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L´idea di Università

John Henry Newman

Vita e Pensiero,
Milano 1976
Anno di edizione originale: 1852
ISBN: 785397

L’opera di Newman, divenuta ormai un classico, è composta dalle nove conferenze inizialmente intitolate The Scope and Nature of University Education con le quali egli, chiamato dai vescovi irlandesi a dirigerne il progetto, presentò a Dublino nel 1852 la sua idea di università cattolica.

Tesi centrale del progetto newmaniano è la concezione di una università come luogo di formazione al giudizio critico e all’onestà intellettuale, ove si possano formare persone colte (gentlemen), ovvero persone in grado di cogliere il valore della propria disciplina nel contesto di tutte le altre. Ciò viene qualificato dall’A. col termine di “educazione liberale”, in opposizione a ciò che risulterebbe “servile”; l’espressione vuole quindi indicare apertura di orizzonti, saper vivere, educazione all’ascolto e alla collaborazione. L’educazione universitaria che Newman propone «è un’educazione che fornisce all’uomo una chiara consapevole visione delle sue stesse opinioni e dei suoi stessi giudizi, un’autorità nello svilupparli, un’eloquenza nell’esprimerli, e una forza nell’imporli. Essa gli insegna a vedere le cose come sono, ad andare diritto al nocciolo, a sbrogliare pensieri confusi, a scoprire quel che è sofisticato, e ad eliminare quello che è privo di rilievo. Lo prepara a ricoprire un posto con onore, e a dominare ogni argomento con facilità. Gli mostra come adattarsi agli altri, come mettersi nella loro condizione mentale, come presentare ad essi la propria, come influenzarli, come intendersi con loro, come sopportarli. Egli si trova a suo agio in qualsiasi società» (pp.212-213). L’università, liberata dal sapere finalizzato ad una funzione specificamente determinata, diviene luogo della libertà del sapere. L’educazione profilata si distingue dalla semplice istruzione, si distingue dalla formazione professionale e anche dalla formazione religiosa e morale. L’università è chiamata a dare la capacità di giungere ad una visione unificata della realtà, alle distinzioni fra le varie discipline ed ai nessi fra le loro conoscenze, ad un giudizio critico sulle conclusioni cui ciascuna di esse perviene, riconoscendo nel contempo il contributo di ogni sapere parziale alla ricerca di una verità colta come coerenza con il tutto. L’università è per eccellenza il luogo della interdisciplinarità ed è vista dall’A. come una comunità viva, ove il dialogo e la conoscenza reciproca costituiscono una base irrinunciabile. «Tutti i settori del sapere sono, almeno implicitamente, l’oggetto dell’insegnamento universitario; questi settori non sono isolati e indipendenti l’uno dall’altro, ma formano insieme un tutto o un sistema; essi si fondono e si completano vicendevolmente, e l’esattezza e la veridicità del sapere che essi, ciascuno per suo conto, trasmettono, sono relative alla visione che ne abbiamo come di un tutto» (p.159). Significativo il ruolo che Newman attribuisce all’insegnamento della teologia, giustificandolo su basi culturali ed antropologiche.

L’opera  ebbe una grande influenza in campo cattolico; le idee di Newman vennero riprese da numerosi altri autori e determinarono parte dello sviluppo delle Università Cattoliche nei decenni successivi. Il libro, rieditato più volte, il lettore può trovarlo anche in Scritti sull’università (Bompiani, Milano 2008).

G. T. N.