30 agosto - 4 settembre 2010 - Pavia, corso residenziale di alta formazione in "Umanesimo cristiano: costruire il bene comune oggi”L'almo Collegio Borromeo di Pavia, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e con la Facoltà di Teologia di Lugano, intende attivare la prima edizione di un corso residenziale di alta formazione in "Umanesimo cristiano. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di contribuire a formare una rete di giovani che, come indicato nella prolusione di apertura al Consiglio permanente della CEI del 15 gennaio scorso "pur nel travaglio della cultura odierna, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio". Il corso, affidato alla guida scientifica dei professori Giampaolo Azzoni dell'Università di Pavia e Stefano Semplici di "Tor Vergata", si sviluppa attraverso lezioni affidate a prestigiosi docenti universitari, momenti di riflessione e confronto tra i partecipanti, incontri serali con personalità esemplari e occasioni di raccoglimento spirituale. Il tema del bene comune, sarà affrontato secondo sei profili principali: il fondamento biblico, la democrazia, il dialogo interreligioso, il diritto, l'economia e la biotica. Date: 29 agosto – 4 settembre 2010 Sede: Collegio Borromeo piazza Borromeo, 9 27100 Pavia Informazioni: Collegio Borromeo piazza Borromeo, 9 27100 Pavia tel. 0382 395 507 - 0382 395 507 fax 0382 395 343 e-mail: didattica@collegioborromeo.it Iscrizioni entro il 30 giugno.
16 agosto 2010 - E' scomparso il prof. Nicola Cabibbo, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze All'età di 75 anni è deceduto all'ospedale Fatebenefratelli di Roma Nicola Cabibbo, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Fra i fisici italiani contemporanei più apprezzati, Cabibbo ricopriva questo ruolo dal 1993. I suoi studi riguardavano la fisica delle particelle elementari, campo nel quale ottenne risultati assai prestigiosi, come la scoperta dell' "angolo di Cabibbo" e l'introduzione della matrice CKM (Cabibbo-Kabayashi-Maskawa) che spiegava l'esistenza di sei diversi tipi di quarks, costituenti elementari del nucleo atomico. Quest'ultimo risultato meritò il Nobel ai due suoi colleghi nel 2008, un Nobel che sorprendentemente non fu assegnato al fisico italiano, un evento che con grande maturità e finezza Cabibbo non volle mai commentare. Uomo appassionato della ricerca e dagli ampi interessi culturali, seppe orientare con equilibrio e competenza il dialogo fra scienza e fede sia negli ambienti dell'Accademia che diresse, sia con occasione di numerose conferenze pubbliche alle quali prendeva abitualmente parte. Chi scrive ha avuto la fortuna di condividere con lui molte occasioni della vita della Pontificia Accademia delle Scienze, la cui presidenza ha sempre condotto con saggezza e amabilità, anche durante momenti delicati, riscuotendo la stima e la simpatia di tutti i membri. Cattolico che manifestava con trasparenza e semplicità la propria fede, Cabibbo ebbe a motivo del suo incarico la possibilità di presenziare le più importanti circostanze di dialogo fra i Pontefici e la comunità scientifica internazionale, prima con Giovanni Paolo II e poi con Benedetto XVI. Rivolse particolare interesse allo studio della vicenda di Galileo, tema al quale dedicò molti interventi pubblici. Scriveva in una occasione nel 2009: "Al fondo delle tensioni tra scienza e fede c’è la resistenza di fronte a ipotesi o teorie scientifiche che appaiono imbarazzanti. Queste ipotesi non devono essere prematuramente accettate dalla teologia, ma l’imbarazzo deve essere superato. Sta agli scienziati analizzare le teorie, cercare prove o contraddizioni, accettarle o rifiutarle. Mathemata mathematicis scribuntur, così Copernico esprime questo concetto nella dedica del De revolutionibus a Paolo III. Non voglio discutere i doveri dei teologi, o suggerire possibili soluzioni all’imbarazzo; cadrei altrimenti nell’errore di Galileo, che tentò di trovare un accordo tra la Scrittura e Copernico". La fisica italiana perde con lui uno dei suoi più importanti protagonisti e la Chiesa cattolica uno dei principali testimoni del suo dialogo con il mondo scientifico. Giuseppe Tanzella-Nitti
