Chi Siamo  
 

20 febbraio 2010 - Gerhard Ertl, nobel per la chimica nel 2007, nominato membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze

Gerhard Ertl, Nobel per la Chimica nel 2007 per i suoi studi sui processi chimici delle superfici solide è stato nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Ertl è nato a Stoccarda il 10 ottobre 1936 e si è laureato in fisica all'università tecnica di Stoccarda nel 1961, dove ha ottenuto nel 1966 il Ph.D.

Visiting professor in diverse università statunitensi, fra cui al Caltech, Ertl ha insegnato chimica-fisica all’Università Ludwig Maximilians di Monaco e all’Università di Berlino. Ha diretto il Fritz Haber Institute dell'Istituto Max Planck. Si è occupato di studi sulla diffrazione elettronica e di spettroscopia fotoelettronica. I suoi principali meriti scientifici riguardano lo studio della sintesi catalitica dell’ammoniaca su ferro e dell’ossidazione catalitica del monossido di carbonio su palladio. Parte dell’applicazione dei suoi studi riguarda l’invenzione della marmitta catalitica e l’impiego delle celle a combustibile.


La Pontificia Accademia delle Scienze trae le sue origini dall'Accademia dei Lincei, fondata a Roma nel 1603 dall'erudito principe romano Federico Cesi, sotto l'auspicio Clemente VIII. Discioltasi dopo la morte del suo fondatore, l'Accademia venne restaurata da Pio IX nel 1847 con il nome di Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei. Pio XI rifondò successivamente l'Accademia nel 1936 con il suo nome attuale, conferendole uno statuto che sarà poi aggiornato nel 1976 da Paolo VI e nel 1986 da Giovanni Paolo II. Il numero dei membri ordinari vitalizi fu portato a 80 da Giovanni Paolo II; ad essi si affiancano un numero limitato di Accademici Onorari, scelti tra personalità altamente benemerite, ed altri che lo sono per motivo del loro incarico: fra questi ultimi, il Cancelliere, il Direttore della Specola Vaticana, il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e il Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano.



16 febbraio 2010 - Sarà beatificato John Henry Newman, teologo del rapporto fra fede e ragione

John Henry Newman (1801-1890) sarà proclamato Beato domenica 19 settembre prossimo, nel corso di una celebrazione solenne che Benedetto XVI presiederà nell'Arcidiocesi di Birmingham. Luogo e orari della cerimonia non sono stati ancora comunicati. L'annuncio ufficiale è stato dato martedì 16 febbraio dalla santa Sede, in contemporanea con Buckingham Palace, l'arcivescovo di Westminster e l'Ufficio del Primo ministro del Regno Unito.
John Henry Newman, anglicano, fu accolto nella Chiesa cattolica il 9 ottobre 1845. Divenuto sacerdote cattolico, fu elevato alla dignità di cardinale dal Leone XIII nel 1879. L'opera di Newman acquista oggi sempre maggiore attualità e continua a rappresentare uno dei migliori tentativi di sintesi fra il pensiero cristiano e le istanze della modernità, in primo luogo la rivalutazione del soggetto e della coscienza. Fu autore attento allo sviluppo delle scienze del suo tempo, con le quali entrò spesso in dialogo Con la beatificazione di Newman ad essere elevato agli altari è questa volta un teologo, una tipologia non più frequente nei secoli moderni, che ha visto eccezioni con il riconoscimento del culto a Giovanni Duns Scoto e la beatificazione di Antonio Rosmini. Il suo contributo alla teologia nasce dall’esperienza del suo vissuto e dalla sua sollecitudine pastorale forse ancor prima che dalla sua elaborazione intellettuale: le sue opere sono principalmente un riflesso della sua biografia.



01 febbraio 2010 - Papa Benedetto XVI, attraverso l’Apostolato della Preghiera, chiede di pregare “affinché gli scienziati e gli uomini di cultura giungano tutti alla conoscenza dell'unico vero Dio”

Dopo aver celebrato l'anno dedicato a Galileo Galilei in occasione del 400° anniversario delle prime osservazioni al telescopio (1609), Papa Benedetto XVI si rivolge a tutti i credenti chiedendo di pregare per superare ogni possibile divisione tra scienza e fede. Attraverso l'Apostolato della Preghiera, che si prefigge di offrire a tutti i cristiani la possibilità di unirsi alle intenzioni del Papa mediante la preghiera e l'offerta della propria giornata, Benedetto XVI ha segnalato, quale intenzione del mese di febbraio 2010,

"Per tutti gli scienziati e gli uomini di cultura, perché attraverso la sincera ricerca della verità possano giungere alla conoscenza dell'unico vero Dio".

L'iniziativa dell'Apostolato della preghiera è seguita da circa 50 milioni di persone in tutti e cinque i continenti. La proposta del Papa giunge dopo le celebrazioni che la Santa Sede ha organizzato nell'Anno Internazionale dell'Astronomia. Durante quest'anno Benedetto XVI con diversi interventi, come ad esempio in occasione del discorso al Congresso "Dal telescopio di Galileo alla cosmologia evolutiva", ha mostrato come una supposta opposizione tra scienza e fede non abbia fondamento.



29 gennaio 2010 - È morto a Pisa all’età di 85 anni il prof. Giovanni Prodi

A causa di un arresto cardiaco, la mattina del 29 gennaio è morto a Pisa, dove viveva dal 1963, Giovanni Prodi. Da tempo affetto dal morbo di Parkinson, malattia che aveva gradatamente ridotto la sua attività, il professor Prodi aveva a lungo insegnato Analisi Matematica, influendo con i suoi libri e la sua docenza su intere generazioni di studenti del biennio scientifico. Era nato a nato a Scandiano (Reggio Emilia) il 28 luglio 1925. Laureatosi in Scienze Matematiche a Parma nel 1948, discutendo con il prof. Giovanni Ricci una tesi sul comportamento asintotico delle soluzioni delle equazioni differenziali, dopo alcuni anni trascorsi come Assistente di Geometria e poi di Analisi a Milano, ottenne nel 1956 la cattedra di Analisi Matematica a Trieste, ove si fermò fino al 1963, anno nel quale si trasferì a Pisa. Qui ricoprì la cattedra di Analisi Matematica e poi quella di Matematiche Complementari, impartendo lezioni anche alla Scuola Normale Superiore. Primogenito di nove figli e fratello di Romano, Giovanni Prodi fu consigliere comunale a Trieste e a Pisa e, in entrambe le sedi, ricoprì per un breve periodo l’incarico di Assessore all’Istruzione. Animato da un’intensa fede cristiana, la pose in dialogo profondo e incessante con la sua formazione scientifica, specialmente negli ambienti accademici e culturali nei quali operò. A partire dal 1977 diede vita, insieme a mons. Carlo Colombo e con la collaborazione del fisico Giovanni Prosperi, ad un gruppo di riflessione su Scienza e Fede che nel corso dei decenni ha riunito centinaia di docenti e ricercatori di tutta Italia con incontri periodici di studio e di dibattito, contribuendo in modo fattivo alla maturazione del dialogo fra discipline scientifiche e pensiero filosofico-teologico, i cui frutti sono diventati col tempo visibili in diverse sedi culturali e universitarie. Esponente di un pensiero matematico che non indugiava a entrare in rapporto con i grandi temi filosofici, in sintonia con quanto realizzava un altro matematico e testimone cristiano come Ennio de Giorgi, Giovanni Prodi seguì con costanza il gruppo di riflessione da lui fondato, specie negli incontri che si svolgevano nella sede di Fognano, successivamente estesi in altri luoghi della Penisola, grazie alla collaborazione di docenti e colleghi quali Giuseppe Del Re, Francesco Abbona e Giuseppe De Cecco. Fra i suoi scritti più diffusi, il ben noto Analisi Matematica (Boringhieri, Torino 1972) e il volume Metodi matematici e statistici (1992) per la collana di strumenti didattici della McGraw-Hill. Da sempre interessato alla didattica e ai problemi dell’insegnamento delle materie scientifiche, Prodi faceva parte del Consiglio scientifico della rivista “Nuova secondaria” della Casa editrice La Scuola di Brescia. Sempre a motivo del suo lavoro nel campo della didattica della Matematica, ricevette nel 2001 la laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria conferitagli dall’Università di Palermo. In un suo recente libro, il matematico italiano Antonio Ambrosetti si riferisce a Giovanni Prodi ed Ennio De Giorgi in questi termini: «Questi due matematici possono essere visti come esempi paradigmatici di grandi scienziati cristiani in cui Matematica e fede in Dio hanno convissuto in modo straordinario» (La matematica e l’esistenza di Dio, Lindau, Torino 2009, p. 25)



15-19 febbraio 2010 - Si tiene all’Istituto Giovanni Paolo II la settimana dei Visiting Professors sul tema “Biotecnologie e futuro dell'uomo”

In collaborazione con il Servizio Nazionale della CEI per il Progetto Culturale nell’ambito dell’Area di Ricerca in Antropologia ed Etica Familiare, si aprirà il 15 febbraio 2010 il Seminario di Studio "Biotecnologie e futuro dell'uomo", promosso dall'Istituto Giovanni Paolo II. Il corso è aperto a tutti gli interessati, previa iscrizione e pagamento della quota.

Il Seminario prevede lezioni tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 12,45.

Nel pomeriggio di giovedì 18 febbraio, alle ore 17, è in programma una conferenza pubblica durante la quale si offriranno i risultati della riflessione compiuta.

Le lezioni saranno tenute dai professori:

Giuseppe Tanzella-Nitti (Professore di Teologia Fondamentale della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università della Santa Croce, Roma)

Attività tecnico-scientifica e Rivelazione Cristiana

Quali sono gli aspetti epistemologici di base nel rapporto tra pensiero scientifico, filosofia e Rivelazione cristiana? Esiste una dimensione personalista dell’attività dello scienziato? Quale parola ha da dire il Magistero della Chiesa sul rapporto tra teologia e cultura scientifica, sempre nel rispetto dell’autonomia dell’attività tecnico-scientifica?

Brice de Malherbe (incaricato del Dipartimento di Etica Biomedica presso il Collège des Bernardins, Parigi)

L’uomo nuovo: utopia della biotecnologia

Lo sviluppo delle biotecnologie tocca le tre relazioni fondamentali dell’uomo: con Dio, con la natura e con se stesso. Fin dalle origini della biotecnologia, con essa si è sviluppata una visione prometica che sfocia nell’utopia di plasmare un uomo nuovo. Dopo la presentazione di alcuni archetipi della letteratura bioetica, saranno proposti dei criteri di discernimento a partire da una visione cristiana sul futuro dell’uomo.

David L. Schindler (Decano degli Studi e Professore di Teologia Fondamentale presso il Pontifical John Paul II Institute for Studies on Marriage and Family, Washington D.C., U.S.A.)

L’ontologia tecnologica della Modernità e il futuro dell’uomo

Il corso presenta la tecnologia come ontologia caratteristica della Modernità. La concezione tecnica della ragione e l’idea volontaristica della libertà indicano un senso positivistico del rapporto dell’uomo con Dio e con l’essere in generale. L’argomento ricorre all’antropologia e ad una concezione della creazione, così come sviluppata negli scritti di Joseph Ratzinger, di altri filosofi e teologi contemporanei, e in recenti documenti ecclesiali.

Sede del Seminario:

Auditorium Giovanni Paolo II

Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

Piazza San Giovanni in Laterano, 4

00120 Città del Vaticano

Iscrizione:

Il corso è aperto ad ospiti esterni, con una quota di 150 euro. Per gli ex studenti dell’Istituto il corso è gratuito e si rivolge in particolare agli ex studenti del ciclo di Master come occasione di aggiornamento. Per iscriversi basta compilare il modulo on line.

La partecipazione è possibile in qualità di ospite che, seguendo integralmente tutte le lezioni, intendono sostenere anche l’esame finale, ricevendo corrispondente certificazione oppure come uditori, coloro i quali intendono prendere solamente parte alle lezioni, ricevendo un attestato di frequenza.

Il monte ore del seminario è di 25 ore.

È presente il servizio di traduzione simultanea inglese-italiano.

Direttore del Seminario: Prof. Stephan Kampowski (Docente di Antropologia Filosofica, Pontificio Istituto Giovanni Paolo II)

Maggiori informazioni: Dott. Victor Soldevila

Ufficio Eventi

Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia

Piazza San Giovanni in Laterano, 4

00120 Città del Vaticano

Tel. 06 69895508 Fax 06 69886103

e-mail: eventi@istitutogp2.it

pagina web: www.istitutogp2.it

 



13 gennaio 2010 - Si svolgerà a Londra, i prossimi 25 e 26 gennaio un convegno sulle ricadute sociali della eventuale scoperta di civiltà extraterrestri

 

Non è frequente un argomento di dibattito come quello che vedrà impegnata la prestigiosa Royal Society di Londra i prossimi 25 e 26 gennaio 2010. L’Accademia, che prese avvio all’epoca di Isaac Newton, si occuperà di discutere sulle ricadute della possibile scoperta di intelligenze extraterrestri sulla vita politica e sociale degli abitanti del pianeta terra. Gli organizzatori, il dottor Martin Dominik e il professor John Zarnecki ricordano che gli astronomi sono ormai in grado di individuare pianeti che orbitano intorno a stelle diverse dal Sole, dove la vita può esistere, e che le prossime generazioni potranno rilevare i segni di una vita extra-terrestre. Qualora risultasse che non siamo soli nell'Universo, si modificherebbe sostanzialmente il modo in cui l'umanità comprende e percepisce sé stessa, pertanto bisogna prepararsi alle conseguenze. Fra i relatori del Convegno compaiono esperti che hanno pubblicato opere, divulgative e non, sull’affascinante tematica. Fra questi: Martin Rees (Presidente della Royal Society), Christian de Duve, Frank Drake, Catherine Cesarsky, Jocelyn Bell Burnell e Steven Rose. Parteciperanno alla discussione anche Simon Conway Morris, Malcolm Fridlund, Paul Davies, Albert Harrison, Ivan Almar, Michel Mayor, Chris McKay, Charles Cockell, Kathryn Denning, Colin Pillinger, Ted Peters, Pascale Ehrenfreund. Apparentemente il convegno non sembra coinvolgere dei teologi, una figura che il regista Robert Zemeckis volle invece presente nel suo noto film “Contact”, tratto da un soggetto di Carl Sagan. Anche se l’incontro è destinato principalmente ai ricercatori interessati, gli organizzatori informano che l’ingresso è libero, previa registrazione on line. Maggiori informazioni sul meeting ed il programma sono disponibili alla pagina web: The Royal Society.



10 novembre 2009 - Una conferenza stampa presenta la Settimana di Studi su "Astrobiologia" svoltasi presso la Pontificia Accademia delle Scienze

CITTA' DEL VATICANO, 10 novembre 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Settimana di Studio su "Astrobiology", organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Specola Vaticana. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: Il Padre José Funes, S.J., Direttore della Specola Vaticana; il  Professor Jonathan Lunine, Università di Tor Vergata (Roma), Dipartimento di Fisica; il Professor Chris Impey, The University of Arizona, Department of Astronomy and the Steward Observatory, Tucson (Stati Uniti d'America); e la Dottoressa Athena Coustenis, Observatoire de Paris-Meudon, LESIA/CNRS (Francia).

"Perché il Vaticano si interessa di Astrobiologia?" - è l'interrogativo del Padre Funes, S.I. che nel suo intervento ha risposto: "Sebbene l'Astrobiologia sia un una scienza emergente, è tuttora una scienza in evoluzione, gli interrogativi sulle origini della vita e se la vita esista in altre parti nell'universo sono molto pertinenti, ed occorre prestarvi seria attenzione. Tali questioni comportano molte implicazioni filosofiche e teologiche, tuttavia l'incontro si concentrerà sull'aspetto scientifico".

"L'Astrobiologia è lo studio del rapporto della vita con il resto del cosmo" - ha spiegato il Professor Lunine - "I maggiori temi comprendono l'origine della vita e i materiali precursori, l'evoluzione della vita sulla Terra, le prospettive future fuori e dentro il Pianeta. (...) La Settimana di Studio offre una speciale opportunità agli scienziati che si occupano di diverse discipline fondamentali di trascorrere una settimana intensa dedicandosi alla comprensione di come la ricerca nella loro particolare disciplina possa avere un impatto in altri ambiti o a sua volta essere influenzata da essi".

"Se la biologia non è un'esclusività della Terra" - ha affermato il Professor Impey - "o la vita in altre parti dell'universo differisce bio-chimicamente dalla nostra versione, o se mai ci  mettessimo in contatto con specie intelligenti nella vastità dello spazio, profonde saranno le implicazioni per l'immagine che abbiamo di noi stessi. È oltremodo opportuno che un incontro su tale pionieristico argomento sia stato promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Le motivazioni e metodologie possono differire, ma scienza e religione concepiscono la vita come una particolare manifestazione di un universo vasto e in gran parte inospitale. Ci sono tutte le premesse per un dialogo fra studiosi di astrobiologia e quanti cercano di comprendere il significato della nostra esistenza in un universo biologico".

La Conferenza di presentazione della Settimana di Studi (6-10 novembre, Casina San Pio IV, Vaticano), si è conclusa con l'intervento della Dottoressa Coustenis, dedicato all'esplorazione di altri pianeti e dei loro sistemi.

Fonte: Vatican Information Service  VIS 091110 (420)



10 ottobre 2009 - Francis Collins, direttore del Progetto genoma e autore di "The Language of God", nominato da Benedetto XVI membro della Pontificia Accademia delle Scienze

Il Santo Padre ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze Francis S. Collins, Direttore dei National Institutes of Health, Bethesda (U.S.A.), e Edward M. De Robertis, Docente di chimica biologica presso l’Istituto di Medicina Howard Hughes dell’Università di California, Los Angeles (U.S.A.).

Il Prof. Francis S. Collins, nato il 14 aprile 1950 a Staunton, Virginia (U.S.A.), laureato in chimica presso l'Università della Virginia, ha conseguito il dottorato in chimica fisica presso l'Università di Yale e la laurea in medicina con lode presso l'Università della North Carolina, Chapel Hill. Medico genetista, noto per le sue scoperte nel campo delle alterazioni genetiche responsabili delle malattie, dopo aver trascorso nove anni come ricercatore presso l'Istituto Medico Howard Hughes dell'Università del Michigan, è stato direttore del National Human Genome Research Institute (NHGRI), presso i National Institutes of Health (NIH), dal 1993 al 2008. Sotto la sua direzione, nell'aprile 2003, il Progetto Genoma Umano ha ottenuto una sequenza completa ed accurata del DNA umano. Il laboratorio di ricerca del Dr Collins ha scoperto una serie di geni importanti, tra cui quelli responsabili della fibrosi cistica, della neurofibromatosi, della malattia di Huntington, di una sindrome tumorale familiare del sistema endocrino e, più recentemente, dei geni del diabete di tipo 2 e del gene che causa la Progeria o Sindrome di Hutchinson-Gilford.

Il Professor Collins si occupa, da tempo, del tema dei rapporti tra scienza e fede, sul quale nel 2006 ha pubblicato il volume The Language of God: A Scientist Presents Evidence for Belief. Membro eletto dell'Institute of Medicine e della National Academy of Sciences degli Stati Uniti, nel novembre del 2007 ha vinto la Medaglia Presidenziale per la Libertà e, recentemente, è stato nominato direttore dei National Institutes of Health.

Il Prof. Edward M. De Robertis, nato il 6 giugno 1947 a Boston, Massachusetts (U.S.A.), da una famiglia italiana originaria di Prepezzano, in provincia di Salerno, è cresciuto in Uruguay, dove nel 1971 ha conseguito il dottorato in medicina. Successivamente ha studiato chimica presso l'Istituto Leloir di Buenos Aires (Argentina), dove ha ricevuto il dottorato in filosofia nel 1974. Ha completato gli studi di post-dottorato in biologia dello sviluppo sotto la guida di Sir John Gurdon, del Consiglio della Ricerca Medica di Cambridge (Gran Bretagna).

Dopo aver fatto parte del personale scientifico del Laboratorio di Biologia Molecolare di Cambridge, nel 1980 è stato nominato professore ordinario di biologia cellulare presso l'Università di Basilea (Svizzera), dove ha isolato il primo gene responsabile del controllo dello sviluppo nei vertebrati. Nel 1985 ha assunto la Cattedra di Norman Sprague in chimica biologica presso la Scuola di Medicina dell'Università della California a Los Angeles dove, dal 1994, è anche ricercatore presso l'Istituto di Medicina Howard Hughes. Dal 2002 al 2006 è stato Presidente della Società internazionale di biologi dello sviluppo.

Le ricerche del Professor De Robertis sui meccanismi molecolari dell'induzione embrionica negli embrioni dei vertebrati hanno portato alla comprensione che il macchinario molecolare per il patterning embrionale è comune a tutti gli embrioni animali. Inoltre le sue scoperte hanno permesso la fondazione di una nuova disciplina scientifica dell'evoluzione e dello sviluppo, denominata Evo-Devo, abbreviazione di Evolutionary Developmental Biology (biologia evolutiva dello sviluppo).

Fonte: Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 10 ottobre 2009



12 novembre 2009 (scadenza) - The Venice Summer School on Science and Religion 2010, dal 25 al 28 maggio 2010, presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti

L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti ospita un gruppo selezionato di studiosi per la settimana di studio annuale sui temi di scienza e religione. The Venice Summer School on Science and Religion è un’occasione per l'approfondimento di questi temi per dottorandi e giovani studiosi promettenti, che vengono selezionati per alcune importanti conversazioni interdisciplinari. Inoltre questa scuola assegna borse di studio ai partecipanti che presentano proposte rilevanti per la discussione della scuola in uno dei tre anni del corso.

Comitato Organizzativo:

William Shea (Cattedra Galileiana, Universià di Padova)
Karl Giberson (Direttore del Forum on Faith and Science at Gordon College in Wenham, Massachusetts ed Executive Vice-president della Fondazione BioLogos)
Thomas Jay Oord (Docente di filosofia e teologia al Northwest Nazarene University, Nampa, Idaho)
Donald A. Yerxa (Direttore della The Historical Society, presso la Boston University e senior editor di Historically Speaking, pubbicata dalla The John Hopkins University Press)
Andrew Schwartz (Amministratore della Venice Summer School on Science and Religion)

Programma e temi:

Tre noti studiosi di scienza e religione offrono ogni anno a tutta la scuola lezioni su un argomento correlato al tema dell'anno. Gli studiosi e i partecipanti sono invitati ad analizzare e discutere queste lezioni, nonché i relativi lavori pubblicati. I partecipanti prendono parte a workshops pomeridiani, guidati da uno dei docenti invitati. In questi workshops i partecipanti presenteranno le versioni abbreviate dei papers inviati per l’ammisione alla Scuola, sottoponendoli al commento e alla critica da parte degli esperti invitati e degli altri studenti.

Primo anno (2008): Dio e le leggi di natura
Docenti: Paul Davies, Owen Gingerich, John Polkinghorne

• Secondo anno (2009): Evolution & Human Unicità
Docenti: Frans De Waal, Karl Giberson, Simon Conway Morris, Michael Ruse, Józef Zycinski

Relatori 2010 (terzo anno): Science and Values

George Ellis (Professor Emeritus of Applied Mathematics at the University of Cape Town, South Africa)
Keith Ward (Regius Professor of Divinity Emeritus at the University of Oxford)
David Sloan Wilson (Professor of Biology and Anthropology at Binghamton University)

Sede: Istituto Veneto di Scienze. Lettere ed Arti, Palazzo Franchetti, Campo Santo Stefano 2945, Venezia - Italia.
Date: 25-28 maggio 2010
Scadenza per la domanda di iscrizione alla Scuola: 12 novembre 2009

Il programma dettagliato della Venice Summer School on Religion and Science è disponibile alla pagina web, dove troverete il necessario per l'iscrizione.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web: http://www.vssr.info

 



29 giugno 2009 - Trovati i resti dell'apostolo Paolo nel sarcofago consegnato dalla Tradizione: effettuate analisi del Carbonio 14

Roma, 29 giugno - Dopo il ritrovamento della più antica icona di San Paolo, un’altra rivelazione sull’Apostolo delle Genti: i suoi resti mortali sono conservati proprio nella tomba di Paolo di Tarso, sotto l'omonima basilica romana. Ad annunciarlo è stato ieri Benedetto XVI, non nascondendo una ''profonda emozione'' nel rivelare al mondo l’esito della prima ricognizione, effettuata attraverso una sonda, nella tomba di Paolo.

Le analisi e i reperti trovati, frammenti d'ossa, grani d'incenso, un lino laminato d'oro, hanno confermato - ha scandito Papa Ratzinger - la tradizione religiosa di quasi venti secoli, secondo cui, proprio in quel sarcofago, vengono venerati i resti dell'apostolo. E’ la conclusione migliore dell'Anno Paolino, dedicato al bimillenario della nascita dell’uomo convertito al Vangelo sulla via di Damasco.

Nella Basilica romana dedicata all'apostolo delle genti, durante una cerimonia ecumenica a cui ha preso parte anche una delegazione ortodossa da Costantinopoli (Istanbul), Benedetto XVI ha spiegato la recente e “attenta” analisi scientifica. “Nel sarcofago che non è mai stato aperto in tanti secoli - ha raccontato il Santo Padre – è stata praticata una piccolissima perforazione per produrre una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino. E' stata anche rilevata la presenza di grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree”.

“Inoltre - ha proseguito Ratzinger - piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all'esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo”. Questo, ha tratto le conclusioni Benedetto XVI, “sembra confermare l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo. Tutto questo riempie il nostro animo di profonda emozione”.

Al suo fianco, ieri c’era l'arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura, il card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, che oggi, in un'intervista a 'La Repubblica' ha spiegato: “Lo sapevamo da più di un anno che nel sarcofago ci sono le ossa di San Paolo, ma non lo abbiamo detto prima perché era un annuncio che spettava fare solo al Santo Padre. E ci ha riempito di gioia sentirlo alla solenne chiusura dell'anno Paolino”.

“Solo il Papa può dare annunci così solenni e impegnativi - ha aggiunto - Sono molto soddisfatto che i pochi che lo sapevano hanno fedelmente rispettato il giuramento pontificio a mantenere il segreto a cui erano stati sottoposti quando è stato autorizzato l'inserimento del sondino nel sarcofago per avviare lo studio del contenuto. Sono felice, emozionato per la scoperta in se': avere la certezza che si tratta veramente dei resti dell'Apostolo non può che riempirci di gioia come cristiani e non solo”.

Le Scritture narrano che Paolo fu catturato, su accusa dei giudei del Tempio, verso la fine degli anni 50 a Gerusalemme. In quanto cittadino romano, chiese di essere giudicato a Roma, dove arrivò nel 60-62, dopo essere stato per anni agli arresti domiciliari a Cesarea Marittima e al termine di un viaggio rocambolesco, con tanto di naufragio a Malta.

Secondo gli Atti degli Apostoli San Paolo fu probabilmente liberato e poi arrestato nuovamente: il suo martirio avvenne per decapitazione verso il 66-67 sulla via Laurentina, in un posto chiamato allora 'le tre taverne' e divenuto oggi 'le tre fontane'. La sepoltura fu fatta sulla via Ostiense, dove sorge la Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Già dal secondo secolo d. C., racconta la tradizione cristiana, si pregava sulla tomba dell'apostolo, instancabile missionario del vangelo.

Fonte: Adnkronos 29 giugno 2009



12 giugno 2009 - Si presenta in Vaticano il 18 giugno un documentario di Gjon Kolndrekaj sulla vita e le opere di Matteo Ricci

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 12 giugno 2009 (ZENIT.org).- Si svolgerà giovedì prossimo 18 Giugno alle ore 21.00, presso la sala Conferenze (Via dell'Ospedale, angolo Via della Conciliazione) la proiezione in anteprima mondiale del docufilm di Gjon Kolndrekaj, "Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago" (RAI Eri-Cda servizi editoriali).

La proiezione è stata organizzata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, dalla Curia generalizia della Compagnia di Gesù e dalla diocesi di Macerata-Recanati-Tolentino-Cingoli e Treia.

Il docufilm di Kolndrekaj - regista di successo con trent’anni di esperienza, autore di importanti serie televisive di richiamo, tra cui “Linea Verde” - è interamente girato tra la Cina e l’Italia (Roma e Macerata) ed ha la durata di 50 minuti circa; inoltre, il docufilm ha ricevuto il Patrocinio della Compagnia di Gesù e il benestare del Governo di Pechino. La colonna sonora è del Premio Oscar, maestro Stelvio Cipriani, che ha dedicato un anno di lavoro alle musiche che ripercorrono nel docufilm la vita e le opere del gesuita di Macerata.

“Conobbi la figura di Matteo Ricci nel 1976, in occasione di un mio viaggio a Pechino, con il mio maestro Joris Evans, da allora decisi di dedicarmi alla figura di questo grande missionario italiano che i cinesi chiamavano Li Madou”, ha detto Kolndrekaj in un comunicato inviato dagli organizzatori.

“Dopo aver dedicato anni della mia carriera all’approfondimento delle tematiche relative alle tre religioni monoteiste – ha aggiunto –, dedicarmi alla figura di Ricci, missionario cattolico e scienziato italiano che entrò in relazione con la filosofia e il pensiero orientale era una cosa che mi affascinava. Spero che questo lavoro contribuisca a far conoscere la figura e le opere di Matteo Ricci non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto ai più”.

L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle celebrazioni centenarie ricciane (che vede la sinergia della Regione Marche, la Provincia di Macerata, il Comune di Macerata e l'Università degli studi della città marchigiana) e si avvale del contributo di Banca Marche.

Si tratta della prima, grande manifestazione in vista delle celebrazioni ricciane che avranno ufficialmente inizio nel 2010, in occasione del quarto centenario della morte del grande gesuita di Macerata.

All'iniziativa hanno collaborato tra gli altri il Centro Televisivo Vaticano, Kuanghci Program Service - Taipei, il Centro internazionale di scambi culturali con la Cina, CNI, Blueforma design consultants, Artifex-comunicare con l'arte, Tecnostampa.

Maggiori informazioni sul docufilm si possono trovare su www.matteoricci.it

Fonte: ZENIT, Servizio di informazione del 12 giugno 2009



18 maggio 2009 - Lettera di Benedetto XVI in occasione della preparazione del IV centenario della morte di Matteo Ricci, astronomo gesuita e missionario in Cina, modello di inculturazione della fede mediante gli studi scientifici.

CITTA' DEL VATICANO. Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia), in occasione delle diverse iniziative - fra le quali un anno giubilare - per commemorare il IV Centenario della morte di Padre Matteo Ricci, della Compagnia di Gesù (Pechino, 11 maggio 1610).

"Nato a Macerata il 6 ottobre del 1552, il gesuita Matteo Ricci" - scrive il Papa nel Messaggio - "dotato di profonda fede e di straordinario ingegno culturale e scientifico, dedicò lunghi anni della sua esistenza a tessere un proficuo dialogo tra l'Occidente e l'Oriente, conducendo contemporaneamente una incisiva azione di radicamento del Vangelo nella cultura del grande Popolo della Cina. Il suo esempio resta anche oggi modello di proficuo incontro tra la civiltà europea e quella cinese".

"Considerando la sua intensa attività scientifica e spirituale" - prosegue il Santo Padre - "non si può non rimanere favorevolmente colpiti dall'innovativa e peculiare capacità che egli ebbe di accostare, con pieno rispetto, le tradizioni culturali e spirituali cinesi nel loro insieme. E' stato in effetti tale atteggiamento a contraddistinguere la sua missione tesa a ricercare la possibile armonia fra la nobile e millenaria civiltà cinese e la novità cristiana, che è fermento di liberazione e di autentico rinnovamento all'interno di ogni società, essendo il Vangelo, universale messaggio di salvezza, destinato a tutti gli uomini, a qualsiasi contesto culturale e religioso appartengano".

