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La ribellione del numero

Paolo Zellini

Adelphi,
Milano 1985
pp. 274
Anno di edizione originale: 1985
ISBN: ribellione-numero

L’opera offre uno scorcio dell’evoluzione della matematica in un periodo di forti cambiamenti e novità, una vera e propria “ribellione del numero”, così come la definisce l’A., durante la quale tutto veniva messo in discussione in una “crisi dei fondamenti”. Alla fine dell’Ottocento regnava un clima di euforia tra i matematici che si sentivano i detentori del potere intellettuale per il solo fatto di formulare teorie non contraddittorie. Quindi il pensiero e la formula non erano ancora in conflitto e il matematico era il creatore dei proprio concetti Poi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con le ultime conquiste matematiche quali la scoperta del transfinito, degli insiemi, delle funzioni irregolari, delle geometrie non euclidee, i matematici avvalorarono il concetto della “natura volitiva” dell’uomo; pertanto iniziarono a vacillare le teorie appurate degli insiemi e la costruzione logico-matematica proposta da Russell. Nella Francia di fine Ottocento si era ormai diffusa l’opinione che il determinismo potesse favorire la rinascita del suo opposto in termini di “libertà”, di “contingenza” e di “spirito” inventivo. Inizialmente la reazione dei matematici dell’epoca a questo fenomeno, una totale rivoluzione rispetto al passato, fu di evitare queste difficoltà, come nel caso estremo del progetto di assiomatizzazione di Hilbert. La “crisi dei fondamenti” ebbe il suo culmine nel 1931 con i paradossi suscitati dai teoremi di Gödel. Le ultime novità matematiche, specie quelle riguardanti l’infinito, riuscirono a cambiare completamente l’assetto della filosofia europea di fine Ottocento. Il ricondurre la matematica a una teoria di insiemi e classi non sempre era ritenuto lecito, ma la necessità di studiare le premesse logiche di quell’atto era di forte interesse, pertanto l’inizio di una nuova visione della matematica. Come gli altri volumi di storia della scienza dell’A., anche La ribellione del numero aiuta studenti e docenti a riflettere su quanto la ricerca scientifica sia intrecciata con la storia del pensiero in genere, della quale interpreta aspirazioni e dalla quale assume paradigmi.