo specialista degli stati alterati di
coscienza, una persona che è in grado di mediare fra i regni transpersonali
di spiriti o divinità e il mondo degli umani.
Esiste una straordinaria varietà di approcci che promuovono
la salute olistica, alcuni derivanti da antiche tradizioni culturali, sia
religiose sia esoteriche, altri legati a teorie psicologiche sviluppate a
Esalen fra il 1960 e il 1970. Il New Age pubblicizza una vasta gamma di
pratiche quali l'agopuntura, il biofeedback, la chiroterapia, la
kinesiterapia, l'omeopatia, l'iridologia, il massaggio e vari tipi di « bodywork »
(ad esempio l'ergonomia, il metodo Feldenkrais, la riflessologia, il rolfing,
il massaggio di polarità, il tocco terapeutico, ecc.), la meditazione e la
visualizzazione, le terapie nutrizionali, la guarigione psichica, vari tipi di
erboristeria, la cristalloterapia, la metalloterapia, la musicoterapia e la
cromoterapia, le terapie legate rifiutò le corrispondenze mentre Jung
relativizzò in maniera enfatica la causalità a favore di una visione
esoterica del mondo basata sulle corrispondenze. alla reincarnazione e,
infine, i programmi in dodici tappe e i gruppi di auto-aiuto.25 Il New
Age ritiene che la fonte della guarigione sia dentro di noi e che possiamo
raggiungerla entrando in contatto con la nostra energia interiore o energia
cosmica.
Dal momento che la buona salute implica un prolungamento della vita, il New
Age offre una formula orientale in termini occidentali. In origine la
reincarnazione era parte del pensiero ciclico induista, basato sull'atman o
nucleo divino della personalità (in seguito il concetto di jiva), che si
muoveva da un corpo all'altro in un ciclo di sofferenza (samsara) determinato
dalla legge del karma, legata al comportamento nelle vite passate. La
speranza era riposta nella possibilità di nascere in una condizione migliore o
infine nella liberazione dalla necessità di rinascere. Nella maggior parte
delle tradizioni buddiste, invece, ciò che vaga da un corpo all'altro non è
un'anima, ma un continuum di consapevolezza. La vita presente è prigioniera di
un infinito processo cosmico che non risparmia neanche gli dei. In Occidente,
dal tempo di Lessing, la reincarnazione è stata considerata molto più
ottimisticamente come un processo di apprendimento e di progressiva
realizzazione individuale. Lo spiritismo, la teosofia, l'antroposofia e il New
Age considerano la reincarnazione una forma di partecipazione all'evoluzione
cosmica. Questo approccio post-cristiano all'escatologia sembra rispondere a
interrogativi di teodicea lasciati in sospeso ed elimina la nozione di Inferno.
Quando l'anima si separa dal corpo, gli individui possono rivedere tutta la
propria vita fin a quel punto, e una volta che l'anima si è unita al suo nuovo
corpo vedono in anticipo qualcosa della fase successiva. Le persone hanno
accesso alle loro vite precedenti attraverso i sogni e le tecniche di
meditazione.26
2.2.4.
Unità integrale: un viaggio magico e misterioso
Una delle preoccupazioni centrali del movimento New Age è la ricerca
dell' « integralità ». Esso incoraggia il superamento di tutte le
forme di « dualismo », poiché tali divisioni sono un prodotto
nocivo di un passato meno illuminato. Le divisioni che il New Age propone
come necessarie da superare comprendono la distinzione reale fra Creatore e
Creato, la reale distinzione fra uomo e natura, o spirito e materia, che sono
tutte considerate erroneamente come forme di dualismo. Spesso si considerano
queste tendenze dualistiche come radicate nella tradizione giudaico-cristiana
della civiltà occidentale, mentre sarebbe più corretto collegarle al
manicheismo. La rivoluzione scientifica e lo spirito del razionalismo moderno
vengono criticati in particolare per la tendenza alla frammentazione, che tratta
insiemi organici come meccanismi riducibili alle loro più piccole componenti e
con esse spiegabili, e la tendenza a ridurre lo spirito alla materia, cosicché
la realtà spirituale, inclusa l'anima, diviene semplicemente un « epifenomeno »
contingente di processi essenzialmente materiali. In tutti questi ambiti, le
alternative del New Age sono definite « olistiche ». L'olismo
pervade tutto il movimento New Age, dalla sua preoccupazione per la
salute olistica alla sua ricerca di coscienza unitiva, dalla sua consapevolezza
ecologica all'idea di un « networking » globale.
2.3. I principi
fondamentali del pensiero New Age
2.3.1. Una risposta globale in un tempo di crisi
« Sia la tradizione cristiana sia la fede secolare in un
processo scientifico infinito hanno dovuto affrontare un grave momento di
stallo, manifestato per la prima volta nelle rivoluzioni studentesche del 1968 ».27
La saggezza delle generazioni precedenti è stata improvvisamente privata del
significato e del rispetto che prima si portava loro, mentre l'onnipotenza
della scienza è svanita, cosicché la Chiesa ha dovuto « affrontare un
grave collasso nella trasmissione della sua fede alle nuove generazioni ».28
Una perdita generale di fede in quelli che in precedenza erano pilastri della
coscienza e della coesione sociale è stata accompagnata da un inaspettato
ritorno a una religiosità cosmica, ai rituali e credi che molti ritenevano
fossero stati soppiantati dal cristianesimo. In realtà, questa perenne vena
sotterranea esoterica non si è mai esaurita. Invece, la popolarità acquisita
dalla religione asiatica è stata qualcosa di nuovo nel contesto occidentale,
formatosi alla fine del XIX secolo nel movimento teosofico, e ha rispecchiato
« la crescente consapevolezza di una spiritualità globale, che
incorpora tutte le tradizioni religiose esistenti ».29
L'eterna questione filosofica dell'uno e dei molti assume una
forma moderna e contemporanea nella tentazione di superare la divisione
indebita, ma anche la reale differenza e distinzione, e la sua espressione più
comune è l'olismo, un ingrediente essenziale del New Age e uno dei
principali segni dei tempi dell'ultimo quarto del XX secolo. È stata spesa
una quantità straordinaria di energia nello sforzo di superare la divisione
in compartimenti, caratteristica dell'ideologia meccanicistica, ma questo ha
portato a sentire l'obbligo di sottomettersi a una rete globale che assuma
un'autorità quasi trascendente. Le sue implicazioni più ovvie sono un
processo di trasformazione della coscienza e lo sviluppo dell'ecologia.30
La nuova visione, che è lo scopo della trasformazione della coscienza, ha
impiegato del tempo per essere formulata e il suo consolidarsi è avversato da
forme più antiche di pensiero, protette dallo status quo. Ad avere successo
è stata la generalizzazione dell'ecologia come fascino della natura e
risacralizzazione della Terra, della Madre Terra, o Gaia, con lo zelo
missionario tipico della politica dei Verdi. L'agente esecutivo della Terra è
tutta la razza umana. L'armonia e la comprensione necessarie a una sua
gestione responsabile sono sempre più pensate come un governo globale, con un
inquadramento etico globale. Si crede che il calore della Madre Terra, la cui
divinità pervade tutto il Creato, colmi il divario fra Creato e il Dio-Padre
trascendente dell'Ebraismo e del Cristianesimo e elimini la prospettiva di
essere giudicati da questo Essere.
In questa visione di un universo chiuso che contiene « Dio »
ed altri esseri spirituali insieme a noi, riconosciamo un implicito
panteismo. Questo è un punto fondamentale che pervade tutto il pensiero
e la pratica New Age, e condiziona in partenza ogni altra
affermazione positiva che possa essere a favore dell'uno o dell'altro
aspetto della sua spiritualità. Come cristiani noi crediamo invece
che « l'uomo è essenzialmente creatura e tale rimane in eterno,
cosicché non sarà mai possibile un assorbimento dell'io umano nell'io
divino ».31
2.3.2. La matrice essenziale del pensiero New Age
La matrice essenziale del pensiero New Age va ricercata
nella tradizione esoterico-teosofica, ampiamente accettata dai circoli
intellettuali europei nei secoli diciottesimo e diciannovesimo. È stata
particolarmente presente nella massoneria, nello spiritismo, nell'occultismo e
nella teosofia, che hanno in comune un certo tipo di cultura esoterica. In
questa visione del mondo, gli universi visibili e invisibili sono collegati da
una serie di corrispondenze, analogie e influenze fra il microcosmo e il
macrocosmo, fra metalli e pianeti, fra pianeti e varie parti del corpo umano,
fra cosmo visibile e regni invisibili della realtà. La natura è un essere
vivente, attraversato da flussi di simpatia e antipatia, animato da una luce e
da un fuoco segreti che gli esseri umani cercano di controllare. Le persone
possono entrare in contatto con mondi superiori e inferiori mediante
l'immaginazione (un organo dell'anima e dello spirito) oppure utilizzando
mediatori (angeli, spiriti, diavoli) o rituali.