"Quel che inoltre ha reso originale e, potremmo dire, profetico il suo apostolato" - sottolinea il Pontefice - "è stato sicuramente la profonda simpatia che nutriva per i cinesi, per la loro storia, per le loro culture e tradizioni religiose. (...) Modello di dialogo e di rispetto per le altrui credenze, questo vostro Conterraneo fece dell'amicizia lo stile del suo apostolato durante i 28 anni di permanenza in Cina".

"Nonostante le difficoltà e le incomprensioni che incontrò, Padre Ricci, volle mantenersi fedele, sino alla morte, a questo stile di evangelizzazione, attuando, si potrebbe dire, una metodologia scientifica e una strategia pastorale basate, da una parte, sul rispetto delle sane usanze del luogo che i neofiti cinesi non dovevano abbandonare quando abbracciavano la fede cristiana, e, dall'altra, sulla consapevolezza che la Rivelazione poteva ancor più valorizzarle e completarle. E fu proprio a partire da queste convinzioni che (...), come già avevano fatto i Padri della Chiesa nell'incontro del Vangelo con la cultura greco-romana", l'Autore del "Trattato sull'amicizia" "impostò il suo lungimirante lavoro di inculturazione del Cristianesimo in Cina, ricercando un'intesa costante con i dotti di quel Paese".

"Possano le nostre comunità" - ha auspicato infine il Santo Padre - "all'interno delle quali convivono persone di diverse culture e religioni, crescere nello spirito di accoglienza e di rispetto reciproco. Il ricordo di questo nobile figlio di Macerata sia anche motivo per i fedeli di codesta Comunità diocesana di rinsaldare alla sua scuola quell'anelito missionario che deve animare la vita di ogni autentico discepolo di Cristo".

Fonte: Vatican Information Service VIS 090518 (490)



22 aprile 2009 - Festival della Scienza in Nigeria patrocinato dalla Santa Sede

Fonte Zenit, servizio quotidiano 22 aprile 2009:

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 22 aprile 2009. Dal 24 aprile al 2 maggio, la città nigeriana di Owerri ospiterà il Festival della Scienza, organizzato dall'associazione “Assumpta Science Center Owerri” (ASCO) e dalla Fondazione IDIS (Istituto per la diffusione e la valorizzazione della cultura scientifica)-Città della Scienza di Napoli grazie al patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, al contributo di Finmeccanica e alla partecipazione di enti e fondazioni bancarie italiane.

P. Federico Lombardi, S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha presentato questo mercoledì l'iniziativa sostenendo che dimostra come l’Africa sia nel cuore della Chiesa dopo il viaggio del Papa in Camerun e Angola (17-23 marzo) e il Sinodo dei Vescovi che si svolgerà a ottobre in Vaticano.

Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha spiegato che l'evento “nasce da relazioni costanti con le istituzioni che vi partecipano” e con l'intento specifico di “essere lì non certo per fare delle ricerche, ma per conoscere gli itinerari ed i percorsi che la scienza fa, sia a livello di ricerca rigorosa, sia a livello di altrettanto rigorosa divulgazione”, ricorda la “Radio Vaticana”.

“La scienza può purificare la religione dall’errore e dalla superstizione mentre la religione può purificare la scienza dall’idolatria e dai falsi assoluti”, ha aggiunto monsignor Ravasi riprendendo un concetto di Giovanni Paolo II.

Dal canto suo, il presidente della Fondazione IDIS-Città della Scienza, il professor Vittorio Silvestrini, ha spiegato com'è nato l’interesse per la realtà africana: “Noi siamo nel Sud dell’Europa, ed il Mediterraneo ci separa dal Sud del mondo; fino a che le differenze in temi di opportunità, di ricchezza, di qualità della vita fra le due sponde del Mediterraneo rimarranno così acute e così gravi come sono adesso, nemmeno per noi che abitiamo nella parte ricca è possibile pensare ad uno sviluppo equo, ad un futuro sereno, ad un futuro di pace, ad un futuro sostenibile”.

Nel 2007, ricorda “L'Osservatore Romano”, Emanuel Tobechi, cappellano della Facoltà di Ingegneria dell'università “La Sapienza” di Roma, ha ideato l'associazione ASCO, grazie alla quale nove ragazzi di Owerri sono venuti in Italia per seguire uno stage formativo all'IDIS di Napoli e contribuire alla progettazione del Festival, mentre alcuni studenti italiani hanno avuto l'opportunità di recarsi in Nigeria per rendersi conto dei problemi e soprattutto delle potenzialità del progetto.

“Il nostro sogno è costruire un museo interattivo permanente nella città universitaria di Owerri – ha spiegato il direttore dell'IDIS, Luigi Amodio –. La cultura scientifica sta vivendo un grande risveglio in Africa; non a caso il prossimo congresso mondiale degli Science Center si svolgerà tra due anni proprio in una grande capitale africana, Città del Capo”.

Il Festival, ricorda “Il Velino”, prevede un'esposizione sviluppata su quattro aree tematiche – ottica, elettricità e magnetismo, forza ed energia, suono – e cinque laboratori all’aperto su energia, ambiente, musica, chimica, cibo e salute.

L’Assumpta Science Center Owerri avrà l’obiettivo di “presentare la scienza ai ragazzi, cercando di suscitare interesse verso le carriere scientifiche e tecnologiche; scambiare know-how con partner ed istituzioni per la formazione di persone locali; offrire laboratori didattici di supporto all’insegnamento nelle scuole e nelle università; raggiungere le scuole nelle aree rurali attraverso unità mobili, espositivi e kit per gli esperimenti; diventare un centro di stage e confronto tra studenti universitari africani ed europei, in risposta all’insistente richiesta degli studenti italiani per un’esperienza nel continente africano”.

Fonte Zenit, servizio quotidiano 22 aprile 2009



7 aprile 2009 - È mancato all’età di 85 anni lo storico della scienza Stanley Jaki

Recatosi a Madrid dopo un ciclo di conferenze tenute giorni prima a Roma, lo storico della scienza Stanley L. Jaki si è spento nella giornata di oggi nella capitale spagnola in seguito ad un attacco cardiaco. Sacerdote benedettino di origine ungherese, Jaki è stato uno dei più noti e prolifici autori cattolici, autorevolmente impegnato sul fronte della storia e della filosofia della scienza, ma anche della apologetica e della storiografia in genere. Nato a Gyor in Ungheria nel 1924, Stanley Jaki aveva conseguito il PhD in fisica nel 1957 presso la Fordham University, e qualche anno prima, nel 1950, la licenza in Teologia sistematica all’Ateneo Anselmianum di Roma. Membro della Pontificia Accademia delle Scienze e della History of Science Society, Jaki aveva insegnato storia e filosofia della scienza alla Seton Hall University, South Orange, New Jersey. Insignito di 7 dottorati honoris causa, aveva vinto nel 1987 il Templeton Prize per studi su scienza e religione. Durante gli anni 1974-1976 aveva tenuto ad Edimburgo due cicli delle prestigiose Gifford Lectures e nel 1977 era stato Fremantle Lecturer al Balliol College di Oxford. Per quasi 50 anni Jaki è stato un apprezzato conferenziere ospitato nelle maggiori università americane ed europee.

Al termine della sua lunga e prestigiosa carriera lo storico benedettino lascia oltre 40 libri, vari dei quali disponibili anche in italiano. Fra le sue opere più importanti, ricordiamo: The Relevance of Physics (1966), Brain, Mind And Computers (1969), Science and Creation: from Eternal Cycles to an Oscillating Universe (1974), The Road of Science and the Ways to God (1978, tr. it. La strade della scienza e le vie verso Dio, Jaca Book, Milano, 1988), God and the Cosmologists (1980), The Savior of Science (1987, tr. it. Il Salvatore della scienza, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1992), Miracles and Physics (1989), Scientist and Catholic: Pierre Duhem (1991), Genesis 1 through the Ages (1992), Bible and Science (1996), Newman’s Challenge (2000).

Ottimo conoscitore del realismo epistemologico di scienziati come Maxwell, Planck ed Einstein, attraverso i suoi studi storici Jaki aveva contribuito a chiarire le origini cristiane della scienza moderna, in linea con quanto sostenuto da altri autori del Novecento, fra cui A. Crombie, E. Grant, H. Butterfield, A. Koyré e R. Hooykaas. Al tempo stesso non aveva trascurato di entrare nel merito di importanti questioni scientifico-epistemologiche, spesso in vivace polemica con alcuni scienziati e divulgatori, specie in merito alle tematiche interdisciplinari suscitate dalla cosmologia contemporanea. Autore di numerosi saggi apologetici su argomenti di attualità, a lui si deve il merito di aver mostrato l’interesse per la scienza presente in un teologo come John Henry Newman e l’importanza del pensiero storico-epistemologico di uno scienziato come Pierre Duhem. Con Stanley Jaki scompare uno dei più importanti autori attivi nel dialogo fra pensiero scientifico e teologia cattolica, e probabilmente il più prolifico di tutti in pubblicazioni. Sebbene negli ultimi anni di attività la sua vena di polemista abbia talvolta preso il sopravvento sul suo equilibrio di storico rigoroso ed attento, con le sue opere Jaki ha rappresentato senza dubbio uno dei maggiori punti di riferimento della cultura cattolica nel dibattito odierno fra fede e scienza. A chi ha avuto la grata occasione di conoscerlo personalmente lascia l’esempio di un autore sinceramente interessato alla vita della Chiesa e alla necessità di una sua presenza attiva e competente nel contesto del mondo scientifico, ben consapevole della sua secolare eredità di cultura filosofica ed universitaria.

© 2009 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



16 marzo 2009 - Il Premio Templeton 2009 assegnato al fisico e filosofo francese Bernard d’Espagnat

Bernard d'Espagnat, fisico francese e studioso dei problemi filosofici della meccanica quantistica ha vinto all'età di quasi 88 anni il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2009. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion, e ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio ammonta a oltre un milione e mezzo di dollari (820.000 sterline).

Nato nel 1921 ed allievo di Louis de Broglie, d'Espagnat ha collaborato in giovane età con Enrico Fermi e Niels Bohr, lavorando successivamente per vari anni come ricercatore al CERN di Ginevra. Ha ricoperto la cattedra di Fisica teorica all'Università la Sorbona di Parigi dal 1959 al 1987, anno in cui la lasciato l'insegnamento. Ha collaborato alla fondazione dell'Université Interdisciplinaire di Parigi. Fra i suoi libri si annoverano: Conceptual Foundations of Quantum Mechanics (1971), Penser la science ou les enjeux du savoi (1990), On physics and philosophy (2006).

Fautore di una visione non materialista della natura ed aperta ad una dimensione spirituale, d'Espagnat ha cercato di interpretare la meccanica quantistica all'interno di una prospettiva olistica e non riduzionistica della realtà. Tuttavia, la sua posizione epistemologica non può qualificarsi come realista, ma piuttosto vicina ad una gnoseologia kantiana. Di formazione cattolica, il fisico francese si riconosce come credente, anche se non si considera formalmente legato ad una Chiesa istituzionale. Nel suo libro su Fisica e Filosofia, egli manifesta la convinzione che il mistero "costituisca una dimensione essenziale dell'essere" e sottoscrive una visione che potrebbe qualificarsi genericamente spiritualista: "Credo che noi e tutta la realtà proveniamo da un Essere superiore verso il quale nutriamo sentimenti di meraviglia ed al quale è dovuto rispetto. Ad Esso non possiamo accostarci cercando di concettualizzare troppo: è piuttosto una questione di sentimento..."

Con la cifra assegnata annualmente con questo premio, il suo Fondatore, sir John Templeton, aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di Bernard d'Espagnat, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, Michael Heller (2008), Charles Taylor (2007), John D. Barrow (2006), C.H. Townes (2005), George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Bernard d'Espagnat riceverà il premio a Londra, durante una cerimonia privata a Buckingham Palace, il 5 maggio prossimo. Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che la nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.

© 2009 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



6 febbraio 2009 - Muore a Roma Giuseppe Del Re, chimico fisico ed epistemologo

All'età di 76 anni si è spento a Roma Giuseppe del Re. Era nato a Napoli nel 1932. Ordinario di Chimica presso l'Università Federico II di Napoli si era laureato in Fisica a Firenze (1953) e in Chimica a Napoli (1957). Attivo promotore degli studi interdisciplinari e profondo conoscitore della filosofia e della storia della scienza, aveva dato vita a numerosi forum di discussione, convegni e pubblicazioni sui rapporti fra scienze, filosofia e teologia. Oltre alla chimica-fisica, che restava la disciplina centrale dei suoi studi, a partire dagli anni 1970 Del Re cominciò ad occuparsi di epistemologia, in modo particolare dei fondamenti del pensiero scientifico, del realismo conoscitivo e dei rapporti fra scienza e società, indirizzando la sua attenzione ai temi dell'educazione e della formazione delle nuove generazioni. Il suo itinerario intellettuale sembra seguire da vicino quello di un altro chimico-fisico dedicatosi poi all'epistemologia ed ai rapporti fra scienza e società, Michael Polanyi, di cui Del Re era studioso e profondo conoscitore. Le ricerche e le pubblicazioni di Giuseppe Del Re hanno interessato numerosi campi: il problema della complessità, con speciale riferimento all'organizzazione dei viventi e al problema mente-corpo; il ruolo della filosofia della natura di ispirazione aristotelico-tomista nella comprensione contemporanea delle scienze; lo statuto della chimica come disciplina autonoma; il calcolo delle probabilità e la teoria della misura nelle scienze empiriche. Dalla fine degli anni 1970 aveva collaborato attivamente al Forum di discussione su Scienza e Fede avviato dal prof. Giovanni Prodi, una iniziativa che continua riunire periodicamente decine di docenti universitari italiani con incontri semestrali. Giuseppe Del Re era membro di divise Accademie ed Associazioni Internazionali, fra cui: l'International Academy of Philosophy of Science, l'European Academy for Enviromental Problems, la Società Italiana di Fisica, la Società di Chimica Italiana e la Società italiana di Filosofia della scienza. Membro fondatore insieme a Basarab Nicolescu del Centro Internazionale di Studi e Ricerche Transdisciplinari (Parigi) che opera con il patrocinio dell'UNESCO, è stato anche membro dei comitati scientifici delle Riviste "Advances in Quantum Chemistry" (Gainesville, Florida, USA), "Hyle" (Karlsruhe, Germania), "Filosofia Oggi" (Genova), "Nuova Secondaria" (Brescia). Autore di numerose monografie, Del Re era conosciuto fra coloro che si occupano del rapporto fra scienze e cultura umanistica per i numerosi Convegni da lui organizzati presso l'I.P.E. (Istituto per le Attività Educative) di Napoli, di cui aveva curato spesso gli Atti, come La probabilità nelle scienze (1987), Il Problema Corpo-Mente (1988), Caos, ordine, complessità (1993), Scienza, valori, educazione (1991). Aveva curato la traduzione e l'introduzione critica di una raccolta di saggi di Thomas Torrance, pubblicata dalla Libreria editrice vaticanacon il titolo Senso del divino e scienza moderna (1992). L'opera divulgativa che raccoglie la sua visione interdisciplinare è stata The cosmic dance. Science discovers the mysterious harmony of the universe (2000) con introduzione di Thomas Torrance, tradotta in italiano con il titolo La danza del cosmo. Complessità e armonia dell'universo (Utet, Torino 2006). Era stato membro del Comitato scientifico del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede, diretto da G. Tanzella-Nitti e A. Strumia, per il quale aveva firmato le voci Complessità, Chimica, Alchimia e Polanyi. Giuseppe del Re lascia l'esempio di uno studioso credente, profondo e appassionato, costantemente preoccupato di approfondire la sua fede cristiana e la sua ricerca della verità attraverso le scienze, desideroso di trasmettere ai giovani il rigore del ragionamento e la passione per la ricerca.



29 gennaio 2009 - Comunicate le iniziative della Santa Sede e Istituzioni collegate per l’Anno internazionale dell’Astronomia

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2009. Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione delle iniziative della Santa Sede ed istituzioni collegate per l'Anno dell'Astronomia.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Padre José Gabriel Funes, S.I., Direttore della Specola Vaticana; il Professor Nicola Cabibbo, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze;ilProfessor Paolo Rossi, Professore emerito di Storia della Scienza dell'Università degli Studi di Firenze e dell'Accademia dei Lincei.

L'Arcivescovo Ravasi ha affermato che: "L'anno dell'astronomia, indetto dalle Nazioni Unite per commemorare i 400 anni delle prime scoperte astronomiche, vede Galileo come protagonista".

"La Chiesa desidera, dunque, onorare la figura di Galileo, geniale innovatore e figlio della Chiesa" - ha detto ancora l'Arcivescovo Ravasi sottolineando inoltre che: "I tempi sono ormai maturi per una nuova considerazione della figura di Galileo e dell'intero Caso Galilei".

In merito alle iniziative in programma nel 2009, l'Arcivescovo Ravasi ha annunciato che dal 26 al 30 maggio prossimo si terrà a Firenze un Convegno internazionale di studi, sul tema: "Il Caso Galileo. Una rilettura storica, filosofica, teologica", organizzato dall'Istituto Stensen dei Gesuiti di Firenze, e promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Specola Vaticana, ed al quale interverranno i massimi esperti e studiosi mondiali del tema (teologi, storici, filosofi), tra gli altri George Coyne, Evandro Agazzi, Nicola Cabibbo, Annibale Fantoli.

Dal 15 ottobre 2009 al 15 gennaio 2010 si terrà presso i Musei Vaticani la Mostra

"Astrum 2009: Il patrimonio storico dell'astronomia italiana da Galileo ad oggi", dedicata al materiale storico degli osservatori astronomici italiani e vaticani, organizzata dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) con i Musei Vaticani e la Specola Vaticana.

Nel novembre 2009, ha ricordato ancora l'Arcivescovo Ravasi, è in programma un Congresso Internazionale: "1609-2009. Dalla Nascita dell'Astrofisica alla Cosmologia Evolutiva: Scienza, filosofia e teologia a confronto", organizzato dalla Pontificia Università Lateranense.

Inoltre è in corso un progetto di riedizione integrale delle carte del processo di Galileo a cura dell'Archivio Segreto Vaticano, che dovrebbe essere pubblicato entro la fine del 2009.

Il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha concluso il suo intervento con l'annuncio che il Servizio Nazionale per il progetto Culturale promosso dalla Chiesa Italiana, attraverso il portale http://www.disf.org (Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede), dedicherà una particolare attenzione all'Anno dell'Astronomia, pubblicando ogni mese documenti, testi, idee per approfondire e orientare in senso cristiano il dibattito tra fede e scienza".

Fonte: Vatican Information Service VIS 090129 (420)



8 dicembre 2008 - È mancato Peter E. Hodgson, fisico nucleare ed esponente del dialogo fra scienza e fede

A ottanta anni appena compiuti, è mancato l'8 dicembre in Sud Africa, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza, Peter E. Hodgson, fisico nucleare, impegnato da decenni nella promozione del dialogo tra scienza e fede. Noto soprattutto per la sua attività di ricerca e di insegnamento ad Oxford, Hodgson aveva approfondito diversi aspetti della storia della scienza, in modo particolare il ruolo della rivelazione cristiana alle radici dello sviluppo del pensiero scientifico in Occidente.

Nato il 27 novembre 1928, si era laureato nel 1948 in fisica e aveva conseguito nel 1951 il dottorato in fisica teorica all'università di Londra. Nel 1958 era Lecturer all'Università di Reading e nello stesso anno era divenuto direttore del gruppo di fisica nucleare teorica del laboratorio di fisica di Oxford, posizione che occuperà per i trent'anni successivi. Dal 1963 era Senior Research Fellow del Corpus Christi College, sempre a Oxford. I suoi interessi si erano successivamente rivolti verso il dialogo fra scienza e fede, allo studio della storia e della filosofia della scienza, al rapporto tra etica e scienza, con particolare riferimento all'impatto dell'applicazione delle nuove tecnologie sulla società umana. Fino al momento della sua morte aveva curato il Bulletin of the Secretariat for Scientific Questions, pubblicato 3 volte all'anno.

Peter Hodgson era membro e collaboratore di associazioni e istituzioni internazionali come il Secretariat for Scientific Questions (Pax Romana), di cui aveva presieduto per vari anni il Consiglio scientifico insieme a Jean Ladrière e Lucien Morren, il Farmington Institute e il Science and Religion Forum. Consultore per diversi mandati del Pontificio Consiglio della Cultura, era attualmente membro del comitato direttivo del Progetto STOQ "Science, Theology and the Ontological Quest. Nel quadro di questo progetto, aveva dato a Roma lezioni presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo Nuclear Physics In Peace And War (1961), Christianity and Science (1990), The Philosophy Behind Physics (con T.A. Brody e L.I. de la Peña (1993), Nuclear Power, Energy and the Environment (1999), Theology and the New Physics (2005). Per il Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede aveva firmato le voci Energia Nucleare e Scienza, origini cristiane.

Nei nostri ricordi personali e nell'amicizia che ci legava a lui, lo ricordiamo pacato e sereno ma allo stesso tempo estremamente disponibile a rispondere a qualsiasi domanda o proposta. Nei suoi vivacissimi occhi azzurri si leggeva l'entusiasmo e la passione che lo animavano a promuovere il dialogo fra scienza e fede tra le giovani generazioni o tra i centri di ricerca sparsi per l'Europa e gli Stati Uniti preso i quali dava volentieri conferenze. Stava ancora lavorando ad alcuni libri che sperava di riuscire a terminare, con la speranza che potessero utili a studenti, professori e a quanti fossero interessati ad approfondire l'armonia fra pensiero scientifico e fede cristiana, una fede che, come fedele della Chiesa cattolica cui apparteneva, egli testimoniò sempre con sincerità e coraggio.

© 2008 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



2 ottobre 2008 - Aperto ufficialmente il Copernicus Center for Interdisciplinary Studies a Cracovia, grazie ai donativi del prof. Michael Heller, vincitore del premio Templeton 2008

Oggi, con una cerimonia ufficiale al Collegium Maius dell'Università Jagelloniana di Cracovia (Polonia), è stato inaugurato il Copernicus Center for Interdisciplinary Studies. La fondazione del Centro è stata possibile grazie ai fondi che il cosmologo e sacerdote polacco Michael Heller, vincitore del premio Templeton 2008 (si può leggere la notizia del conferimento del premio pubblicata nel marzo scorso su questo portale: http://www.disf.org/NotizieInArchivio.asp) ha desiderato donare esplicitamente per questo scopo.
Il Centro, frutto di una collaborazione tra l'Università Jagelloniana e la Pontificia Accademia Teologica di Cracovia, è sorto con la finalità di favorire lo studio e la ricerca del "Science & Theology" intesa come disciplina accademica. Il Centro promuoverà conferenze, seminarie e convegni anche aperti al pubblico, pubblicherà due serie di monografie e un annuario "For Philosophy and Science" (in lingua inglese e polacca). Saranno inoltre attivati alcuni gruppi di ricerca che approfondiranno i temi più rilevanti che animano il dibattito attuale tra teologia, scienze (astronomia, cosmologia, fisica, biologia, matematica), filosofia e storia.
All'atto inaugurale erano presenti il Prof. Karol Musiol, rettore della Jagiellonian University e il Rev. Prof. Jan Maciej Dyduch, rettore della Pontificia Accademia Teologica, il Prof. Heller e Charles L. Harper, Jr., D.Phil., Vice Presidente della John Templeton Foundation. La cerimonia ha dato l'avvio alla prima attività del centro: una conferenza di due giorni intitolata "Whether science will replace religion" e promossa dalla facoltà di Fisica, Astronomia e Informatica applicata della Jagiellonian University e dalla facoltà di Filosofia della Pontificia Accademia Teologica.

Fonte: Press Release John Templeton Foundation
http://www.templeton.org/pdfs/press_releases/Copernicus%20Center%20press%20release.pdf



30 settembre 2008 - PREMIO SEFIR (Scienza E Fede sull'Interpretazione del Reale) - Bando Edizione 2008

L'Area di ricerca SEFIR (Scienza E Fede sull'Interpretazione del Reale) dell'ISSR Ecclesia Mater di Roma bandisce l'edizione 2008 del premio SEFIR.
Il premio SEFIR si divide, per l'edizione 2008, in due sezioni:
A) tesi di dottorato e pubblicazioni, scritte da persone che alla scadenza del bando non abbiano ancora compiuto 36 anni
B) pubblicazioni (articoli o monografie) scritte da persone che alla scadenza del bando abbiano già compiuto 36 anni
Potranno essere prese in considerazione tutte le opere che siano state discusse in Italia, nel caso di tesi, o scritte da cittadini italiani, nel caso di pubblicazioni, dal gennaio 2004 al settembre 2008. I contenuti delle opere in concorso dovranno vertere su istanze filosofiche e teologiche delle scienze matematiche, informatiche, fisiche e biologiche, eventualmente anche in chiave storica.
Il termine entro cui devono pervenire le domande di partecipazione è il 30 settembre 2008.
La giuria deciderà i vincitori delle due sezioni entro la prima metà di gennaio 2009.
Il 30 gennaio 2009, nel pomeriggio, si svolgerà a Roma la cerimonia di premiazione. I vincitori saranno tenuti a parteciparvi. Al vincitore di ogni sezione verrà assegnato un premio di € 3000,00. In caso di ex-aequo, il premio verrà suddiviso.
Il bando integrale e l'apposita scheda di partecipazione sono disponibili sul sito web:
http://www.vicariatusurbis.org/ecclesiamater/aree_ricerca/sefir.htm

Ulteriori Informazioni:
dott.ssa Licia Colosi

SEFIR - ISSR Ecclesia Mater
Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma
Tel. 06.698.95537 (diretto) - 06.698.86298
e-mail: licia.ufficio.colosi@gmail.com



23 settembre 2008 - Pubblicato il programma della prossima Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze intitolata “Scientific Insights into the Evolution of the Universe and of Life” (Città del Vaticano, 30 ottobre - 4 novembre 2008)

Con un comunicato stampa, il centro di ricerca CTNS (Center for Theology and the Natural Sciences at the Graduate Theological Union - BLa prossima assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui è stato reso noto oggi il programma, avrà per argomento "Scientific Insights into the Evolution of the Universe and of Life" e si svolgerà nella Casina Pio IV (Città del Vaticano) dal 31 ottobre al 4 novembre 2008. L'interesse della tematica è dovuto anche all'attualità del dibattito odierno sulla efficienza dei meccanismi darwiniani dell'evoluzione, un dibattito che avrà nell'anno 2009 un suo punto focale a motivo della ricorrenza del secondo centenario della nascita di Charles Robert Darwin. In realtà, le sessioni della Pontifica Accademia delle Scienze si occuperanno non solo di evoluzione biologica, ma anche di evoluzione e sviluppo del cosmo.

Nella presentazione e introduzione ai lavori dell'assemblea, preparata da Werner Arber e da Nicola Cabibbo, quest'ultimo Presidente dell'Accademia, si afferma che "la ricerca sulle origini e sull'evoluzione dell'universo, della materia e della vita è uno degli argomenti chiave delle scienze naturali. [...] Il Consiglio della Pontificia Accademia invita gli Accademici a presentare, durante la prossima Sessione Plenaria, un contributo scientifico che possa confermare o, al contrario, confutare le teorie sull'evoluzione e che offra uno sguardo più approfondito sui processi evolutivi del mondo animato e inanimato. In questo modo sarà possibile per la nostra Accademia aggiornare le proprie conoscenze di base e trasmetterle alla società umana, per un aggiornamento di quella visione del mondo che abbia basi scientifiche. Il sapere scientifico costituisce - insieme alla saggezza tradizionale, alla fede religiosa ed ai valori dell'educazione - una parte essenziale delle conoscenze orientative che ci servono a prendere decisioni individuali e sociopolitiche".
Durante o svolgersi dei lavori, riservati ai membri e agli osservatori nominati, sono previste relazioni, fra gi altri, di W. Arber, N. Cabibbo, L. Cavalli Sforza, F. Collins, Cottier, C. de Duve, J. Funes, C. von Schönborn, F. Facchini, S. Hawking, M. Heller, M. Rees.

Durante l'assemblea è prevista un'udienza con il Santo Padre, Benedetto XVI.


Informazioni sul programma e le tematiche sono disponibili al sito:
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/acdscien/2008/Booklet_38.pdf



15 agosto 2008 - CTNS - Berkeley. Pubblicati i risultati di uno studio sull'impatto di una possibile scoperta di Vita Extraterrestre sulle religioni del pianeta Terra

Con un comunicato stampa, il centro di ricerca CTNS (Center for Theology and the Natural Sciences at the Graduate Theological Union - Berkeley, CA) ha annunciato i risultati di uno studio intitolato "Peters ETI Religious Crisis Survey of 2008", guidato dal dr. Ted Peters (CTNS e professore al Pacific Lutheran Theological Seminary) sul possibile impatto della scoperta di una civiltà intelligente extraterrestre sulle religioni diffuse nel nostro pianeta.

La domanda centrale posta a 1325 persone in tutto il mondo era se una tale notizia avrebbe potuto mettere in crisi la loro fede. L'80% dei credenti intervistati (cristiani - cattolici, protestanti, ortodossi - mormoni, ebrei, musulmani e buddisti) hanno risposto negativamente. Tale risultato smentirebbe l'idea secondo cui le convinzioni religiose sono deboli e facilmente soggette a essere scosse da fattori esterni. Piuttosto sorprendentemente, invece, sono stati i non credenti a prevedere una probabile crisi delle religioni alla notizia dell'esistenza di un'altra civiltà intelligente extraterrestre.

Il testo completo dello studio è disponibile (in lingua inglese) sul sito web della fondazione Counterbalance alla pagina: www.counterbalance.org/etsurvey.html

Fonte: http://www.ctns.org/news_081508.html



8 luglio 2008 - Sir John Templeton, promotore dell’omonima Fondazione per studi su Religione e Scienze, muore all’età di 95 anni

Templeton

Dopo alcuni giorni di ricovero in seguito ad una insufficienza polmonare al Doctors Hospital di Nassau, Bahamas, dove risiedeva da alcuni anni, si è spento all'età di 95 anni Sir John Marks Templeton. Di confessione presbiteriana, noto investitore ed agente di borsa, da oltre trenta anni aveva deciso di investire il suo ingente patrimonio per la promozione di studi e ricerche sui rapporti fra religione e scienze, convinto dell'importanza che il dialogo fra gli studiosi di questi due ambiti della cultura e del pensiero umano avrebbe influito in modo determinante sul futuro e sulla pace nel mondo. John Templeton era noto anche al grande pubblico soprattutto per l'omonimo Premio per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione, istituito nel 1972, che conferisce annualmente una somma di circa un milione e mezzo di dollari (795.000 sterline), maggiore del Premio Nobel, sebbene assai più numerosi siano stati i finanziamenti rivolti a molteplici altre iniziative. Grazie al generoso sostegno della Fondazione John Templeton, probabilmente il più ingente fra le varie Fondazioni filantropiche in quanto a fondi globalmente stanziati, nelle ultime decadi hanno preso vita nei cinque continenti molteplici gruppi di studio, eventi, scuole, pubblicazioni e seminari promossi da scienziati e da esponenti delle principali religioni del pianeta. Fondata nel 1987 con sede attualmente a West Conshohocken, Pennsylvania, la Fondazione può contare su un patrimonio di circa 1,5 miliardi di dollari e stanzia annualmente grants per un totale di circa 70 milioni di dollari. Fra i principali progetti sostenuti dalla Fondazione ricordiamo "Science and Religion: The Humble Approach", finalizzato a favorire l'umiltà dell'approccio alla verità; "Big Questions", un progetto che ha finanziato ricerche sui temi di frontiera fra scienza e teologia; "Science and Spiritual Quest", che ha promosso ricerche sulla dimensione religioso-spirituale dell'attività scientifica; "Local Societies Initiative", una iniziativa con la quale sono state promosse centinaia di associazioni di studio su scienza e religione in tutto il mondo. La Fondazione Templeton aveva sostenuto nel 2002 la realizzazione del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede, prima opera del genere in lingua italiana, diretta da G. Tanzella-Nitti ed A. Strumia.



