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Documentazione Generale
Presentiamo alcuni testi che per il loro contenuto e il loro taglio,
documentale, antologico, storico o testimoniale, offrono spunti
di riflessione sul rapporto fra teologia, filosofia e scienze.
Accanto a brani antologici di autori classici, medievali, rinascimentali,
moderni e contemporanei, segnaliamo anche documenti del Magistero
o altri interventi di interesse ecclesiale. Questa pagina di Documentazione
generale propone inoltre articoli e brevi saggi dedicati a specifiche
aree tematiche indicate dai rispettivi titoli di sezione.
Vari fra i brani proposti ripercorrono, come per grandi tappe,
i principali passaggi dell'itinerario storico che ha caratterizzato
la cultura umana nel suo interrogarsi su Dio a partire dall'osservazione
della natura. Ma ne risultano coinvolti anche gli interrogativi
sulla portata della conoscenza scientifica ed i suoi rapporti con
la religione.
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AUTORI CLASSICI
«Che la terra germogli. Questo piccolo comando fu all’istante legge potente di natura e ragione piena d’arte, che più veloce del nostro pensiero portava a compimento le infinite caratteristiche delle piante... Come le trottole in forza del primo impulso ricevuto compiono le successive rotazioni, quando, fissato il loro asse, girano su sé stesse; così anche l’ordine della natura, ricevuto l’impulso iniziale, in virtù di quel primo comando, attraversa il tempo successivo, finché non giunga all’universale compimento del tutto.»
s. Basilio, Omelie sull’Esamerone, V, 10. |
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AGOSTINO DI IPPONA
«L'ho chiesto al mare, agli abissi e ai rettili con anime viventi [cfr. Gen 1,20] e mi hanno risposto: “non siamo il tuo Dio; cerca al di sopra di noi”. L'ho chiesto ai venti che soffiano, e tutta l'atmosfera con i suoi abitanti mi ha risposto: “Anassimene si inganna: io non sono Dio”. L'ho chiesto al cielo, al sole, alla luna, alle stelle: “Neanche noi siamo il Dio che tu cerchi”, rispondono. L'ho chiesto a tutti questi esseri che stanno attorno al mio corpo: “Parlatemi del mio Dio; poiché voi non lo siete, ditemi qualche cosa di lui”. Ed essi acclamarono a gran voce: È lui che ha fatto noi [cfr. Sal 100,3]. La mia richiesta era la mia riflessione, la loro risposta era la loro bellezza» ( Confessiones , Lib X, c. VI).
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| AUTORI
MEDIEVALI
«Nel suo profondo vidi che s'interna / legato con amore in un volume / ciò che per l'universo si squaderna: / sustanze e accidenti e lor costume / quasi conflati insieme, per tal modo / che ciò ch'io dico è un semplice lume.»
Dante Alighieri, Commedia , Paradiso, XXXIII, 85-90 |
SAN
TOMMASO D'AQUINO
«La dottrina della fede cristiana s’interessa
delle creature in quanto in esse si riscontra di una certa
immagine di Dio, e in quanto l’errore su di esse può
portare all’errore circa le cose di Dio... Di qui si
vede come sia falsa l’affermazione di certuni i quali,
come narra s. Agostino, sostenevano che non interessa affatto
alla verità della fede quello che ciascuno pensa delle
creature, purché abbia un’idea giusta di Dio:
l’errore circa le creature, invece, si ripercuote in
una falsa idea di Dio.»
s. Tommaso d’Aquino, Somma contro i Gentili,
lib. II, cc. III-IV.
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| AUTORI
RINASCIMENTALI E MODERNI
«Dalle quali parole mi par si cavi questa dottrina,
cioè che ne i libri de’ sapienti di questo mondo
si contenghino alcune cose della natura dimostrate veracemente,
ed altre semplicemente insegnate; e che, quanto alle prime,
sia ofizio de’ saggi teologi mostrare che le non son
contrarie alle Sacre Scritture; quanto all’altre, insegnate
ma non necessariamente dimostrate, se vi sarà cosa
contraria alle Sacre Lettere, si deve stimare per indubitatamente
falsa, e tale in ogni possibil modo si deve dimostrare.»
Galileo Galilei, Lettera a Madama Cristina di Lorena,
Gran Duchessa di Toscana (1615). |
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SCIENZIATI
CONTEMPORANEI
«Attraverso il mio lavoro scientifico sono giunto a
credere sempre più fermamente che l’universo
fisico è costruito con un’ingegnosità
così sorprendente che non riesco a considerarlo meramente
come un fatto puro e semplice. Mi pare che ci debba essere
un livello più profondo di spiegazione. Se si desidera
chiamare tale livello “Dio” è una questione
di gusto e di definizione.»
Paul Davies, La mente di Dio, Milano 1993, p. 7.