Le persone possono essere iniziate ai misteri del cosmo, di
Dio e del sé mediante un percorso spirituale di trasformazione. La vera meta
è la gnosi, la forma più elevata di conoscenza, l'equivalente della
salvezza. Essa implica una ricerca delle tradizioni più antiche e più
elevate della filosofia (ciò che in maniera inappropriata viene denominato
come philosophia perennis) e della religione (teologia primordiale) e
una dottrina segreta (esoterica) che è la chiave di tutte le tradizioni « essoteriche »
accessibili a chiunque. Gli insegnamenti esoterici vengono trasmessi da
maestro a discepolo in un programma graduale di iniziazione.
Alcuni ritengono che l'esoterismo del XIX secolo sia
totalmente secolarizzato. L'alchimia, l'astrologia e altri elementi di
esoterismo tradizionale sono stati integrati da aspetti della cultura moderna,
fra i quali la ricerca di leggi causali, l'evoluzionismo, la psicologia e lo
studio delle religioni. Questo tipo di esoterismo ha assunto la sua forma più
chiara nelle idee di Helena Blavatsky, una medium russa che nel 1875, a New
York, fondò con Henry Olcott la Società Teosofica. La Società
intendeva fondere elementi delle tradizioni orientale e occidentale in un tipo
di spiritismo evoluzionistico e si prefisse tre scopi principali:
1) « Formare un nucleo della Fratellanza
Universale dell'umanità, senza distinzione di razza, credo, casta
o colore;
2)
« Promuovere lo studio comparato di religione, filosofia e scienza; 3)
« Indagare le leggi non ancora spiegate della natura e le forze
latenti nell'uomo ».
« Il significato di questi obiettivi... deve essere
chiarito. Il primo obiettivo rifiuta implicitamente il « fanatismo
irrazionale » e il « settarismo » del cristianesimo
tradizionale così come lo percepiscono gli spiritisti e i teosofi... Tuttavia
da questi obiettivi non appare subito chiaro che per « scienza » i
teosofi intendevano scienze occulte e per filosofia la occulta philosophia,
che le leggi di natura erano di natura occulta o psichica e che si aspettavano
che la religione comparata rivelasse una « tradizione primordiale »,
modellata in maniera definitiva sulla philosophia perennis ermetista ».32
Un elemento molto importante degli scritti di Madame Blavatsky
era l'emancipazione delle donne, che implicava un attacco al Dio « maschio »
dell'ebraismo, del cristianesimo e dell'islam. Si auspicava un ritorno alla
Dea-Madre dell'induismo e alla pratica delle virtù femminili. Queste idee
furono portate avanti da Annie Besant, figura di punta del movimento
femminista. Oggi, la « Wicca » e la « Spiritualità delle
Donne » continuano a combattere contro il cristianesimo « patriarcale ».
Marilyn Ferguson ha dedicato un capitolo del suo The
Aquarian Conspiracy, « La Cospirazione dell'Acquario », ai
precursori dell'Età dell'Acquario, che hanno ordito le trame di una visione
trasformatrice basata sull'espansione della coscienza e sull'esperienza dell'autotrascendenza.
Fra gli altri menziona lo psicologo americano Wiliam James e lo psichiatra
svizzero Carl Gustav Jung. James definì la religione esperienza, non dogma, e
insegnò che gli esseri umani possono cambiare i propri atteggiamenti mentali
in modo tale da poter divenire artefici del proprio destino. Jung sottolineò
il carattere trascendente della coscienza e introdusse l'idea dell'inconscio
collettivo, una specie di magazzino di simboli e memorie comuni a persone di
varie epoche e culture. Secondo Wouter Hanegraaff, entrambi gli studiosi
contribuirono a una « sacralizzazione della psicologia », che è
divenuta un importante elemento del pensiero e della pratica New Age. Jung,
infatti, « non solo conferì all'esoterismo un carattere
psicologico, ma sacralizzò la psicologia, riempiendola di contenuti tipici
della speculazione esoterica. Il risultato è un corpo di teorie che ha
permesso alle persone di parlare di Dio intendendo in realtà la propria
psiche e della propria psiche pensando di fatto al divino. Se la psiche è « mente »,
e anche Dio è « mente », allora mettere in discussione l'una
significa mettere in discussione l'altro ».33 Jung rispose
all'accusa di aver « psicologizzato » il cristianesimo, affermando
che « la psicologia è il mito moderno e che la fede si può comprendere
solo mediante tale mito ».34 Di certo, la psicologia di Jung
fa luce su numerosi aspetti della fede cristiana, in particolare sulla
necessità di affrontare la realtà del male, ma le sue convinzioni religiose
variano talmente nelle diverse fasi della sua vita che quel che rimane è
un'immagine di Dio piuttosto confusa. Un elemento centrale nel suo pensiero è
il culto del sole, dove Dio è l'energia vitale (libido) all'interno di una
persona ».35 Come disse egli stesso: « questo paragone
non è un mero gioco di parole ».36 Jung si riferisce a un « dio
interiore », la divinità essenziale che riteneva fosse presente in ogni
essere umano. Il cammino verso l'universo interiore passa per l'inconscio.
L'armonia fra mondo interiore e mondo esteriore sta nell'inconscio collettivo.
La tendenza a intercambiare psicologia e spiritualità fu
fatta propria dal Movimento del Potenziale Umano e si sviluppò verso la fine
degli anni '60 presso lo Esalen Institute in California. La psicologia
transpersonale, fortemente influenzata dalle religioni orientali e da Jung,
offriva un viaggio contemplativo in cui la scienza incontrava il misticismo.
L'accento posto sulla corporeità, la ricerca di modi di espansione della
coscienza e il coltivare i miti dell'inconscio collettivo erano tutti
incoraggiamenti a ricercare un « dio all'interno di se stessi ».
Per realizzare le proprie potenzialità, bisognava superare il proprio ego per
divenire il dio che ognuno in fondo è. Per farlo bisognava scegliere la
terapia adatta, la meditazione, esperienze parapsicologiche, l'uso di
allucinogeni. Erano tutti modi per acquisire le « esperienze culmine »,
esperienze « mistiche » di fusione con Dio e con il cosmo.
Il simbolo dell'Acquario fu mutuato dalla mitologia astrologica, ma in seguito
arrivò a significare il desiderio di un mondo radicalmente nuovo. I due centri
che funsero da motori propulsori iniziali del New Age, furono, e in una
certa misura lo sono ancora, la Comunità-giardino di Findhorn nella Scozia
nord-orientale e il Centro per lo sviluppo del potenziale umano di Esalen, a Big
Sur, in California, negli Stati Uniti d'America. Ciò che alimenta il New Age
in maniera consistente è una crescente coscienza globale e una crescente
consapevolezza di un'imminente crisi ecologica.
2.3.3. Temi centrali del New Age
Il New Age non è esattamente una religione, ma è
interessato a ciò che è chiamato « divino ». L'essenza del New
Age è la libera associazione di varie attività, idee e persone a cui si
può applicare questo termine. Quindi non esiste un'articolazione definitiva
di qualcosa come le dottrine delle religioni principali. Ciononostante, e
malgrado l'immensa varietà in seno al New Age, si possono individuare
alcuni punti comuni:
– Il cosmo è un tutto organico;
– È animato da
un'Energia, che viene anche identificata come Anima o Spirito; – Si
crede molto nella mediazione di varie entità spirituali. Gli esseri umani
sono capaci di ascendere a sfere superiori invisibili e di controllare la
propria vita oltre la morte; – Si sostiene l'esistenza di una « conoscenza
perenne » che è antecedente e superiore a tutte le religioni e
culture; – Le persone seguono maestri illuminati...
2.3.4. Che cosa dice il New Age a
proposito...
2.3.4.1. ...della persona umana
Il New Age crede nella perfettibilità della persona
umana per mezzo di una vasta gamma di tecniche e terapie (in contrasto con la
visione cristiana della cooperazione con la grazia divina). In generale
concorda con Nietzsche, secondo il quale il cristianesimo ha impedito
all'umanità autentica di manifestarsi pienamente. La perfezione, in questo
contesto, significa raggiungere l'autorealizzazione, secondo un ordine di
valori che noi stessi creiamo e che otteniamo con le nostre forze. Si può
quindi parlare di un sé che si auto- crea. Questa visione evidenzia che vi è
maggiore differenza fra come sono ora gli esseri umani e quello che saranno
quando avranno realizzato pienamente il proprio potenziale, che fra gli esseri
umani e gli antropoidi.
È utile distinguere fra esoterismo, ossia una ricerca
di conoscenza, e magico, o occulto: quest'ultimo è uno strumento per
ottenere potere. Alcuni gruppi sono sia esoterici sia occulti. Al centro
dell'occultismo esiste una volontà di potere basata sul sogno di divenire
divini. Le tecniche di espansione della mente intendono rivelare all'uomo il
suo potere divino. Usando questo potere le persone preparano la via all'Età
dell'Illuminazione. Questa esaltazione dell'umanità capovolge il giusto
rapporto fra Creatore e creatura e una delle sue forme estreme è il
satanismo. Satana diviene il simbolo della ribellione contro le convenzioni e
le regole, un simbolo che spesso assume forme aggressive, egoistiche e
violente. Alcuni gruppi evangelici hanno espresso preoccupazione per la
presenza subliminale di quello che definiscono simbolismo satanista in alcune
espressioni della musica rock, che esercitano una forte influenza sui giovani.