19 maggio 2008 - Presentato il sito del Forum Cattolico Europeo per l'Ecologia a ST. Gallen (Svizzera)

A ST. GALLEN (Svizzera), lunedì 19 maggio 2008 è stato presentato il sito "Forum Cattolico Europeo per l'Ecologia" (http://www.cefe.ch/) ai membri della Commissione "Ambiente" del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE), riunitasi il 18 eil 19 maggio.
Hanno partecipato all'incontro il prof. Markus Vogt, docente presso l'Università Cattolica di Monaco (Germania); il rev. Lubomír Fabcin, responsabile della Missione Cattolica Slovacca presso le Istituzioni Europee a Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo; il rev. prof. Karl Golser, vicepreside dello Studio Teologico Accademico di Bolzano; il dr. Jean-Pierre Ribaux, Pax Christi - Presidente della Commissione "Salvaguardia e gestione del creato" (Francia); il rev. Bernard Sorel, Presidente della Commissione per la Salvaguardia del Creato (Belgio); il dr. Beatrice van Saan-Klein, del Forum Cattolico Europeo per l'Ecologia (Germania). Erano presenti anche monsignor Aldo Giordano, segretario generale del CCEE, e il rev. Ferenc Janka, segretario generale CCEE aggiunto.
Il sito, spiega un comunicato del CCEE ricevuto da ZENIT, "si propone di essere un luogo di informazione e scambio di esperienze, progetti e pratiche pastorali in atto in Europa, raccogliendo attività e documenti della Santa Sede, delle Conferenze episcopali e di organizzazioni europee che lavorano nell'ambito della salvaguardia del creato su temi quali: la teologia della creazione, la spiritualità e l'ambiente, l'ambiente e la bioetica, il cambiamento climatico, la tutela della bio-diversità, l'acqua, i rifiuti etc." L'iniziativa è patrocinata dal CCEE ed è realizzata da un gruppo di esperti sul tema della creazione della Conferenza Episcopale Slovacca e con il sostegno di Renovabis. (http://www.ucesm.net/ucesm_it/rel_europeennes_renovabis_it.htm).

Il sito, in inglese (con testi in francese, tedesco e italiano), è frutto delle 6 consultazioni sull'ambiente realizzate dal CCEE dal 1999 al 2004.

Le Conferenze episcopali e le persone che hanno esperienza e responsabilità nell'ambito della creazione, afferma il comunicato, "sono chiamate a contribuire alla realizzazione del sito con l'invio di documenti e attività significative". Nel corso dell'incontro, i partecipanti hanno anche discusso della realizzazione del progetto di compensazione per l'emissione di C02 rilasciati dai voli aerei utilizzati dai delegati della Terza Assemblea Ecumenica Europea (4-9 Settembre 2007) per raggiungere Sibiu in Romania. Attraverso il pagamento di una tassa, i delegati hanno permesso il rimboscamento di 7 ettari di foresta in Romania. A Sibiu, a nome dei cristiani d'Europa, i delegati hanno espresso la volontà di un auto-impegno o "auto-obbligazione" a livello personale, sociale e ecclesiale per l'adozione di stili di vita che siano compatibili con l'ambiente. Durante l'incontro è stato anche deciso che una delegazione del CCEE parteciperà alla 7° Assemblea della Rete Cristiana Europea per l'Ambiente' (ECEN), che si terrà a Milano dal 24 al 28 settembre 2008 sul tema "La vera sfida del cambiamento climatico".

Sono membri del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) le attuali 33 Conferenze Episcopali del continente, rappresentate di diritto dal loro Presidenti, dagli Arcivescovi del Lussemburgo e del Principato di Monaco e dal Vescovo di Chis¸ina?u (Moldavia).
Presiede il CCEE il Cardinale Péter Erdo, Arcivescovo di Esztergom-Budapest e Primate d'Ungheria; i Vicepresidenti sono il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, e il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux.

Fonte: http://www.zenit.org/article-14436?l=italian



7 maggio 2008 - Messaggio di Benedetto XVI a Mons. M. Heller per il conferimento del premio Templeton 2008

Il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso la propria soddisfazione per il conferimento del Premio Templeton 2008 per il progresso della religione al cosmologo polacco Monsignor Michael Heller (Tarnóv, 1936).

Michael Heller, sacerdote dal 1959 e professore di Fisica teorica, Cosmologia relativistica e Filosofia della Scienza alla Pontificia Accademia di Teologia di Cracovia (Polonia), si è distinto per la sua teoria sulle origini e la causa dell'universo, elaborata attraverso studi multidisciplinari nei campi della fisica, della cosmologia, della teologia, e della filosofia centrati sull'interrogativo circa la necessità di una causa per le origini dell'universo. Il prof. Heller ha rivelato di voler destinare la somma per creare a Cracovia un centro di ricerca su scienza e teologia intitolato a Niccolò Copernico.

In occasione del conferimento del premio allo studioso, consegnatogli dal principe Filippo, duca di Edimburgo, il 7 maggio scorso a Londra durante una cerimonia privata a Buckingham Palace, 30 Benedetto XVI ha inviato a monsignor Heller un messaggio di congratulazioni, firmato dall'Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto della Segreteria di Stato per gli affari Generali e con data 30 aprile 2008.

Riportiamo il testo integrale del messaggio:
Dal Vaticano, 30 Aprile 2008
Caro Monsignor Heller,

il Santo Padre è stato felice di apprendere che Le è stato conferito il Premio Templeton in riconoscimento per il suo straordinario contributo al dialogo tra scienza e religione e Le invia le più cordiali congratulazioni e i più fervidi auguri.

Come Ella sa, Sua Santità ha ripetutamente sottolineato l'importanza di un incontro fruttuoso tra fede e ragione, le due ali sulle quali lo spirito umano si eleva alla contemplazione della verità (cf. Fides et Ratio, n. 1) e desidera incoraggiare tutti coloro che dedicano la loro vita ad esplorare le profonde conoscenze che possono essere acquisite dalla ricerca scientifica svolta nel contesto della fede religiosa. Sua Santità prega che il suo lavoro nel campo della cosmologia e della filosofia possa contribuire a diffondere il messaggio che "i cieli proclamano la gloria di Dio e il firmamento esalta l'opera delle sue mani" (Sal 18, 2).

Allorché questo riconoscimento prestigioso Le sarà conferito il 7 maggio 2008 a Londra, il Santo Padre La ricorderà particolarmente nelle sue preghiere. Su di Lei e su tutti coloro il cui lavoro concorre a promuovere una più profonda comprensione del rapporto tra religione e scienza, Sua Santità cordialmente impartisce la sua Benedizione apostolica.

Sinceramente Suo in Cristo,

Arcivescovo Fernando Filoni
Sostituto

Fonti:
Zenit, il Mondo visto da Roma (7 maggio 2008) - http://www.zenit.org
e
Il Magistero di Benedetto XVI
http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2008/05/messaggio-del-santo-padre-mons-micha.html



28 marzo 2008 - Presentazione del progetto 'Macerata – Cina', nell'ambito delle iniziative per il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci

Macerata, 28 marzo 2008 - Si è svolta oggi la conferenza stampa di presentazione del progetto 'Macerata-Cina', che si propone di coinvolgere aziende e operatori economici maceratesi in iniziative promozionali in Cina.

L'iniziativa è una delle tante previste nell'ambito delle celebrazioni del quarto centenario dalla morte del maceratese Padre Matteo Ricci. "Nel programma delle iniziative -ha ricordato il sindaco Meschini - la pubblicazione di alcune opere dedicate a Ricci, la giusta identificazione della sua casa natale, un monumento a lui dedicato e una segnaletica specifica per i turisti cinesi che vengono nella nostra provincia".

Ma il cuore delle celebrazionisarà l'approfondimento del dialogo culturale con la Cina attraverso varie iniziative anche dal punto di vista religioso, come sollecitato da papa Benedetto XVI nella lettera indirizzata ai cinesi, in cui fa molteplici riferimenti proprio alla figura e all'opera del missionario e studioso maceratese.

"Padre Matteo Ricci è un gigante dell'umanità, soprattuto per aver affrontato e risolto grandi temi come il rapporto tra fede, cultura e scienza", ha proseguito il vescovo Claudio Giuliodori.

Il presidente dell'Istituto 'Ricci', Filippo Mignini, responsabile scientifico del comitato promotore, ha segnalato le iniziative culturali più significative, come la mostra itinerante che si terrà a Roma nel 2009, a Pechino tra 2009 e 2010 e a Macerata nella seconda metà del 2010.

Le celebrazioni proseguiranno nel 2011 quando, in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, si potranno realizzare il museo permanente dedicato a padre Matteo Ricci e la sede dell'Istituto nazionale per le relazioni con l'Oriente. Il Governo ha già stanziato 7 milioni di euro mentre altri 3 saranno reperiti dagli enti locali.

L'apostolato di Padre Matteo Ricci, che inizia gli studi di cinese a Macau, sulla costa sud della Cina, nel 1582,è imperniato su due cardini: lo studio della letteratura cinese e delle scienze matematiche, e l'esercizio della carità cristiana. Man mano che il missionario faceva progressi nello studio della lingua, traduceva o scriveva in cinese le cognizioni di matematica, astronomia e di cosmografia.

Dal 1595 cominciò a comporre libri di scienze e di religione: le sue opere, accolte con singolare favore e ammirazione, trattavano di cartografia, matematica, filosofia morale, teologia e apologetica. Tra i lavori scientifici emerge il grande mappamondo cinese, copie del quale sono a Pechino, Londra e nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Il missionario vi raffigurò i continenti e le isole fino allora scoperti. Così veniva portata a conoscenza dei cinesi l'esistenza di molti nuovi e lontani Paesi e, quindi, della stessa Europa.

Oltre a far conoscere la religione cattolica ai cinesi, il mappamondo serviva anche a dissipare dalla loro mente il pregiudizio secondo il quale tutti quelli che non erano cinesi venivano considerati 'barbari'.

Fonte: Il resto del Carlino, 28.03.2008



12 marzo 2008 - Michael Heller, matematico, filosofo e sacerdote cattolico, si aggiudica il Premio Templeton 2008

Michael Heller (Tarnow, Polonia, 1936), matematico, filosofo e sacerdote cattolico, ha vinto il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2008. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come "Prize for Progress in Religion", e ora denominato "Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities", il Premio ammonta a circa un milione e mezzo di dollari (795.000 sterline). Prima di Heller avevano vinto il Premio Templeton: Charles Taylor (2007), John D. Barrow (2006), C.H. Townes (2005), George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999).

Fra i più noti e seri studiosi di tematiche filosofiche e teologiche connesse alle scienze contemporanee, alla cosmologia in particolare, Michael Heller ha ottenuto un Ph.D. in cosmologia alla Catholic University di Lublino e ha insegnato matematica, logica e filosofia. Docente alla Pontificia Accademia di Teologia di Cracovia, è stato membro associato dello staff della Specola Vaticana. Ha occupato due volte la Lemaitre Chair all'Università Cattolica di Lovanio (Belgio), dove è stato visiting professor dal 1977 al 1982. È membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze e della S. Petesburgh Academy of History of Science and Techonology. Heller è stato fra i fondatori dell'International Society for Science and Religion, del CTNS di Berkeley (CA) ed è inoltre membro dell'International Astronomical Union e della European Physical Society. Attualmente partecipa come docente al Progetto STOQ presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Michael Heller aveva vinto la Zoon Medal della Polish Astronomical Society for the popularization of science (1986) ed era stato insignito della laurea ad honorem presso la Technological University di Cracovia (1996).

Le sue ricerche hanno affrontato il problema della singolarità in cosmologia relativistica e l'applicazione della geometria non commutativa in fisica e cosmologia. Autore di quasi un migliaio di pubblicazioni, fra cui circa 300 articoli di ricerca in filosofia della scienza, storia della scienza e sul rapporto tra scienza e religione. Fra i suoi libri, dei quali non esistono al momento traduzioni in lingua italiana, ricordiamo: Questions to the universe - Ten lectures on the foundations of Physics and Cosmology (Tucson, AZ: Pachart 1986); The World and the Word (Tucson, AZ: Pachart 1986); The New Physics and a New Theology (Vatican City State: Vatican Observatory Publications, 1996).

© 2008 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



12-13 febbraio 2008 - L'ONU ha proclamato il 2008, Anno Internazionale del Pianeta Terra

L'ONU, con il sostegno dell'UNESCO e dell'UGS ( International Union of Geological Science), ha proclamato il 2008 "Anno Internazionale del Pianeta Terra". L'iniziativa viene incontro alla necessità di migliorare a livello divulgativo le acquisizioni scientifiche che sono state raggiunte negli ultimi decenni nelle diverse discipline di studio genericamente denominate "scienze della terra", che studiano cioè lo stato attuale sia della struttura interna e della morfologia esterna del Pianeta (geofisica, geologia, paleontologia, idrologia e geodesia) e dell'atmosfera che lo circonda (scienze dell'atmosfera e climatologia), sia la loro evoluzione nel tempo.

La fase di divulgazione verrà gestita secondo diversi livelli educativi, per coinvolgere e rendere partecipi la maggior parte della popolazione mondiale, dai bambini in tenera età agli insegnati, dai cittadini adulti a chi li rappresenta nella gestione dei governi, in modo che tutti, decisori e società, siano consapevolmente informati su "l'importanza del contributo delle Scienze della Terra per lo sviluppo sostenibile".

Le specifiche iniziative che verranno intraprese nel 2008 a favore del Pianeta rientreranno, negli intenti dell'ONU, tra gli obiettivi del "Decennio dell'Educazione per uno Sviluppo Sostenibile" già indetto dalle Nazioni Unite. Accanto alle attività divulgative, sarà incoraggiato lo spirito di cooperazione tra tutti gli studiosi dei cinque continenti affinché le attività di studio e ricerca svolte nei singoli Paesi possano essere fruttuosamente riunite in una unica collaborazione internazionale.

Solo così facendo potranno aumentare e migliorare le risposte ai futuri problemi, e possibili rischi ad essi connessi, che la Terra si troverà ad affrontare negli anni a venire. Ad una società meglio informata e più coinvolta sarà inoltre più semplice spiegare quali possono essere le opportunità messe a disposizione con l'uso sostenibile delle risorse del Pianeta. Per raggiungere i suoi intenti l' ONU si rivolge naturalmente a tutte le organizzazioni scientifiche, pubbliche e private, per ottenere il più ampio riscontro possibile in termini di studi, ricerche e soluzioni. Alle industrie, alle organizzazioni internazionali e alle fondazioni rivolge invece un appello per il sostegno economico.

Il 12 e 13 febbraio 2008 presso la sede centrale dell'UNESCO di Parigi si terrà la manifestazione per il lancio globale dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra. Nelle quattro sessioni in programma si alterneranno politici, scienziati e rappresentanti di aziende private per portare il proprio contributo ai temi di risorse, rischi naturali, megalopoli e sistema Terra. Tra gli oratori sono anche previsti quattro studenti, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, che avranno la possibilità di leggere un testo o una poesia, migliori classificati in una precedente competizione studentesca appositamente indetta, sul tema delle scienze della Terra o su uno dei dieci temi scientifici previsti dall'Anno Internazionale: "acque sotterranee - verso un uso sostenibile; rischi naturali - ridurre il rischio e aumentare la consapevolezza; Terra e salute - costruire un ambiente più sano; clima - la pietra miliare; risorse - verso un uso sostenibile; megalopoli - andare più in profondità, costruire in modo più sicuro; le profondità della Terra - dalla crosta terrestre al nucleo; oceani - abissi del tempo; suolo - la parte vivente della Terra; Terra e vita - le origini della diversità" (Anno Internazionale del Pianeta Terra - Competizione studentesca).

Fonte: http://www.torinoscienza.it/articoli/apri?obj_id=280



24 gennaio 2008 - Padre George Coyne S.J., già direttore della Specola Vaticana, è il J. K. Russell Fellow assegnato dal CTNS per il 2008

Il CNTS (Center for Theology and the Natural Sciences) ha annunciato la nomina di George Coyne S.J., direttore della Specola Vaticana dal 1978 al 2006, come John K. Russell Fellow per l'anno 2008. Negli ultimi anni erano stati Fellows Celia Deane Drummond (2007), Ted Peters and Martinez Hewlett (2005), Niels Heinrik Gregeren (2004), Paul Davies (2002 -2003) e Joseph Zycinski (2001-2002). In precedenza lo erano stati anche George Ellis, John Haught, John Polkinghorne, W. Pannenberg, A. Peacocke, I. Barbour.

La nomina, creata in memoria di John K. Russell (1896-1958) padre di Robert John Russell, fondatore e direttore del CNTS, prevede nella settimana dal 14 al 20 marzo 2008 un serie di eventi tra cui una conferenza pubblica e un forum aperto al pubblico tenute dal Fellow.

Il 15 marzo prossimo Padre Coyne terrà una conferenza intitolata "Twenty Years After the New View from Rome: Pope John Paul II on Science and Religion", mentre il 18 marzo avrà luogo il forum sull'argomento "Dance of the Fertile Universe", evento svolto in collaborazione con la Jesuit School of Theology at Berkeley (JSTB).

Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina: http://www.ctns.org/jkr_fellow.html



15 gennaio 2008 - L’INAF annuncia sito web italiano dedicato alle iniziative per il 2009 “Anno Internazionale dell'Astronomia”

Accogliendo la proposta che l'UNESCO, l'organo delle Nazioni Unite per l'Educazione e la Scienza, aveva avanzato già nel dicembre 2005, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato lo scorso dicembre proclamato il 2009 Anno Internazionale dell'Astronomia.

Non a caso nel 2009 ricorre la celebrazione dei 400 anni del primo impiego del cannocchiale, da parte di Galileo, come strumento rivolto verso il cielo stellato. Nel medesimo anno ricorreranno anche 4 anni dallo sbarco del primo essere umano sulla superficie della luna.

Il coordinamento dell'Anno Internazionale dell'Astronomia è affidato all'UNESCO. L'affiancheranno l'Unione Astronomica Internazionale (IAU) e l'European Southern Observatory (ESO). La International Astronomical Union è la società scientifica che raggruppa tutti i riceractori di astronomia ed astrofisica del mondo, di cui l'INAF (Istituto nazionale di astrofisica) è il corrispondente italiano.

Proprio l'INAF (www.inaf.it) ha attivato in data odierna un sito che raccoglierà in modo progressivo il programma di manifestazioni previste per il 2009, resentando anche altre informazioni, eventi e notizie collegate con le celebrazioni: http://www.astronomy2009.it/

Sino a oggi hanno firmato l'accordo per la celebrazione del 2009 ben 99 nazioni e 14 organizzazioni internazionali per la comunicazione ed educazione scientifica. L'Italia era stata, già nel 2005, la prima nazione a proporre tale importante evento.



10 gennaio 2008 - Città del Vaticano - Il prof. Ignacio Rodríguez-Iturbe (Princeton, USA) nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze

Città del Vaticano, 10 gennaio 2008. Il Professore Ignacio Rodríguez-Iturbe, nato l'8 marzo 1942 in Venezuela, Professore di ingegneria civile e ambientale presso la Princeton University, New Jersey (USA) è stato nominato dal Santo Padre Benedetto XVI membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze. Il prof. Rodríguez-Iturbe è considerato uno dei massimi esperti mondiali nello studio della idroclimatologia e delle risorse idriche del pianeta. Ha insegnato presso l'Università Simon Bolivar di Caracas, a College Station (Texas) e a Cambridge (MA). A Princeton ha diretto il Centro di Studi sull'Ambiente e sull'Energia.

I nuovi membri dell'Accademia sono eletti dal corpo degli Accademici, scelti fra uomini e donne di ogni razza e religione in base all'alto valore scientifico delle attività svolte e al loro profilo morale; essi vengono poi nominati ufficialmente dal romano Pontefice. La Pontificia Accademia delle Scienze è governata da un Presidente, attualmente il prof. Nicola Cabibbo, assistito da un Consiglio scientifico e da un Cancelliere. Inizialmente costituita da 80 Accademici, di cui 70 nominati a vita, nel 1986 Giovanni Paolo II ha portato ad 80 il numero dei membri vitalizi, ai quali si affiancano un numero limitato di Accademici Onorari, scelti tra personalità altamente benemerite, ed altri che lo sono per motivo del loro incarico: fra questi ultimi, il Cancelliere, il Direttore della Specola Vaticana, il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e il Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano.



15 dicembre 2007 - Muore a Genova Enrico di Rovasenda, già Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze

Un testimone straordinario dell'apostolato intellettuale: è questo il tratto distintivo, nella sua lunga vita terrena, del domenicano Enrico di Rovasenda, spentosi stamani nel convento di Santa Maria di Castello, a Genova, all'età di 101 anni. Nato nel 1906 a Torino, a soli vent'anni si laurea in ingegneria nel capoluogo piemontese. Nel 1929 entra nell'Ordine dei Frati predicatori e inizia la formazione presso il convento di San Domenico a Chieri, fino all'ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1933. Amico fraterno di Piergiorgio Frassati, collabora con il futuro Papa Paolo VI, negli anni in cui Montini è assistente della FUCI, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Dopo la licenza e il dottorato in Teologia, studia filosofia a Parigi. Ritornato in Italia a metà degli anni Trenta, ben presto diventa punto di riferimento della cultura cattolica della città. Nel 1974, Papa Montini lo nomina direttore della cancelleria della Pontificia Accademia delle Scienze. Incarico confermato da Giovanni Paolo II, fino al compimento degli ottant'anni. Tuttora era membro onorario dell'Accademia. Dal 1977 al 1992 è anche assistente ecclesiastico prima del Movimento laureati di Azione Cattolica e poi del Movimento ecclesiale di impegno culturale. Da 15 anni si era ritirato nel convento di Santa Maria del Castello di Genova.



2 dicembre 2007 - È mancato all’età di 94 anni il filosofo e teologo scozzese Thomas F. Torrance

Thomas Forsyth Torrance, filosofo e teologo protestante, ministro ordinato della Chiesa scozzese, è morto nei pressi di Edimburgo all'età di 94 anni. Era nato a Chengtu - Szechuan (Cina), il 30 agosto 1913. Figlio di genitori scozzesi missionari in quel paese, si trasferisce a Basilea, in Svizzera, per studiare teologia sotto la guida di Karl Barth. Insegna teologia a New York, presso l'Auburn Seminary. Tornato in Scozia, si dedica al lavoro pastorale per diventare poi professore all'Università di Edimburgo, prima di Storia della Chiesa e poi di Dogmatica Cristiana. Studioso anche di patrologia (Atanasio) e del pensiero dei Riformatori (Calvino), si occuperà a lungo di storia e di filosofia della scienza. Thomas Torrance ci ha consegnato una delle sintesi più mature del XX secolo sul rapporto fra teologia e pensiero scientifico. In quest'ultimo campo si è dedicato a chiarire i fondamenti epistemologici della teologia e della scienza, soprattutto suggerendo una speculazione teologica che si servisse in modo positivo dei risultati delle scienze.
Fellow della Royal Society di Edimburgo, della British Academy di Londra, e di altre prestigiose istituzioni, ha vinto il Collins Religious Book Prize (1969) for Theological Science e il Templeton Prize for Progress in Religion (1978). È stato fondatore della Scottish Church Thelogy Society e dello Scottish Journal of Theology. Fra i suoi titoli di interesse interdisciplinare, ricordiamo: Christian Theology and Scientific Culture (1980); God and Rationality (1971); Reality and Scientific Theology. Edinburgh: Scottish Academic Press, 1986. In traduzione italiana, Giuseppe Del Re aveva raccolto una raccolta di suoi importanti saggi con il titolo Senso del divino e scienza moderna (1992). Ha contribuito al Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede con le voci Einstein, Albert e Maxwell, James Clerk.



Scadenza: 30 novembre 2007 - PREMIO SEFIR (Scienza E Fede sull'Interpretazione del Reale) - Bando Edizione 2007.

L'Area di ricerca SEFIR (Scienza E Fede sull'Interpretazione del Reale) dell'ISSR Ecclesia Mater di Roma bandisce l'edizione 2007 del premio SEFIR.

Il premio SEFIR si divide, per l'edizione 2007, in due sezioni:

A) tesi (di laurea, di dottorato, etc.),

B) pubblicazioni (articoli o monografie).

Potranno essere prese in considerazione tutte le opere che siano state discusse in Italia, nel caso di tesi, o scritte da cittadini italiani, nel caso di pubblicazioni, dal gennaio 2003 al novembre 2007. I contenuti delle opere in concorso dovranno vertere su istanze filosofiche e teologiche delle scienze matematiche, informatiche, fisiche e biologiche, eventualmente anche in chiave storica.

Il termine entro cui devono pervenire le domande di partecipazione è il 30 novembre 2007.

La giuria deciderà i vincitori delle due sezioni entro la prima metà di gennaio 2008.

Il 1 febbraio 2008, nel pomeriggio, si svolgerà a Roma la cerimonia di premiazione. I vincitori saranno tenuti a parteciparvi. Al vincitore di ogni sezione verrà assegnato un premio di € 3000,00. In caso di ex-aequo, il premio verrà suddiviso.

Il bando integrale e l'apposita scheda di partecipazione sono disponibili sul sito web:

http://www.vicariatusurbis.org/ecclesiamater/aree_ricerca/sefir.htm

Ulteriori Informazioni:
SEFIR - ISSR Ecclesia Mater
Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma
e-mail: sefir@vicariatusurbis.org



26 novembre 2007 - Muore a Ottignies (Bruxelles) Jean Ladrière

Jean Ladrière, filosofo, logico e matematico cattolico è morto nella sua casa presso Bruxelles all'età di 86 anni. Era nato a Nivelles nel 1921. Fra i più noti e influenti pensatori cattolici del Novecento, aveva insegnato a lungo presso l'Università Cattolica di Lovanio (1956-1986), in un clima di dialogo aperto fra la fede e le scienze, che nella prima metà del secolo aveva ospitato personaggi come Georges Lemaître, alle cui lezioni Ladrière partecipò. Persona discreta e profonda, intellettuale a tutto campo, la sua produzione bibliografica ha interessato il rapporto fra fede e ragione, scienza e società, l'unità del sapere e l'epistemologia. Fra le sue opere principali, molte delle quali pubblicate anche in lingua italiana, La scienza, il mondo e la fede (1972), L'articulation du sens (1970), I rischi della razionalità (1977), L'etica nell'universo della razionalità (1997), Fede cristiana e destino della ragione (2004). Aveva collaborato in diverse occasioni con dicasteri della Santa Sede, in particolare con il Pontificio Consiglio della Cultura, e con varie organizzazioni internazionali, fra cui il Movimento internazionale degli Intellettuali Cattolici, l'Unione mondiale delle società cattoliche di filosofia e il Segretariato per le Questioni Scientifiche di Pax Romana.
Il lettore può visitare la pagina web che ospita la commemorazione ufficiale dell'Università Cattolica di Lovanio al filosofo scomparso: http://www.uclouvain.be/99970.html



20 novembre 2007 - La Templeton Foundation finanzia la sezione “Darwin and Religion”, parte del “Darwin Correspondence Project”

Charles Darwin durante la sua vita ha scambiato una fitta corrispondenza con circa 2000 persone , tra le quali possiamo ricordare alcuni noti scientiati come Charles Lyell, Asa Gray, Joseph Dalton Hooker, Thomas Henry Huxley e Alfred Russell Wallace. All'incirca 14.500 lettere (originali o copie) sono state ritrovate e collocate presso la Cambridge University Darwin Archive; la Cambridge University Press ha iniziato a pubblicarle (al momento le lettere pubblicate arrivano fino all'anno 1867) ma saranno ancora necessari anni perchè tutto il materiale possa essere pubblicato.

Il Dawin Correspondence Project (www.darwinproject.ac.uk), coordinato da Alison Pearn, è sorto con la finalità di rendere disponibili on line il più possibile di questo materiale, soprattutto in vista dell'2009, anno in cui si celebrerà il 150° anniversario della pubblicazione de l'Origine delle Specie (1859) e allo stesso tempo il 200° anniversario della nascita di Darwin (1809).

Recentemente, la John Templeton Foundation ha assegnato un finanziamento al "Darwin Correspondence Project" per sviluppare in particolare la sezione dedicata a "Darwin and Religion". In particolare, in questo sezione verrà pubblicata la corrispondenza di Darwin con Asa Gray, professore di botanica all'Università di Harward, scambiata nel periodo 1854-1881 e costituita da circa 300 lettere, la metà delle quali inedite. Di Asa Gray, è anche disponibile on line anche Darwiniana, una raccolta pubblicata come libro nel 1876. Nella stessa sezione è anche già presente anche altro materiale, come testi di Darwin di carattere autobiografico, in cui lo scienziato si sofferma su argomenti come ad esempio la possibilità di un disegno nella natura, esprime sue convinzioni e credenze personali o annota alcune sue riflessioni su questioni di confine tra scienza e religione.

Infine, saranno disponibili in breve tempo anche interviste e/o contributi di studiosi esperti negli studi di Darwin, quali Tim Lewens, Simon Conway Morris, James Moore e Randal Keynes.

Il sito del Darwin Correspondence Project si presenta quindi come un valido e interessante strumento per chi intenda approfondire il Darwinismo e/o il dibattito del XIX secolo su questi temi.

Fonte: http://www.templeton.org/milestones/milestones_2007-11.html



13 novembre 2007 - Pubblicati in lingua italiana gli atti delle giornate di studio su Creazione ed Evoluzione , tenutesi dal 1 al 3 settembre 2006 a CastelGandolfo

Che sia un caso? Ovviamente sì, ma a volte anche dalle coincidenze traspare un certo clima, un certo spirito dei tempi. Nelle librerie inglesi e americane è arrivato da pochi giorni There is a God: How the World's Most Notorious Atheist Changed his Mind, («C'è un Dio: come il più famoso ateo del mondo ha cambiato parere», edizioni HarperOne) il libro scritto dal filosofo britannico Antony Flew, colui che fu negli anni '60 e '70 fra i più riveriti esponenti del materialismo ateo, e che spiega in questa opera la genesi e il significato della propria conversione al teismo, annunciata nel 2004. Una confessione la cui portata non fu probabilmente colta da tutti, in particolare da chi non aveva fatto esperienza in passato della tempra intellettuale di Flew. Diciamo che sarebbe un po' come se Richard Dawkins fra una ventina d'anni riconoscesse la mano di un Creatore intelligente nell'evolversi della natura.
Questo accade nelle librerie d'Oltre Atlantico. In Italia arriva invece in questi giorni Creazione ed Evoluzione. Un convegno con Papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo (Edizioni Dehoniane Bologna in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, a cura di Stephan Otto Horn e Siegfried Wiedenhofer), già apparso in tedesco, che raccoglie gli Atti del consesso a porte chiuse tenutosi nella residenza estiva papale dal 1° al 3 settembre 2006. Si trattava dell'incontro annuale del «Ratzinger-Schülerkreis», il gruppo di ex dottorandi del professor Ratzinger alle università di Bonn, Münster, Tubinga e Regensburg, che dal 1978 si riunisce regolarmente con il proprio antico maestro. Un gruppo che raccoglie quelli che oggi sono diventati prelati, teologi, editori, abituati a dialogare con una certa discrezione, fuori dall'attenzione occhiuta della stampa. Mentre l'anno scorso si sono trovati al centro di un'attesa internazionale, con cronisti a far la ronda di fronte alle guardie svizzere, con amici dell'attuale Pontefice abituati a pesseggiare in incognito per Roma, vedi il gesuita americano Joseph Fessio, braccati nella loro ora d'aria fra i Colli Albani, in cerca di qualche indiscrezione.

