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Il cervello computazionale

Patricia S. Churchland
Trad. di Maurizio Riccucci

Il Mulino,
Bologna 1995
pp. 756
Anno di edizione originale: 1992
ISBN: 8815051422

Si tratta di uno studio sui meccanismi che sottostanno al funzionamento della mente, a livello neuronale, impiegando esplicitamente come modello di riferimento quello del computer. Il modello proposto dagli autori non consiste nell’affermare che “la mente sia un computer”, ma nel sostenere che essa assomiglia piuttosto a una “rete di computers”. Sono infatti le cosiddette “reti neuronali” a spiegare la complessità della architettura della mente e il funzionamento delle diverse sue manifestazioni: calcolo, memoria e, secondo la visione degli autori, forse anche della coscienza, sebbene in questo caso si riconosca di non essere in grado di fornire una spiegazione soddisfacente. La prospettiva di questo saggio è chiaramente “fisicalista”: rifiutando cioè ogni schema dualista nella concezione della mente (sostrato fisico e realtà spirituale, o comunque meta-materiale), si afferma la costituzione fondamentalmente fisica o materiale della mente (mind), le cui proprietà certamente “emergono” da tale base materiale, ma non possono in alcun modo staccarsi da essa. Questo libro rappresenta probabilmente lo standard di buona parte dell’attuale visione neuroscientifica della mente umana, anche se non mancano autori i quali, sulla scia di John Eccles, dissentono circa la capacità di spiegazione di tale modello, che ancora presenta molti punti deboli.