Tutto ciò è completamente assente nel messaggio di pace e armonia del Nuovo
Testamento e spesso è una delle conseguenze dell'esaltazione dell'umanità
quando essa implica la negazione di un Dio trascendente.
Non sono solo i giovani a farne le spese. I temi fondamentali
della cultura esoterica sono presenti anche nei campi della politica,
dell'educazione e della legislazione.37 È il caso, in particolare,
dell'ecologia. L'enfasi posta dall'ecologia radicale sul biocentrismo
nega la visione antropologica della Bibbia, nella quale gli esseri umani sono
al centro del mondo perché sono considerati qualitativamente superiori ad
altre forme naturali. Ciò è molto presente oggi nella legislazione e
nell'educazione, nonostante il fatto che in tal modo si sminuisce l'umanità.
La stessa matrice culturale esoterica si ritrova nell'ideologia che sottostà
alle politiche demografiche e agli esperimenti di ingegneria genetica, che
sembrano esprimere il sogno degli esseri umani di crearsi di nuovo da sé.
Come si spera di farlo? Decifrando il codice genetico, alterando le regole
naturali della sessualità, sconfiggendo i limiti della morte.
In quello che si può definire un tipico racconto New Age, gli
uomini nascono con una scintilla divina, in un modo che ricorda l'antico
gnosticismo. Questo li collega all'unità del Tutto. Sono considerati
essenzialmente divini, sebbene partecipino alla divinità cosmica a diversi
livelli di coscienza. Noi siamo co-creatori e creiamo la nostra realtà
personale. Secondo una concezione che considera ogni individuo fonte creativa
dell'universo, alcuni autori del New Age sostengono che scegliamo noi
le circostanze della nostra vita (perfino la malattia e la morte). Tuttavia,
per comprendere bene qual è il nostro posto nell'unità del cosmo dobbiamo
compiere un viaggio. Il viaggio è la psicoterapia e la salvezza è il
riconoscimento della coscienza universale. Il peccato non esiste. Esiste
soltanto una conoscenza imperfetta. L'identità di ogni essere umano è
diluita nell'essere universale e nel processo delle incarnazioni successive.
Siamo soggetti a determinate influenze degli astri, ma possiamo aprirci alla
divinità che vive dentro di noi, in una ricerca costante (mediante tecniche
appropriate) di un'armonia sempre maggiore fra il sé e l'energia cosmica
divina. Non è necessaria alcuna Rivelazione o Salvezza che provenga dal di
fuori delle persone, ma soltanto il compimento dell'esperienza della salvezza
che è dentro di noi (auto- salvezza), possibile mediante tecniche
psico-fisiche che portano all'illuminazione definitiva.
Alcune fasi del percorso verso l'auto-redenzione sono preparatorie
(meditazione, armonia fisica, liberazione di energie di auto- guarigione).
Sono i punti di partenza di processi di spiritualizzazione, perfezione e
illuminazione che aiutano le persone ad acquisire ulteriori autocontrollo e
concentrazione psichica sulla « trasformazione » del sé
individuale in « coscienza cosmica ». Il destino della persona
umana è costituito da una serie di reincarnazioni dell'anima in diversi
corpi. Non ci si riferisce a un ciclo di samsara, nel senso di
purificazione come punizione, ma ad un'ascensione graduale verso lo sviluppo
perfetto delle proprie potenzialità.
La psicologia è utilizzata per spiegare l'espansione della mente come
esperienza « mistica ». Lo yoga, lo zen, la meditazione
trascendentale e gli esercizi tantrici conducono all'autorealizzazione o
illuminazione. Si crede che le « esperienze culmine » (rivivere la
propria nascita, viaggiare fino ai confini della morte, il biofeedback,
la danza e perfino gli stupefacenti, qualsiasi cosa che provochi uno stato
alterato di coscienza), conducano all'unità e all'illuminazione. Poiché c'è
una sola Mente, alcune persone possono essere canali per raggiungere
esseri superiori. Ogni parte di questo unico essere universale ha contatti con
tutte le altre. L'approccio classico al New Age è la psicologia
transpersonale, i cui concetti principali sono la Mente Universale, il Sé
superiore, l'inconscio personale e collettivo e l'io individuale. Il Sé
Superiore è la nostra identità reale, un ponte fra Dio, che è la mente
divina, e l'umanità. Lo sviluppo spirituale è il contatto con il Sé Superiore
che supera tutte le forme di dualismo fra soggetto e oggetto, vita e morte,
psiche e soma, il sé e aspetti frammentari del sé. La nostra personalità
limitata è come un'ombra o un sogno creato dal sé reale. Il Sé Superiore
contiene i ricordi di precedenti (re-)incarnazioni.
2.3.4.2. ...di Dio?
Il New Age ha una preferenza marcata per le religioni
orientali e precristiane, perché le considera incontaminate da distorsioni
giudaico-cristiane. Quindi tributa grande rispetto agli antichi riti agresti e
ai culti legati alla fertilità. « Gaia », la Madre Terra, viene
proposta come alternativa a Dio Padre, la cui immagine viene collegata a una
concezione patriarcale del dominio maschile sulla donna. Si parla di Dio, ma
non di un Dio personale. Il Dio di cui parla il New Age non è né
personale né trascendente. Non è né il libero Creatore né l'amorevole
reggente dell'universo, ma un'« energia impersonale », immanente
al mondo, con il quale costituisce una « unità cosmica »: « Tutto
è uno ». Quest'unità è monistica, panteistica, o più precisamente,
panenteistica. Dio è il « principio di vita », lo « spirito
o anima del mondo », la somma totale della coscienza esistente nel
mondo. In un certo senso, tutto è Dio. La presenza di Dio è più evidente
negli aspetti spirituali della realtà, così ogni mente/spirito è, in un
certo qual modo, Dio.
Quando uomini e donne la ricevono consciamente, « l'energia
divina » è spesso descritta come « energia cristica ». Si
parla anche di Cristo, ma non di Gesù di Nazaret. « Cristo » è
un titolo conferito a qualcuno che ha raggiunto uno stato di coscienza nel
quale percepisce la propria divinità e può quindi affermare di essere un « Maestro
universale ». Gesù di Nazaret non era il Cristo, ma soltanto una
delle figure storiche nelle quali questa natura « cristica » si è
rivelata, come nel caso del Buddha e di altri. Ogni manifestazione storica del
Cristo mostra chiaramente che tutti gli esseri umani sono celesti e
divini e li conduce verso questa realizzazione.
Il livello più interiore e più personale (« psichico ») nel quale
gli esseri umani « avvertono » questa « divina energia cosmica »
è detto anche « Spirito Santo ».
2.3.4.3. ...del mondo?
Importantissimo per gran parte del pensiero New Age è
il passaggio dal modello meccanicistico della fisica classica a quello « olistico »
della fisica moderna atomica e subatomica, basato sul concetto di materia
costituita da onde o energie invece che da particelle. L'universo è un oceano
di energia, che è un tutto unico o una rete di legami. L'energia che anima
quest'organismo unico che è l'universo è « spirito ». Non esiste
alterità fra Dio e il mondo. Il mondo stesso è divino e subisce un processo
evolutivo che porta dalla materia inerte a una « coscienza più elevata
e perfetta ». Il mondo non è stato creato. Esso è eterno e
autosufficiente. Il futuro del mondo dipende da un dinamismo interiore
necessariamente positivo e porta all'unità (divina) riconciliata di tutto
quanto esiste. Dio e il mondo, anima e corpo, intelligenza (razionalità) ed
emotività, cielo e terra, sono un'unica immensa vibrazione di energia.
James Lovelock nel suo libro sull'Ipotesi Gaia sostiene che « l'intera
gamma di materia vivente sulla terra, dalle balene ai virus, e dalle querce
alle alghe, si potrebbe considerare come una singola entità vivente, in grado
di manipolare l'atmosfera della Terra per soddisfare tutte le sue esigenze e
dotata di facoltà e poteri superiori a quelli delle sue parti costitutive ».38
Per alcuni, l'ipotesi Gaia è « una strana sintesi di individualismo e
collettivismo. È come se il New Age, avendo sottratto le persone alle
politiche frammentarie, non veda l'ora di gettarle nel calderone della mente
globale ». Il cervello globale ha bisogno di istituzioni con le quali
governare, in altre parole, di un governo mondiale. « Per affrontare i
problemi odierni, il New Age sogna un'aristocrazia spirituale nello
stile de La Repubblica di Platone, gestita da società segrete... ».39
Può essere esagerato asserire questo, ma è provato che l'elitarismo gnostico
e il governo globale coincidano su numerose questioni di politica
internazionale.