La curiosità era dovuta al dibattito innescato nel luglio 2005 da un ormai celebre articolo del cardinale Christoph Schönborn sul New York Times, in cui l'arcivescovo di Vienna invitava a ripensare la spiegazione darwiniana dell'evoluzione (articolo definito da Benedetto XVI come «provvidenziale»). Ma l'interesse andava, in quel settembre romano, soprattutto a cosa avrebbe detto lo stesso Papa riguardo all'intelligent design, alla selezione naturale, alla creazione, ecc. Bene, la risposta si può dire contenuta in questo volume stampato dalle Edb, che segue fedelmente lo svolgersi dei lavori nella tre giorni di Castel Gandolfo. Vi si trovano infatti gli interventi dei tre relatori ospiti: Peter Schuster, professore di chimica teorica all'Università di Vienna e presidente dell'Accademia austriaca delle scienze, su «Evoluzione e disegno»; Robert Spaemann, professore emerito di filosofia alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera, su «Discendenza e disegno intelligente»; il gesuita Paul Erbrich, professore emerito di filosofia naturale alla Hochschule für Philosophie di Monaco, su «Il problema della creazione e dell'evoluzione»; il cardinale Schönborn su «Fides, ratio, scientia»; quindi la discussione collettiva e le riflessioni di Benedetto XVI, di cui qui a lato pubblichiamo un estratto.

A tutto ciò bisogna aggiungere una postfazione di Siegfried Wiedenhofer, professore di teologia dogmatica alla Goethe-Universität di Francoforte, su «Fede nella creazione e teoria dell'evoluzione», ma anche la lunga prefazione a firma ancora una volta di Schönborn, in cui viene tracciata una sintesi tra le più efficaci del pensiero del Papa su evoluzione ed evoluzionismo. Ripescando per l'occasione testi poco noti, come la trascrizione di una trasmissione radiofonica che il teologo Ratzinger tenne nel 1968 sulla Sueddeutsche Rundfunk.

Fonte: Andrea Galli, Avvenire 13.11.2007, p. 26.



Application deadline: 12 novembre 2007 - Annunciata la prima “Venice Summer School on Science & Religion” (ciclo triennale) dal 27 maggio al 1 giugno 2008

Con il supporto della John Templeton Foundation, è promossa la scuola estiva "The Venice Summer School on Science & Religion", articolata secondo un programma di formazione triennale che consisterà in una settimana di studio all'anno (2008, 2009, 2010).
Direttori: Karl Giberson, Thomas Jay Oord, William Shea, Donald Yerxa
La scuola sarà svolta presso l'istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti di Venezia.

Programma del Ciclo Triennale:

Year One: "God & The Laws of Nature"
Lecturers: Paul Davies, Owen Gingerich, John Polkinghorne

Year Two: "What Makes Humanity Unique?" (tentative title)
Lecturers: To Be Announced

Year Three: "Evolutionary Psychology & Values" (tentative title)
Lecturers: To Be Announced

Per partecipare alla scuola è necessario inviare una richiesta seguendo le istruzioni e compilando il modulo apposito (application form) disponibile alla pagina:
http://www.vssr.info/apply.php

Il I° anno la scuola si svolgerà dal 27 maggio al 1 giugno 2008 e la data di scadenza per inviare le domande è il 12 novembre 2007.

Ulteriori Informazioni:

Sito web: http://www.vssr.info/

Email: info@vssr.info



9 ottobre 2007 - Città del Vaticano - Due Premi Nobel nominati nuovi membri della Pontificia Accademica delle Scienze.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato due nuovi Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze. Si tratta di due Nobel: Klaus von Klitzing, tedesco, Premio Nobel per la Fisica nel 1985 per i suoi studi sulla Meccanica Quantistica e Yuan-Tseh Lee, cinese di Taiwan, Premio Nobel per la Chimica nel 1986 per le sue ricerche sulla fotochimica e la dinamica dei processi chimici elementari. Klaus von Klitzing è nato nel 1943 ed è attualmente direttore del Max Planck Institute di Stutgart per le ricerche sullo stato solido. Yuan-Tseh Lee, nato nel 1936, dopo vari anni di lavoro negli U.S.A. è rientrato e lavora a Taiwan, ove è presidente della Accademia Sinica di Taipei.

La Pontificia Accademia delle Scienze trae le sue origini dall'Accademia dei Lincei, fondata a Roma nel 1603 dall'erudito principe romano Federico Cesi, sotto l'auspicio Clemente VIII. Discioltasi dopo la morte del suo fondatore, l'Accademia venne restaurata da Pio IX nel 1847 con il nome di Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei. Pio XI rifondò successivamente l'Accademia nel 1936 con il suo nome attuale, conferendole uno statuto che sarà poi aggiornato nel 1976 da Paolo VI e nel 1986 da Giovanni Paolo II. Il numero dei membri ordinari vitalizi fu portato a 80 da Giovanni Paolo II; ad essi si affiancano un numero limitato di Accademici Onorari, scelti tra personalità altamente benemerite, ed altri che lo sono per motivo del loro incarico: fra questi ultimi, il Cancelliere, il Direttore della Specola Vaticana, il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e il Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano.

(c) 2007 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



20 settembre 2007 - Presentato in una conferenza stampa il programma della beatificazione di Antonio Rosmini, che avrà luogo a Novara il 18 novembre 2007

Il filosofo italiano Antonio Rosmini (1797-1855), una delle personalità della prima metà dell'Ottocento maggiormente interessata ad una sintesi del sapere credente e al dialogo fra la teologia e le scienze, sarà beatificato il prossimo 18 novembre a Novara. In data 1 luglio 2001, la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva a suo tempo chiarito, in una nota specifica, come andassero storicamente contestualizzati gli aspetti del pensiero dell'autore recensiti come erronei in una dichiarazione dell'allora sant'Uffizio nel 1887. Il visitatore di questo Portale può leggere un commento al pensiero di Rosmini su ragione e fede nell'intervento del prof. Giuseppe Lorizio, Rosmini: l'amicizia fra fede e ragione.

Riportiamo uno stralcio della notizia diffusa dal servizio di informazione Zenit:

"La beatificazione di Antonio Rosmini sarà un evento singolare per la Chiesa italiana", ha detto il Vescovo di Novara, monsignor Renato Corti, nel presentare giovedì 20 settembre, nel corso di una conferenza stampa, l'evento della beatificazione del sacerdote e filosofo dell'Ottocento, che la diocesi di San Gaudenzio ospiterà domenica 18 novembre.

La beatificazione, ha continuato il presule, "proporrà all'attenzione dei cristiani del nostro tempo l'esempio di una figura che ha dedicato la sua vita a far incontrare tra loro fede e cultura". "Una sfida oggi quanto mai attuale", ha commentato.
Il rito avrà luogo a Novara - dove si è svolta la fase diocesana della causa di beatificazione - dal momento che Antonio Rosmini (1797-1855), pur essendo originario di Rovereto (Trento), morì a Stresa. Il diritto canonico prevede, infatti, che la causa di beatificazione spetti alla diocesi in cui il candidato agli onori degli altari è morto.

La beatificazione avrà luogo domenica 18 novembre alle 15:00, presso il Palazzetto dello Sport di Novara. A presiedere il rito sarà il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, l'organismo vaticano che, per mandato di Benedetto XVI, il 1° giugno scorso ha pubblicato il decreto che ha chiuso con esito positivo il processo di beatificazione.

"Già dal 1855 - ha spiegato durante la conferenza stampa il Postulatore della causa, don Claudio Papa - i rosminiani avevano nominato un Postulatore. Ma, per via delle vicissitudini legate al pensiero di Rosmini, solo nel 1994 il processo è iniziato ufficialmente". "Spesso la figura di Rosmini è stata presentata dagli studiosi guardando solo al valore culturale dei suoi scritti - ha aggiunto -. Ora la beatificazione ci aiuterà a scoprire di più la santità della sua vita, che è l'aspetto che dà senso e forma anche all'aspetto culturale".

Per una fortunata coincidenza la beatificazione si svolgerà proprio nel giorno in cui nel 1832 Rosmini iniziò la stesura della sua opera più celebre, "Delle cinque piaghe della Santa Chiesa".

Inoltre, per l'occasione è già attivo il sito internet http://www.beatificazionerosmini.it, all'interno del quale sono disponibili anche tutte le informazioni utili per chi desidera partecipare all'evento del 18 novembre.

Fonte: ZENIT, servizio del 24.9.2007



Settembre 2007 - Si terrà a Madrid (Spagna) il il IX Congresso Metanexus 2008. Call for Papers: deadline 15 dicembre 2007

Riportiamo l'annuncio e il 'call for papers' della Metanexus Institute Conference 2008, intitolata "Subject, Self, and Soul: Transdisciplinary Approaches to Personhood", e che avrà luogo dal 13 al 17 luglio 2008 a Madrid in Spagna.


Call for Papers

Deadline for Abstracts: December 15, 2007

MIHI QUAESTIO FACTUS SUM (I have become a question to myself.)
Augustini Confessiones (liber X, caput xxxiii)

Who are we? Why are we here? In our age, it is science that purports to answer these ancient questions, while technology promises to make us even "more than human." But despite our amazing scientific discoveries and technological powers, are we not still "a question to ourselves?" And what new questions about ourselves have been raised in our own times?
If we are truly to understand ourselves, our place in the cosmos, and our relation to each other and to the divine, we must adopt rich transdisciplinary approaches that cut across fields of knowledge, institutional boundaries, cultural borders, and religious traditions.

Join us for the 9th annual Metanexus Conference when philosophers, biologists, physicists, cosmologists, neuroscientists, cognitive scientists, theologians, religious scholars and community leaders, historians and educators will discuss these and other profound questions of what it means to be a person in a rapidly evolving and complex world.
Among the attendees will be more than 200 representatives of the Metanexus Global Network of multidisciplinary Local Societies from over 40 countries.

Guidelines

A NOTE ABOUT PRESENTATION OF THESE PAPERS: All accepted papers are to be submitted in advance and will be posted and publicly accessible on the Metanexus Conference Web site.Abstracts will also be printed in the conference reader. Authors of papers and presentations will be required to sign a release allowing Metanexus to record their contributions to the conference for later use via the Metanexus website and podcasts.The goal in this conference is not simply to present papers, but to meet and network with creative persons from around the world. The hope is to learn from each other, to try out new ideas on a welcoming yet critically astute audience, to provide inspiration towards further research and exploration, and to generate a synergy that will have effects long after the conference is over.

To be considered for a paper presentation at the conference, please submit ALL of the following in ENGLISH:
1. A separate COVER SHEET that lists the author(s) full name(s), name of institution(s), complete postal address, telephone number(s), and email address, along with the PAPER TITLE.

2. On a different SEPARATE sheet, a 200 word BIOGRAPHY for each author of the paper, written in third-person form ("She is professor" rather than "I am professor").

3. An ABSTRACT of between 1500 and 2000 words. Each page of the ABSTRACT must be numbered. The ABSTRACT must not contain any self-references, in order to facilitate blind review.

ALL SUBMISSION ELEMENTS MUST BE SENT VIA EMAIL AS ATTACHMENTS (.doc or .rtf only- NO .pdf files will be accepted).WE CANNOT ACCEPT ANY OF THIS INFORMATION IN THE BODY OF THE EMAIL MESSAGE.

DEADLINE for submitting abstract and biography is DECEMBER 15, 2007.

DEADLINE for completed versions of SELECTED papers is APRIL 1, 2008.

FORMAT for papers: Final Papers must be submitted in ELECTRONIC format (MS Word .doc format). Further instructions will be sent to presenter upon selection.

As this is an international meeting, the official language of the conference is ENGLISH. However, there will be some sessions of the 2008 conference that will be conducted in SPANISH. Therefore, if you would like to be considered for one of these sessions, please submit the COVER SHEET, the BIO(S), and the 1500-2000 word ABSTRACT in BOTH English AND Spanish.

LENGTH LIMIT OF FULL PAPERS: 10,000 words (approximately 20 single-spaced 8.5" X 11" typed pages in 12 pt. Arial or Times New Roman font).

READING TIME: approximately 30 minutes, followed by up to 10 minutes of question and answer. Please submit cover sheets, abstracts, bios, and (if selected) completed papers via email to papers2008@metanexus.net

Per ulteriori Informazioni visitare il sito web della conferenza: http://www.metanexus.net/institute/conference2008/



19 maggio 2007 - Presentato a Benedetto XVI il volume “La carità intellettuale. Percorsi per un nuovo umanesimo” con le riflessioni di 53 docenti universitari

"Una «sintesi di ragione e amore». Oppure, per dirla con Rosmini, quella forma di servizio verso il prossimo che si traduce nel favorirne lo sviluppo culturale. E che, dunque, è strettamente legata all'insegnamento. Così viene definita la carità intellettuale, espressione cara a Benedetto XVI e filo conduttore del testo La carità intellettuale. Percorsi per un nuovo umanesimo, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, e curato da monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore dell'Ufficio per la Pastorale universitaria della diocesi di Roma.

Copertina rossa, 481 pagine, il volume raccoglie le riflessioni di 53 docenti universitari romani - tutti giovani, nati dopo il 1955 - associati e ordinari, di diverse discipline, di atenei pubblici e privati. Scritti «in onore di Benedetto XVI», come recita il sottotitolo: il testo è infatti un regalo speciale che il mondo accademico ha voluto offrire al Pontefice per il suo ottantesimo compleanno.

Per presentare il dono, giovedì pomeriggio l'università La Sapienza di Roma ha ospitato una tavola rotonda con gli autori e alcuni esperti. Con l'obiettivo di riflettere sul concetto di carità intellettuale - a cui il Papa starebbe pensando di dedicare un nuovo capitolo della sua prossima enciclica, come ha confessato agli studenti riuniti in preghiera lo scorso marzo - e sul suo rapporto con l'università. Proprio attorno a questo legame ruotano gli scritti raccolti da Leuzzi, e suddivisi in tre sezioni: ricerca della verità; vita universitaria; prospettive di impegno. Il direttore dell'Ufficio diocesano si sofferma su alcune considerazioni di Benedetto XVI, della Deus caritas est e della lectio magistralis tenuta a Ratisbona.

Di qui Leuzzi parte per spiegare che «l'apertura agli spazi della razionalità - si legge nell'introduzione all'antologia - è sinonimo di superamento della fase "etica" della presenza del cristianesimo per un decisivo ingresso nella sua fase "costruttiva"». E ancora: «Il cristianesimo è per sua natura una realtà da costruire. E per costruire occorre possedere un bagaglio culturale».

La carità intellettuale, insomma, va al passo con la trasmissione del sapere. Scrive il cardinale vicario Camillo Ruini, nella presentazione del volume: «La carità intellettuale è la via maestra per una rinnovata presenza dei credenti nelle università, ma anche una proposta da condividere con tutti coloro che in esse operano». Negli atenei, dunque, «la carità intellettuale può manifestarsi nella sua pienezza di forza animatrice e plasmatrice dell'elaborazione culturale», come sottolinea monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Concorda Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa e vicepresidente della Crui, per il quale l'università diventa «il luogo privilegiato di incarnazione della carità», un «luogo non chiuso» in se stesso, ma una vera «comunità di studenti e docenti». Ne è convinto anche Renato Guarini, rettore della Sapienza. «La nostra attività - dichiara - è orientata a favore del prossimo», è «una missione che richiede grande responsabilità e spirito di servizio verso la collettività»".

Fonte: Avvenire, 19 maggio 2007



29 aprile 2007 - Muore a Starnberg in Baviera il fisico e filosofo tedesco Carl F. von Wäizsacker

Dopo una lunga malattia è mancato all'eta di 94 anni a Starnberg (Baviera) il fisico e filosofo tedesco Carl Friedrich von Wäizsacker, personalità di profonda cultura scientifica e umanistica, autore di numerosi saggi filosofici, alcuni dei quali tradotti anche in lingua italiana.

Nato il 28 giugno 1912 a Kiel, aveva studiato fisica, astronomia e matematica a Berlino, Gottingen e Lipsia, sotto la guida di W. Heisenberg, F. Hund e N. Bohr. Specialista di fisica quantistica, compì ricerche sull'energia del nucleo atomico ed arrivò, contemporaneamente ad Hans Bethe, ma lavorando autonomamente, alla formulazione della nucleosintesi stellare mediante il ciclo del carbonio e la reazione protone-protone nelle stelle. Fu professore di Fisica teorica presso l'università di Berlino (1937-42), Strasburgo (1942-44) e infine a Göttingen (1946-57). Dal 1957 al 1969, poi, fu professore di filosofia presso l'università di Amburgo.

A partire dagli anni '60 e durante tutto il periodo della cosiddetta "guerra fredda", von Wäizsacker dedicò molte energie alla riflessione sulle implicazioni etiche della scienza e della tecnologia. S'impegnò personalmente sul piano sociale e politico, nella promozione della pace nel mondo e nella lotta contro la fame nel Terzo Mondo.

Dal 1970 al 1980 è stato direttore, insieme con Jurgen Habermas, del Max Planck Institut di Starnberg (Baviera) dedicato alla "ricerca sulle condizioni di vita nel mondo tecnico-scientifico", ove si elaboravano studi sui rischi legati alla guerra atomica, ad un possibile scontro tra il Nord e il Sud del mondo, al degrado dell'ambiente. Ritiratosi nel 1980, von Wäizsacker era rappresentate di un pacifismo radicale. Fratello maggiore dell'ex presidente tedesco Richard von Wäizsacker (1984-94), nel 1979 rifiutò la proposta dell'allora cancelliere Brandt di candidarsi per la presidenza della Repubblica Federale Tedesca.

Nella prefazione al suo libro L'uomo nella sua storia, pubblicato in tedesco nel 1991 e in italiano tre anni dopo, scriveva: "La scienza della natura, segnatamente la fisica teorica, costituisce la specifica professione in cui ancora oggi opero. La filosofia, che è il tentativo di capire ciò che pensiamo e ciò che operiamo, ha significato per me innanzitutto lo sforzo di capire la scienza della natura. La politica, invece, è un grave compito dei fisici nell'era della bomba atomica". Fra le sue opere tradotte in italiano, oltre alla già citata L'uomo nella sua storia (1991), ricordiamo Il giardino dell'umano (1977), La pace minacciata (1981), La percezione dell'età moderna (1983), Il tempo stringe (1986), Il futuro della pace in Europa (1990), Tempo e sapere (1992).



Aprile 2007 - “ESSAT Prizes for Studies in Science and Theology 2008”: bando di concorso (scadenza 1 novembre 2007)

La Società Europea per lo Studio della Scienza e della Teologia (European Society for the Study of Science and Theology - ESSSAT) conferisce due premi, preferibilmente a studiosi nati dopo il 1968, sponsorizzati dalla Radboud Foundation.

ESSSAT Student Prize: riconoscimento ad un saggio di eccellente qualità, presentato in contesto accademico (anche a livello di laurea o entro corso di laurea). Il premio è di 1000 Euro.

ESSSAT Research Prize: premio all'autore di un contributo originale e rilevante nel campo dell'interazione tra Scienza e teologia, di livello post-laurea o di dottorato di ricerca. Il premio è di 2000 Euro.

I candidati devono essere presentati da un docente di una università o di analogo istituto di educazione superiore europeo. Il lavoro del candidato deve essere stato svolto in Europa (o con un periodo di ricerca al massimo di un anno in un altro continente) e deve essere stato riconosciuto con dei crediti accademici, presentato o pubblicato nel biennio 2005-2007. Inoltre il lavoro non deve essere stato pubblicato in precedenza e deve essere scritto in una delle principali lingue europee.

Per concorrere ad uno dei premi è necessario inviare i seguenti documenti (se possibile in triplice copia):

  1. il lavoro di ricerca;
  2. un riassunto di due pagine in lingua inglese;
  3. un breve curriculum vitae dell'autore;
  4. una lettera di presentazione.

Data di scadenza per presentare le domande e il materiale: 1 novembre 2007

Il materiale non sarà in ogni caso restituito.

I premi saranno conferiti in occasione della dodicesima Conferenza Europea ESSAT, prevista a Sigtuna (Svezia) dal 30 aprile al 5 maggio 2008.

Ulteriori informazioni: http://www.esssat.org/static/sigtuna_prize.html



Aprile 2007 - Due libri di Alister McGrath e Keith Ward rispondono alle critiche contro la religione mosse da Richard Dawkins in The God Delusion (2006)

Il biologo inglese Richard Dawkins, noto per le sue posizioni materialiste e per sostenere nei suoi libri di divulgazione scientifica la tesi secondo cui la scienza condurrebbe necessariamente ogni persona ragionevole verso l'ateismo, è stato oggetto di critiche significative da parte di due opere recentemente pubblicate.

Nel suo saggio, The Dawkins Delusion (SPCK Publishing, 2007), Alister McGrath, professore di teologia storica all'università di Oxford, riprende e confuta le critiche alla religione mosse da Richard Dawkin nel libro The God Delusion, pubblicato nel 2006. Secondo McGrath ad essere deludenti sono le tesi sostenute da Dawkins e l'ateismo da lui proclamato. Il teologo inglese afferma che «le definizioni usate da Dawkins per descrivere la fede, secondo le quali sarebbe un "processo in assenza di ragionamento", sono estranee ad un'impostazione cristiana della fede». Inoltre, spiega ancora McGrath, «molte cose che noi sosteniamo sono convinzioni la cui veridicità non siamo in grado di dimostrare. Ciò nonostante si tratta di convinzioni del tutto ragionevoli, pur non essendo dimostrabili in senso empirico. Questo avviene non solo nell'ambito della religione, ma anche in quello della scienza, in cui vi sono molte teorie che non hanno raggiunto il livello della dimostrazione definitiva". McGrath invita Dawkins a prendere atto del fatto che il suo pensiero, secondo cui le scienze naturali sono una sorta di autostrada intellettuale verso l'ateismo, viene rifiutato dalla maggior parte degli scienziati, a prescindere dalle loro idee religiose. A sostegno di questa considerazione vengono citati i volumi recentemente pubblicati da autori come Sir Peter Medawar, Stephen Jay Gould, Sir Martin Rees, Francis Collins, Paul Davies e altri.

Nel suo libro, Is Religion Dangerous? (Lion Hudson, 2006), Keith Ward, professore di religione al Gresham College, risponde alla critica di Dawkins secondo la quale la religione sarebbe un male per la società in quanto fonte di violenza e di guerre. Nei casi in cui sia proprio la religione a promuovere la violenza, osserva Ward, si tratta spesso di situazioni in cui è il potere politico che usa la religione in modo strumentale per giustificare l'uso della forza; d'altra parte non si possono assolutamente ignorare i contributi positivi della religione, come mostrato ad esempio dall'insegnamento del perdono e della carità proclamato da Gesù di Nazaret, che ha ispirato innumerevoli persone a seguire una vita orientata all'amore per gli altri. Il Cristianesimo è stato la fonte ispiratrice anche di svariate istituzioni come ospedali, scuole e università, oltre a grandi opere d'arte, di letteratura e di musica. Ward ricorda inoltre l'importanza data dalla fede cristiana alla dignità della vita umana ed il ruolo cruciale da essa svolto nella formulazione degli ideali dei diritti umani.



14 marzo 2007 - Charles M. Taylor vince il Premio Templeton 2007

Charles Margrave Taylor ha vinto il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2007. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion, e ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio ammonta a circa un milione e mezzo di dollari (795.000 sterline).

Il vincitore del premio è un filosofo canadese cattolico (n. 1931), professore di diritto e filosofia alla Northwestern University di Evanston (Illinois -USA) e professore emerito di Filosofia e Scienze politiche presso il dipartimento di filosofia della McGill University di Montréal, sua città natale. Laureatosi in storia (1952) presso la McGill University, studia filosofia, politica e economia presso il Balliol College di Oxford e consegue il dottorato in filosofia (1961) sotto la guida di Isaiah Berlin e G. E. M. Anscombe. Nel 1976 succede a Berlin come "Chichele Professor" di Teoria politica e sociale all'Università di Oxford. Nel 1998-99, all'Università di Edimburgo (Scozia), tiene le prestigiose Gifford Lectures, intitolate "Vivere in un'epoca secolarizzata", delle quali sono stati pubblicati i testi in tre volumi, l'ultimo dei quali, "A Secular Age", apparirà nel prossimo autunno pubblicato dalla Harwad University Press. È il primo canadese a vincere il premio Templeton.

Tra i filosofi contemporanei più importanti, ha dato rilevanti contributi a temi quali la riflessione sull'agire umano, la definizione del concetto di persona, la relazione tra emozioni e ragione e tra la natura umana e il linguaggio, le aporie dello scetticismo e del relativismo etico, unendo al rigore dell'approccio analitico l'ampiezza e la ricchezza della cosiddetta filosofia continentale. Con la sua attenta riflessione filosofica ha sostenuto l'importanza della dimensione spirituale in politica, storia, linguistica, letteratura e in tutti gli aspetti della delle scienze sociali e umane, dando una risposta a una domanda che molti oggi si pongono: "Quale ruolo ha la dimensione spirituale nel ventunesimo secolo?" Taylor, con una preparazione impeccabile e uno stile eloquente ed appassionato, e prendendo più volte posizioni solitarie, ha offerto originali prospettive verso una nuova comprensione di molti problemi del mondo.

Il vincitore del premio Templeton 2007 ha dichiarato oggi nella conferenza stampa tenutasi a New York: "Noi in qualche modo abbiamo il dovere di distruggere le barriere tra la cultura contemporanea della scienza e lo studio delle discipline accademiche (quello che i tedeschi chiamano "Wissenschaft") da un parte, e il dominio dello spirito, dall'altro. Questo è stato uno degli obiettivi fondamentali del mio lavoro intellettuale e vedere che oggi questo mi è riconosciuto mi riempie di un insieme instabile di gioia e di umiltà. [...] Io credo che le barriere tra scienza e spiritualità non solo non siano fondate, ma anzi che siano instabili. Impediscono ulteriori e decisivi avanzamenti. Questo è stato affermato in maniera eloquente dai fisici, biologi e cosmologi che hanno vinto il premio Templeton negli ultimi anni. Ma io ritengo che adesso sia necessario fare un altro passo avanti. Il divorzio tra la scienza naturale e la religione ha danneggiato ambedue; d'altra parte, se è vero che la cultura delle scienze umanistiche e sociali molte volte è stata sorprendentemente cieca e sorda alla dimensione spirituale, nel mio caso invece il mio tentativo di abbattere queste barriere è stato riconosciuto e onorato".

Autore di 12 libri e una ventina di saggi, sono stati tradotti in lingua italiana:

Hegel e la filosofia moderna, Il Mulino, Bologna 1994, Radici dell'io:la costruzione dell'identità moderna, Feltrinelli, Milano 1993, Multiculturalismo. La politica del riconoscimento, Anabasi, Piacenza 1993, Il disagio della modernità, Laterza, Roma-Bari 1994, La modernità della religione, Meltemi, Roma 2004, La topografia morale del sé, ETS, Pisa 2004, Etica e Umanità, Vita e Pensiero, Milano, 2004, Gli immaginari sociali moderni, Meltemi, Roma 2005

Con la cifra assegnata annualmente con questo premio, il suo Fondatore, sir John Templeton, aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di Charles Taylor, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, John D. Barrow (2006), C.H. Townes (2005), George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Taylor riceverà il premio dal Duca di Edimburgo, Principe Filippo, durante una cerimonia privata a Buckingham Palace il 2 maggio prossimo. Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che la nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.

Charles Taylor ha dichiarato che utilizzerà il premio Templeton per approfondire i suoi studi sul rapporto tra il linguaggio e il significato linguistico da una parte e l'arte e la teologia dall'altra, e per sviluppare nuovi concetti che consentano di mettere in relazione le scienze umane e le scienze biologiche.

© 2007 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



6 marzo 2007 - Sarà pubblicato nel mese di aprile il libro che raccoglie gli interventi sui temi della creazione e dell’evoluzione tenuti a CastelGandolfo (1-2 settembre 2006) alla presenza di Benedetto XVI

CITTA' DEL VATICANO - Sarà pronto con ogni probabilità per l'ottantesimo compleanno del Papa, il 16 aprile prossimo, e conterrà anche un contributo dello stesso Benedetto XVI, il libro che raccoglie gli interventi sui temi della creazione e dell'evoluzione tenuti ad un convegno a porte chiuse che si è svolto a settembre scorso nella residenza estiva di Castel Gandolfo. A prendervi parte furono, come ogni estate, il Pontefice e i suoi ex allievi, che da molti anni si sono consociati nel cosiddetto 'Ratzinger Schuelerkreis'.
[...]
Sempre al tema della creazione sarà dedicato anche l'incontro dell'estate prossima tra Ratzinger e gli studenti che con lui ottennero il dottorato o l'abilitazione nelle università di Bonn, Muenster, Tubinga e Ratisbona. L'intenzione del Papa, spiega chi lo conosce bene, è "spingere i teologi ad approfondire le discussioni su un tema tanto importante". Rispetto all'anno scorso, dedicato ad un confronto prevalentemente scientifico, ma anche filosofico e teologico, sull'origine del mondo, la discussione della prossima estate sarà più teologica. Gli ex studenti di Ratzinger, insomma, ragioneranno con il Papa sul "mondo inteso come creazione di Dio". Ma intanto la casa editrice Sant Ulrich Verlag di Augusta manderà alle stampe il volume con le relazioni dell'anno scorso. Dalla città bavarese fanno sapere che "prossimamente" verrà diffuso un comunicato stampa in merito al volume. Al buen retiro di Castel Gandolfo intervenirono, davanti ad una quarantina di ex alunni del Papa, il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna e amico di Benedetto XVI, il professore Peter Schuster, presidente dell'Accademia austriaca delle scienze ed esperto di biologia molecolare evolutiva, il gesuita Paul Erbrich, docente emerito di scienze e di filosofia della natura a Monaco di Baviera, e il filosofo Robert Spaemann. I loro quattro interventi costituiranno la parte più sostanziale del volume in uscita. Il libro - che sarà pubblicato in tedesco e tradotto anche in italiano, francese e inglese - conterrà, però, anche il prezioso intervento del Papa.

Fonte: http://www.papanews.it/news.asp?Idnews=682



Marzo 2007 - Disponibile un video di J. Lejeune "Chi ha paura del Vecchio Albert?"(1990) sul portale del Meeting di Rimini

Sul portale del Meeting di Rimini è disponibile un video che ripropone un intervento di Jerome Lejeune, docente di genetica dell'Università di Parigi, Membro della Pontificia Accademia delle Scienze per un ventennio e primo presidente della Pontificia Accademia della Vita.

Siamo nell'agosto del 1990 e il professore terminava così il suo intervento durante l'incontro "Chi ha Paura del vecchio Albert?":

"Ci vorranno delle leggi che dicano chiaramente che non si ha il diritto di approfittare, prendere, sfruttare, fare del bricolage col patrimonio ereditario dell'umanità. Saranno nominati comitati etici che in realtà sono fatti apposta per cambiare la morale. E ai cattolici verrà chiesto di non imporre la propria morale agli altri. Ebbene, ogni volta che verrà detto o rinfacciato questo, ricordatevi che è falso, che è una propaganda antidemocratica. In una democrazia moderna, che non fa nessun riferimento a una morale superiore, ma nella quale la morale pubblica viene definita dalle leggi, per ogni cittadino cercare di far passare nelle leggi del proprio paese ciò che egli considera come "la morale", non è soltanto un diritto, ma un dovere democratico. Il settimo dono dello spirito si riassume in un'unica formula, in una frase latina, e cercate di ricordarvene sempre, cercate di metterla in pratica, perchè è la vera libertà : "Timete Dominum et nihil aliud"; temete Dio e null'altro".

Sono passati quasi 17 anni, ma quello che dice Lejeune, che è possibile vedere e ascoltare sul sito http://www.meetingrimini.tv, è di un'attualità sconcertante.