21-26 giugno 2010 - Summer School in Antropologia e Scienze "Correre & Rallentare"L'Istituto Jacques Maritain organizza anche quest'anno una Summer School dedicata all'antropologia, dal 21 al 26 giugno a Portogruaro (VE). Come segnalano gli organizzatori nella presentazione dell'iniziativa, i ritmi della società contemporanea si fanno progressivamente più frenetici ed è esperienza comune quella della "mancanza di tempo". Questa nuova ed inattesa forma di "disagio" incide in maniera significativa nella vita della persona, nell'equilibrio tra la cura degli affetti e del lavoro, tra le esigenze del riposo e della produttività. Soprattutto nella stagione degli investimenti di vita questo problema si fa particolarmente presente, specialmente dinanzi ai conflitti tra le necessità della professione e quelle della cura della vita affettiva e della formazione di legami stabili: vengono spesso ritardati i tempi di formazione della famiglia e ancor di più quelli in cui fare spazio a dei figli. Questa pressione dovuta alla mancanza di tempo genera nella società contemporanea crisi piuttosto importanti nella vita personale, non di rado sollevando questioni di fondo sul senso del vivere, sui valori in gioco nelle scelte più ordinarie. Paradossalmente però proprio le questioni di senso vengono accantonate più facilmente, presi dall'urgenza di risolvere problemi più contingenti: manca sistematicamente il tempo, e forse mancano anche le occasioni e gli spazi, per pensare e raccogliere le idee. Anche per riorganizzare le proprie scelte secondo priorità più mature e meditate. Si palesa quindi sempre di più il paradosso di una necessità profonda di porre le questioni sul senso del vivere (e di trovare quantomeno delle piste di risposta) e d'altra parte di un continuo rinvio nel dedicarvi spazio. Rinvio che talvolta mostra tutta la sua problematicità nei molti casi in cui eventi traumatici sconvolgono l'esistenza e rivelano alla persona la propria impreparazione culturale e più spesso interiore e spirituale nell'affrontare gli avvenimenti che mettono in questione ogni cosa in maniera radicale. L'edizione del 2010 della Summer school in Antropologia applicata mette a fuoco il tema dei ritmi e dei tempi del vivere, traguardando il problema di fondo della necessità di trovare oggi tempi e modi per riflettere sull'umano e sulle questioni più fondamentali per la vita della persona. Destinatari dell'iniziativa, oltre a laureandi e dottorandi, sono principalmente gli operatori e i formatori del mondo culturale, sia appartenenti al mondo del volontariato sia professionisti e dirigenti interessati ad un approfondimento di quelle dinamiche antropologiche che, ordinariamente, rimangono sullo sfondo dell'impegno lavorativo. Coordinamento Scientifico: Giovanni Grandi (Università di Padova) Luca Grion (Università di Udine) Roberto Presilla (Pontificia Università Gregoriana) Programma: lunedì 21 giugno Ritmi e tempi del vivere. Introduzione antropologica martedì 22 giugno Stagioni del vivere e maturazione affettiva mercoledì 23 giugno Tempi della ricostruzione e della guarigione giovedì 24 giugno Tempi della tecnologia,tempi della cultura, tempi della cura venerdì 25 giugno Tempi delle comunicazioni e cambiamenti della società sabato 26 giugno Consegna diplomi e verifica finale Sede: Centro Studi Jacques Maritain Palazzo Vescovile via Seminario, 19 Portogruaro (VE) - Italia I-30026 pagina web: www.maritain.eu Informazione e preiscrizioni: Lucia Bezzo e-mail: centrostudi@maritain.eu tel. +39.0421.760323 fax +39.0421.74653 Posti disponibili: 27 Possono iscriversi: studenti (in possesso di diploma di laurea triennale o laureandi) e professionisti Quota di registrazione: € 100,00 Quota di partecipazione: € 700,00 Sono disponibili borse di studio riservate agli studenti, a copertura integrale della quota di partecipazione. La quota di partecipazione comprende la frequenza ai lavori, i materiali di studio, il vitto e l’alloggio per la durata della scuola (dal 21 al 26 giugno). Scadenza preiscrizioni: 19 aprile 2010 Alla chiusura delle preiscrizioni verranno valutati i curricula e le richieste di borse di studio. In caso di un numero di domande superiore a quello dei posti disponibili verrà stilata una graduatoria ed i risultati saranno comunicati agli interessati. Le iscrizioni andranno formalizzate entro il 10 maggio 2010, con il versamento della quota di registrazione. Ulteriori informazioni, moduli di preiscrizione ed aggiornamenti sul sito: www.summerschool-maritain.eu La Summer school in Anthropologia applicata è un'iniziativa promossa dalla Regione Veneto e organizzata dal Centro Studi Jacques Maritain in collaborazione col Progetto Culturale della CEI e con il Comune di Portogruaro. La Scuola è patrocinata dalla Fondazione Nord Est, dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Padova e dalla Facoltà Teologica del Triveneto.