Nell'universo è tutto correlato. Infatti ogni parte è in sé
immagine della totalità. Il tutto è in ogni cosa. Nella « grande
catena dell'essere », tutti gli esseri sono intimamente legati e formano
un'unica famiglia con differenti gradi di evoluzione. Ogni persona umana è un
ologramma, un'immagine dell'insieme della creazione, in cui tutto vibra
sulla propria frequenza. Ogni essere umano è un neurone del sistema nervoso
centrale della Terra e tutte le entità individuali sono in rapporto di
complementarietà le une con le altre.
Infatti, esiste una complementarietà interiore o androginia
in tutta la creazione.40
Uno dei temi ricorrenti negli scritti e nel pensiero New Age è quello del « nuovo
paradigma » introdotto dalla scienza contemporanea. « La scienza ci
ha permesso di vedere all'interno di insiemi e di sistemi, ci ha sollecitato e
trasformato. Stiamo imparando a interpretare tendenze, a riconoscere i primi
segni di un altro paradigma più promettente. Creiamo scenari futuri
alternativi. Parliamo dei fallimenti dei vecchi sistemi, introducendo nuove
soluzioni ai problemi in tutti i campi ».41 Quindi, il « mutamento
dei paradigmi » è un cambiamento radicale di prospettiva, ma niente di più.
Ci si chiede se il pensiero e il cambiamento reale siano proporzionati e quanto
una trasformazione interiore possa rivelarsi efficace nel mondo esterno. Ci si
deve chiedere, pur non esprimendo un giudizio negativo, quanto possa essere
scientifico un processo concettuale che implica affermazioni come questa: « la
guerra è impensabile in una società di persone autonome che hanno scoperto che
tutta l'umanità è interdipendente, che non temono idee e culture estranee, che
sanno che tutte le rivoluzioni cominciano nell'interiorità e che non si può
imprimere il proprio marchio di illuminazione sugli altri ».42
È illogico concludere che qualcosa non possa accadere solo perché è
impensabile. Questo ragionamento è veramente gnostico, nel senso che
attribuisce un potere eccessivo alla conoscenza e alla coscienza. Non vogliamo
negare il ruolo fondamentale e cruciale dello sviluppo della coscienza
nell'indagine scientifica, ma soltanto mettere in guardia contro l'imposizione
alla realtà esterna di ciò che alberga ancora solo nella mente.
2.4.
« Abitanti del mito piuttosto che della Storia »
43?: New Age e cultura
« In fondo, il fascino del New Age risiede
nell'interesse suscitato culturalmente per il sé, il suo valore, le sue
capacità e i suoi problemi. Mentre la religiosità tradizionale, con la sua
organizzazione gerarchica, è adatta alla comunità, la spiritualità scevra
da tradizione si adatta bene all'individuo. Il New Age è « del »
sé, poiché facilita la celebrazione di quanto deve essere e deve divenire ed
è « per » il sé, perché differendo da ciò che è dominante, può
affrontare i problemi di identità generati da forme convenzionali di vita ».44
Il rifiuto della tradizione quale organizzazione patriarcale,
gerarchica ed ecclesiale implica la ricerca di una forma alternativa di società
che si inspiri chiaramente alla nozione moderna del sé. Molti scritti del New
Age spiegano che non si può fare nulla (direttamente) per cambiare il
mondo, ma tutto per cambiare se stessi. Modificare la coscienza individuale
sembra essere il modo (indiretto) per cambiare il mondo. Il più importante
strumento di cambiamento sociale è l'esempio personale. Il riconoscimento
mondiale di questi esempi personali porterà costantemente alla trasformazione
della mente collettiva e tale trasformazione sarà l'acquisizione principale
del nostro tempo. Questo fa chiaramente parte del paradigma olistico ed è una
riaffermazione della classica questione filosofica dell'uno e dei molti. Si
ricollega anche all'esposizione junghiana della teoria della corrispondenza e
al suo rifiuto della causalità. Gli individui sono immagini frammentarie
dell'ologramma planetario. Guardando nella propria interiorità non solo si conosce
l'universo, ma lo si modifica. Tuttavia più ci si guarda dentro,
più piccola diviene l'arena politica. Tutto questo è veramente in sintonia
con la retorica della partecipazione democratica in un nuovo ordine planetario
oppure è un modo inconscio e sottile per privare di potere le persone
esponendole così al rischio di venire manipolate? L'attuale preoccupazione
per i problemi planetari (questioni ecologiche, esaurimento delle risorse,
sovrappopolazione, divario economico fra Nord e Sud, l'enorme arsenale
militare e l'instabilità politica) permettono o impediscono l'impegno in
altre questioni sociali e politiche parimenti reali? Il vecchio adagio « la
carità comincia a casa » può rappresentare un sano equilibrio
nell'approccio a tali questioni. Alcuni osservatori del New Age individuano
un sinistro autoritarismo dietro l'apparente indifferenza verso la politica.
Lo stesso David Spangler sottolinea che una delle ombre del New Age è
« un subdolo arrendersi alla mancanza di potere e alla irresponsabilità
in nome dell'attesa della nuova era piuttosto che essere attivi creatori di
integrità nella propria vita ».45
Anche se non è del tutto corretto affermare che negli
atteggiamenti del New Age il quietismo è pressoché assoluto, una
delle critiche principali mosse al movimento New Age è che il
desiderio privato di autorealizzazione opera veramente contro la possibilità
di una profonda cultura religiosa. Lo mettono in evidenza tre punti:
– Ci si chiede se il New Age sia intellettualmente
convincente quando cerca di fornire un quadro completo del cosmo in una
visione del mondo che sostiene di integrare natura e realtà spirituale.
L'universo occidentale viene considerato diviso e basato sul monoteismo, la
trascendenza, l'alterità e la separazione. Si rileva un dualismo fondamentale
in divisioni come quelle fra reale e ideale, relativo e assoluto, finito e
infinito, umano e divino, sacro e profano, passato e presente, tutte
riconducibili alla « coscienza infelice » di Hegel. Tutto ciò
viene descritto come qualcosa di tragico. La risposta del New Age è
l'unità attraverso la fusione. Esso pretende di riconciliare l'anima e il
corpo, il femminile e il maschile, lo spirito e la materia, l'umano e il
divino, la terra e il cosmo, il trascendente e l'immanente, la religione e la
scienza, le differenze fra le religioni, lo Yin e lo Yang. Quindi non c'è
alterità. Quello che rimane in termini umani è la transpersonalità. Il
mondo New Age è a-problematico: non c'è nulla da raggiungere.
Tuttavia la questione metafisica dell'uno e dei molti rimane irrisolta, o
forse non viene neanche posta, poiché c'è una grande preoccupazione per gli
effetti della disunità e della divisione, ma la risposta è solo una
descrizione di come le cose apparirebbero se venissero guardate in un altro
modo.
– Il New Age importa, un po' alla volta, pratiche
religiose orientali e le reinterpreta per adattarle agli occidentali.
Ciò implica il rifiuto dei termini « peccato » e « salvezza »,
sostituiti dai moralmente neutri « addition » (dipendenza) e « recovery »
(ripresa). I riferimenti a influenze extraeuropee sono a volte soltanto una « pseudo-orientalizzazione »
della cultura occidentale. Inoltre, non si tratta di un dialogo autentico. In
un contesto nel quale le influenze greco-romane e giudaico-cristiane sono
considerate con sospetto, le influenze orientali vengono utilizzate
precisamente come alternative alla cultura occidentale. La scienza e la
medicina tradizionali sono percepite come inferiori agli approcci olistici così
come le strutture patriarcali e particolaristiche nella politica e nella
religione. Sono ostacoli all'avvento dell'Età dell'Acquario. Ancora una volta
è evidente che la scelta delle alternative proposte dal New Age esige
che le persone rompano completamente con la tradizione in cui sono cresciute.
Ma si tratta veramente, come spesso si ritiene o si presume che sia, di una
scelta libera e matura?
– Le tradizioni religiose autentiche promuovono la disciplina al fine di
acquisire saggezza, equanimità e compassione. Il New Age è
un'eco del desiderio profondo e inalienabile di una cultura religiosa integrale
e di qualcosa di più generale e illuminante di quello che offrono in genere i
politici. Ma non è chiaro se i benefici di una visione basata sul Sé, che si
espande continuamente, siano destinati agli individui o alle società. I corsi
di formazione del New Age (detti « erhard seminar trainings »
[EST] ecc.) fondono valori controculturali con il bisogno dominante di avere
successo, la soddisfazione interiore con il successo esterno. Il ritiro « Spirit
of Business » che si tiene a Findhorn trasforma l'esperienza del lavoro
aumentandone la produttività. Alcuni seguaci del New Age non vogliono
solo divenire più autentici e spontanei, ma anche più ricchi (attraverso le
arti magiche, ecc.). « Ciò che rende tutto più affascinante all'uomo
d'affari dalla mentalità imprenditoriale è che questi corsi di formazione
sembrano propugnare idee in qualche modo più umanistiche nel mondo degli
affari. Si tratta di idee per le quali il luogo di lavoro diventa “ambiente di
apprendimento”, bisogna “instillare nuova vita nel lavoro”, il “lavoro
deve essere umanizzante”. Si parla di “realizzazione del manager”,
“priorità delle persone” o di “dischiudere il potenziale”. Presentate
dai formatori New Age, queste idee probabilmente piacciono a quegli
uomini d'affari che hanno già seguito altri esercizi più basati sull'umanesimo
secolare e desiderano andare avanti con l'obiettivo di raggiungere la crescita
personale, la felicità e l'entusiasmo e allo stesso tempo la produttività
commerciale ».46 È dunque chiaro che le persone coinvolte
ricercano saggezza ed equanimità a proprio beneficio, ma fino a che punto le
attività nelle quali sono impegnate permettono loro di operare per il bene
comune? Indipendentemente dalle loro motivazioni, tutti questi fenomeni vanno
giudicati dai frutti che recano e bisogna chiedersi se promuovono il sé oppure
solidarietà non solo con balene, alberi o persone che la pensano allo
stesso modo, ma con tutto il creato, ossia con tutta l'umanità. Il Cardinale
Joseph Ratzinger definisce le conseguenze più nefaste di qualsiasi filosofia
basata sull'egoismo, alla quale aderiscono istituzioni o un gran numero di
persone, come un insieme di « strategie volte a ridurre il numero di
quanti potranno sfamarsi alla tavola dell'umanità ».47 Questo
è un modello di valutazione dell'impatto di qualsiasi filosofia o teoria. Il
cristianesimo cerca sempre di misurare i comportamenti umani in base alla loro
apertura al Creatore e a tutte le altre creature con un rispetto che si basa
saldamente sull'amore.