Sul Portale DISF è possibile leggere una scheda biografia dello scienziato credente Jérôme Lejeune (1926 -1994), all'interno della rubrica "Scienziati Credenti dell'epoca moderna e contemporanea", alla pagina: http://www.disf.org/ScienziatiCredenti/Lejeune.asp

Fonte: http://www.meetingrimini.org/ita/notizie/dettaglio.php?id_notizia=436



24 febbraio 2007 - Sarà l'acqua il tema della prossima giornata del Creato (1 settembre 2007)

Il Signore vostro Dio vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l'acqua» (Gl. 2,23). È intorno a questo tema che verterà la seconda Giornata per la salvaguardia del creato, che la Chiesa italiana celebrerà il 1° settembre 2007. In vista di questo appuntamento è stato diffuso ieri un messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e della Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo che spiega la scelta del tema dell'acqua. Il testo - disponibile in versione integrale sul sito www.chiesacattolica.it - affronta sia i problemi attuali legati alla disponibilità di questa risorsa, sia la grande tradizione che questo tema ha nella Scrittura. «Quasi un miliardo e mezzo di persone manca di un accesso adeguato all'acqua - ricorda il messaggio -, mentre anche più numerose sono quelle cui manca una sufficiente disponibilità di acqua potabile». È un problema che ci tocca sempre più anche da vicino: «Un uso inadeguato e improprio dell'acqua, assieme al progressivo riscaldamento determinato dall'accentuarsi dell'effetto serra - continuano i vescovi -, fa sì che anche il nostro Paese, e non soltanto ormai le sue zone più calde, conosca spesso un'emergenza idrica, per buona sorte generalmente limitata al solo periodo estivo». Di qui l'invito, a partire dalla Scrittura e dell'esperienza ecclesiale, «a vedere nell'acqua un dono prezioso, meritevole di una cura attenta; una risorsa essenziale per la vita, da condividere secondo giustizia con tutti coloro che abitano il nostro Pianeta, oggi e nel futuro». Uno sguardo che chiede anche passi concreti: «Tutti - continua il messaggio - siamo invitati a rinnovare i nostri stili di vita, nel segno della sobrietà e dell'efficienza, testimoniando nel quotidiano il valore che riconosciamo all'acqua». Il documento si chiude ricordando il carattere ecumenico della Giornata, che cadrà proprio alla vigilia della III Assemblea ecumenica europea di Sibiu. «La meditazione della ricchezza simbolica del tema dell'acqua e la considerazione attenta delle complesse problematiche ecologiche ed economiche - è la conclusione - offriranno spunti preziosi per una riflessione comune e per una preghiera ispirata dalla Parola».

Giorgio Bernardelli

Per prepararsi al meglio alla seconda Giornata del creato, in programma il prossimo 1° settembre, è stato predisposto un sussidio, disponibile insieme al messaggio sul sito internet www.chiesacattolica.it. Sono pagine che vogliono aiutare a «dare adeguato risalto» nelle comunità cristiane alle problematiche legate all'ambiente e alle questioni climatiche, ma anche al rapporto tra teologia della creazione, spiritualità ed etica ambientale. Il sussidio invita a promuovere alcune iniziative nel corso dell'intero mese di settembre. «In particolare - spiega monsignor Paolo Tarchi, direttore dell'Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace - sarà importante organizzare incontri di preghiera, dove è possibile anche in prospettiva ecumenica, con un coinvolgimento attivo dei rappresentanti delle diverse confessioni cristiane. Il tema dell'acqua potrà essere reso presente tramite le letture o i canti o anche attraverso opportuni gesti». Il sussidio invita a organizzare «incontri di approfondimento sul tema della Giornata da un punto di vista biblico-teologico o per riflettere sull'importanza della fede nella Creazione in un tempo di crisi ecologica o sulla sua declinazione in termini etici». In particolare, poi, il tema dell'acqua «potrà essere affrontato sia nella sua dimensione globale, come anche nella sua incidenza a livello locale - aggiunge Tarchi -. Per esempio ci potrebbe essere un momento di festa-celebrazione all'aperto, in qualche luogo significativo del territorio della diocesi, che potrebbe coinvolgere il mondo giovanile, su un tema cui esso è particolarmente sensibile».

(Vi.Gri.)

Fonte: Avvenire, 24.02.2007



2 febbraio 2007 - Il Calvin College promuove un nuovo progetto di ricerca “Science, Philosophy and Belief: a Program for Chinese Scholars”, finanziato dalla John Templeton Foundation

La John Templeton Foundation (JTF) ha elargito un finanziamento di 2 milioni di dollari al Calvin College (Grand Rapids, MI - USA) per sostenere un nuovo progetto, di durata triennale, intitolato "Science, Philosophy and Belief: a Program for Chinese Scholars".
Il progetto sarà coordinato dal prof. Kelly James Clark, professore di Filosofia al Calvin College e direttore esecutivo della Society for Christian Philosophers (SCP) che collaborerà al progetto insieme anche ai due istituti del Calvin College: il Nagel Institute e l'Institute for the Study of World Christianity at Calvin.
Scopo del progetto - spiega il prof. Clark - è quello di "promuovere un dialogo serio e costante sul rapporto tra filosofia, scienza e credenza in Cina, tale da formare degli studiosi, stimolare l'insegnamento di queste tematiche nelle università cinesi e sostenere e approfondire questa prospettiva di ricerca in Cina".
Il progetto sarà articolato in sei diverse aree di ricerca:

  1. un programma che coinvolgerà 24 laureati e 9 dottori di ricerca cinesi presso le università di Baylor e Notre Dame e l'Hope e il Calvin College;
  2. la distribuzione a studiosi e biblioteche di università cinesi di 10.000 volumi attinenti a questo tema;
  3. una serie di conferenze e seminari tenuti da studiosi del SCP in Cina,;
  4. un seminario intensivo presso il Calvin College, nell'estate del 2008, rivolto a 24 studiosi cinesi selezionati. È prevista la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti occidentali nel campo di ricerca quali John Polkinghorne, Alvin Platinga e Owen Gingerich;
  5. un convegno internazionale, da tenersi presso l'università di Pechino nell'estate 2009, con la partecipazione di 150 studiosi cinesi e professori membri del SCP, allo scopo di presentare e discutere i risultati del programma e nuove linee di ricerca .

"Alla fine del triennio di attività - afferma il prof. Clark - si vedrà emergere un gruppo di studiosi ben preparati e pronti ad approfondire il rapporto tra scienza e filosofia, tra razionalità e credenza. Oltre alle attività di insegnamento, alle conferenze dei professori invitati e ai seminari svolti, migliaia di studenti cinesi avranno avuto la possibilità di conoscere e approfondire il campo di ricerca - al momento solo occidentale - che coinvolge queste discipline". Il professor Clark conclude dunque con questo auspicio: "Quello che noi ci aspettiamo è che, una volta che i cinesi siano ben formati sul dibattito occidentale su scienza, filosofia e credo religiosi, allora potranno dare un contributo davvero notevole e unico negli anni avvenire".

Ulteriori informazioni: www.calvin.edu/news/releases/2006-07/templeton-grant.htm



23 dicembre 2006 - Muore a Pamplona (Spagna) Mariano Artigas

All'età di 68 anni, a causa di una male incurabile, si è spento a Pamplona (Navarra, Spagna) Mariano Artigas, ordinario di Filosofia della natura e della scienza, uno dei più importanti esponenti europei nello studio dei rapporti fra scienza e religione.

Era nato a Saragozza (Spagna) nel 1938 ed ottenuto i gradi di dottore in scienze fisiche presso l'Università di Barcellona, di dottore in Filosofia ecclesiastica al Laterano e poi in filosofia civile a Barcellona. Sacerdote cattolico dal 1964, Artigas ha svolto per molti anni il ruolo di Decano della Facoltà ecclesiastica di Filosofia dell'Università di Navarra.

Studioso della filosofia di Karl Popper, ha fornito importanti contributi nel campo dell'epistemologia e della filosofia della scienza, pubblicando su questo tema, oltre a manuali e molteplici articoli, anche un importante saggio intitolato La intelegibilidad de la naturaleza (1992). Numerosi i libri dedicati alla divulgazione dei rapporti fra scienza e religione, vari dei quali pubblicati anche in lingua italiana, come Le frontiere dell'evoluzionismo (1993).

Nelle sue opere Artigas si sforzava di purificare la scienza dall'ideologia e di chiarire i luoghi comuni entro i quali veniva spesso circoscritto il cristianesimo al momento di valutarne i suoi contenuti in rapporto ai risultati delle scienze. Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura, si era dedicato allo studio del Caso Galileo, pubblicando con William Shea Galileo in Rome. The Rise and Fall of a Troublesome Genius (Oxford University Press, Oxford 2003) e, più recentemente, Galileo Observed, Science and the Politics of Belief (Science History Publications, Sagamore Beach, MA (USA) 2006).

Con T.F. Glick e R. Martínez era appena uscita la sua opera Negotiating Darwin. The Vatican Confronts Evolution 1877-1902 (John Hopkins University Press, Baltimore 2006). La sua visione epistemologica e religiosa più matura ci è stata probabilmente consegnata nel suo volume The Mind of the Universe (Templeton Foundation Press, Philadelphia-London 2000). Presso l'Università di Navarra Mariano Artigas aveva dato vita al gruppo di studio "Grupo de Investigación sobre Ciencia, Razón y Fe", il cui lavoro viene presentato nel sito web http://www.unav.es/cryf .



11 Dicembre 2006 - Riportato alla luce nell’area degli scavi della Basilica di s. Paolo fuori le Mura il sarcofago che la tradizione teodosiana considera il sepolcro dell’apostolo Paolo

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione di lavori che hanno portato alla luce il sarcofago di San Paolo nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura.

Alla Conferenza Stampa hanno partecipato il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo, l'Archeologo Dottor Giorgio Filippi e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'amministrazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo si è soffermato sui seguenti punti: la nuova denominazione delle quattro Basiliche Maggiori Romane, che si chiameranno "Papali" e non più "Patriarcali"; del programma di riordinamento del complesso di San Paolo fuori le Mura, comprendente il progetto di stabilire un percorso pedonale per pellegrini e visitatori che permetta di definire un'area museale col chiostro e alcune parti all'intorno; i lavori intorno alla tomba di San Paolo e la collocazione di una lastra trasparente a pavimento per vedere i resti dell'abside costantiniana.

Il Dottor Giorgio Filippi ha affermato a sua volta che "è un dato incontrovertibile nella tradizione storica" che "la Basilica di San Paolo fosse sorte sulla tomba dell'Apostolo", mentre "l'identificazione del sepolcro originario è una questione rimasta aperta".

"La Cronaca del Monastero" - ha proseguito l'Archeologo Filippi - "parla di un grande sarcofago marmoreo rinvenuto durante i lavori di ricostruzione della Basilica dopo l'incendio del 1823, nell'area della Confessione, sotto due lastre iscritte PAVLO APOSTOLO MART(YRI), di cui però non esiste traccia nella documentazione di scavo, a differenza degli altri sarcofagi che furono scoperti e rilevati nella stessa occasione".

"Le indagini archeologiche nell'area tradizionalmente considerata il luogo di sepoltura dell'Apostolo, iniziate nel 2002 e terminate il 22 settembre 2006, hanno permesso di riportare alla luce un importante contesto stratificato, formato dall'abside della basilica costantiniana, inglobata nel transetto dell'edificio dei Tre Imperatori: sul pavimento di quest'ultimo, sotto l'altare papale, è stato riscoperto quel grande sarcofago del quale si erano perse le tracce e che veniva considerato fin dall'epoca teodosiana la Tomba di San Paolo".

Fonte: Vatican Information Service VIS 061211 (360)



Dicembre 2006 - La rivista Etica per le professioni dedica un numero monografico al tema "Etica e Ricerca Scientifica"

"Oggi la ricerca scientifica si presenta sempre più come impresa collettiva, che coinvolge una molteplicità di soggetti e di istituzioni, che ha forti interrelazioni con il sistema industriale, economico e finanziario e che si caratterizza per una rilevante finalizzazione tecnica e applicativa. La stessa relazione tra scienza e tecnologia si fa così di giorno in giorno più complessa: sempre più la ricerca scientifica necessita di strumentazioni tecniche e sofisticate e sempre più essa stessa si mostra capace di produrre ricadute applicative. È una situazione ricca di potenzialità innovative, ma anche di problemi nuovi, che invitano a ripensare un'etica della scienza che - nella sua figura tradizionale - si caratterizzava quasi esclusivamente per la sottolineatura del positivo valore della conoscenza e per la rigorosa istanza di autonomia che essa portava con sé".

Con queste parole - tratte dall'editoriale - è presentato il quaderno monografico recentemente pubblicato della rivista Etica per le Professioni, intitolato "Etica e Ricerca Scientifica" (Anno VIII, n.2/2006), curato dalla Fondazione Lanza (Padova) .

Nel volume sono presenti i seguenti contenuti:

Dossier:
-La scienza e i suoi condizionamenti (di Carlo Cirotto)
- Tecno-Scienza e nuova cittadinanza (di Giuseppe Pellegrini)
- Le sorti future della biosfera (di Lodovico Galleni)
- Un'etica per ingegneri (di Vittorio Marchis)
-Libertà di ricerca responsabile (di Alberto Bondolfi)

Applicazioni:
-IL COMUNICATORE SCIENTIFICO
L'imperativo di divulgare la scienza (di Michele Luzzatto)
- IL FISICO
Anche la ricerca di base è importante (di Gualtiero Pisent)
-IL RICERCATORE
Autonomia e trasparenza da difendere (di Silvio Garattini)
-IL BIOTECNOLOGO
Laboratorio e proprietà intellettuale (di Cesare Galli, Giovanna Lazzari)



20 novembre 2006 - La CEI promuove un corso di e-learning per animatori della comunicazione e della cultura

Il 1° gennaio 2007 partirà il primo "Corso di alta formazione a distanza" della durata di un anno, destinato agli animatori della comunicazione e della cultura.
Grazie infatti alla piattaforma multimediale http://www.anicec.it nasce nella Chiesa italiana il primo modello di e-learning per la formazione a distanza in grado di guidare in modo dinamico i futuri operatori pastorali.
Il percorso formativo è promosso dalla Fondazione Comunicazione e Cultura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il Centro interdisciplinare della Pontificia Università Lateranense.
Il corso, al quale potranno accedere sacerdoti, religiosi, laici, educatori, operatori pastorali, giornalisti, è riconosciuto a livello universitario e conferisce 60 crediti.
Il corso è mirato a formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all'interno della comunità ecclesiale, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti.
È richiesto un computer con sistema operativo Microsoft Windows e un collegamento veloce a internet tipo Adsl. È previsto inoltre anche l'utilizzo di Skype e webcam per offrire all'animatore della comunicazione e della cultura la possibilità di autogestire la propria formazione in maniera autonoma relazionandosi con il tutor e i docenti nei tempi e nei modi che più riterrà opportuno.
La metodologia di e-learning coniuga almeno due dimensioni: il Web based Training (Wbt) e il Collaborative Work.
Il Wbt si basa sulla progettazione di corsi di auto-apprendimento di seconda generazione in cui vengono coniugate le varie tecnologie multimediali (audio, video, animazioni interattive) applicate ai supporti digitali. Mentre il Collaborative Work comprende forum, chat, visual classroom ed altri strumenti di comunità utilizzati per fini di supporto all'apprendimento.
Gli insegnamenti fondamentali verranno completati da laboratori specifici e dall'interazione on-line tra studenti e tutor. La formazione prevede inoltre una settimana residenziale in cui si svolgeranno simulazioni di casi e lezioni frontali tenute da esperti. È prevista in questa fase anche una prova finale che simuli un evento culturale diocesano.
La direzione scientifica del corso di alta formazione è affidata ai professori Francesco Casetti (Università Cattolica) e a monsignor Dario Viganò (Università Lateranense).

Per iscriversi occorre compilare un modulo scaricabile on line al seguente indirizzo:
http://www.anicec.it/iscriversi.html
Le domande di iscrizione vanno inoltrate entro il 15 dicembre.

Fonte: Zenit. Servizio ZI06111702



15 novembre 2006 - La Fondazione Lanza bandisce 3 premi per tesi di laurea sui rapporti fra Etica e Scienze

Visita il sito



6 novembre 2006 - Benedetto XVI rivolge un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze in occasione della Assemblea plenaria dedicata tema “La predicibilità nelle scienze”

Benedetto XVI ha ricevuto oggi nella sala Clementina i partecipanti alla Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, rivolgendo agli Accademici il suo primo di scorso da quando è stato eletto Romano Pontefice. Il discorso, che prendeva spunto dal tema dell'Assemblea, dedicata alla "Predicibilità nelle scienze" è stato commentato positivamente da molte fonti, anche di ambito scientifico, come riportato successivamente da numerosi organi di stampa e servizi di informazione.

Il Papa ha cominciato con l'osservare che «la crescente "avanzata" della scienza, e specialmente la sua capacità di controllare la natura attraverso la tecnologia, talvolta è stata collegata a una corrispondente "ritirata" della filosofia, della religione e perfino della fede cristiana. In effetti, alcuni hanno visto nel progresso della scienza e della tecnologia moderna una delle principali cause della secolarizzazione e del materialismo: perché invocare il controllo di Dio su questi fenomeni quando la scienza si è dimostrata capace di fare lo stesso?». A questa domanda ha dato riposta ricordando che lavoro scientifico e Provvidenza di Dio non sono fra loro antagonisti, ma la capacità con cui l'uomo, conoscendo le leggi di natura e controllandole, è in grado di venire incontro alle necessità della vita umana, è da considerarsi come una piena partecipazione al progetto di Dio sul mondo, essendo egli cooperatore della stessa creazione.

Per quanto riguarda gli aspetti etici del problema ha dichiarato: «La prevedibilità scientifica solleva anche la questione delle responsabilità etiche dello scienziato. Le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto della verità e dall'onesto riconoscimento sia dell'accuratezza sia degli inevitabili limiti del metodo scientifico. Certamente ciò significa evitare le previsioni inutilmente allarmanti quando queste non sono sostenute da dati sufficienti o vanno oltre le capacità effettive di previsione della scienza. Significa però anche evitare il contrario, vale a dire il silenzio, nato dalla paura, dinanzi ai problemi autentici. L'influenza degli scienziati nel formare l'opinione pubblica sulla base della loro conoscenza è troppo importante per essere minata da una fretta inopportuna o dalla ricerca di una pubblicità superficiale. Come il mio predecessore Papa Giovanni Paolo II una volta ha osservato: "Gli scienziati, quindi, proprio perché "sanno di più", sono chiamati a "servire di più"».

Il Papa ha inoltre aggiunto che la filosofia e la teologia possono contribuire alla tematica della predicibilità nelle scienze con un importante chiarimento epistemologico, aiutando le scienze empiriche a riconoscere la differenza tra l'incapacità matematica di prevedere determinati eventi e la validità del principio di causalità, o tra l'indeterminismo o la contingenza (casualità) scientifici e la causalità a livello filosofico. Infine, ha ricordato l'emergenza della libertà umana sul determinismo, osservando che «mentre il cosmo fisico può avere un proprio sviluppo spaziale-temporale, solo l'umanità, in senso stretto, ha una storia, la storia della sua libertà. La libertà, come la ragione, è una parte preziosa dell'immagine di Dio dentro di noi e non può essere ridotta a un'analisi deterministica. La sua trascendenza rispetto al mondo materiale deve essere riconosciuta e rispettata, poiché è un segno della nostra dignità umana. Negare questa trascendenza in nome di una supposta capacità assoluta del metodo scientifico di prevedere e condizionare il mondo umano comporterebbe la perdita di ciò che è umano nell'uomo e, non riconoscendo la sua unicità e la sua trascendenza, potrebbe aprire pericolosamente la porta al suo sfruttamento».

Il testo completo del discorso è consultabile all'indirizzo:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/november/
documents/hf_ben-xvi_spe_20061106_academy-sciences_it.html



21 ottobre 2006 - Muore Arthur R. Peacocke, uno dei pionieri del dialogo fra scienza e religione e fondatore della Society of Ordained Scientists

All'età di 82 anni è mancato Arthur Robert Peacocke. Era nato il 24 novembre 1924 a Watford, vicino Londra. Peacocke è stato uno dei fondatori e promotori del dialogo tra scienza e religione, ministro della Chiesa anglicana e fondatore della Society of Ordained Scientists. Vincitore del premio Templeton nel 2001, è stato professore di Biochimica ad Oxford e poi di Biofisica a Birmingham.

Nonostante nei primi anni della sua carriera si fosse definito "un agnostico tiepido" (a mild agnostic), iniziò a cercare delle risposte che le scienze naturali non erano in grado di fornirgli. Intraprende gli studi di teologia e nel 1960 consegue il diploma in teologia. Ordinato sacerdote della Chiesa d'Inghilterra nel 1971, consegue il baccellierato in teologia presso l'Università di Birmingham e nello stesso anno pubblica Science and the Christian Experiment. Due anni dopo, e fino al 1984, è decano del Clare College di Cambridge. Dal 1985 al 1988 è direttore dello Ian Ramsey Center di Oxford. Nel 1978 aveva tenuto le Bampton Lectures all'Università di Oxford e nel 1992-1993 le Gifford Lectures all'Università di Aberdeen.

Nel 1986 aveva fondato la Society of Ordained Scientists, primo organismo ecumenico ed internazionale con lo scopo di favorire una spiritualità diretta agli uomini di scienza, il cui motto è: "Rappresentare la Chiesa nella scienza e la scienza nella Chiesa".

Tra le sue pubblicazioni più importanti, ricordiamo: Creation and the World of Science (1979); Intimations of Reality: Critical Realism in Science and Religion (1984); Theology for a Scientific Age (1990); God and the New Biology (1994); From DNA to DEAN: Reflections and Explorations of a Priest-Scientist (1996); God and Science: A Quest for Christianity Credibility (1996); Paths from Science Towards God: The End of All Our Exploring (2001).



19 ottobre 2006 - Verona - Benedetto XVI esorta a coniugare fra loro teologia, filosofia e scienze, nel rispetto dei loro metodi, ma nella consapevolezza della loro comune tensione verso la verità.

Rivolgendosi al 4° Convegno ecclesiale di Verona, Benedetto XVI ha nuovamente toccato, in un discorso ampio ed organico, la necessità di tornare a tematizzare la nozione di Logos come fondamento della razionalità e dell'intelligibilità della natura, impiegando anche le aperture filosofiche provenienti dalle scienze. Il cristianesimo, la cui fede è amica della ragione, è sempre chiamato a coniugare la carità con la verità.

Il testo completo del discorso pronunciato da Benedetto XVI può leggersi all'indirizzo

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/october/
documents/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona_it.html

Ne riprendiamo qui i passaggi di maggiore interesse per le tematiche che coinvolgono il ruolo delle scienze naturali:
«L'Italia di oggi si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una tale testimonianza. Profondamente bisognoso, perché partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenuto superfluo anzi estraneo. In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell'uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Si ha così un autentico capovolgimento del punto di partenza di questa cultura, che era una rivendicazione della centralità dell'uomo e della sua libertà. Nella medesima linea, l'etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell'utilitarismo, con l'esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non è difficile vedere come questo tipo di cultura rappresenti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell'umanità: non sia quindi in grado di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa è fortemente presente, oltre a non poter rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita. Perciò questa cultura è contrassegnata da una profonda carenza, ma anche da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza».

[...]

«Come ho scritto nell'Enciclica Deus caritas est, all'inizio dell'essere cristiano - e quindi all'origine della nostra testimonianza di credenti - non c'è una decisione etica o una grande idea, ma l'incontro con la Persona di Gesù Cristo, "che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva" (n. 1). La fecondità di questo incontro si manifesta, in maniera peculiare e creativa, anche nell'attuale contesto umano e culturale, anzitutto in rapporto alla ragione che ha dato vita alle scienze moderne e alle relative tecnologie. Una caratteristica fondamentale di queste ultime è infatti l'impiego sistematico degli strumenti della matematica per poter operare con la natura e mettere al nostro servizio le sue immense energie. La matematica come tale è una creazione della nostra intelligenza: la corrispondenza tra le sue strutture e le strutture reali dell'universo - che è il presupposto di tutti i moderni sviluppi scientifici e tecnologici, già espressamente formulato da Galileo Galilei con la celebre affermazione che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico - suscita la nostra ammirazione e pone una grande domanda. Implica infatti che l'universo stesso sia strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un'unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell'una e dell'altra. Così proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il Logos creatore. Viene capovolta la tendenza a dare il primato all'irrazionale, al caso e alla necessità, a ricondurre ad esso anche la nostra intelligenza e la nostra libertà. Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell'intrinseca unità che le tiene insieme. È questo un compito che sta davanti a noi, un'avventura affascinante nella quale merita spendersi, per dare nuovo slancio alla cultura del nostro tempo e per restituire in essa alla fede cristiana piena cittadinanza. Il "progetto culturale" della Chiesa in Italia è senza dubbio, a tal fine, un'intuizione felice e un contributo assai importante».



16 ottobre 2006 - Città del Vaticano - L’assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, dal 3 al 6 novembre, si occuperà della predicibilità nelle scienze

Predictability in Science: Accuracy and Limitations è il tema scelto dagli accademici per la Assemblea plenaria della Pontificia Accademia che si riunisce ogni due anni e che avrà luogo presso la sede dell'Accademia, la casina Pio IV nei Giardini Vaticani, dal 3 al 6 novembre. Legata ad una delle principali caratteristiche della scienza moderna, la capacità di predire i fenomeni naturali, la sua accuratezza e i suoi limiti, costituisce un tema dai risvolti non solo epistemologici, ma anche etici. Una simile riflessione coinvolge infatti non solo il ruolo dei problemi di indeterminazione e di incompletezza, legati alla complessità, ovvero alla non linearità, della maggioranza dei fenomeni naturali, oppure alla necessità di formalizzarli matematicamente; la predizione dei fenomeni interessa anche la sicurezza delle popolazioni e dei singoli, come nel caso delle catastrofi naturali, delle epidemie o delle proiezioni dei nostri comportamenti dannosi per l'ambiente.
Oltre a quello del suo presidente, Prof. Nicola Cabibbo, sono previsti, fra gli altri, interventi di Werner Arber, coordinatore dei lavori, di Antonino Zichichi, Rafael Vicuña, Robert J. White, Umberto Veronesi, Jean-Michel Maldamé, Michael Heller, Jürgen Mittelstrass, Stanley Jaki. Si parlerà della predicibilità dei sistemi complessi, del riscaldamento della Terra, della prevenzione delle malattie cancerose, di climatologia e di risorse, della filosofia della natura e della scienza adeguate ad affrontare le nozioni di determinismo e di predicibilità.

I lavori sono riservati agli Accademici e agli invitati dalla Cancelleria. Benedetto XVI, già membro della Pontificia Accademia delle Scienze dal novembre del 2000 come card. Joseph Ratzinger, dopo la sua elezione sul soglio Pontificio non ha ancora incontrato gli accademici. I lavori prevedono una udienza per questa prima assemblea plenaria dopo la morte di Giovanni Paolo II.



20 agosto 2006 - George Coyne lascia la direzione della Specola Vaticana. Lo sostituisce José Funes

Padre George Coyne, gesuita, direttore dal 1978 della Specola Vaticana - Vatican Observatory, lascia all'età di 73 anni il suo incarico. Gli succede P. José Gabriel Funes, nato a Cordova (Argentina) nel 1963. La Specola Vaticana, la cui direzione è affidata alla Compagnia di Gesù, è fino a questo momento l'unico Istituto di ricerca scientifica dipendente dalla Santa Sede. Ha assicurato in questi anni una importante presenza istituzionale nel dialogo fra fede e scienza. Sotto la direzione di Padre Coyne, il Vatican Observatory ha potuto realizzare il nuovo Osservatorio Astronomico ad alta tecnologia, il VATT, locato sul Monte Graham in Arizona e promuovere numerosi importanti convegni interdisciplinari, in dialogo con filosofi e teologi.
José Funes è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1985. Sacerdote dal 1995, ha ottenuto il dottorato in Astronomia a Padova nel 2000. È entrato a far parte dello staff del Vatican Observatory nel marzo del 2000. Si occupa di ricerche sulla composizione e la struttura dei dischi galattici.
A norma degli Statuti della Pontificia Accademia delle Scienze, riformati da Giovanni Paolo II, il direttore della Specola Vaticana è, per motivi del suo incarico, membro di tale Accademia.



23 luglio 2006 - Inaugurata a Gerusalemme l’esposizione permanente “Chi è l’Uomo della Sacra Sindone?”

Presso l'Istituto Pontificio Notre Dame di Gerusalemme è stata inaugurata dal Nunzio apostolico in Israele e Delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina, Arcivescovo Antonio Franco, la mostra permanente intitolata "Chi è l'Uomo della Sacra Sindone?". Nell'ambito della presentazione, cui hanno preso parte, oltre a rappresentanti del mondo diplomatico, anche vari rappresentanti di chiese cristiane dando così una dimensione ecumenica all'evento, sono state tenute due lezioni magistrali da parte dei proff. Bruno Bárberis (Direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino) e Avinoam Danin (esperto di Botanica dell'Università Ebraica di Gerusalemme)
Gli elementi fondamentali della mostra consistono in una copia digitalizzata della Sacra Sindone come si trova a Torino e in una scultura bronzea, opera di L. Matttei, che, unica nel suo genere, cerca di ricostruire in tre dimensioni il corpo dell'uomo della Sacra Sindone, mostrando l'intero corpo impresso nel lenzuolo.
Nel discorso di apertura il Direttore del progetto, padre Héctor Guerra, L.C., ha ricordato come la sacra Sindone mostri le sofferenze e le torture patite da Gesù di Nazareth in modo sorprendentemente simile al racconto del profeta Isaia e a quanto è narrato nei Vangeli. La finalità principale dell'esposizione - collocata tra l'altro molto vicino al Santo Sepolcro (di fronte alla Porta Nuova) - è proprio quella di favorire la riflessione dei migliaia di pellegrini in visita a Gerusalemme e la valorizzazione delle sofferenze di Cristo.



21 giugno 2006 - Roma - Nominati due nuovi membri ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze

CITTA' DEL VATICANO, 21 giugno 2006. Il Santo Padre ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze:

Theodor Wolfgang Hänsch, Professore di Fisica all'Università Ludwig-Maximilians, Monaco di Baviera e Direttore del "Max-Planck-Institut für Quantenoptik", Garching (Repubblica Federale di Germania).

Edward Witten, Professore di Fisica all'"Institute for Advanced Study", Princeton, New Jersey (Stati Uniti d'America).

I nuovi membri dell'Accademia sono eletti dal corpo degli Accademici, scelti fra uomini e donne di ogni razza e religione in base all'alto valore scientifico delle attività svolte e al loro profilo morale; essi vengono poi nominati ufficialmente dal romano Pontefice. L'Accademia è governata da un Presidente, nominato tra i suoi membri dal Papa, assistito da un Consiglio scientifico e da un Cancelliere. Inizialmente costituita da 80 Accademici, di cui 70 nominati a vita, nel 1986 Giovanni Paolo II ha portato ad 80 il numero dei membri vitalizi, ai quali si affiancano un numero limitato di Accademici Onorari, scelti tra personalità altamente benemerite, ed altri che lo sono per motivo del loro incarico: fra questi ultimi, il Cancelliere, il Direttore della Specola Vaticana, il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e il Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano.



13 giugno 2006 - Reso noto a Roma il testo del nuovo Manifesto dell’Associazione “Scienza e Vita”

Il 13 giugno 2006 è stato presentato a Roma il nuovo manifesto dell'Associazione "Scienza e Vita", associazione nata nel dicembre 2005, erede dell'omonimo comitato referendario, presieduta da Bruno Dallapiccola e Maria Luisa Di Pietro. Il manifesto presenta le linee programmatiche che guideranno l'attività dell'associazione impegnata nella tutela della vita e a promuovere una ricerca scientifica che rispetti in ogni suo aspetto e circostanza i diritti di ogni persona umana.