31 maggio 2010 - Scadenza domanda assegnazione borse di studio al CUC (Centro Universitario Cattolico)Il Centro Universitario Cattolico (CUC) è stato costituito a partire da due iniziative che, proprio per l’analogia degli scopi perseguiti, furono poi fuse per intervento della Santa Sede. È appunto questo il contenuto dell’incarico che, con lettera del 18 ottobre 1977, la Segreteria di Stato attribuisce a Mons. Maverna, Segretario Generale della CEI. Nasce così il CUC che si configura come nuova articolazione della stessa CEI. Il regolamento individua dunque nel Segretario Generale della CEI il Presidente del CUC, che nomina un Direttore, un Consulente ecclesiastico e un Comitato Docenti. È da settembre 2002 che il Servizio Nazionale della CEI per il Progetto Culturale ha assunto la direzione del Centro Universitario Cattolico. Il CUC è in grado di erogare ogni anno circa venti borse di studio a giovani laureati che aspirano a proseguire gli studi e attività di ricerca per inserirsi nella carriera accademica e universitaria. La borsa di studio è annuale ed è rinnovabile fino a raggiungere una durata massima complessiva di tre anni. Il CUC non si propone solo il sostegno economico a giovani meritevoli e promettenti, ma soprattutto intende offrire loro, attraverso incontri periodici, occasioni di confronto culturale e di formazione spirituale. Le attività principali prevedono: - l'incontro estivo residenziale, che si tiene alla fine di luglio, in cui i borsisti sono suddivisi in quattro aree disciplinari (storico/artistica, letterario/filosofica, giuridico/economica, medico/scientifica) e riferiscono sui contenuti e sui progressi dei propri lavori di ricerca alla presenza dei professori;
- l'incontro della Domenica delle Palme;
- incontri interregionali per l’approfondimento di temi di particolare interesse;
- l’incontro del I anno alla fine di novembre come momento di benvenuto e di conoscenza tra i nuovi borsisti.
Contatti: Per informazioni, scrivere a cuc@chiesacattolica.it Informazioni: Per maggiori informazioni consultare il sito del Progetto Culturale, dove è disponibile il bando per l’assegnazione delle borse di studio e il regolamento.
25 maggio 2010 - Città del Vaticano: iniziativa congiunta della Fondazione NeoStem e del Pontificio Consiglio della Cultura per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’impiego delle cellule staminali adulteCITTA' DEL VATICANO. 25 maggio 2010. Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che la Società Biofarmaceutica NeoStem Inc. ed il Pontificio Consiglio per la Cultura hanno annunciato oggi una iniziativa congiunta che sarà realizzata dalle organizzazioni caritative correlate all'una e all'altro, a favore della ricerca e per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle terapie con cellule staminali adulte. La "Stem for Life Foundation", della NeoStem Inc., creata per rendere nota al pubblico la promessa delle cellule staminali adulte di curare le malattie, e la Fondazione del Pontificio Consiglio "STOQ International" (Scienza, Teologia e Ricerca Ontologica), opereranno per far progredire la ricerca sulle cellule staminali adulte, per esplorarne l'applicabilità clinica nel campo della medicina rigenerativa, e sottolinearne la rilevanza culturale specialmente per il suo impatto su questioni teologiche ed etiche. La collaborazione fra NeoStem e il Pontificio Consiglio della Cultura è volta a sviluppare programmi educativi, pubblicazioni e corsi accademici con un approccio interdisciplinare per le facoltà teologiche e filosofiche, incluse le facoltà di bioetica, in tutto il mondo. Una delle iniziative sarà una Conferenza Internazionale di tre giorni in Vaticano sulla ricerca relativa alle cellule staminali adulte, inclusa la tecnologia VSELtm che si incentra sulle presentazioni della ricerca medica, sulle considerazioni teologiche e filosofiche e le implicazioni dei progressi scientifici. Fonte: Vatican Information Service - VIS 20100525 (220)
12 maggio 2010 - Roma, Presentato il primo volume che raccoglie i documenti d’Archivio del Sant’Uffizio su la Chiesa e la scienzaPresso il Collegio Teutonico in Vaticano è stato presentato il primo volume del progetto di pubblicazione dei documenti relativo ai rapporti fra la Chiesa e la Scienza presenti nel Sant’Uffizio, relativi all’Archivio dell’Inquisizione e all’Archivio dell’Indice. Sono intervenuti il Card. Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di S.R.C., Mons. Luis F. Ladaria, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Prof. Paolo Casini, Ordinario Emerito di Storia della Filosofia Moderna presso La Sapienza Università di Roma, e Mons. Alejandro Cifres. Con il primo volume in quattro tomi, curato da Ugo Baldini e Leen Spruite, si inaugura una serie di opere dedicate alla storia del rapporto tra scienza e teologia, visto tramite gli archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede, aperti dodici anni fa alla pubblica consultazione. Edito dalla Libreria Editrice Vaticana, il libro ha come titolo: Catholic Church and Modern Science. Documents from the Historical Archives of the Roma Holy Office and the Index: vol. I: Sixteenth Century. Si tratta di un’opera ambiziosa che intende raccogliere l’edizione integrale e commentata di tutti documenti di tali archivi riguardanti temi scientifici o di filosofia naturale. Sono presenti, fra gli altri, documenti relativi a Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Bernardino Telesio. Nel presentare l’opera, che mette a disposizione degli studiosi una fonte primaria e con essa una messe di dati, i curatori hanno affermato che la pubblicazione di tale documentazione non vuole certamente formulare risposte definitive, ma contribuire a fornire materiali che sebbene non intendano giustificare alcun revisionismo sugli interventi censori, certamente obbliga gli storici ad andare oltre le generiche, aspre e prevenute condanne. Fino a poco tempo fa, la storiografia sull’Inquisizione romana in generale e quella sugli interventi censori riguardanti la scienza e la filosofia naturale da parte di organismi ecclesiastici di controllo dottrinale si sono occupate principalmente di casi individuali, ovvero delle ‘vittime’ della censura ecclesiastica, piuttosto che degli aspetti istituzionali degli organismi stessi, e ciò anche a causa della secolare chiusura degli archivi dell’Inquisizione romana e della Congregazione dell’Indice dei libri proibiti. L’apertura degli archivi ha permesso ora di gettare uno sguardo, praticamente inedito, a tali organismi, e cominciare a capirne il funzionamento, i criteri, le dinamiche e le non poche contraddizioni interne; il quadro risultante è piuttosto complesso e articolato. Per quanto riguarda la storia del rapporto tra la Chiesa e la Scienza moderna, alla precedente prospettiva limitata dell’indagine archivistica, si sono sommate in passato diverse forme di parzialità. Dall’Illuminismo in poi, alcun autori cattolici sono stati condizionati da finalità apologetiche, mentre la maggior parte degli storici “laici” hanno descritto il rapporto tra scienza e fede in termini conflittuali. Entrambi gli approcci assumono un quadro monolitico del funzionamento delle Congregazioni, caratterizzate da criteri fissati, collaboratori ignoranti, ostilità verso la scienza e il pensiero libero e, in generale, da una mancata comprensione dell’innovazione culturale. La recente apertura degli archivi permette una descrizione più equilibrata del funzionamento interno di questi corpi, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo dei criteri, la cultura scientifica e la mentalità filosofica dei funzionari delle Congregazioni.
8 aprile 2010 - È morto a Londra all'età di 87 anni il filosofo Anthony Flew, esponente dell'ateismo filosofico passato nel 2004 alle tesi del deismoAntony Flew, uno dei principali esponenti dell’ateismo filosofico, che a partire dal 2004 aveva con sorpresa di tutti rifiutato le sue tesi condividendo una forma di deismo, è morto l’8 aprile scorso all’età di 87 anni, a Londra. Aveva insegnato filosofia nelle più prestigiose unviversità inglesi, fra cui Oxford. La notizia del superamento della sua professione di ateismo riscosse a suo tempo una ampia eco a motivo della nota posizione filosofica del professore britannico, da sempre impegnato sul fronte della critica all’esistenza di Dio. Fra i suoi principali libri vanno menzionati God and Philosophy (London: Hutchinson, 1966), Darwinian Evolution (London: Granada/Paladin, 1984), Does God Exist? (San Fancisco: Harper and Row, 1991) e Atheistic Humanism (Buffalo, NY: Prometheus, 1993). Nelle sue opere Flew aveva criticato in modo particolare la validità dell’argomento teleologico (a lui si deve la nota metafora del giardiniere invisibile), asserendo inoltre l’impossibilità del riconoscimento dei miracoli. La “conversione” di Flew è stata raccontata nel libro autobiografico intitolato There is a God: how the world’s most notorious atheist changed his mind, pubblicato nel 2007. Flew aveva dichiarato che fra le riflessioni che avevano maggiormente influito sul suo cambio di prospettiva filosofica vi erano le evidenze recate dal Principio Antropico circa l’alto grado di coordinamneto fisico e biologico del nostro universo. Le ultime ricerche biologiche, aveva sostenuto in un’occasione, «dimostrano, per l’estrema complessità del creato e dei modi in cui si è formata la vita, il coinvolgimento di un’intelligenza superiore».
