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Studi galileiani

Alexandre Koyré
traduzione di Maurizio Torrini

Einaudi,
Torino 1976
pp. 335
Anno di edizione originale: 1939
ISBN: studi-galileiani

Il volume rappresenta uno studio fondamentale di A. Koyré, tra i più conosciuti insieme agli Studi newtoniani, opera con la quale forma quasi un unico corpus. Il libro raccoglie tre saggi nati indipendentemente l’uno dall’altro e un’Appendice. L’unità dell’opera viene illustrata da un’ampia e chiarificatrice introduzione in cui l’autore espone il suo metodo storiografico e la sua lettura del passaggio dalla concezione aristotelica e medioevale del moto a quella galileiana. A proposito del metodo storiografico, Koyré ha capovolto i luoghi comuni di una storiografia di stampo positivista (spesso ancora influente nella didattica e nella divulgazione) che aveva mitizzato l’osservazione in opposizione alla metafisica, rilevando come, invece, in Galileo è la teoria, in particolare la visione geometrica, a inquadrare l’esperienza. Il punto nodale viene visto nei passaggi che conducono al principio d’inerzia galileiano: «Noi pensiamo che l’atteggiamento intellettuale della scienza moderna possa essere caratterizzato da due momenti, del resto strettamente congiunti: geometrizzazione dello spazio e dissoluzione del Cosmo […] sostituzione dello spazio concreto della fisica pre-galileiana con lo spazio astratto delle geometria euclidea. Questa sostituzione è ciò che permette l’invenzione della legge d’inerzia» (p. 9), un tema largamente sviluppato in Dal mondo chiuso all’universo infinito. Vengono messi a confronto l’approccio cartesiano e quello galileiano (secondo saggio), visto in continuità con il metodo di Archimede e di Platone, ma in opposizione ad Aristotele e ai medioevali. Altri temi trattati (terzo saggio) si ricollegano, poi, a quelli di un altro libro di Koyré, La rivoluzione astronomica.