Riportiamo qui di seguito il testo del Manifesto.

Associazione "Scienza e Vita" - Il Manifesto

1. Solo la tutela e la promozione della vita garantiscono il pieno rispetto dei diritti di ogni essere umano. Solo una scienza al servizio di ogni essere umano è al sicuro da qualsiasi tentazione di onnipotenza. Solo l'alleanza tra scienza e vita offre il fondamento stabile e oggettivo per una società capace di porre al proprio centro - anche nel futuro - la dignità intrinseca ad ogni essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, e in particolare quand'è più vulnerabile: all'inizio e alla fine del ciclo vitale, come anche nella malattia, nella debolezza e nella disabilità.

2. Questi sono i princìpi dell'Associazione Scienza & Vita, aperti a chiunque li voglia condividere all'interno di un impegno culturale e di un metodo di dialogo senza pregiudizi, frutto - tra l'altro - dell'esperienza maturata durante la preparazione ai referendum del giugno 2005 sulla legge 40, la norma che regolamenta la fecondazione artificiale in Italia. Nei mesi che hanno preceduto la consultazione popolare l'allora Comitato Scienza & Vita, la cui eredità viene oggi interamente raccolta dall'Associazione che ne riprende anche il nome, aveva posto come architrave della propria capillare azione la necessità di rendere gli Italiani consapevoli dell'importanza che in misura crescente segna le grandi sfide nel campo della bioetica e della biogiuridica. Sfide così significative per la sorte dell'umanità da interrogare la coscienza di tutti e da non potere essere risolte solo sulla base della praticabilità tecnica.

3. Ad incoraggiare l'Associazione Scienza & Vita c'è la consapevolezza, cresciuta nel corso di numerosissimi incontri nelle città, nei quartieri, nelle università, nelle scuole, nei centri culturali e in altri luoghi di aggregazione, che i grandi temi che riguardano la natura e la dignità intrinseca di ogni essere umano - quella che viene oggi definita "questione antropologica" - sono in grado di appassionare l'opinione pubblica e di renderla consapevole e partecipe quando vengono presentati in modo trasparente e non ideologico. Su concetti di "scienza" e "vita" così intesi è possibile promuovere la riflessione e il dialogo, aiutando a prendere coscienza di ciò che la ricerca di base e la pratica clinica, così come la biologia e la chimica, la genetica e la bioingegneria sono in grado di realizzare, e nello stesso tempo evidenziare quei limiti che non possono essere oltrepassati senza ledere i capisaldi fondamentali della nostra comune natura umana.

4. Il sapere e il saper fare, da soli, non bastano: occorre mettere entrambi a disposizione dell'uomo. Perchè questo accada è indispensabile che anche la scienza si confronti con la società, si comporti in modo responsabile in relazione al nostro futuro, si lasci interpellare e - se è il caso - anche criticare e correggere, al fine di rispondere e di servire con umiltà una società che le si affida con crescente fiducia ma che le chiede anche di non sottrarsi all'attenta vigilanza dell'etica e dei diritti umani. La scienza può difendere e promuovere la vita di ogni essere umano in tutte le sue manifestazioni se ne riconosce il primato e l'intangibile dignità. Diversamente si presta ad abusi e manipolazioni che vanno contro la vera libertà e il rispetto al quale ciascun essere umano ha diritto.

5. Per questo l'Associazione Scienza & Vita, alla quale aderiscono donne e uomini di varie ispirazioni ideali, promuove l'autentica ricerca per la vita e la incoraggia, impegnandosi nel contempo a dedicare ogni sua energia a una formazione sempre più diffusa sui temi della bioetica. A questo appassionante progetto, l'Associazione Scienza & Vita spera di conquistare quanti - pur provenendo da aree culturali diverse - sono persuasi del dovere di tutelare, da un lato, la vita e la dignità di ogni essere umano dal concepimento alla morte, dall'altro la dignità di una scienza che sia veramente a servizio dell'umanità. Perchè questo accada occorre una costante e incisiva attività culturale, da svolgere anche attraverso i mass media. E' questo l'impegno che si propone l'Associazione Scienza & Vita, insieme a tutti coloro che condividono questo manifesto.

I Presidenti

Prof. Bruno Dallapiccola

Ordinario di Genetica Medica

Università La Sapienza, Roma

Prof.ssa Maria Luisa di Pietro

Associato di Bioetica



11 giugno 2006 - Lo scienziato F. Collins, Direttore del Progetto Genoma Umano, dichiara: “Vedo la mano di Dio nell’evoluzione”

Francis Collins, 57 anni, direttore del US National Research Human Genome Institute, nell'annunciare l'uscita e l'argomento del suo libro "The Language of God" il prossimo settembre, ha dichiarato al Sunday Times (UK) che la ricerca scientifica non solo non crea conflitti con la fede ma al contrario, porta l'uomo più vicino a Dio, tanto che nel suo caso scoprire il genoma umano gli ha permesso di "dare un'occhiata alle opere di Dio".

Il fatto che tra scienza e religione vi debba essere conflitto, argomento del suo libro, secondo lo scienziato, ateo fino a 27 anni, è frutto di un'impressione sbagliata e costituisce una grande tragedia dei nostri tempi. Nel guidare il gruppo di scienziati che ha decifrato il genoma umano, Collins ha raccontato di aver vissuto un momento di grande eccitazione scientifica per il successo del progetto e per aver trovato quello che cercava da lungo tempo. Allo stesso tempo, "è stato anche un momento in cui in definitiva ho sentito una vicinanza con il Creatore, in quanto avevo intuito qualcosa che nessun uomo aveva mai saputo prima, ma che Dio invece sapeva da sempre". "Io vedo la mano di Dio - ha affermato ancora Collins - al lavoro nel meccanismo dell'evoluzione. Se Dio ha scelto di creare gli esseri umani a sua immagine e ha deciso che il meccanismo dell'evoluzione era un metodo elegante per raggiungere lo scopo, chi siamo noi per dire che non è quello il modo?"

La scienza - ha spiegato ancora lo scienziato - non può essere usata per negare l'esistenza di Dio, perché la scienza è confinata nel mondo "naturale". Allo stesso modo, i miracoli non sono in contrasto con essa, poiché, se riconosciamo l'esistenza di Dio o di una forza soprannaturale, allora non è un problema di logica ammettere che sia possibile che dal soprannaturale si influisca sul piano naturale.

Il testo originale dell'articolo al Sunday Times può consultarsi all'indirizzo www.timesonline.co.uk



1 giugno 2006 - Può l'istruzione universitaria promuovere e sviluppare la dimensione spirituale degli studenti? I risultati di un'indagine dell'UCLA (California)

Secondo i risultati di un'inchiesta svolta dall'istituto HERI ( Higher Education Research Institute ) presso l'università UCLA (California - USA; http://www.spirituality.ucla.edu ) sotto la guida di Alexander W. Astin, fondatore e direttore dell'HERI, l'81% del corpo docente di college e università dichiara di avere una dimensione spirituale, più di due terzi sta cercando attivamente opportunità di crescita spirituale e considera che "sviluppare una filosofia di vita con uno scopo" sia un obiettivo "molto importante" o "essenziale" nella vita di ciascuno.

L'indagine, realizzata su 40.670 docenti di facoltà universitarie e su 421 tra college e università, pubblicata sulla newsletter della John Templeton Foundation "Milestones" ( http://www.templeton.org/milestones/ ), si articola sulle seguenti domande:

  • Quale ruolo dovrebbe avere il corpo docente che crede nella dimensione spirituale nell'esperienza di studio universitario? Le credenze dovrebbero dipendere o variare in base alla razza, al sesso e alla disciplina accademica dei singoli docenti?
  • Fino a che punto il corpo docente si considera come potenziale promotore dello sviluppo della dimensione spirituale e religiosa degli studenti?
  • Fino dove i docenti stimolano gli studenti a prendere parte ad attività curriculari che possano stimolare una loro crescita profonda, attraverso letture riflessive, servizi di stampa e per la collettività?
  • Quanti docenti percepiscono la propria dimensione spirituale? Quanti ricercano opportunità o seguono attività per la loro crescita spirituale?
  • Il corpo docente è in grado di mantenere un equilibrio tra la vita personale e professionale? Fino a che punto percepiscono una congruenza o divergenza tra i valori personali e quelli istituzionali?

I docenti sono divisi su quale ruolo la dimensione spirituale debba giocare nei college e nelle università, sulla questione se sia una priorità lo sviluppo della dimensione spirituale degli studenti universitari e su quale priorità debba essere data alla vita spirituale dei docenti delle università. La maggioranza dei docenti pensa che la propria vita spirituale trovi spazio in università; solo il 33% pensa che i college debbano essere coinvolti nel promuovere lo sviluppo della dimensione spirituale degli studenti. Più della metà degli intervistati crede che siano obiettivi "essenziali" o "molto importanti" nella formazione universitaria degli studenti, ad esempio, "accrescere la capacità di autoriflessione degli studenti" (60%), "sviluppare una dimensione morale" (50%), "aiutare gli studenti a sviluppare valori personali" (53%). Il 40% dei professori di discipline mediche e umanistiche concorda sul fatto che i college dovrebbero avere un ruolo nel promuovere la dimensione spirituale degli studenti, mentre la pensa così solo il 22% - 25% dei professori di area scientifica e di scienze sociali. Vi sono, inoltre, distinzioni in base al tipo di istituzione: nei college cattolici la percentuale è intorno al 62%, in quelli di altre confessioni religiose sale fino al 68%, mentre scende al 23% nei college pubblici e al 18% nelle università pubbliche.

Pur alla luce della variegata composizione delle risposte, pare logico affermare che la domanda di spiritualità resta alta anche nei luoghi della ricerca razionale, forse a prova che vita dello spirito e irrazionalità non sono sinonimi.



10 maggio 2006 - Assegnato all'editore Morcelliana il Premio "Alassio 100 libri - Un editore per l'Europa"

La casa editrice Morcelliana si è distinta lungo questi decenni per la sua attenzione al rapporto fra fede e ragione, proponendo opere di studiosi, italiani e stranieri, destinate a restare importanti punti di riferimento.

L'ottava edizione del Premio nazionale "Alassio 100 libri - Un editore per l'Europa" è stato assegnato all'unanimità alla casa editrice Morcelliana dalla giuria presieduta da G. Vigni e composta da A. Cadioli, E. Ferrero, A. Gandini, e A. Torno. La cerimonia di assegnazione del premio si terrà ad Alassio (SV), il 2 settembre 2006.

Il premio è stato conferito a Morcelliana, fondata a Brescia nel 1925 da un gruppo di giovani cattolici, F austo Minelli, Alessandro Capretti, Mario Bendiscioli, Giulio Bevilacqua, Gian Battista Montini (il futuro Paolo VI) , con la seguente motivazione: per "la ricchezza e il rigore della proposta editoriale nel promuovere la cultura cattolica in un continuo dialogo con le altre religioni; per l'impegno con cui attraverso i libri e le riviste, in particolare "Humanitas", ha fatto conoscere in Italia le opere di grandi figure della filosofia, della teologia e della spiritualità del Novecento, da Romano Guardini a Jacques Maritain, da Karl Rahner a Paul Ricoeur; per l'alto contributo di conoscenza e di studio dato in molteplici ambiti della storia e della Chiesa e del movimento cattolico, dell'esegesi biblica e della letteratura cristiana antica; per l'intelligente apertura con cui la casa editrice ha saputo nel corso degli anni rinnovare la propria tradizione, conservandone lo spirito".



23 marzo 2006 - Diffuso il Comunicato finale del Congresso “L’embrione umano nella fase del preimpianto” organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita

XII ASSEMBLEA GENERALE della PONTIFICIA ACADEMIA PRO VITA

DICHIARAZIONE FINALE del CONGRESSO INTERNAZIONALE

"L'EMBRIONE UMANO NELLA FASE DEL PREIMPIANTO"

Città del Vaticano, 23 marzo 2006

1. A nessuno sfugge come gran parte del dibattito bioetico contemporaneo, soprattutto in questi ultimi anni, si sia concentrato attorno alla realtà dell'embrione umano, sia egli considerato in se stesso oppure in relazione all'agire degli altri esseri umani nei suoi confronti; ciò si spiega bene dal momento che le molteplici implicazioni (scientifiche, filosofiche, etiche, religiose, legislative, economiche, ideologiche, ecc.) legate a questi ambiti inevitabilmente finiscono per catalizzare differenti interessi, oltre che attirare l'attenzione di chi è alla ricerca di un agire etico autentico. Diventa perciò ineludibile affrontare un quesito di fondo: " Chi o cosa è l'embrione umano?", per poter derivare da una risposta fondata e coerente a tale domanda criteri d'azione che siano pienamente rispettosi della verità integrale dell'embrione stesso.

A tal fine, secondo una corretta metodologia bioetica, è necessario innanzitutto volgere lo sguardo ai dati che la più aggiornata scienza mette oggi a nostra disposizione, consentendoci di conoscere in gran dettaglio i diversi processi attraverso i quali un nuovo essere umano inizia la sua esistenza. Tali dati dovranno poi essere sottoposti all'interpretazione antropologica, al fine di evidenziarne i significati ed i valori emergenti, ai quali, infine, fare riferimento per derivare le norme morali dell'agire concreto, della prassi operativa.

2. Alla luce, dunque, delle acquisizioni più recenti dell'embriologia è possibile fissare alcuni punti essenziali universalmente riconosciuti:

a) Il momento che segna l'inizio della esistenza di un nuovo "essere umano" è rappresentato dalla penetrazione dello spermatozoo nell'ovocita. La fecondazione induce tutta una serie di eventi articolati e trasforma la cellula uovo in "zigote". Nella specie umana entrano all'interno dell'ovocita il nucleo dello spermatozoo (compreso nella testa) e un centriolo (il quale avrà un ruolo determinante nella formazione del fuso mitotico all'atto della prima divisione cellulare); la membrana plasmatica resta all'esterno. Il nucleo maschile subisce profonde modificazioni biochimiche e strutturali che dipendono dal citoplasma ovulare e che vanno a predisporre la funzione che il genoma maschile inizierà subito a svolgere. Si assiste infatti alla decondensazione della cromatina (indotta da fattori sintetizzati nelle ultime fasi dell'ovogenesi) che rende possibile la trascrizione dei geni paterni. L'ovocita, dopo l'ingresso dello spermatozoo, completa la sua seconda divisione meiotica ed espelle il secondo globulo polare, riducendo il suo genoma ad un numero aploide di cromosomi al fine di ricostituire insieme ai cromosomi portati dal nucleo maschile il cariotipo caratteristico della specie. Al tempo stesso esso va incontro ad una "attivazione" dal punto di vista metabolico in vista della prima mitosi. E‚ sempre l'ambiente citoplasmatico dell‚ovocita ad indurre il centriolo dello spermatozoo a duplicarsi, costituendo così il centrosoma dello zigote. Tale centrosoma si duplica in vista della costituzione dei microtubuli che comporranno il fuso mitotico. I due set cromosomici trovano il fuso mitotico già formato e si dispongono all'equatore in posizione di metafase. Seguono le altre fasi della mitosi ed alla fine il citoplasma si divide e lo zigote dà vita ai primi due blastomeri. L'attivazione del genoma embrionale è probabilmente un processo graduale. Nell'embrione unicellulare umano sono già attivi 7 geni, altri sono espressi nel passaggio dallo stadio di zigote a quello a due cellule.

b) La biologia, e più in particolare l'embriologia, forniscono la documentazione di una definita direzione di sviluppo : ciò significa che il processo è "orientato" nel tempo nella direzione di una progressiva differenziazione e acquisizione di complessità e non può regredire su stadi già percorsi.

c) Un ulteriore punto acquisito con le primissime fasi di sviluppo è quello dell'" autonomia" del nuovo essere nel processo di autoduplicazione del materiale genetico.

d) Strettamente correlate alla proprietà della "continuità" sono anche le caratteristiche di " gradualità " (il passaggio necessitato nel tempo da uno stadio meno differenziato a quello più differenziato) e di "coordinazione" dello sviluppo (esistenza di meccanismi che regolano in un insieme unitario il processo di sviluppo). Queste proprietà, all'inizio quasi trascurate nel dibattito bioetica, vengono sempre più considerate importanti in epoca recente, a motivo delle progressive acquisizioni che la ricerca offre sulla dinamica dello sviluppo embrionale anche allo stadio di "morula" che precede la formazione della blastocisti. L'insieme di queste tendenze costituisce la base per interpretare lo zigote già come un "organismo" primordiale (organismo monocellulare) che esprime coerentemente le sue potenzialità di sviluppo attraverso una continua integrazione dapprima fra i vari componenti interni e poi fra le cellule cui dà progressivamente luogo. L'integrazione è sia morfologica che biochimica. Le ricerche in corso già da qualche anno non fanno che apportare ulteriori "prove" di queste realtà.

3. Tali acquisizioni della moderna embriologia necessitano di essere sottoposte al vaglio dell'interpretazione filosofico-antropologica per poter cogliere la preziosità valoriale che ogni essere umano, pur allo stadio embrionale, porta con sé ed esprime. Si tratta, dunque, di affrontare la questione basilare dello status morale dell'embrione.

È noto come, tra le varie proposte ermeneutiche presenti nel dibattito bioetico attuale, siano stati indicati diversi momenti dello sviluppo embrionale umano a cui legare l'attribuzione di un suo status morale, accampando spesso ragioni fondate su criteri "estrinseci" (partendo cioè da fattori esterni all'embrione stesso). Ma tale modo di procedere non risulta essere idoneo ad identificare realmente lo status morale dell'embrione, dal momento che ogni possibile giudizio finisce per basarsi su elementi del tutto convenzionali ed arbitrari.

Per poter formulare un giudizio più oggettivo sulla realtà dell'embrione umano e dedurne, quindi, delle indicazioni etiche, bisogna piuttosto prendere in considerazione dei criteri "intrinseci" all'embrione stesso, a cominciare proprio dai dati che la conoscenza scientifica mette a nostra disposizione. A partire da essi, si può asserire che l'embrione umano nella fase del preimpianto è: a) un essere della specie umana; b) un essere individuale; c) un essere che possiede in sé la finalità di svilupparsi in quanto persona umana ed insieme la capacità intrinseca di operare tale sviluppo. Da tutto ciò si può concludere che l'embrione umano nella fase del preimpianto sia già realmente una "persona"? È ovvio che, trattandosi di un'interpretazione filosofica, la risposta a tale interrogativo non sia di "fede definita" e rimanga aperta, in ogni caso, ad ulteriori considerazioni.

Tuttavia, proprio a partire dai dati biologici disponibili, riteniamo non esservi alcuna ragione significativa che porti a negare l'essere persona dell'embrione, già in questa fase. Naturalmente, ciò presuppone un'interpretazione del concetto di persona di tipo sostanziale, riferita cioè alla stessa natura umana in quanto tale, ricca di potenzialità che si esprimeranno lungo tutto lo sviluppo embrionale e anche dopo la nascita. A supporto di tale posizione, va osservato come la teoria dell'animazione immediata, applicata ad ogni essere umano che viene all'esistenza, si mostri pienamente coerente con la sua realtà biologica (oltre che in "sostanziale" continuità col pensiero della Tradizione). "Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo" recita il Salmo ( Sal 139,13-14), riferendosi all'intervento diretto di Dio nella creazione dell'anima di ogni nuovo essere umano.

Dal punto di vista morale, poi, al di là di ogni considerazione sulla personalità dell'embrione umano, il semplice fatto di essere in presenza di un essere umano (e sarebbe sufficiente persino il dubbio di trovarsi alla sua presenza) esige nei suoi confronti il pieno rispetto della sua integrità e dignità: ogni comportamento che in qualche modo possa costituire una minaccia o un'offesa per i suoi diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita, è da considerarsi come gravemente immorale.

In conclusione, desideriamo fare nostre le parole che il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato nel suo indirizzo al nostro Congresso : "L'amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza ( Gn 1,26). Non fa differenza perché in tutti ravvisa riflesso il volto del suo Figlio Unigenito, in cui "ci ha scelti prima della creazione del mondo, ... predestinandoci a essere suoi figli adottivi ... secondo il beneplacito della sua volontà" ( Ef 1,4-6)". (Benedetto XVI, Ai partecipanti all'assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita e al Congresso internazionale "'L'embrione umano nella fase del preimpianto ", 27/2/2006).

Fonte: Servizio Internazionale di Informazione Zenit: ZI06032813



21 marzo 2006 - L’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, convocata per il 27-28 marzo, avrà come tema la “Via pulchritudinis”, ovvero la bellezza nella natura, nell’arte e nella santità cristiana

CITTA' DEL VATICANO, 21 marzo 2006. La "Via pulchritudinis", la bellezza intesa come cammino di evangelizzazione e di dialogo sarà quest'anno il tema dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura che si terrà il 27 e 28 marzo prossimi.

In un Comunicato del Dicastero si legge: «Accanto alle tradizionali prove dell'esistenza di Dio, le cinque 'vie', negli ultimi tempi si è affermato sempre più il "pulchrum" come modo di arrivare a Dio, somma bellezza, e per trasmetter agli uomini qualcosa della vita di Dio, sia attraverso il fascino della natura che attraverso la creazione artistica». E ancora: «In un tempo che diffida delle verità forti e che mette in dubbio l'esistenza di un bene universale, la bellezza può apparire come luogo di incontro tra uomini di culture diverse, come una prima tappa nel cammino che conduce alla riscoperta del "verum" e del "bonum"».

L'Assemblea che conta la partecipazione di Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e laici provenienti dai cinque continenti si articolerà attorno a tre grandi questioni: la bellezza della natura, la bellezza dell'arte, la bellezza della santità cristiana. Partendo dalle fondamenta di un'estetica teologica, sulla scia dei grandi pensatori del XX secolo, si esamineranno le grandi sfide della Chiesa in questo inizio di secolo: le minacce di un nuovo laicismo e dell'indifferenza religiosa; il miraggio della bellezza nelle sette e nei nuovi movimenti religiosi; la contemplazione del creato e i nuovi dibattiti attorno all'evoluzione e alla salvaguardia della natura; lo sfruttamento del patrimonio artistico cristiano in vista di una nuova evangelizzazione; la bellezza della liturgia e la santità.

Fonte: Vatican Information Service - VIS 060321 (270)



15 marzo 2006 - John Barrow vince il Premio Templeton 2006

John D. Barrow ha vinto il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2006. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion, e ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio ammonta a circa un milione e mezzo di dollari (795.000 sterline).

Il vincitore del premio è un astrofisico, cosmologo e divulgatore scientifico. Professore di Scienze matematiche al Dipartimento di Matematica e Fisica Teorica all'Università di Cambridge, è stato professore di Astronomia all'Università del Sussex e poi titolare della cattedra di Astronomia a Gresham. È inoltre direttore del Millennium Mathematics Project (iniziativa per diffondere e far apprezzare la matematica). Dal 2003 è membro della Royal Society. John Barrow ha tenuto le Gifford lectures all'Università di Glasgow (1989).

Noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di divulgatore, nei suoi libri (tradotti in 27 lingue) esplora molti aspetti delle principali implicazioni storiche, filosofiche e culturali dell'astronomia, della fisica e della matematica. La sua opera teatrale, Infinities è stata messa in scena alla Scala di Milano nella primavera del 2002 e poi nel 2003 al festival di Valencia, in lingua spagnola.

A John Barrow si deve la prima trattazione sistematica del Principio Antropico (di cui si può vedere una specifica voce su questo Portale web), risalente al 1986, anno della pubblicazione con Frank Tipler dell'opera The Anthropic Cosmological Principle, con la quale si forniscono evidenze che le condizioni necessarie per lo sviluppo della vita nell'universo sono legate alla struttura fisico-chimica dell'universo stesso, fin dall'inizio della sua evoluzione cosmica.

Fra le sue principali pubblicazioni tradotte in lingua italiana, ricordiamo:

La mano sinistra della creazione (in collab. con J. Silk), Mondadori, Milano 1985; Il mondo dentro il mondo, Adelphi Milano 1991; Teorie del tutto, Adelphi, Milano 1992; La luna nel pozzo cosmico, Adelphi Milano 1994; L'universo come opera d'arte, Rizzoli, Milano 1997; Impossibilità, Rizzoli, Milano 1998; Dall'io al cosmo. Arte, scienza, filosofia, R. Cortina, Milano 2000; Le origini dell'universo , Rizzoli, Milano 2001; Da zero a infinito, la grande storia del nulla, Mondadori, Milano 2002; Il Principio Antropico (in collab. con F. Tipler), Adelphi, Milano 2003; I numeri dell'universo. Le costanti di natura e la teoria del tutto, Mondadori, Milano 2003; Perché il mondo è matematico? , Collana Economica Laterza, Bari 2004; L'infinito. Breve guida ai confini dello spazio e del tempo, Mondatori, Milano 2005

Il lettore interessato può consultare il contenuto di alcune opere di John Barrow nella Bibliografia Tematica "Riflessioni filosofiche di uomini di scienza" su questo Portale.

Con la cifra assegnata annualmente con questo premio, il suo Fondatore, sir John Templeton, aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di John Barrow, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, C.H. Townes (2005), George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Barrow riceverà il premio dal Duca di Edimburgo durante una cerimonia privata a Buckingham Palace. Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che la nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.

© 2006 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



26 febbraio 2006 - Assegnato al fisico Ugo Amaldi la prima edizione del premio “Renata Borlone”

Loppiano (Incisa in Val d'Arno - FI) - É stato conferito oggi al fisico Ugo Amaldi, la prima edizione del Premio "Renata Borlone, donna in dialogo" 2006.

Amaldi (n.1934, Roma) è attualmente professore di Fisica Medica all'università di Milano- Bicocca, dopo aver insegnato a Roma, Firenze e Milano, già ricercatore per 15 anni presso il Laboratorio di Fisica dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma (IIS) e dirigente di ricerca del CERN di Ginevra dal 1973 nel campo delle particelle subatomiche e delle forze fondamentali e, in particolare, del problema della loro unificazione. Ha fondato nel 1980, dirigendola fino al 1993, la collaborazione DELPHI, costituita da circa cinquecento fisici, che ha costruito il rivelatore omonimo per la raccolta di dati presso il LEP del CERN dal 1989 al 2000. Nel 1991 ha lanciato il Progetto Adroterapia seguito nel 1992 dalla creazione della Fondazione TERA per diffondere in Italia e all'estero questa innovativa tecnica di radioterapia. A Pavia è attualmente in costruzione il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, per il trattamento dei tumori radio-resistenti (i primi pazienti verranno trattati a partire dal 2008). Il prof. Amaldi, è Doctor honoris causa presso l'università di Lione, Helsinki, di Valencia e di Uppsala, è membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze e dell'Accademia delle Scienze di Torino. Ha ricevuto nel 1995 il "premio Pontecorvo" e nel 1997 è stato insignito dell'Ordine dell'Amicizia della Russia. Nel 2005 è stato nominato membro onorario dell'Associazione Italiana Fisica in Medicina.

Il premio è stato istituto nel 2005, in occasione del XV anniversario della morte di Renata Borlone, dall'Associazione "Renata Borlone" come riconoscimento per il dialogo tra popoli e culture, in collaborazione con il Centro Studi del Movimento dei Focolari Comunità San Leolino e con il patrocinio dei Comuni di Incisa Valdarno (FI) e Civitavecchia (Roma).

Renata Borlone (Civitavecchia, 1930 - Loppiano,1990), il cui processo di canonizzazione è stato aperto nel 2003, è stata co-responsabile della Cittadella di Loppiano dal 1976 fino alla sua morte, cittadella che conta oggi circa 900 abitanti provenienti dai cinque continenti, e che, per la sua caratteristica di internazionalità, è oggi un luogo privilegiato per il dialogo fra popoli e culture. Fin da giovanissima, iscritta alla facoltà di chimica a " La Sapienza " di Roma, è stata sempre grande appassionata di scienza. Nel 1949 conosce il Movimento dei Focolari e la sua fondatrice Chiara Lubich, e per tutta la vita è forte sostenitrice del fatto che la scienza può essere uno straordinario strumento per l'unità della famiglia umana.

Nell'ambito della cerimonia del conferimento del premio avrà luogo una tavola rotonda dal titolo "Scienza e fede in dialogo. Percorsi della cultura dell'unità" alla quale interverranno, oltre al prof. Amaldi, il prof. Thomas Norris della Commissione Teologica Internazionale e il prof. Sergio Rondinara dell'Università Pontificia Salesiana. Nel pomeriggio vi sarà la lezione pubblica del prof. Amaldi intitolata "Una scienza, due trascendenze, molte applicazioni".

La motivazione che ha portato all'assegnazione del premio al prof. Amaldi è stata "per aver custodito e coltivato in sé, durante la sua carriera scientifica nel campo della fisica delle particelle, la tensione al trascendente che caratterizza ogni autentico sapere, per aver curato sempre con grande impegno la formazione scientifica e morale delle giovani generazioni e per aver utilizzato le sue preziose conoscenze nell'ambito della fisica medica a beneficio di molti uomini e molte donne".



23 febbraio 2006 - Un panel internazionale di scienziati dichiara: "Se gli scienziati abbandonano la riflessione metafisica e spirituale si escludono dalla società"

In un lettera, pubblicata sul quotidiano francese "Le Monde" il 23 febbraio 2006, riportata, tradotta in lingua inglese, sul sito Christians in Science ( http://www.cis.org.uk ), quindici scienziati delle più diverse aree di ricerca scientifica e formazione culturale, tra i quali Freeman Dyson, Bernard D'Espagnat, Mario Molina, e Charles H. Townes, hanno dichiarato che non solo "è legittimo ma bensì necessario riflettere, a posteriori, sulle implicazioni filosofiche, etiche e metafisiche delle scoperte e delle teorie scientifiche" dopo aver premesso che "le correnti di pensiero filosofiche e metafisiche non dovrebbero, a priori, interferire nella pratica ordinaria della scienza".

L'articolo è stato suscitato dall'acceso dibattito, ormai in corso da molti mesi, negli Stati Uniti e in Europa, tra creazionisti ed evoluzionisti, causa di non poche confusioni e ambiguità sia sul piano filosofico-religioso sia su quello scientifico. Il Manifesto mette in luce gli errori più grossolani emersi nel trattare questo tema e sottolinea i rischi presenti nella trasmissione sui media di informazioni non corrette.

La dichiarazione degli scienziati si conclude con l'auspicio di una maggiore attenzione e chiarezza da parte dei mass-media (in particolare francesi) ad affrontare e presentare tali argomenti, nel rispetto delle opinioni e delle tesi sostenute dagli studiosi coinvolti, tesi da considerare sulla base dell'effettiva correttezza scientifica e argomentativa. Allo stesso tempo, gli scienziati che hanno sottoscritto l'articolo colgono l'occasione per esortare le fonti d'informazione a continuare ad interessarsi alla ricchezza dei dibattiti attuali sulle implicazioni filosofiche e metafisiche delle scoperte effettuate nel XX secolo, dibattiti che investono il ruolo degli scienziati stessi nella società contemporanea.

L'articolo è scaricabile (come file .pdf) sul sito web http://www.cis.org.uk .



7 febbraio 2006 - La Pontificia Accademia per la Vita annuncia la convocazione di un Congresso su “L'embrione umano nella fase del preimpianto”

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2006. Il 27 e 28 febbraio prossimo, la Pontificia Accademia per la Vita terrà nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, un Congresso Internazionale su "L'embrione umano nella fase del preimpianto: aspetti scientifici e considerazioni bioetiche", a cui seguirà, il 1° marzo, la XII Assemblea Generale della medesima Pontificia Accademia.

Ad aprire i lavori del Congresso sarà il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia ed il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, svolgerà la prolusione sul tema: "La cultura della morte contro la cultura della vita nell'insegnamento della 'Evangelium vitae'".