2.5.
Perché il New Age ha avuto un successo così rapido e si è
diffuso con tanta efficacia?
Indipendentemente dalle questioni che solleva e dalle critiche
che suscita, il New Age è il tentativo di portare un po' di calore nel
mondo tanto duro e spietato in cui viviamo. Come reazione alla modernità,
agisce per lo più a livello dei sentimenti, degli istinti e delle emozioni.
L'ansia per un futuro apocalittico di instabilità economica, incertezza
politica e mutamento climatico svolge un ruolo importante nella ricerca di
un'alternativa, di un rapporto decisamente ottimistico con il cosmo. Si
ricercano integrità e felicità, spesso a un livello dichiaratamente
spirituale. Non è certo un caso che il New Age abbia avuto un successo
enorme in un'epoca che si contraddistingue per un'esaltazione quasi universale
della diversità. La cultura occidentale è andata oltre la tolleranza,
nel senso di accettazione forzata o di rassegnazione alle idiosincrasie di una
persona o di un gruppo minoritario, ed è giunta a una consapevole erosione
del rispetto per la normalità. La normalità ci viene presentata come un
concetto moralmente pesante, necessariamente legato a norme assolute. Per un
numero sempre più alto di persone, norme e credi assoluti non sono altro che
l'incapacità di tollerare i punti di vista e le convinzioni degli altri. In
un clima del genere, stili di vita e teorie alternative hanno avuto un
successo straordinario: essere diversi non è solo accettabile, ma è anche
una cosa buona e positiva.48
È essenziale ricordare che gli individui seguono il New
Age in molti modi diversi e a vari livelli. Nella maggior parte dei casi
non è una questione di « appartenenza » a un gruppo o a un
movimento, né di essere pienamente consapevoli dei principi alla base del New
Age. A quanto pare, le persone sono attratte per lo più da particolari
terapie o pratiche, senza chiedersi cosa c'è dietro e altre sono
semplicemente consumatori occasionali di prodotti etichettati « New Age ».
Chi utilizza l'aromaterapia o ascolta musica New Age, per esempio, in
genere è semplicemente interessato agli effetti che essi hanno sulla propria
salute e il proprio benessere. Solo una minoranza approfondisce lo studio del New
Age e cerca di capire il suo significato teorico (« mistico »).
Ciò è perfettamente in sintonia con i modelli di consumo di società nelle
quali il divertimento e lo svago hanno tanta importanza. Questo « movimento »
si è ben adattato alle leggi del mercato e la sua diffusione si deve in parte
proprio alla sua attraente offerta economica. Almeno in alcune culture, il New
Age è stato considerato come l'etichetta per un prodotto creato
dall'applicazione di regole di marketing a un fenomeno religioso.49
Del resto ci sarà sempre un modo per approfittare economicamente dei bisogni
spirituali delle persone. Come molte altre cose nell' economia contemporanea,
il New Age è un fenomeno globale mantenuto e alimentato con
l'informazione dai mezzi di comunicazione sociale. Si può affermare che
questa comunità globale sia stata creata dai mezzi di comunicazione sociale
ed è piuttosto chiaro che la letteratura popolare e la comunicazione di massa
assicurano che le nozioni comuni condivise dai « credenti » e dai
simpatizzanti si diffondano molto rapidamente quasi dappertutto. Tuttavia, non
si può provare che questa rapida diffusione di idee sia avvenuta per caso o
invece sia sostenuta da un disegno preciso, poiché si tratta di una forma
molto libera di « comunità ». Come le comunità cibernetiche
create da Internet, si tratta di un dominio in cui i rapporti umani possono
essere o molto impersonali o interpersonali in un senso molto limitato.
Il New Age è divenuto immensamente popolare come un
insieme poco preciso di credi, terapie e pratiche, spesso scelti e combinati
arbitrariamente, senza considerare le incompatibilità e le incoerenze che un
metodo del genere può implicare. Del resto, questo non desta meraviglia in
una visione del mondo deliberatamente basata sul pensiero intuitivo del « cervello
destro ». Proprio per questo è importante scoprire e riconoscere le
caratteristiche fondamentali delle idee del New Age. Quanto propone è
spesso descritto come « spirituale », piuttosto che tipico di una
qualche religione, ma i legami con certe religioni orientali sono molto più
stretti di quanto immaginino molti « consumatori ». Ovviamente
questo è importante soprattutto per i gruppi di « preghiera » ai
quali le persone scelgono di partecipare, ma è anche un problema reale per la
gestione di un numero crescente di società, i cui impiegati devono praticare
la meditazione e adottare tecniche di espansione della mente come parte della
loro vita lavorativa.50
È importante dire qualcosa anche sulla promozione organica del New Age come
di un'ideologia, ma si tratta di una materia piuttosto complessa. Alcuni gruppi
hanno reagito al New Age muovendogli generiche accuse di cospirazione, ma
è stato loro risposto che stiamo assistendo a un mutamento culturale spontaneo
il cui corso è felicemente determinato da influenze che trascendono il
controllo umano. Tuttavia è sufficiente sottolineare che il New Age condivide
con alcuni gruppi di influenza internazionale lo scopo di soppiantare e superare
le religioni particolari per far spazio a una religione universale in grado di
unire tutta l'umanità. Strettamente legato a questo fine è lo sforzo
concertato da parte di molte istituzioni di inventare un'Etica Globale, una
cornice etica che rifletterebbe la natura globale della cultura, dell'economia e
della politica contemporanee. Inoltre, la politicizzazione delle questioni
ecologiche aggiunge colore all'intera questione dell'ipotesi Gaia o del culto
della Madre Terra.
3.1. Il New Age come
spiritualità
I suoi promotori definiscono spesso il New Age come « nuova
spiritualità ». È un po' ironico definirlo « nuovo »
quando tante delle sue idee derivano da antiche religioni e culture. Ciò che
è veramente nuovo, tuttavia, è la ricerca consapevole di un'alternativa alla
cultura occidentale e alle sue radici giudaico-cristiane. Il termine « spiritualità »,
dunque, si riferisce all'esperienza interiore di armonia e di unità con tutta
la realtà che elimina il senso di imperfezione e di finitezza che affligge la
persona umana. Le persone scoprono un profondo legame con la forza o energia
universale sacra che è il nucleo di tutta la vita. Dopo aver fatto questa
scoperta, uomini e donne possono intraprendere un cammino di perfezione che
permetterà loro di indirizzare la propria vita personale e il rapporto con il
mondo, e di assumere un proprio ruolo nel processo universale del divenire e
nella nuova genesi di un mondo in costante evoluzione. Il risultato è una mistica
cosmica,51 basato sulla consapevolezza di un universo che si
evolve con energie dinamiche. Quindi, l'energia cosmica, la vibrazione, la
luce, Dio, l'amore, anche il Sé superiore, si riferiscono tutti alla stessa e
unica realtà, la fonte primaria presente in ogni essere.