25 marzo 2010 - Il Premio Templeton 2010 assegnato al genetista Francisco AyalaFrancisco Ayala, genetista e biologo molecolare di origine spagnola, professore all’Università di California ad Irvine, ha vinto all’età di 76 anni il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2010. La notizia è stata data oggi alle 11 ora locale a Washington D.C., presso la sede della National Academy of Sciences. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion, e ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio ammonta a oltre un milione e mezzo di dollari (820.000 sterline). Secondo la motivazione del premio conferito ad Ayala, “le sue pubblicazioni mostrano il potere della scienza come via verso la conoscenza, il significato profondo e la finalità del mondo e della vita umana, e comprendono anche materie di ambito morale e religioso che trascendono la scienza”. Già presidente della American Association for the Advancement of Science (AAAS) dal 1993 al 1996, durante la sua direzione fra le sezioni di interesse di questa prestigiosa accademia ne introdusse una dedicata a “Dialogue on Science, Ethics, and Religion”. Nato nel 1934, Francisco Ayala ha ottenuto il Ph.D. alla Columbia University, New York nel 1964, insegnando poi in diverse università statunitensi ed ottenendo dottorati honoris causa da varie università del mondo, fra cui Barcellona, Madrid, Atene e Bologna. I suoi interessi si sono diretti soprattutto alla biologia evoluzionistica, ma all’interno della sua riflessione scientifica Ayala ha sovente affrontato anche il rapporto fra scienza ed etica e fra scienza e religione. Fermo assertore di una visione che marchi la netta indipendenza fra messaggio religioso –riferendosi egli specialmente alla tradizione biblica– e ricerca scientifica, egli ritiene che le due visioni restino in qualche modo incommensurabili e, per questo, possano coesistere pacificamente. Sulla specifica tematica dell’evoluzione Ayala afferma esplicitamente di ritenere che l’evoluzione biologica sia il modo con cui Dio crea, sostenendo al tempo stesso che la prospettiva recata da Charles Darwin, con tutto ciò che essa implica, sia stato in definitiva un dono della scienza alla teologia. Sottoscrivendo una visione estrinsecista e di fatto convenzionale della vita morale, secondo il vincitore del Premio Templeton la capacità di formulare giudizi morali è frutto della complessificazione biologica e neurologica della specie umana, mentre la scelta di specifiche norme morali sarebbe il risultato di tradizioni culturali, cangianti e diversificate, e degli accordi fra gli uomini. Tuttavia, e a nostro avviso non senza qualche contraddizione, Ayala è convinto della sostanziale realtà della libertà umana e non sottoscrive visioni riduzioniste che interpretino il comportamento umano come effetto di un puro determinismo fisicalista: dunque, la capacità morale e la libertà sarebbero risultato dell’evoluzione, ma un’evoluzione che non andrebbe vista, per quanto possiamo capire, in termini riduzionisti o materialisti. Autore di importanti opere quali Studies in Philosophy of Biology (1974), Molecular Evolution (1976), Modern Genetics (1984), fra le sue publicazioni vi sono anche volumi redatti su incarico della National Academy of Sciences allo scopo di rispondere al movimento dell’Intelligent Design, come Darwin’s Gift to Science and Religion (2007) e Science, Evolution, and Creationism (2008). Di prossima pubblicazione Am I a Monkey? Six Big Questions about Evolution. Con la cifra assegnata annualmente con questo premio, il suo Fondatore, sir John Templeton, aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di Francisco Ayala, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, Bernard d’Espagnat (2009), Michael Heller (2008), Charles Taylor (2007), John D. Barrow (2006), C.H. Townes (2005), George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che la nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.
© 2010 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede
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