Nelle tre sessioni del Congresso saranno esaminati problemi quali lo sviluppo dell'embrione preimpiantatorio, la diagnosi prenatale e preimpiantatoria, lo statuto bio-antropologico dell'embrione pre-impiantatorio. Infine, il pomeriggio del 28 febbraio avrà luogo una tavola rotonda sull'interrogativo "L'embrione è persona?".

Fonte: Vatican Information Service VIS 060207 (160)



4 febbraio 2006 - Assegnati gli ESSSAT Prizes 2006

La società ESSSAT (European Society for the Study of Science and Theology), presieduta da Willem B. Drees (University of Leiden) e composta da scienziati, filosofi, storici e teologi, ha assegnato i premi che conferisce ogni due anni. I premi verranno consegnati ai tre vincitori, in tre rispettive categorie, in occasione dell'Eleventh European Conference on Science and Theology, che si terrà a Iasi, Romania, dal 5 al 10 aprile 2006.

L'ESSSAT Communication Prize è stato attribuito a Mr. Kresimir Cerovac della radio croata per i programmi su religione e scienza. Ogni mese, dal 1988, la radio cattolica croata ha trasmesso programmi su scienza e teologia e sugli sviluppi della scienza che presentano sfide etiche. Le tematiche trattate vanno dall'evoluzione all'ecologia, dalla clonazione all'intelligenza artificiale. L'ESSSAT Communication Prize, del valore di 1500 Euro, è sponsorizzato dalla Counterbalance Foundation.

L'ESSSAT Research Prize è stato attribuito Anne Runehov (Uppsala, Svezia) per una tesi di ricerca sul rapporto fra fisiologia del cervello ed esperienza mistica. Infine, il terzo premio, l'ESSSAT Student Prize è stato attribuito ad Andreas Losch (Germany) per un articolo sugli aspetti oggettivo e personale della conoscenza.



26 gennaio 2006 - La CEI istituisce il 1° settembre come “Giornata per la salvaguardia e la difesa del creato”

Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, riunitosi a Roma dal 23 al 26 gennaio 2006 ha deciso di istituire una "Giornata per la salvaguardia e la difesa del creato". Alla giornata, che dovrà essere celebrata in sintonia con altre Chiese e Comunità ecclesiali europee, è stata assegnata la data del 1° settembre, lasciando al livello locale la possibilità di sviluppare le relative iniziative lungo tutto il mese. La scelta della CEI intende sottolineare l'importanza che la "questione ecologica" ricopre oggi, con le sue implicazioni di carattere etico e sociale.

In tal modo si evidenzia il comune impegno dei cristiani a promuovere atteggiamenti più maturi e responsabili nel rapporto con il creato, collegando strettamente l'"ecologia dell'ambiente" a quella che Giovanni Paolo II aveva chiamato l'"ecologia umana". Come si legge nella Centesimus annus "mentre ci si preoccupa giustamente, anche se molto meno del necessario, di preservare gli «habitat» naturali delle diverse specie animali minacciate di estinzione, perché ci si rende conto che ciascuna di esse apporta un particolare contributo all'equilibrio generale della terra, ci si impegna troppo poco per salvaguardare le condizioni morali di un'autentica «ecologia umana». Non solo la terra è stata data da Dio all'uomo, che deve usarla rispettando l'intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l'uomo è donato a se stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato dotato. Sono da menzionare, in questo contesto, i gravi problemi della moderna urbanizzazione, la necessità di un urbanesimo preoccupato della vita delle persone, come anche la debita attenzione ad un'«ecologia sociale» del lavoro" (n. 38; cfr. nn. 37, 39).

I Vescovi hanno ricordato che una nuova e corretta consapevolezza circa le problematiche ecologiche richiede di per sé l'apertura verso una nuova coscienza dell'ambiente umano e della vita umana in tutti i suoi aspetti. La giornata, inoltre, potrà favorire, in molti ambiti dell'opinione pubblica, la crescita di una nuova sensibilità verso la contemplazione della natura come via al riconoscimento e alla lode del Creatore, oggi resasi più difficile dalle condizioni, dai ritmi e dai luoghi ove si svolge la vita della società contemporanea.



25 gennaio 2006 - È morto a Lovanio il pensatore cattolico Lucien Morren

Pochi mesi prima del suo centesimo compleanno, il 25 gennaio 2006 si è spento serenamente a Lovanio il professor Lucien Morren (n. 1906), noto e stimato docente presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Lovanio La Neuve , fondatore, animatore e presidente onorario del SIQS (Segretariato Internazionale per le Questioni Scientifiche), un segretariato specializzato, il primo tematico e non corporativo, di Pax Romana.

Laureato in ingegneria (costruzioni civili) all'università di Gand e poi in elettromeccanica all'università di Bruxelles, iniziò la sua carriera come metrologista al Laboratorie Central d'Electricité du Comité Belge, divenne poi il direttore della sezione "Mesures électriques et photométriques" dove si fece apprezzare per il suo rigore e la sua precisione. Dal 1945 al 1976, anno in cui diventa professore emerito, insegna "Misure elettriche" e "Illuminazione e Fotometria" all'Università Cattolica di Lovanio (UCL), sempre attualizzando il suo insegnamento. Partecipa ai lavori di importanti organizzazioni scientifiche nazionali e internazionali, sempre svolgendo il suo lavoro senza risparmiarsi, con un altissimo senso del dovere, con giovinezza di spirito, entusiasmo, curiosità, spirito critico, capacità di prospettiva, e grande percezione di quello che è necessario e urgente, nella semplicità e nella modestia.

Sottolineando il carattere interdisciplinare della metrologia - la parola che gli si può attribuire è "misura", nel suo significato di equilibrio e armonia - aveva fondato a Lovanio, assieme alla moglie, filosofo, un Groupe de Synthèse per suscitare la riflessione interdisciplinare sui grandi temi d'attualità scientifica; con i colleghi di diverse facoltà universitarie diede inoltre vita ad una fondazione di studio sull'ominazione per comprendere l'evoluzione dell'essere umano.

Con l'aiuto e il forte sostegno di sua moglie, M.me Helène, mancata pochi anni fa, aveva dato vita ad una fondazione per accogliere studenti stranieri a Lovanio. La "Maison st. Jacques", dove gli stessi coniugi Morren vivevano insieme con gli studenti, vide tra i suoi visitatori anche il card. K. Wojtyla, che, in visita a studenti polacchi vi celebrò la Santa messa. Con spirito di fraternità e di ecumenismo, la sala da pranzo diventava luogo d'incontro, confronto e discussione fra diverse culture e fedi, in cui gli ospiti diventavano amici e "figli", oggi sparsi in tutto il mondo. Dopo la divisione dell'università di Lovanio nelle due parti francofona e fiamminga, si era trasferito nella parte francese e aveva lasciato la prima sede della fondazione in dono all'università belga, aprendo un nuova sede "Maison de Zaqueo" a Louvaine La Neuve , che divenne anch'essa luogo di riferimento e accoglienza.

In occasione dei suoi funerali, il 28 gennaio scorso a Lovanio, i suoi colleghi lo hanno ricordato come di uomo di forte spessore culturale, dotato di fine intelligenza, di un talento particolare, con una solida competenza nel suo campo professionale, sempre avido di cultura, attento alle nuove idee e interessato anche a campi del sapere lontani dal suo (teologia, filosofia, antropologia, economia integrata, origini e sviluppo del genere umano) che per tutta la sua lunga vita mantenne sempre una facoltà stupefacente di stupirsi e di ammirare. Cordiale e sorridente, ma anche uomo di carattere, pronto ad affrontare le difficoltà, ad assumersi le responsabilità e ad impegnarsi in prima persona per nobili cause, sollecito, anche in occasioni di viaggi e visite all'estero, a prendere la parola per esprimere la sua visione e nell'affermare la sua opinione e la sua "missione" di scienziato cattolico. Fu persona fedele e leale, di una grande e profonda fede cattolica, visse una vita cristiana d'esempio e di servizio al prossimo, nella generosità e nella carità, senza ostentazione. Ha donato infine le sue spoglie mortali alla ricerca scientifica.

© 2006 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



22 novembre 2005 - Roma – Benedetto XVI scopre un busto dedicato a Giovanni Paolo II nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze

Durante i lavori dell'assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che ha sede nella Casina Pio IV nei giardini Vaticani, dove abitualmente anche la Pontificia Accademia delle Scienze svolge le sue riunioni, Benedetto XVI ha scoperto oggi un busto dedicato a Giovanni Paolo II. Il gesto ha voluto essere un omaggio a papa Karol Wojtyla il cui «indiscutibile contributo» al pensiero cristiano e il cui magistero capace di «una profonda meditazione sulla persona» rappresentano «un patrimonio da ricevere, accogliere e assimilare» con cura.

Parlando agli accademici, il Papa ha affermato che «l'insegnamento della Chiesa è basato sul fatto che Dio ha creato l'uomo e la donna a sua immagine e somiglianza e ha garantito loro una dignità superiore e una missione condivisa nei confronti dell'intera creazione». Dunque, ha proseguito, «secondo il disegno di Dio la persona non può essere separata dalle dimensioni fisiche, psicologiche o spirituali della natura umana».

È quest'idea profonda di unità il cuore del concetto di persona. Un patrimonio che è fondamentale non disperdere, riducendo l'uomo a una sola delle sue dimensioni. «Anche se le culture nel tempo cambiano - ha annotato Benedetto XVI - sopprimere o ignorare la natura che pretendono di "coltivare" può avere serie conseguenze. Allo stesso modo, gli individui possono trovare la loro autentica realizzazione solo accettando gli elementi genuini della natura che li costituiscono come persone».



19 novembre 2005 - Discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al Convegno "Il genoma umano"

Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla XX Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, tenutasi in Vaticano dal 17 al 19 novembre, che quest'anno verteva sul tema: "Il genoma umano".

Il Papa ha rilevato che oggi, nell'ambito dei nuovi apporti della scienza medica, è offerta alla Chiesa la possibilità "di svolgere una preziosa opera di illuminazione delle coscienze, per far sì che ogni nuova scoperta scientifica possa servire al bene integrale della persona, nel costante rispetto della sua dignità".

"Il credente" - ha affermato il Santo Padre - "sa bene che il Vangelo ha una sintonia intrinseca con i valori inscritti nella natura umana. L'immagine di Dio è così profondamente impressa nell'animo dell'uomo che difficilmente la voce della coscienza può essere messa del tutto a tacere. (...) Anche uomini che non si riconoscono più come membri della Chiesa o che hanno perduto addirittura la luce della fede restano comunque attenti ai valori umani ed ai contributi positivi che il Vangelo può apportare al bene personale e sociale".

Benedetto XVI ha sottolineato che gli uomini del nostro tempo "sono in grado di ben comprendere come la dignità dell'uomo non si identifichi con i beni del suo DNA e non diminuisca per l'eventuale presenza di diversità fisiche o di difetti genetici. Il principio di 'non discriminazione' sulla base di fattori fisici o genetici è profondamente entrato nelle coscienze ed è formalmente enunciato nelle Carte sui diritti dell'uomo. Tale principio ha la sua fondazione più vera nella dignità insita in ogni uomo per il fatto di essere creato ad immagine e somiglianza di Dio. L'analisi serena dei dati scientifici, peraltro, porta a riconoscere la presenza di tale dignità in ogni fase della vita umana, a cominciare dal primo momento della fecondazione".

Ribadendo che: "La Chiesa annuncia e propone queste verità non soltanto con l'autorità del Vangelo, ma anche con la forza derivante dalla ragione", il Santo Padre ha affermato: "Occorre infatti guardarsi dai rischi di una scienza e di una tecnologia che si pretendano completamente autonome nei confronti delle norme morali inscritte nella natura dell'essere umano".

Successivamente il Papa ha sottolineato la necessità di "dare nuovo slancio alla pastorale della salute", attraverso "un rinnovamento e un approfondimento della proposta pastorale stessa, che tenga conto dell'aumentata mole di conoscenze diffuse dai media nella società e del più alto livello di istruzione delle persone a cui ci si rivolge".

"Non si può trascurare il fatto che, sempre più spesso, su problemi anche scientificamente qualificati e difficili, non soltanto i legislatori, ma gli stessi cittadini sono chiamati ad esprimere il loro pensiero. Se manca un'istruzione adeguata, anzi una formazione adeguata delle coscienze, facilmente possono prevalere, nell'orientamento dell'opinione pubblica, falsi valori o informazioni deviate".

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso facendo riferimento al campo delle applicazioni della genetica nel quale "si richiede una formazione delle coscienze approfondita e chiara. Le odierne scoperte scientifiche toccano la vita delle famiglie, impegnandole in scelte impreviste e delicate, che occorre affrontare con responsabilità. La pastorale nel campo della salute ha quindi bisogno di consulenti formati e competenti".


Fonte: Vatican Information Service, VIS 051121



4 novembre 2005 - Muore a Marina di Carrara Alberto Masani, astrofisico, storico della scienza e noto divulgatore scientifico

Si è spento all'età di 90 anni nella sua casa a Marina di Carrara il cosmologo Alberto Masani, emerito di Astrofisica all'Università di Torino, già astronomo a Milano-Merate e direttore dell'Osservatorio Astronomico di Torino. Iniziò la sua carriera negli Osservatori astronomici nel 1946, presso l'Osservatorio di Milano-Merate. Collaborò a Parigi con l'Istituto di Astrofisica teorica e tenne corsi di astrofisica nelle Università di Genova, Milano e Torino. Istituì a Torino un gruppo di astrofisica teorica che si distinse per gli studi sulla fisica dei plasmi, sulla fisica stellare e l'astrofisica del neutrino. Uomo di vasti interessi culturali, politici e sociali, Alberto Masani si distinse come uno dei principali punti di riferimento dell'alta divulgazione astronomica in Italia, adoperandosi per una rivalutazione del valore umanistico e culturale della ricerca astronomica e cosmologica. Negli ultimi decenni maturò un progressivo interesse per la storia della cosmologia e per l'approfondimento dei quesiti filosofici collegati alla ricerca scientifica, a quella astronomica in particolare. Dedicò importanti riflessioni alle conseguenze filosofiche del Principio antropico, le cui specifiche valenze scientifiche contribuì a chiarire e sistematizzare con importanti pubblicazioni. Fu vivace sostenitore del realismo conoscitivo, che difese contro interpretazioni convenzionaliste e fallibiliste dell'impresa scientifica. Pur mantenendo grande fedeltà al rigore del metodo scientifico, seppe segnalare con grande passione ed onestà intellettuale l'apertura della ricerca scientifica verso interrogativi di ordine filosofico, mostrando la capacità che la ricerca ha di giungere -come amava ripetere- fino alle porte del mistero. Oltre a numerosissimi articoli su riviste specializzate, le sue riflessioni filosofiche ed interdisciplinari sono raccolte nei suoi contributi al Giornale di Fisica, rivista della Società Italiana di Fisica e al Giornale di Astronomia , rivista della Società Astronomica Italiana, nonché nel suo volume La cosmologia nella storia, fra scienza, religione e filosofia (La Scuola, Brescia 1996). Svolse parte attiva a numerosi forum di discussione interdisciplinare, partecipando ai gruppi di riflessione su "scienza e fede" promossi dal prof. Giovanni Prodi e poi continuati in diverse sedi universitarie con la collaborazione di numerosi docenti e scienziati italiani. Uomo profondo e delicato nei rapporti interpersonali, manifestò un progressivo avvicinamento alla fede cattolica, di cui aveva sempre apprezzato l'influsso morale ed i legami storici con il mondo scientifico. Così si esprimeva in un articolo del 1991: «La scienza pone l'uomo con la sua aspirazione a sapere di fronte al mistero dell'essere tanto più profondamente quanto più affonda le radici del reale. Il ruolo della scienza nel processo della conoscenza è quello di evidenziare ed approfondire il mistero dell'essere. L'uomo con le peculiarità che lo caratterizzano può superare il mistero? Evidentemente non con la scienza (che anzi lo pone), bensì con la meditazione filosofica e religiosa alle quali la scienza offre una profonda base di riflessione e quindi di sostegno. Certo si resta fuori dalla razionalità scientifica, ma la scienza mantiene tutta la sua funzione dialettica in un processo di conoscenza che per essere completo richiede l'intervento di tutta la personalità umana» (Origine dell'universo: il mistero della vita, "Kos" 7 (1991), n. 75, p. 15). Alberto Masani lascia, in chi lo conobbe, il ricordo di un piacevole e colto conversatore, l'esempio di un uomo sinceramente coinvolto nell'impegno per la giustizia ed in costante, appassionata ricerca della verità.



27 settembre 2005 - In un incontro con Hans Küng, Benedetto XVI riafferma la necessità di ravvivare il dialogo tra fede cristiana e scienze naturali

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2005 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls, ha rilasciato ieri pomeriggio la seguente dichiarazione:

"Sabato 24 settembre 2005 ha avuto luogo un colloquio di Sua Santità Papa Benedetto XVI con il Professor Hans Küng (Tubinga). L'incontro si è svolto in un clima amichevole. Entrambi le parti erano d'accordo che non avesse senso entrare, nel quadro dell'incontro, in una disputa circa le questioni dottrinali persistenti tra Hans Küng e il Magistero della Chiesa Cattolica.

Il colloquio si è concentrato, pertanto, su due tematiche che recentemente rivestono particolare interesse per il lavoro di Hans Küng: la questione del Weltethos (etica mondiale) e il dialogo della ragione delle scienze naturali con la ragione della fede cristiana. Il Professor Küng ha sottolineato che il suo progetto di Weltethos non è affatto una costruzione intellettuale astratta; si mettono in luce piuttosto i valori morali circa i quali le grandi religioni del mondo convergono, nonostante tutte le differenze, e che possono essere percepibili quali criteri validi - atteso la ragionevolezza convincente di essi - dalla ragione secolare.

Il Papa ha apprezzato lo sforzo del Professor Küng di contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare. Ha sottolineato che l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è pure un obiettivo importante del suo Pontificato.

Nel contempo il Papa ha riaffermato il suo accordo circa il tentativo del Professor Küng di ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage (la questione circa Dio). Da parte sua, il Professor Küng ha espresso il suo plauso circa gli sforzi del Papa a favore del dialogo delle religioni e anche circa l'incontro con i differenti gruppi sociali del mondo moderno".

Fonte: Vatican Information Service: VIS 050927 (304)



6 settembre 2005 - La Santa Sede annuncia una Conferenza Internazionale sul Genoma Umano dal 17 al 19 novembre

Dal 17 al 19 novembre prossimo si terrà in Vaticano la XX Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, sul tema: "Il genoma umano". Nella presentazione del programma della Conferenza 2005, il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Dicastero, afferma che nonostante la vastità dell'argomento preso in esame, soggetto di ulteriori ricerche e scoperte si cercherà "di esaminarlo unicamente dal punto di vista della salute, che è concetto totalizzante. Particolare rilievo sarà riservato all'aspetto terapeutico". I partecipanti -esperti mondiali di questa vasta materia- esamineranno il tema partendo dalla visione del genoma umano alla luce della Parola di Dio e successivamente procederanno allo studio in tre tappe: situazione attuale, analisi e azione.

Nella prima parte, scrive il Porporato "esamineremo la situazione attuale della genetica nel seguente ordine: genomico e post-genomico, errori genetici e malattie congenite, predisposizione genetica al cancro, assistenza medica ai malati ed ai familiari, giudizio, errori e negligenze, aspetti genetici della medicina materno-fetale..., la genetica umana e statuto giuridico internazionale, ricerca genetica e cooperazione internazionale". Nella seconda parte verrà esaminato "il processo storico della genetica umana..., l'etica della genetica medica, i progressi dell'eugenismo liberale e l'etica della consultazione medica in materia genetica". Si esaminerà anche "l'applicazione delle conoscenze relative alla genetica umana dal punto di vista del Giudaismo, dell'Islam, del Buddismo e dell'Induismo, prima di concludere esaminando la genetica secondo la post-modernità". Infine, nella terza parte si esaminerà il tema di "genetica e nuova cultura, visione pastorale della ricerca genetica, genetica medica e comitati d'etica ospedaliera, diritto e genetica, società e malattie genetiche, economia e genetica, educazione ed aggiornamento degli operatori sanitari nell'ambito della genetica, e la prevenzione di malattie genetiche dal punto di vista della pastorale della salute".

Fonte: Vatican Information Service VIS 050906 (300)



15 agosto 2005 - Presentazione all'Università di Edimburgo del nuovo database "Gifford Lectures on-line"

Il 15 agosto 2005, presso la School of Divinity dell'Università di Edimburgo, nell'ambito della manifestazione Edinburgh Book Festival, è stato ufficialmente presentato il sito web con il database delle prestigiose Gifford Lectures (http://www.giffordlectures.org.uk/), cicli periodici di conferenze di teologia naturale tenuti da preminenti studiosi da oltre un secolo.

Alla cerimonia celebrativa e di presentazione del database, suddivisa in due simposi, "Science and Religion and Ethics: the Gifford Lectures in Scotland", svoltosi al mattino, e " The Gifford Lectures: Retrospect and Prospects" nel pomeriggio , hanno partecipato alcuni relatori di anni precedenti, John Hedley Brooke, Gordon Graham, John Polkinghorne, Alexander Broadie e Mary Midgley, sottolineando il significato storico e il forte impatto culturale e delineando progetti per il futuro.

Le conferenze, nate per iniziativa di Adam Lord Gifford (1820-1887), si tengono regolarmente dal 1888 (con un'interruzione dal 1942 al 1945) , con lo scopo "di promuovere e diffondere lo studio della teologia naturale nel più ampio senso del termine - in altre parole - la conoscenza di Dio", presso le quattro antiche università scozzesi di Aberdeen, Edinburgh, Glasgow e St. Andrews. In passato sono stati relatori studiosi quali Albert Schweitzer, Iris Murdoch, William James, Etienne Gilson, Werner Heisenberg, Niels Bohr, Hannah Arendt, Max Mueller, Reinhold Niebuhr, and Alfred North Whitehead e molti altri.

Data la varietà delle discipline rappresentate dalle conferenze e dai noti relatori, l'informazione contenuta nel database è di grande valore. Il database delle Gifford Lectures on-line, progetto diretto da Larry Pullen - tuttora in fase di ampliamento e aggiornamento - fornirà l'accesso ai testi delle lezioni contenute nell'insieme dei libri tratti da esse, la biografia di ogni relatore, una sintesi della conferenza o del libro. Il sito contiene anche una biografia di Lord Gifford, il testo del suo testamento in cui dona il finanziamento alle quattro maggiori università scozzesi per organizzare le conferenze, una breve introduzione alla teologia naturale, una presentazione delle quattro università e le informazioni sui prossimi eventi collegati alle Gifford lectures.

Il sito web http://www.giffordlectures.org.uk/ si propone dunque come un importante e utile strumento per studenti e ricercatori di tutto il mondo che, oltre ai testi delle Gifford Lectures troveranno molto altro materiale: religione, filosofia, fisica, biologia, psicologia e storia. Attraverso una ricerca nel database per termini e parole chiave gli utenti potranno ricercare documenti e informazioni su tutti gli argomenti e le discipline presenti in esso.

Il progetto delle Gifford lectures on-line è realizzato sotto la supervisione della Templeton Foudation Press, è finanziata dalla John Templeton Foundation.



20 maggio 2005 - La scomparsa di Paul Ricoeur (1913-2005)

È mancato nel sonno, all'età di 92 anni, nella sua casa di Chatenay Malabry, nei pressi di Parigi, il filosofo francese Paul Ricoeur. Pensatore cristiano, uno dei maestri dell'ermeneutica, era nato a Valence ( 90 km a sud di Lione) il 27 febbraio 1913. Educato dai nonni paterni, frequentò il liceo a Rennes e l'università alla Sorbona di Parigi, e insegnò in un primo momento alla scuola secondaria.

Su invito del papa Giovanni Paolo II, partecipò più volte ai colloqui filosofici estivi di Castel Gandolfo. Filosofo attento al dialogo con il pensiero scientifico, Ricoeur fu anche membro esperto invitato a diverse riunioni della Pontificia Accademia delle Scienze.

Tra le sue opere ricordiamo La metafora viva (1975), La semantica dell'azione (1977), Tempo e racconto (1983-85, 3 voll.), Il male. Una sfida alla filosofia e alla teologia (1986), Se stesso come un altro (1990), La natura e la regola (1998) e La memoria, la storia, l'oblio (2000).

L'incontro con Gabriel Marcel, uno dei suoi maestri, lo avvicinò all'esistenzialismo e, poco dopo, lo portò allo studio della "filosofia del paradosso" di Karl Jaspers; il successivo incontro con un altro grande studioso dell'epoca, Emmanuel Mounier, fu fondamentale e lo orientò al personalismo, corrente che rappresenterà un cardine della sua filosofia: "Se la persona ritorna - spiegava nel 1983 - questo si dà perché essa resta il candidato migliore per sostenere battaglie giuridiche, politiche, economiche e sociali. Difatti, al confronto con la 'coscienza', il 'soggetto' o l''io', la persona è il concetto che è sopravvissuto e che oggi è tornato a vivere con forza".

Dopo aver partecipato alla seconda guerra mondiale e aver trascorso cinque anni di prigionia nei lager tedeschi, Ricoeur tornò alla filosofia e, accostandosi alla fenomenologia, tradusse con M. Dufrenne le Ideen di Edmund Husserl e approfondì il pensiero di Platone, Aristotele, Cartesio, Spinosa, Leibniz, Hegel e, in particolare, quello dei tre "maestri del sospetto" Nietzsche, Marx e Freud. Professore prima in Francia, dal 1950 al 1978 (Università di Strasburgo, Sorbona e Parigi-Nanterre, dove fu anche rettore), in seguito all'Università di Lovanio (Belgio) ed infine negli Stati Uniti, dove tornerà regolarmente fino al 1992, soprattutto al Divinity College di Chicago, ma anche a Yale e alla Columbia.

Studioso e critico della psicanalisi di Freud e dello strutturalismo di Levi-Strauss, si occupò di etica, cercando di rifondarla dopo che il dubbio cartesiano e le devastazioni compiute sull'idea di coscienza dai tre "maestri del sospetto" avevano ormai portato alla diffusione dello scetticismo, fino a giungere ad una generale incertezza su ogni cosa. È l'uomo, la persona - sosteneva Ricoeur - che è il centro e che ha la capacità di agire volontariamente verso se stesso e la propria libertà; questa sua tesi centrale è stata ricordata anche dal presidente francese Jacques Chirac, che ha definito così il connazionale appena mancato: "Uno spirito libero, libertà che è stata per lui segno stesso della dignità dell'uomo".

Nemico di ogni totalitarismo e di ogni guerra, Ricoeur tentò di fondare la sua ermeneutica non come una scienza unificata, ma in aperto dialogo con le scienze umane, anzitutto con la psicanalisi, la linguistica, la fenomenologia delle religioni e il diritto, dal momento che è il linguaggio - e dunque la sua interpretazione, nonché il conflitto tra le diverse ermeneutiche interpretative - che deve manifestare e ascoltare i simboli. Il filosofo - secondo Ricoeur - ha innanzitutto la responsabilità di conservare e trasmettere l'immenso patrimonio che la storia della filosofia ci ha tramandato fin dai presocratici. In secondo luogo, la filosofia deve restare aperta alle scienze e allo spirito scientifico ed è questo l'aspetto epistemologico del suo compito. Infine la filosofia si scopre essa stessa una pratica teorica, il più delle volte legata all'esercizio pubblico del discorso nell'ambito dell'insegnamento universitario o nel settore più vasto del mondo dell'editoria. Investita di un ruolo federativo, la filosofia - ha sottolineato Paul Ricoeur in una recente visita in Italia all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli - deve promuovere questa visione pluridisciplinare e panoramica della conoscenza, fondata sul dialogo e il confronto, diventando il veicolo privilegiato di scambio e di circolazione dei saperi. In presa diretta con l'attualità, essa si trasforma nella coscienza del suo tempo.

© 2005 Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede



31 marzo 2005 - II edizione del Concorso per scuole “Arte e Scienza” promosso dalla Fondazione Marino Golinelli

È stato pubblicato il bando completo (con area di registrazione e inserimento elaborati, oltre a indicazioni utili, bibliografia, esempi di elaborato e altro ancora) della II edizione del concorso scuola "Arte e Scienza", promosso dalla Fondazione Marino Golinelli onlus. È possibile scaricarlo fin d'ora, in formato PDF, dal sito stesso della fondazione.

Destinatari : al concorso possono partecipare classi o gruppi di studenti di scuole italiane secondarie di I e II grado. I gruppi, rappresentati da un docente, devono essere costituiti al massimo da 25 persone, incluso il docente. Gli studenti sono invitati a realizzare un'opera d'arte (diversi tipi di elaborati) che parli di scienza e raccontarne il messaggio oppure a scegliere un'opera d'arte e analizzarla scientificamente.

Premi : La FMG mette in palio viaggi-studio in Italia e all'estero, materiale editoriale e multimediale utile a casa e a scuola, menzioni speciali. Per tutte le classi o gruppi partecipanti in regalo un abbonamento alla rivista Quark.

Scadenza del concorso e date dei risultati : gli elaborati (opere o articoli) dovranno essere inviati esclusivamente attraverso internet, previa registrazione, sul sito: www.golinellifondazione.org entro il 31 marzo 2005. I risultati del concorso saranno decisi nella riunione della giuria programmata in data 30 aprile 2005 presso la sede della fondazione. Proclamazione dei vincitori e cerimonia di assegnazione dei premi a Bologna, entro il 28 maggio 2005.

Per ulteriori informazioni :

tel. +39 051 310681 e sito web: www.golinellifondazione.org



9 marzo 2005 - Charles Hard Townes vince il Premio Templeton 2005

Charles Hard Townes ha vinto il Premio Templeton per il Progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione per il 2005. Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion , e ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio ammonta a circa un milione e mezzo di dollari (795.000 sterline). Il vincitore del premio, fisico sperimentale statunitense, aveva vinto nel 1964 il Premio Nobel per la fisica per i suoi contributi sui quanti e la scoperta del maser e del laser , assieme ai colleghi sovietici N. Gennadievic Basov e A. Prochorov.

Charles Townes è nato a Greenville, Carolina del Sud , il 28 luglio 1915). Nel 1935, a 19 anni, ottiene il titolo di Bachelor of Science (in fisica) e quello di Bachelor of Arts (in lettere moderne) presso la Furman University di Greenville. L'anno dopo, presso la Duke University , ottiene il Master of Arts in fisica e nel 1939 diventa Ph.D . in fisica presso il California Institute of Technology. Dal 1937 al 1949 lavora attivamente come ricercatore presso la Bell Telephone Company e si occupa dei sistemi delle reti radar e delle applicazioni in campo aeronautico. Nel 1948 diventa professore alla Columbia University e subito dopo direttore del Columbia Radiation Laboratory; successivamente (1961) sarà professore e direttore del Massachuttes Institute of Technology.

Nel corso dei suoi studi, prima sulla spettroscopia (contribuisce alla scoperta della spettroscopia a grande risoluzione nella gamma delle microonde) e poi sulla struttura nucleare e molecolare, scopre l'effetto MASER ( Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation ) nell'interazione fra onde elettromagnetiche e molecole. Con A.L. Shawlow, compie ricerche sui maser all'infrarosso, nel visibile e nell'ultravioletto, denominati ottici o LASER ( Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation ), che danno l'avvio, a partire dal 1960, alla realizzazione di dispositivi nella ricerca scientifica e tecnica (telecomunicazioni, medicina-chirurgia, saldatura, ecc.). Nel 1967 è professore all'University of California. Negli anni '50-'60 è Guggenheim Fellow , Fulbright lecturer all'Università di Parigi e a quella di Tokyo, National Lecturer for Sigma Xi e tiene cicli di lezioni presso l'University of Michigan e alla Enrico Fermi International School of Physics (Italy) ed è Scott lecturer all'University of Toronto. È stato membro inoltre di numerosi consigli scientifici e consigliere di agenzie governative e aziende. Charles Townes, che compie 1quest'anno 90 anni, vive attualmente a Berkeley (California) con la moglie e quattro figli.