Questa spiritualità consta di due elementi distinti, uno
metafisico e l'altro psicologico. La componente metafisica deriva dalle
radici esoteriche e teosofiche del New Age e fondamentalmente è una
nuova forma di gnosi. Si accede al divino svelando misteri nascosti grazie
alla ricerca dell'individuo del « reale dietro ciò che è solo
apparente, dell'origine al di là del tempo, del trascendente al di là di ciò
che è mera fugacità, della tradizione primordiale oltre la tradizione
semplicemente effimera, dell'altro al di là dell'io, della divinità cosmica
al di là dell'individuo incarnato ». La spiritualità esoterica « è
un'indagine dell'Essere al di là della separatezza degli esseri, una sorta di
nostalgia dell'unità perduta ».52
« Qui si può vedere la matrice gnostica della
spiritualità esoterica, che appare evidente quando i figli dell'Acquario
cercano l'Unità Trascendente delle religioni. Delle religioni storiche
tendono a cogliere soltanto il nucleo esoterico, di cui sostengono di essere i
custodi. In un certo qual modo negano la storia e rifiutano l'idea che la
spiritualità possa essere radicata nel tempo o in qualche istituzione. Gesù
di Nazaret non è Dio, ma una delle numerose manifestazioni del Cristo
universale e cosmico ».53
La componente psicologica di questo tipo di spiritualità scaturisce
dall'incontro fra cultura esoterica e psicologia (cf. 2.32). Il New Age diviene
quindi un'esperienza di trasformazione psico-spirituale personale, considerata
analoga all'esperienza religiosa. Per alcuni questa trasformazione assume la
forma di una profonda esperienza mistica, che segue una crisi personale o una
lunga ricerca spirituale. Per altri scaturisce dalla pratica della meditazione o
da qualche tipo di terapia o ancora da esperienze paranormali che alterano gli
stati di coscienza e permettono di percepire l'unità della realtà.54
3.2. Narcisismo spirituale?
Diversi autori considerano la spiritualità del New Age come
una specie di narcisismo spirituale o di pseudomisticismo. È interessante
osservare come queste critiche siano state mosse perfino da un esponente
importante del New Age, David Spangler che, nelle sue ultime opere, ha
preso le distanze dagli aspetti più esoterici di questa corrente di pensiero.
Egli ha scritto che, nelle forme più popolari del New Age,
« gli individui e i gruppi realizzano le proprie fantasie di
avventura e di potere, in genere di forma occulta o millenarista... la
caratteristica principale di questo livello è l'attaccamento a un mondo
privato di realizzazione dell'io e un conseguente (sebbene non sempre
manifesto) ritrarsi dal mondo. A questo livello, il New Age è popolato
di esseri strani ed esotici, maestri, adepti, extraterrestri; è un luogo di
poteri psichici e di misteri occulti, di cospirazioni e di dottrine nascoste ».55
In un'opera successiva, David Spangler elenca quelli che
considera elementi negativi o « ombre » del New Age: « alienazione
dal passato in nome del futuro, attaccamento al nuovo in quanto tale...;
indiscriminazione e mancanza di discernimento in nome dell'integrità e della
comunione, quindi mancata comprensione o mancato rispetto del ruolo dei
limiti; confusione fra fenomeni psichici e conoscenza, fra channeling (cf.
glossario al § 7.2, n.d.t.) e spiritualità, fra la prospettiva del New
Age e la verità ultima ».56 Comunque Spangler è
convinto che l'egoismo e il narcisismo irrazionale siano caratteristiche di un
numero ridotto di seguaci del New Age. E sottolinea come aspetti
positivi la funzione del New Age come simbolo di cambiamento e come
incarnazione del sacro, essendo un movimento in cui le persone, per la maggior
parte, sono « ricercatori molto seri della verità », e lavorano
per la vita e la crescita spirituale.
David Toolan, un gesuita americano che ha frequentato per diversi anni
l'ambiente del New Age, analizza l'aspetto commerciale di molti prodotti
e terapie etichettati come New Age. Egli osserva come i seguaci del New
Age abbiano scoperto la vita interiore e siano affascinati dalla prospettiva
di essere responsabili del mondo, ma vengano facilmente sopraffatti dalla
tendenza all'individualismo e a vedere tutto come un oggetto di consumo. In
questo senso, pur non essendo cristiana, la spiritualità del New Age non
è nemmeno buddista poiché non implica la negazione di sé. Il sogno
dell'unione mistica sembra condurre, in pratica, a un'unione meramente virtuale,
che alla fine lascia le persone più sole e insoddisfatte.
3.3. Il Cristo Cosmico
Nei primi tempi del cristianesimo, i credenti in Gesù Cristo furono costretti
ad affrontare le religioni gnostiche. Non le ignorarono, ma presero questa sfida
positivamente e applicarono a Cristo stesso i termini utilizzati per le divinità
cosmiche. L'esempio più chiaro di questo è il famoso inno a Cristo contenuto
nella Lettera che San Paolo rivolge alla comunità cristiana di Colossi:
Egli è l'immagine del Dio invisibile,
generato prima di
ogni creatura;poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle
nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni,
Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per
mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte
sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il
principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere
il primato su tute le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui
ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando
con il sangue della sua croce cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli (Col 1, 15-20).
Per questi primi cristiani non c'era alcuna nuova era cosmica
da attendere. Con questo inno celebravano il compimento di tutte le cose
iniziato con Cristo. « Il tempo in realtà si è compiuto per il fatto
stesso che Dio, con l'incarnazione, si è calato dentro la storia dell'uomo.
L'eternità è entrata nel tempo: quale “compimento” più grande di
questo? Quale altro “compimento” sarebbe possibile? ».57
Il credo gnostico nei poteri cosmici e in un qualche oscuro tipo di destino
nega la possibilità di un rapporto con un Dio personale rivelato in Cristo.
Per i cristiani, il vero Cristo cosmico è colui che è attivamente presente
nei vari membri del suo corpo, che è la Chiesa. Non si rivolgono a poteri
cosmici impersonali, ma alla sollecitudine amorevole di un Dio personale. Per
loro il biocentrismo cosmico va trasferito in un insieme di rapporti
sociali (nella Chiesa). Inoltre, i cristiani non sono bloccati in un
modello ciclico di eventi cosmici, ma si concentrano sul Gesù storico,
in particolare sulla sua crocifissione e resurrezione. Noi troviamo nella
Lettera ai Colossesi e nel Nuovo Testamento una dottrina su Dio differente da
quella implicita nel pensiero New Age: la concezione cristiana di Dio
è quella di una Trinità di Persone che ha creato la razza umana per il
desiderio di condividere la comunione della vita trinitaria con le creature.
Compreso nella maniera esatta, ciò significa che l'autentica spiritualità
non è tanto la nostra ricerca di Dio ma Dio che cerca noi.
Nei circoli del New Age si è diffusa un'altra idea
totalmente diversa del significato cosmico di Cristo. « Il Cristo
Cosmico è il modello divino che trova connessione nella persona di Gesù
Cristo (ma non si limita a questa persona). Il modello divino di questa
connessione si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,
14). Il Cristo Cosmico... conduce ad un nuovo esodo dalla schiavitù e dal
pessimismo di un universo newtoniano, meccanicistico, pieno di competizione,
con vincitori e vinti, dualismi, antropocentrismo, nonché dal tedio di veder
il nostro entusiasmante universo descritto come una macchina priva di mistero
e misticismo. Il Cristo Cosmico è locale e storico, davvero legato
intimamente alla storia umana. Il Cristo Cosmico può vivere alla porta
accanto o persino all'interno del più profondo e autentico sé di ognuno ».58
Sebbene questa spiegazione può non soddisfare tutti coloro che hanno a che
fare con il New Age, è molto incisiva e mostra con chiarezza assoluta
dove siano le differenze fra queste due visioni di Cristo. Per il New Age il
Cristo Cosmico è un modello che può ripetersi in molte persone, luoghi e
tempi; è il portatore di un enorme mutamento di paradigmi; è, in definitiva,
un potenziale dentro di noi.
Per la fede cristiana, Gesù Cristo non è un modello, ma una persona divina la
cui figura umano-divina rivela il mistero dell'amore del Padre per ogni essere
umano attraverso la storia (Gv. 3, 16). Egli vive in noi perché
condivide con noi la sua vita, ma questo non è né imposto né automatico.
Tutti gli uomini e tutte le donne sono invitati a partecipare alla sua vita, a
vivere « in Cristo ».
3.4. Mistica cristiana
e mistica New Age
Per i cristiani la vita spirituale è un rapporto con Dio che
gradualmente, attraverso la sua grazia, diviene più profondo e in questo
processo illumina anche il nostro rapporto con il prossimo e con l'universo.
Spiritualità, in termini New Age, significa sperimentare stati di
coscienza dominati da un senso di armonia e fusione con il Tutto. Dunque la « mistica »
non si riferisce all'incontro con un Dio trascendente nella pienezza
dell'amore, ma all'esperienza scatenata dal rivolgersi a se stessi, da un
senso esaltante di essere tutt'uno con l'universo, di lasciare affondare la
propria individualità nel grande oceano dell'Essere.59
Questa distinzione fondamentale appare chiara a tutti i
livelli di confronto tra la mistica cristiana e quella del New Age. La
via di purificazione di quest'ultimo si basa sulla consapevolezza del disagio
o alienazione, da superare mediante quest'immersione nel Tutto. Per cambiare,
bisogna utilizzare tecniche che portino all'esperienza dell'illuminazione.
Quest'ultima trasforma la coscienza di una persona e la pone in contatto con
la divinità, intesa come l'essenza più profonda della realtà.
Le tecniche e i metodi offerti da questo sistema religioso
immanentista, che non concepisce Dio come persona, procedono « dal basso ».
Sebbene implichino un'immersione nelle profondità del proprio cuore e della
propria anima, costituiscono un'impresa essenzialmente umana da parte di una
persona che cerca di ascendere alla divinità mediante le proprie forze.