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FILOSOFI E TEOLOGI
CONTEMPORANEI
«Le mie proposizioni illustrano così: colui che le comprende, infine le riconosce insensate, se è salito per esse – su esse – oltre esse. Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v’è salito. Egli deve superare queste proposizioni; allora vede rettamente il mondo»
L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 6.54. |
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MAGISTERO DELLA CHIESA
«Come è importante per il mondo che esso riconosca la Chiesa quale realtà sociale della storia e suo fermento, così pure la Chiesa non ignora quanto essa abbia ricevuto dalla storia e dallo sviluppo del genere umano. L'esperienza dei secoli passati, il progresso delle scienze, i tesori nascosti nelle varie forme di cultura umana, attraverso cui si svela più appieno la natura stessa dell'uomo e si aprono nuove vie verso la verità, tutto ciò è di vantaggio anche per la Chiesa.»
Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 44. |
| DAGLI INSEGNAMENTI DI GIOVANNI PAOLO II SU FEDE, CULTURA E PENSIERO SCIENTIFICO
«Il Dio creatore è anche il Dio della storia della salvezza. Lo stesso e identico Dio, che fonda e garantisce l'intelligibilità e la ragionevolezza dell'ordine naturale delle cose su cui gli scienziati si appoggiano fiduciosi, è il medesimo Dio che si rivela Padre di nostro Signore Gesù Cristo»
( Fides et ratio , n. 34) |
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DOCUMENTI
DI INTERESSE ECCLESIALE
«La visione scientifica del mondo riveste oggi una straordinaria
importanza per la vita dell’uomo... La razionalità
scientifica non manca ancora di suscitare tante speranze per
l’immediato futuro. Anche l’evangelizzazione della
Chiesa non può non prendere atto dell’avvenuto
mutamento di clima culturale e favorire un dialogo fecondo
con il mondo scientifico contemporaneo, assumendone le sfide
più significative. La “cura della fede”
lo richiede come compito doveroso: occorre – secondo
l’ammonimento del Concilio – «armonizzare
la conoscenza delle nuove scienze, delle nuove dottrine e
delle più recenti scoperte con la morale e il pensiero
cristiano» (Gaudium et spes, n. 62).»
Servizio Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana
per il Progetto culturale, Tre proposte per la ricerca.
L’interpretazione del reale: la scienza e altri saperi
(1998), n. 27.
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| INTERDISCIPLINARITA'
E UNITA' DEL SAPERE
«Se in ogni scienza noi vediamo un ramo dell’albero
della sapienza allora ogni scienza ci appare in tutto il suo
significato. Capiamo allora anche il giusto significato della
specializzazione scientifica, il giusto senso della professionalità
che non isola dal resto del sapere, non esclude il dialogo
con le altre discipline, non esclude l’impegno, sia
didattico che divulgativo, di comunicare i contenuti della
propria scienza a qualsiasi pubblico.»
E. De Giorgi, Matematica, valore sapienziale della,
in DISF, vol. I, pp. 846-847. |
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IL
LIBRO DELLA NATURA
«Altri, per trovare Dio, leggono un libro. È
un gran libro la stessa bellezza del creato: guarda, considera,
leggi il mondo superiore e quello inferiore. Dio non ha tracciato
con l'inchiostro lettere per mezzo delle quali tu lo potessi
conoscere. Davanti ai tuoi occhi ha posto ciò ch'egli
ha creato. Perché cerchi una voce più forte?
Grida verso di te il cielo e la terra: “Io sono opera
di Dio”.»
s. Agostino, Sermones, 68, 6.
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| FEDE
E RAGIONE
«La fede deve intervenire nelle discussioni della filosofia,
interloquendo con essa a partire del problema di Dio. Quando
essa rinuncia alla pretesa della razionalità delle
sue affermazioni fondamentali, non si ritira in una più
pura fede fiduciale, ma tradisce un tratto essenziale della
sua propria fisionomia. Sull'altro versante, se la filosofia
vuole restare fedele al proprio oggetto, non può non
esporsi alla pretesa che la fede avanza di fronte alla ragione.»
Joseph Ratzinger, Natura e compito della teologia,
Milano 1993, p. 28. |
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ASPETTI
FILOSOFICI DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA
«Il compito principale della filosofia naturale è
di argomentare muovendo dai fenomeni senza immaginare ipotesi,
e dedurre le cause dagli effetti, finché arriviamo
alla vera Causa prima, che certamente non è meccanica;
e non solo al fine di sviluppare il meccanicismo del mondo,
ma soprattutto al fine di risolvere questi e analoghi problemi:
donde viene che la natura non fa nulla invano, e da dove deriva
tutto l’ordine e la bellezza che vediamo nel mondo?»
I. Newton, Opticks, 1730, Query 28.
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LE
DOMANDE SULLA VITA E SULL'UOMO
«La realtà è un'unità a molti livelli.
Posso percepire un'altra persona come un aggregato di atomi,
ma anche come un sistema biochimico aperto in interazione
con l'ambiente, o come un esemplare di homo sapiens, come
un oggetto di bellezza, o come qualcuno i cui bisogni meritano
il mio rispetto e la mia compassione, o infine come un fratello
per cui Cristo è morto. Tutti questi aspetti sono veri
e coesistono in maniera misteriosa in quell'unica persona.
Se ne negassi uno, significherebbe che sminuisco sia quella
persona che me stesso, che tento di capirla; significherebbe
non rendere giustizia alla ricchezza della realtà.»
John Polkinghorne, Riduzionismo, in DISF, vol. II,
pp. 1235-1236.
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