Spesso si tratta di « un'ascesa » a livello di coscienza verso
quanto è inteso come una consapevolezza liberatrice del « dio interiore ».
Non tutti hanno accesso a queste tecniche, i cui benefici sono ristretti a una
« aristocrazia » spirituale privilegiata.
Invece, l'elemento essenziale della fede cristiana è la
discesa di Dio fra le creature, in particolare le più umili, deboli e meno
dotate secondo i valori del « mondo ». Esistono tecniche
spirituali che è utile apprendere, ma Dio è in grado di superarle o di farne
a meno. « Il modo cristiano di avvicinarsi a Dio non si fonda su alcuna
tecnica nel senso stretto della parola. Ciò contraddirebbe lo spirito
d'infanzia richiesto dal Vangelo. La mistica cristiana autentica non ha niente
a che vedere con la tecnica: è sempre un dono di Dio, di cui chi ne beneficia
si sente indegno ».60
Per i cristiani convertirsi significa rivolgersi al Padre,
attraverso il Figlio, e con docilità al potere dello Spirito Santo. Più si
progredisce nel rapporto con Dio, che è sempre e in ogni modo un dono libero,
più diviene impellente il bisogno di abbandonare il peccato, la miopia
spirituale e l'infatuazione di sé, tutte cose che impediscono l'abbandonarsi
fiducioso a Dio e l'apertura al prossimo.
Tutte le tecniche di meditazione vanno depurate dalla vanità e dalla
presunzione. La preghiera cristiana non è un esercizio di auto- contemplazione,
di staticità e svuotamento di sé, ma un dialogo d'amore, che « implica
un'atteggiamento di conversione, un esodo dall'io verso il Tu di Dio ».61
Ciò conduce ad arrendersi sempre più alla volontà di Dio, per mezzo della
quale siamo invitati a una profonda e autentica solidarietà con i nostri
fratelli e le nostre sorelle.62
3.5.
Il « dio interiore » e la « theosis »
Questo è un punto cruciale di contrasto fra il cristianesimo
e il New Age. Molta letteratura New Age è pervasa dalla
convinzione che non esista alcun essere divino « là fuori » o
veramente distinto dal resto della realtà. Da Jung in poi moltissime persone
hanno professato il credo nel « dio interiore ». Il nostro
problema, secondo il New Age, è l'incapacità di riconoscere la nostra
divinità, un'incapacità che si può superare con l'aiuto di una guida e con
l'uso di una serie di tecniche volte a schiudere il nostro potenziale (divino)
nascosto. L'idea fondamentale è che « Dio » è profondamente
all'interno di noi. Siamo Dei e scopriamo il nostro potere illimitato
eliminando strati e strati di inautenticità.63 Più riconosciamo
questo potenziale più esso si realizza e in questo senso il New Age ha
una propria idea di theosis, del divenire divini, più precisamente,
del riconoscere e accettare la nostra natura divina. Secondo alcuni viviamo « in
un'epoca in cui la nostra comprensione di Dio va interiorizzata: dal Dio
Onnipotente esteriore al Dio forza dinamica e creativa che si trova al centro
esatto di tutto l'essere: Dio come Spirito ».64
Nella Prefazione al Libro V dell'opera Adversus Haereses Sant'Ireneo fa
riferimento a « Gesù Cristo, che, attraverso il Suo amore trascendente,
è divenuto ciò che siamo, così da portarci ad essere perfino ciò che è egli
stesso ». Qui la theosis, la comprensione cristiana della
divinizzazione, non avviene soltanto grazie ai nostri sforzi, ma con
l'assistenza della grazia di Dio che opera in noi e attraverso di noi. Ciò
presuppone necessariamente la consapevolezza basilare di essere incompleti e
persino peccatori e in nessun modo l'esaltazione del sé. Inoltre, si presenta
come un'introduzione alla vita della Trinità, un caso perfetto di distinzione
al centro dell'unità: una sinergia piuttosto che una fusione. Tutto ciò è
frutto di un incontro personale, un'offerta di un nuovo tipo di vita. La vita in
Cristo non è qualcosa di così personale e privato da essere limitato
all'ambito della coscienza né si tratta soltanto di un nuovo livello di
consapevolezza. Implica la trasformazione della nostra anima e del nostro corpo
mediante la partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa.
È difficile separare i singoli elementi della religiosità New
Age, per quanto innocenti possano apparire, dal quadro di riferimento
dominante che permea l'intero pensiero globale del movimento New Age.
La natura gnostica di questo movimento ci richiede di giudicarlo nella sua
interezza. Dal punto di vista della fede cristiana, non è possibile isolare
alcuni elementi della religiosità New Age come accettabili per i
cristiani, mentre ne rifiutiamo altri. Poiché il movimento New Age dà
grande importanza alla comunicazione con la natura e alla conoscenza cosmica
di un bene universale, e facendo così nega i contenuti rivelati della fede
cristiana, non si può giudicare come positivo o innocuo. In un contesto
culturale, segnato dal relativismo religioso, è necessario mettere in guardia
contro il tentativo di porre la religiosità New Age allo stesso
livello della fede cristiana, facendo apparire relativa la differenza fra fede
e credenza, poiché ciò crea una grande confusione per gli incauti. A questo
riguardo, è utile ricordare l'esortazione di San Paolo ad istruire alcune
persone perché « non insegnino dottrine diverse e non badino più a
favole e a genealogie interminabili, che servono più a vane discussioni che
al disegno divino manifestato nella fede » (1 Tim 1, 3-4). Alcune
pratiche vengono non correttamente etichettate come New Age solo come
una strategia di mercato per venderle meglio, ma non sono veramente associate
con la sua visione globale. Ciò aggiunge solo confusione. È quindi
necessario identificare accuratamente quegli elementi che appartengono al
movimento New Age e che non possono essere accettati da coloro che sono
fedeli a Cristo e alla sua Chiesa.
Le seguenti domande potrebbero essere il modo più semplice per valutare alcuni
degli elementi centrali del pensiero e della pratica New Age da un punto
di vista cristiano. Il termine « New Age » si riferisce alle
idee che fa circolare su Dio, l'essere umano e il mondo, alle persone con le
quali i cristiani possono parlare a proposito di questioni religiose, al
materiale pubblicitario per i gruppi di meditazione, a terapie, ad affermazioni
sulla religione, ecc. Alcune di queste domande applicate a persone e idee non
esplicitamente etichettate come New Age rivelerebbero ulteriori
collegamenti, ancora senza nome e non riconosciuti, con l'intera atmosfera New
Age.
- Dio è un essere con il quale abbiamo un rapporto oppure è qualcosa da
usare o una forza per essere più potenti?
Il concetto di Dio del New Age è piuttosto vago,
mentre quello cristiano è molto chiaro. Il Dio del New Age è
un'energia impersonale, una particolare estensione o componente del cosmo. In
questo senso, Dio è la forza vitale o anima del mondo. La divinità è
presente in ogni essere, secondo una gradualità che va « dal più
infimo cristallo del mondo minerale fino ed oltre al Dio Galattico stesso, sul
Quale non possiamo dire nulla. Non è un uomo, ma una Grande Coscienza ».65
In alcuni scritti classici del New Age appare chiaro che gli esseri
umani pensano a se stessi come a degli dei, atteggiamento questo più
sviluppato in alcune persone che in altre. Dio non va più ricercato
all'esterno del mondo, ma all'interno dell'io.66 Anche quando « Dio »
è qualcosa di esterno a me, è lì per essere manipolato.
Questo è molto diverso dall'interpretazione cristiana di Dio come Creatore del
cielo e della terra e quale fonte di tutta la vita personale. Dio è in se
stesso personale, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che ha creato
l'universo per condividere la comunione della sua vita con le creature. « Dio, che “abita una luce inaccessibile” vuole comunicare
la propria vita divina agli uomini da lui liberamente creati, per farne figli
adottivi nel suo Unico Figlio. Rivelando se stesso, Dio vuole rendere gli uomini
capaci di rispondergli, di conoscerlo e di amarlo ben più di quanto sarebbero
capaci da se stessi ».67Dio non viene identificato con il principio vitale inteso come « Spirito »
o « energia di base » del cosmo, ma è quell'amore che è
assolutamente diverso dal mondo e tuttavia è presente in maniera creativa in
ogni cosa e conduce gli esseri umani alla salvezza.
- Esiste un solo Gesù Cristo oppure ve ne sono migliaia?
La letteratura del New Age presenta spesso Cristo come uno fra i tanti
saggi, iniziati, avatar. Negli approcci del New Age:
– Il Gesù storico personale e individuale è distinto
dal Cristo universale, impersonale ed eterno;
– Gesù non è considerato l'unico Cristo; – La
morte di Gesù sulla croce viene negata o reinterpretata per escludere l'idea
che Egli, in quanto Cristo, possa aver sofferto; – Documenti apocrifi (come
i vangeli neo-gnostici) sono considerati fonti autentiche per la conoscenza di
aspetti della vita di Gesù che non si possono trovare nel canone delle
Scritture. Altre rivelazioni su Gesù, offerte da entità, spiriti guida e
maestri ascesi o anche dalle « Cronache di Akasha », sono
fondamentali per la cristologia del New Age; – Si compie una specie
di esegesi esoterica dei testi biblici per depurare il cristianesimo dalla
religione formale che impedisce l'accesso alla sua essenza esoterica.68
Nella tradizione cristiana, Gesù Cristo è Gesù di Nazaret del quale parlano i
Vangeli, il figlio di Maria e l'unico figlio di Dio, vero uomo e vero Dio, la
piena rivelazione della verità divina, l'unico Salvatore del mondo: « Fu
crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è
risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del
Padre ».69
- L'essere umano: esiste un solo essere universale oppure molti individui?
Lo scopo delle tecniche del New Age è la riproduzione deliberata di
stati mistici, come se si trattasse di materiale da laboratorio. Il
rebirthing, il biofeedback, l'isolamento sensoriale, il respiro
olotropico, l'ipnosi, i mantra, il digiuno, la privazione del sonno e la
meditazione trascendentale sono tentativi di controllare questi stati e
sperimentarli costantemente ».70 Tutte queste pratiche
producono debolezza psichica (e vulnerabilità). Quando l'esercizio consiste nel
reinventare se stessi, si pone la questione reale del Chi sono « io ».
Il « dio interiore » e l'unione olistica con tutto il cosmo
ripropongono tale questione. Personalità individuali isolate sarebbero
patologiche nei termini del New Age (in particolare per la psicologia
transpersonale). Tuttavia, « il pericolo vero è il paradigma olistico.
Quello del New Age è un pensiero basato sull'unità totalitaria e
proprio per questo è un pericolo... ».71 In tono più
moderato: « Siamo autentici quando “ci facciamo carico” di noi stessi,
quando la nostra scelta e le nostre reazioni fluiscono spontaneamente dai nostri
bisogni più profondi, quando il nostro comportamento e le espressioni dei
nostri sentimenti riflettono la nostra integrità personale ».72
Il Movimento del Potenziale Umano è l'esempio più eclatante della convinzione
che gli umani sono divini o hanno in sé una scintilla divina.
L'approccio cristiano si nutre degli insegnamenti delle Scritture sulla
natura umana; uomini e donne sono creati a immagine e somiglianza
di Dio (Gn 1, 27) e Dio li tiene in grande considerazione
con grande stupore del Salmista (cf. Sal 8). La persona
umana è un mistero pienamente rivelato solo in Gesù Cristo (cf.
Gaudium et spes, n. 22), e infatti diviene autenticamente umana
grazie al suo rapporto con Cristo attraverso il dono dello Spirito.73
Tutto ciò è molto distante dalla caricatura di antropocentrismo
attribuita al cristianesimo e rifiutata perfino da numerosi autori
e praticanti del New Age.
- Ci salviamo da soli o la salvezza è un dono gratuito di Dio?
La soluzione a questo problema sta nello scoprire da cosa o da chi riteniamo di
essere salvati. Salviamo noi stessi mediante le nostre azioni come spesso spiega
il New Age, oppure veniamo salvati dall'amore di Dio? Le parole chiave
sono auto-compimento, auto-realizzazione e auto-redenzione. Il
New Age è essenzialmente pelagiano per quanto riguarda la sua maniera di
comprendere la natura umana.74
Per i cristiani la salvezza dipende dalla partecipazione alla passione, morte e
resurrezione di Cristo e da un rapporto personale diretto con Dio piuttosto che
da una qualsiasi tecnica. La situazione umana, compromessa com'è dal peccato
originale e dal peccato personale, può essere rettificata solo dall'azione di
Dio: il peccato è un'offesa contro Dio, e soltanto Dio può riconciliarci con
lui. Nel piano divino della salvezza, gli esseri umani sono stati salvati da Gesù
Cristo che, come Dio e come uomo, è l'unico mediatore della redenzione. Nel
cristianesimo la salvezza non è un'esperienza del sé, un dimorare meditativo e
intuitivo in se stessi, ma è il perdono del peccato, la liberazione dalle
profonde ambivalenze che albergano dentro di noi e il raggiungimento della pace
dei sensi mediante il dono della comunione con un Dio amorevole. La via della
salvezza non si trova in una semplice trasformazione auto-indotta della
coscienza, ma in una liberazione dal peccato e dalle sue conseguenze che ci
conducono a lottare contro il peccato che è in noi stessi e nella società che
ci circonda. Essa necessariamente ci spinge verso una solidarietà amorevole con
il nostro prossimo in difficoltà.
- Inventiamo la verità o la riceviamo?
La verità del New Age riguarda buone vibrazioni, corrispondenze
cosmiche, armonia ed estasi, in generale esperienze piacevoli. Si cerca di
individuare la propria verità secondo un criterio di benessere. La valutazione
della religione e delle questioni etiche avviene naturalmente in base ai propri
sentimenti e alle proprie esperienze.
La dottrina cristiana presenta Gesù Cristo come « la Via, la Verità, la
Vita » (Gv 14, 6). I suoi seguaci devono aprire la propria vita a Lui e ai suoi
valori, in altre parole a un insieme oggettivo di requisiti che sono parte di
una realtà oggettiva che è alla fine conoscibile da tutti.
- Preghiera e meditazione: ci rivolgiamo a noi stessi o a Dio?
La tendenza a confondere la psicologia e la spiritualità ci spinge ad insistere
sul fatto che molte delle tecniche di meditazione ora in voga non sono
preghiera. Spesso sono una buona preparazione alla preghiera, ma nulla di più,
anche se inducono un piacevole stato mentale o benessere psicofisico. Le
esperienze che ne scaturiscono sono veramente intense, ma restare a questo
livello significa restare soli, non essere ancora al cospetto dell'altro. Il
silenzio può porci di fronte al vuoto piuttosto che essere un silenzio di
contemplazione dell'Amato. È anche vero che le tecniche di immersione nel
proprio cuore sono in definitiva un appello alla propria capacità di
raggiungere il divino o persino di divenire divini. Se dimenticano la ricerca di
Dio del cuore umano non sono ancora una preghiera cristiana. Anche se viene
considerato un collegamento con l'Energia Universale, « questo
“rapporto” facile con Dio, dove quest'ultimo ha la funzione di soddisfare
tutti i nostri bisogni, dimostra l'egoismo presente al centro di questo New
Age ».75
Le pratiche del New Age non sono veramente preghiera perché riguardano
l'introspezione o fusione con l'energia cosmica in opposizione al duplice
orientamento della preghiera cristiana che implica sì introspezione, ma è
anche, e soprattutto, incontro con Dio. Lungi dall'essere un semplice sforzo
umano, la mistica cristiana è essenzialmente dialogo che implica « un
atteggiamento di conversione, un esodo dall'io verso il Tu di Dio ».76« Il cristiano, anche quando è solo e prega nel segreto, ha la
consapevolezza di pregare sempre in unione con Cristo, nello Spirito Santo,
insieme con tutti i santi per il bene della Chiesa ».77
- Abbiamo la tentazione di negare il peccato oppure ne accettiamo l'esistenza?
Nel New Age non esiste un vero concetto di peccato, ma piuttosto l'idea
di conoscenza imperfetta. Si cerca l'illuminazione che si può raggiungere
mediante particolari tecniche psicofisiche. A chi partecipa alle attività del New
Age non viene detto che cosa credere, che cosa fare o non fare, ma: « vi
sono mille modi di esplorare la realtà interiore. Vai dove ti portano
l'intelligenza e l'intuizione. Abbi fiducia in te stesso ».78
L'autorità è passata da una posizione teistica all'interno del sé. Il
problema più grave percepito nel pensiero New Age è quello
dell'alienazione da tutto il cosmo e non il fallimento personale o il peccato.
Il rimedio consiste nell'immergersi sempre più nell'interezza dell'essere. Da
alcuni scritti e da alcune pratiche del New Age si evince che una sola
vita non è sufficiente e che debbono verificarsi delle reincarnazioni affinché
le persone possano realizzare pienamente il proprio potenziale.
Nella prospettiva cristiana « la realtà del peccato, e più
particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della
Rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può
riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente
come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come
l'inevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto
conoscendo i disegni di Dio sull'uomo, si capisce che il peccato è un abuso di
quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e
amarsi reciprocamente ».79« Il peccato è una mancanza contro la ragione, la verità, la retta
coscienza; è una trasgressione in ordine all'amore vero, verso Dio e verso il
prossimo; a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la
natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana... ».80« Il peccato è un'offesa a Dio... Il peccato si erge contro l'amore
di Dio e allontana da esso i nostri cuori... Il peccato pertanto è “amore di
sé fino al disprezzo di Dio” ».81
- Veniamo incoraggiati a rifiutare la sofferenza e la morte o ad accettarla?
Alcuni scrittori del New Age considerano la sofferenza come qualcosa che
ci siamo auto-imposti oppure come un karma negativo o ancora come l'incapacità
di sfruttare appieno le nostre risorse. Altri si concentrano su |