Animato da sincera fede cristiana, Townes ritiene che non sia fuori dal comune che dei buoni scienziati siano anche credenti. "La scienza desidera conoscere il funzionamento del mondo e la religione il suo significato. Le due cose non possono essere separate [...]. Quante più cose conosciamo dell'evoluzione dell'universo e della sua biologia, quanto più esso ci sembra inspiegabile senza il ricorso a qualche aspetto progettuale. E ciò ispira la mia fede" ( Science , August, 15, 1997, p. 891). "Come scienziato credente -aveva dichiarato in una occasione- percepisco in modo profondo la presenza di un Creatore, qualcuno che sia al tempo stesso trascendente eppure vicino a noi". Le scoperte della cosmologia, lungi dal negare la ragionevolezza di tale presenza, rivelano un universo che si accorda con la nostra visione religiosa, "in particolare nel fatto che le leggi dell'universo manifestino il coinvolgimento di una certa intelligenza" ( Newsweek , July, 20, 1998).

Con la cifra assegnata annualmente con questo premio, il suo Fondatore, sir John Templeton, aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di C.H. Townes avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, George Ellis (2004), Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Charles Townes riceverà il premio dal Duca di Edimburgo durante una cerimonia privata a Buckingham Palace, il prossimo 9 maggio. Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che ma nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.



3 febbraio 2005 - Pubblicata lettera di Giovanni Paolo II alla Pontificia Accademia delle Scienze sui trapianti di organi

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2005 (VIS). Oggi è stata pubblicata una Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II alla Pontificia Accademia delle Scienze, nella quale il Papa ricorda che "essa ha voluto dedicare questa sessione del Gruppo di studio - come aveva già fatto per due volte durante gli anni '80 - ad un tema di particolare complessità e rilevanza: quello dei 'segni della morte', nel contesto della pratica dei trapianti di organi da cadavere".

"Voi sapete che il magistero della Chiesa ha seguito fin dall'inizio" - ricorda il Papa - "con costanza e consapevolezza, lo sviluppo della prassi chirurgica del trapianto di organi, introdotta per salvare vite umane dalla morte imminente e consentire ai malati di proseguire la vita per un ulteriore periodo di anni. (...) Da una parte, essa ha offerto un incoraggiamento alla donazione gratuita degli organi e, dall'altra, ha sottolineato le condizioni etiche per tali donazioni, evidenziando l‚obbligo di difesa della vita e della dignità del donatore e del ricevente, ed ha indicato i doveri degli specialisti che intervengono in questo procedimento sostitutivo".

Successivamente il Papa ribadisce che: "A motivo del carattere progressivo delle conoscenze sperimentali, per tutti coloro che praticano la chirurgia del trapianto si pone la necessità di perseguire una continua ricerca sul piano tecnico-scientifico" e "si impone un continuo dialogo con i cultori delle discipline antropologiche ed etiche, per garantire il rispetto della vita e della persona".

Riferendosi ai "'segni di morte', in base ai quali può essere stabilita con certezza morale la morte clinica di una persona per procedere al prelievo degli organi da trapiantare", il Papa scrive ancora: "Nell'orizzonte dell'antropologia cristiana è noto che il momento della morte di ogni persona consiste nella definitiva perdita della sua unità costitutiva corporeo-spirituale".

"Dal punto di vista clinico, tuttavia, l'unica maniera corretta - ed anche l'unica possibile - di affrontare il problema dell'accertamento della morte di un essere umano è quella di volgere l'attenzione e la ricerca verso l'individuazione di adeguati 'segni di morte', conosciuti attraverso la loro manifestazione corporale nel singolo soggetto". In merito, Giovanni Paolo II cita l'insegnamento di Papa Pio XII che affermava: "'tocca al medico di dare una definizione chiara e precisa della 'morte' e del 'momento della morte' di un paziente che spira in stato di incoscienza'".

Infine Giovanni Paolo II conclude il Messaggio con queste parole: "Desidero assicurarvi che la vostra fatica è benemerita, e che certamente essa risulterà utile per i Dicasteri competenti della Sede Apostolica, - in particolare la Congregazione per la Dottrina della Fede - che non mancheranno di vagliare i risultati della vostra riflessione".

Fonte: Vatican Information Service VIS 050203 (440)



13 dicembre 2004 - Il filosofo inglese Anthony Flew, noto esponente dell’ateismo filosofico, rende noto in un’intervista di essere ora persuaso dell’esistenza di Dio

Antony Flew, 81 anni, uno dei principali esponenti dell'atesimo filosofico, noto internazionalmente per le sue critiche perspicaci alle posizioni teiste, ha manifestato pubblicamente di condividere adesso le tesi classiche del teismo. In una intervista rilasciata al suo collega e amico Gary Habermas, che sta per apparire sul primo fascicolo del 2005 della rivista "Philosophia Christi" (preprint disponbile all'indirizzo http://www.biola.edu/antonyflew/), il filosofo ripercorre le tappe più salienti della sua conversione intellettuale. La notizia riscuote una certo eco a motivo della nota posizione filosofica del professore britannico, da sempre impegnato sul fronte della critica all'esistenza di Dio. Fra i suoi principali lavori vanno menzionati God and Philosophy (London:Hutchinson, 1966), Darwinian Evolution (London: Granada/Paladin, 1984), Does God Exist? (San Fancisco: Harper and Row, 1991) e Atheistic Humanism (Buffalo, NY: Prometheus, 1993). Nelle sue opere Flew aveva criticato in modo particolare la validità dell'argomento teleologico (a lui si deve la nota metafora del giardiniere invisibile ), asserendo inoltre l'impossibilità del riconoscimento dei miracoli (il lettore interessato può consultare ad esempio la posizione di Flew riportata nella voce Miracolo, on line in questo Portale ).

Il ruolo di Gary Habermas e la sua amicizia personale con Flew, specie a partire da una serie di dibattiti pubblici svoltisi negli ultimi anni, sembrano essere stati uno dei principali fattori ad aver determinato l'evoluzione intellettuale del filosofo inglese. Nell'intervista riportata da "Philosophia Christi" Flew dice di non condividere la posizione delle religioni rivelate, sebbene non possa escludere la possibilità di una rivelazione. «Sono aperto a tali visioni, egli afferma, ma non sono particolarmente entusiasta circa il fatto di una possibile rivelazione divina». Egli si esprime in modo favorevole nei riguardi di un teismo di indole aristotelica, nel quale la Causa Prima sia anche fonte di sapienza e di conoscenza infinita, accostandovi però elementi di origine cristiana, quali l'idea che tale Causa abbia creato l'universo dal nulla. Al tempo stesso non rifiuta l'idea di essere riconosciuto dal suo interlocutore come fautore di una forma di Deismo e si mostra esitante circa l'esistenza di una vita dopo la morte. In merito ai rapporti con le scienze naturali riveste grande interesse il fatto che Anthony Flew consideri i risultati scientifici contemporanei come sostegno ad un argomento teleologico. «Ritengo che gli argomenti maggiormente degni di attenzione ( impressive ) siano quelli sostenuti oggi dalle scoperte scientifiche». «Ritengo che l'argomento a partire da un Disegno ( Intelligent Design ) sia enormemente più forte oggigiorno di quanto non lo fosse nel passato». Al di là delle interpretazioni da dare alla novità della posizione di Flew e di quale sia la reale immagine di Dio verso la quale egli si senta oggi più incline, resta il fatto che si tratta di un esempio di onestà intellettuale che merita stima e attenzione. Invitiamo alla lettura dell'articolo di Alessandro Zaccuri pubblicato da Avvenire nella rubrica Agorà.

© Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede 2004



23 novembre 2004 - L’università Nicolò Copernico di Torun conferisce a Giovanni Paolo II il dottorato Honoris Causa per il Dialogo tra Scienza e Fede

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Rettore Magnifico e i Membri del Senato Accademico dell'Università Nicolò Copernico di Torun (Polonia), in occasione del conferimento del dottorato "Honoris Causa". Nel ricevere il riconoscimento il Papa ha detto: "L'accetto con gratitudine, come segno di dialogo tra la scienza e la fede, in continuo sviluppo".

Ricordando la sua visita all'Università nel giugno 1999, il Papa ha detto che tale dialogo, di cui aveva parlato in quell'occasione, "è chiamato a superare la contrapposizione illuministica della verità raggiunta dalla ragione e di quella conosciuta mediante la fede. Oggi comprendiamo sempre meglio che si tratta della stessa verità e che bisogna che gli uomini, giungendo ad essa sulle vie a loro proprie, non camminino da soli, ma cerchino la conferma delle proprie intuizioni anche nell'incontro con altri".

Riportiamo qui il testo del discorso pronunciato dal Santo Padre:

AI MEMBRI DEL SENATO ACCADEMICO DELL'UNIVERSITÀ NICOLO COPERNICO DI TORUN (POLONIA)

Martedì, 23 novembre 2004

Signor Cardinale, Venerati Fratelli nel Episcopato, Illustri Membri del Senato e del Corpo Accademico, Onorevoli Autorità,

Carissimi Fratelli e Sorelle,

1. Saluto tutti cordialmente. Sono lieto di poter accogliere una rappresentanza così illustre dell'Università Nicolò Copernico di Torun. Ringrazio il Rettore Magnifico per le cortesi parole e il Senato accademico per avermi conferito il titolo di dottore honoris causa. L'accetto con gratitudine, come segno di dialogo tra la scienza e la fede, in continuo sviluppo.

2. Accogliendovi, illustri Signori, ricordo quel giorno del mese di giugno del 1999 nel quale mi era stato dato di varcare la soglia del vostro Ateneo. Ricordo anche di aver parlato allora proprio di questo dialogo, che è chiamato a superare la contrapposizione illuministica della verità raggiunta dalla ragione e di quella conosciuta mediante la fede. Oggi comprendiamo sempre meglio che si tratta della stessa verità e che bisogna che gli uomini, giungendo ad essa sulle vie a loro proprie, non camminino da soli, ma cerchino la conferma delle proprie intuizioni anche nell'incontro con altri. Soltanto allora gli studiosi e gli uomini di cultura saranno realmente in grado di assumersi quella speciale responsabilità di cui parlai a Torun´: la "responsabilità per la verità - il tendere ad essa, il difenderla e il vivere secondo essa" (Discorso ai rettori delle Istituzioni accademiche, 7.06.1999).

3. Mi rallegro perché l'Università Nicolò Copernico si sta sviluppando in modo dinamico, offrendo la possibilità di conseguire la scienza a un numero sempre maggiore di giovani. È bene che vi possa partecipare anche la Facoltà di Teologia. So che codesto sviluppo si sta realizzando con il sostegno delle Autorità locali di una città che con certezza può essere chiamata la "città universitaria". Che questa opera comune serva la città di Torun, la regione e tutta la Polonia. Non vi è in una nazione una ricchezza maggiore di quella di essere formata da cittadini dotti.

4. Illustri Signori, una volta ancora vi ringrazio per la vostra venuta. Vi prego di portare il mio saluto a tutti i Professori e agli Studenti della vostra Università, e anche a tutti gli abitanti della città di Torun. Che la benedizione di Dio vi accompagni costantemente!

Giovanni Paolo II



22 ottobre 2004 - Intervento dell’Osservatore Permanente della Santa Sede preso L’ONU su clonazione e cellule staminali

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2004. Ieri a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto al Sesto Comitato sull'Articolo 150: "Convenzione Internazionale contro la clonazione riproduttiva dell'essere umano".

Ricordando che già dal 2001 la questione fa parte dell'ordine del giorno delle Nazioni Unite, l'Arcivescovo Migliore ha affermato che: "Sin dall'inizio è apparso chiaro che, nonostante il titolo assegnato alla questione all'ordine del giorno: 'Convenzione Internazionale contro la clonazione riproduttiva dell'essere umano', obiettivo del processo è effettivamente trovare una formula giuridica che consenta ed acceleri il progresso della scienza medica nell'approvvigionamento ed uso delle cellule staminali, e di identificare e bandire pratiche che non rispettano la dignità umana".

"Da un punto di vista eminentemente scientifico" - ha ribadito l'Osservatore Permanente - "il progresso terapeutico raggiunto grazie alle cellule staminali adulte, provenienti dal midollo osseo, dal sangue del cordone ombelicale, e da altri tessuti formati, appare molto promettente. La clonazione dell'embrione è attualmente molto lontana dall'offrire quei progressi che i suoi sostenitori suggeriscono".

Il Nunzio ha proseguito il suo discorso affermando che: "La distinzione che qualche volta si fa fra clonazione riproduttiva e clonazione terapeutica è capziosa. Entrambe implicano lo stesso processo tecnico di clonazione e differiscono solo nell'obiettivo. Entrambe le forme di clonazione non rispettano la dignità dell'essere umano. Infatti, da un punto di vista etico ed antropologico, la clonazione terapeutica, creando embrioni umani con il proposito di distruggerli, anche se intrapresa con l'obiettivo di aiutare i malati, è chiaramente incompatibile con il rispetto per la dignità dell'essere umano, poiché rende la vita umana niente di più che uno strumento da usare a favore di un'altra vita umana".

"Se la ricerca sulle cellule staminali adulte ha già dimostrato che esistono condizioni per il successo senza suscitare problemi morali" - ha ribadito l'Arcivescovo Migliore - "è logico che è da preferirsi, prima che la scienza persegua la clonazione degli embrioni come fonte di cellule staminali, pratica che rimane problematica sia dal punto di vista scientifico che etico".

La Santa Sede ritiene che: "La scelta non è fra scienza ed etica, ma fra scienza eticamente responsabile e scienza che non lo è. Sono state salvate migliaia di vite con le cellule staminali adulte" ed è stato scientificamente provato che "il trapianto di cellule staminali adulte è una tecnica sicura, e i risultati preliminari suggeriscono che tali trapianti potranno giovare ai pazienti sofferenti del morbo di Parkinson, a coloro che hanno subito lesioni della colonna vertebrale, ai sofferenti di malattie cardiache e di molte altre patologie".

Al termine del suo discorso l'Arcivescovo Migliore ha affermato che la Santa Sede è "convinta che la questione della clonazione dell'embrione dell'essere umano può essere meglio affrontata da uno strumento giuridico, poiché la disciplina giuridica è essenziale nella promozione e protezione della vita umana".

Fonte: Vatican Information Service, VIS 041022 (480)



8 maggio 2004 - Giovanni Paolo II agli ambasciatori presso l’UNESCO: “L'avanzamento della società umana è direttamente legato al progresso della cultura”

CITTA' DEL VATICANO, Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto gli Ambasciatori di diversi Paesi presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (U.N.E.S.C.O.), ai quali ha detto, esprimendosi in inglese e in francese, di pregare affinché: "le organizzazioni internazionali come l'U.N.E.S.C.O. rimangano elemento essenziale nell'edificazione di una autentica cultura fondata sulla pace, la giustizia e l'equità".

"L'avanzamento della società umana è direttamente legato al progresso della cultura" - ha detto ancora il Pontefice - "L'umanità, infatti, vive un'autentica vita umana grazie alla cultura, un'importante espressione della quale la troviamo nelle arti e nelle scienze".

Il Papa ha ricordato che: " la Chiesa è sempre stata amica delle arti e delle scienze. In verità, il patrimonio artistico mondiale è un tesoro di creatività umana. La Chiesa ha costantemente fatto ricorso alle belle arti per celebrare il dono della vita e particolarmente i suoi riti sacri in maniera degna, giusta e bella". Il Santo Padre ha ugualmente sottolineato il sostegno della Chiesa a favore delle arti e delle scienze, "in particolare per quanto attiene alla promozione della dignità e del valore della vita umana".

Nella Chiesa, ha detto ancora il Pontefice, tale incoraggiamento "si è espresso concretamente attraverso la creazione di numerose istituzioni quali la Pontificia Accademia delle Scienze, che ha celebrato recentemente il quarto centenario, la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e la Pontificia Accademia per la Vita ".

"Purtroppo" - ha concluso Giovanni Paolo II - "in questi tempi difficili, constatiamo frequentemente che il nostro progresso è minacciato dai mali della guerra, della povertà, del razzismo e dallo sfruttamento degli altri. Queste influenze nefaste non solamente pesano sulla nostra esistenza umana ma ostacolano ugualmente la nostra capacità di costruire un mondo migliore".

Fonte: Vatican Information Srvice, VIS 040510 (300)



17 marzo 2004 - George Ellis vince il Premio Templeton 2004

George Ellis, scienziato che svolge ricerche nell'ambito cosmologia teorica e da lunghi anni attivo nel dialogo fra scienza e teologia, ha vinto il Premio Templeton per l'anno 2004. George Francis Rayner Ellis è nato 64 anni fa a Johannesburg. Dal 1974 è entrato a far parte della Religious Society of Friends, ovvero della società di Quaccheri (Quakers). Sposatosi nel 1978 con una ricercatrice in Fisica, Mary, ha quattro figli. Professore di matematica all'Università di Cape Town, Sud Africa, si è occupato principalmente di cosmologia relativistica, specie dei modelli di universo che prevedono quadri teorici alternativi al Big Bang classico, inclusa la possibilità di modelli teorici di many-worlds. Lo scienziato si è adoperato per combattere l'apartheid nel suo Paese, esercitando una certa influenza culturale sull'ambiente intellettuale sudafricano e firmando opere di aperta critica al precedente regime nazionalista.

Fra i primi suoi lavori di rilievo va ricordato The Large Scale Structure of Space-Time , scritto con Stephen Hawking nel 1973 e divenuto immediatamente un'opera di riferimento per la cosmologia contemporanea. I suoi interessi si sono successivamente diretti alle tematiche interdisciplinari, nel tentativo di studiare "su scala cosmologica" le dimensioni appartenenti alla sfera dell'umano, quali il senso della vita nell'universo e la vita morale, compreso il significato dell'altruismo e dello spirito di sacrificio. Autore con Nancey Murphy dell'opera On the Moral Nature of the Universe. Cosmology, Theology and Ethics (1996), sostiene la tesi che la dimensione kenotica appartenga alla struttura stessa dell'evoluzione cosmologica. Ellis ha curato nel 2002 il volume The Far Future Universe. Eschatology from a Cosmic Perspective .

Alla notizia dell'assegnazione del Premio, Ellis ha dichiarato: «Cominciai ad interessarmi dei rapporti fra scienza e religione una quindicina di anni fa, quando un mio buon amico, il sacerdote gesuita Bill Stoeger, con il quale ho lavorato come cosmologo, mi invitò a scrivere un contributo su un volume che raccoglieva commenti di scienziati ad un importante documento di Giovanni Paolo II su Religione e Scienza, la lettera indirizzata al Direttore della Specola Vaticana nel 1988. A partire da quel momento cominciai a sentirmi progressivamente coinvolto in questi temi. Ci si potrebbe chiedere perché investire tempo e risorse in un campo che a qualcuno potrebbe sembrare solo un dibattito esoterico?. Il motivo è che, a mio parere, il dialogo fra scienza e religione è uno dei temi più importanti della nostra epoca. Questo dialogo forgia il nostro modo di vedere l'universo e di comprendere la nostra esistenza in esso. Oggi siamo in un tempo propizio per sviluppare questo studio. Siamo in un'epoca della storia umana in cui, quando guardiamo con meraviglia e soddisfazione agli incredibili progressi della scienza raggiunti nell'ultimo secolo, notiamo assai chiaramente molti limiti della scienza stessa. Il modo in cui scienza e religione debbano completarsi sta divenendo ogni giorno più chiaro, così come la natura dei punti di tensione esistenti e modi possibili di risolverli. È un momento assai propizio per occuparsi di queste cose».

Ellis ha anche comunicato che devolverà l'ammontare del Premio per diverse opere sociali, principalmente nel suo paese, il Sud Africa.

Istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion ed ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, il Premio Templeton ammonta ad oltre un milione di dollari (795.000 sterline). Con tale cifra il suo Fondatore aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di George Ellis, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, Holmes Rolston III (2003), John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). George Ellis riceverà il premio dal Duca di Edimburgo durante una cerimonia privata a Buckingham Palace, il prossimo 5 maggio. Il primo Premio Templeton fu assegnato a Madre Teresa di Calcutta nel 1973, sei anni prima che ma nuova Beata ricevesse il premio Nobel per la Pace.



19-22 febbraio 2004 - X Anniversario della fondazione della Pontificia Accademia per la Vita

Dal 19 al 22 febbraio prossimo, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, si svolgerà la Decima Assemblea Generale della Pontificia Academia pro Vita.

L'incontro di quest'anno coincide con la ricorrenza del decimo anniversario di istituzione dell'Accademia. La giornata del 19 febbraio sarà interamente dedicata alla celebrazione di questa ricorrenza, attraverso l'esame di tre tematiche: i primi dieci anni di attività della Pontificia Academia pro Vita; il ricordo della figura del Professor Jérome Lejeune, primo Presidente della Pontificia Accademia ed illustre scienziato genetista e l'insegnamento di Giovanni Paolo II sulla vita umana. La giornata del 19 si concluderà con un concerto per coro ed orchestra, diretto dal Maestro Marco Frisina, nell'Aula Paolo VI.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II sarà vicino all'Accademia per la Vita, da lui voluta ed istituita dieci anni fa, ricevendo in partecipanti in udienza privata oppure attraverso l'invio di un Suo messaggio. I giorni dal 20 al 22 febbraio saranno dedicati ai lavori dell'Assemblea Generale, che quest'anno ha per tema: "La dignità della procreazione umana e le tecnologie riproduttive: aspetti antropologici ed etici". La tematica sarà affrontata con una prospettiva pluridisciplinare: le tecnologie di riproduzione artificiale saranno esaminate dal punto di vista scientifico, antropologico, teologico, etico e giuridico.

L'Assemblea si concluderà con l'emanazione di un Comunicato Finale che riassumerà i principali contenuti e le conclusioni emerse dai lavori assembleari. Gli Atti conclusivi saranno raccolti in volume e pubblicati in italiano ed in inglese nei mesi successivi.

Fonte Vatican Information Service - VIS 040209 (260)



21 Gennaio 2004 - Leiden - Assegnato al Portale www.disf.org l’ESSSAT Communication Prize per il 2004

Willem B. Drees, presidente della European Society for the Study of Science and Theology, ha annunciato oggi a Leiden, 21 Gennaio 2004, l'assegnazione del Premio internazionale ESSSAT Communication Prize 2004 a Giuseppe Tanzella-Nitti, docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce, per la realizzazione del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede congiunto al Portale web di "Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede" www.disf.org. Il Premio verrà consegnato a Barcellona, domenica 4 aprile, durante la Xth European Conference on Science and Theology che si terrà dal 1 al 6 Aprile sul tema Streams of Wisdom? Theology and Cultural Dynamics. Nella medesima occasione verranno consegnati altri due Premi, l'ESSSAT Research Prize e l'ESSSAT Student Prize, rispettivamente a Casper Söling, biologo e teologo tedesco, per la dissertazione Der Gottesinstinkt: Bausteine für eine evolutionäre Religionstheorie, e a Marie Vejrup-Nielssen, studentessa danese dell'Università di Aarnhus, per la sua tesi su "L'aggressività, in prospettiva biologica e la comprensione cristiana del peccato". La comunicazione e la motivazione dei premi è disponibile presso il sito dell'ESSSAT, all'indirizzo http://www.ESSSAT.org/prize.html

La European Society for the Study of Science and Theology opera da oltre un ventennio nel settore del dialogo fra scienze naturali e teologia e raccoglie studiosi di diversi orientamenti e confessioni religiose. Organizza ogni due anni delle Conferenze internazionali in un paese europeo. Pubblica l'Annuario Studies in Science and Theology e il Bollettino trimestrale ESSSAT-News. Finalità ed iniziative della Società sono consultabili all'indirizzo http://www.ESSSAT.org/.

Il Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede, curato con la collaborazione di Alberto Strumia (Università di Bari e Istituto "Veritatis Splendor" di Bologna), raccoglie i contributi di 99 tra scienziati e teologi di tutto il mondo, tra i quali ricordiamo: Mariano Antigas, Juan Casanovas, George Coyne, Wil Derkse, Ludovico Galleni, Mario Gargantini, Dominique Lambert, Duccio Macchetto, Jean-Michel Maldamé, Alfonso Perez de Laborda, John Polkinghorne, Andrea Porcarelli, Robert Russell, William Stoeger, Thomas Torrance, William Wallace, e molti altri. Dal Dizionario cartaceo è nato il progetto di comunicazione multimediale per la creazione del "Portale di Documentazione Interidisciplinare" che viene diretto dai curatori del Dizionario e dal dott. Michele Crudele, direttore dei servizi informatici dell'Università Campus Bio-medico di Roma. Il Portale partecipa alle iniziative collegate con il Servizio nazionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana ed è sostenuto, nella sua parte inglese, dal Center for Theology and the Natural Sciences, Berkeley-CA. Il Portale DISF rappresenta la prima esperienza in Europa continentale di sito interdisciplinare di documentazione dedicato al rapporto fra teologia e pensiero scientifico, una tematica che riceve una notevole attenzione in rete, specialmente nei numerosi siti nati in ambito anglosassone, statunitense in modo particolare.

Il Portale DISF possiede in data odierna oltre 700 pagine consultabili organizzate in tre grandi sezioni, Documentazione Generale, Dizionario Interdisciplinare (in italiano e in inglese), Orientamento Bibliografico. Ad esse saranno affiancate in futuro sezioni di ambito didattico, dedicate alle principali tematiche interdisciplinari presenti dei programmi scolastici. Nell'arco dell'anno 2003 gli accessi al sito sono progressivamente aumentati fino a raggiungere una media di circa 35.000 contatti e 33.000 pagine consultate ogni mese. Circa un terzo dei visitatori proviene da aree geografiche diverse dall'Italia, con una media di circa 800 downloaded files ogni settimana.



10 dicembre 2003 - William Shea premiato dall'Accademia Reale della Scienza di Stoccolma

William Shea, 66 anni, di origine canadese, storico della scienza di chiara fama per il pensiero scientifico dell'età moderna, da qualche mese è titolare della Cattedra Galileiana di Storia della Scienza dell'Università di Padova, istituita nel 1992 dall'allora Rettore Mario Bonsembiante e voluta dal Ministro dell'Università Antonio Ruberti in occasione del quarto centenario dell'arrivo di Galileo a Padova.

Il celebre studioso ha rovesciato la prospettiva con cui si guardava la scienza galileiana, superando la contrapposizione Galileo - Chiesa cattolica che ha caratterizzato le discussioni tra gli studiosi fino al 1972 (anno di pubblicazione di uno dei suoi principali lavori, Galileo's Intellectual Revolution, Science History Publications, New York 1972).

Dopo aver presentato, il 21 novembre scorso, il suo ultimo libro, scritto in collaborazione con M. Artigas, Galileo in Rome (Oxford University Press, 2003) alla riunione annuale della "History of Science Society", a Cambridge (USA) di fronte a più di 1000 partecipanti, e dopo aver accolto l'invito rivoltogli dalla celebre Università di Uppsala, in Svezia, a dare la prestigiosa "Hans Rausing Annual Lecture" il prossimo 8 dicembre, William Shea sarà ospite della Fondazione Nobel, a Stoccolma, il 9 e 10 dicembre 2003.

Per l'occasione a William Shea sarà conferito un riconoscimento per il suo contributo nell'ambito della Storia della Scienza che l'Accademia Reale delle Scienze di Stoccolma attribuisce, in corrispondenza della consegna ufficiale dei quattro premi Nobel per la fisica, chimica, medicina e letteratura, il 10 dicembre di ogni anno, anniversario della morte di Alfred Nobel, ad una personalità che si è distinta per i suoi studi in un campo che non rientra tra i quattro ufficiali.

Fonte: Bollettino Università e Ricerca, Università di Padova, 09.12.03



14 novembre 2003 - Presentato a Roma il vademecum dei Centri Culturali Cattolici

Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la presentazione del Vademecum dei Centri Culturali Cattolici elaborato dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, con la partecipazione del Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Vescovo Giuseppe Betori, Segretario Generale della CEI.

Il Cardinale Poupard ha ricordato che il Vademecum è il risultato degli incontri internazionali dei Centri Culturali Cattolici "di aree geografiche e culturali omogenee", inaugurati nel 1993. "In ogni occasione, oltre ad offrire il nostro contributo per la promozione e lo sviluppo dei Centri Culturali Cattolici, abbiamo ascoltato attentamente e fatto tesoro delle domande, dei bisogni, delle aspettative di ciascuno di loro. Una prima esigenza pienamente accolta è stata quella di creare uno strumento di comunicazione per formare una vera rete di queste realtà".

"Il Pontificio Consiglio della Cultura," - ha proseguito il Cardinale Poupard - "ha pubblicato un Elenco Internazionale dei Centri Culturali Cattolici" che potrà essere consultato sul sito Internet del Dicastero. L'elenco dei Centri Culturali Italiani è stato pubblicato in un fascicolo a parte.

Il Presidente del Dicastero ha spiegato che dietro la generica denominazione di "Centro Culturale Cattolico" "si celano realtà estremamente diversificate, caratterizzate da molteplici attività ed interessi", con l'obiettivo fondamentale di "mettere in rapporto la fede cristiana con la cultura o le culture del nostro tempo, e con tutti i fenomeni connessi. Dunque è il rapporto fede-cultura il binario essenziale su cui si muovono tutte le realtà che chiamiamo Centri Culturali Cattolici".

"Per colmare il fossato tra fede e culture, tra Vangelo ed esperienza quotidiana, tra l'annuncio di Cristo e l'indifferenza o l'ateismo pratico di tanti uomini e donne del nostro tempo, la Chiesa ha compiuto passi enormi, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II e dall'appello di Paolo VI, che, nella Evangelii Nuntiandi, denunciava tale frattura come il vero dramma della nostra epoca". Oltre agli interventi del Magistero e dei Pastori, è necessaria, ha detto ancora il Cardinale Poupard, "un'azione capillare, (...) che si articoli a livello locale-territoriale, che sappia valorizzare le tradizioni culturali di ogni realtà, che risponda alle esigenze di una determinata popolazione".

Il Vescovo Betori ha fatto riferimento al "progetto orientato in senso cristiano", spiegando che "è una iniziativa di lungo periodo e di ampio respiro che la Chiesa italiana sta promuovendo ormai da quasi otto anni e che mira ad una coniugazione di Vangelo e cultura".

Attualmente sono registrati 341 Centri Culturali "che operano in Italia e collaborano con modalità diverse con il Servizio nazionale per il progetto culturale". Nel fascicolo presentato oggi, ha detto ancora il Vescovo Betori, oltre "ai recapiti anagrafici dei centri culturali, sono state aggiunte le informazioni sul loro orientamento generale, sulle principali tipologie di iniziative svolte e sui servizi culturali offerti", consultabili sul sito internet: http://www.progettoculturale.it/centri_cult.html.

Fonte Vatican Information Service - VIS 031114 (490)



9 novembre 2003 - La Pontificia Accademia delle Scienze celebra il 4° centenario della sua fondazione (1603-2003)

Collegando la sua origine storica all'Accademia dei Lincei fondata nel 1603 dal principe romano Federico Cesi, sotto l'auspicio del Papa Aldobrandini Clemente VIII, la Pontificia Accademia delle Scienze, restaurata da Papa Pio IX nel 1847 con il nome di Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei, e successivamente rifondata da Papa Pio XI nel 1936 con il suo nome attuale, nel corso delle sessioni previste dal 7 all'11 Novembre 2003, dedica una giornata di studio in commerazione del IV centenario della sua primitiva fondazione.

Oltre al corpo accademico, prenderanno parte alle celebrazioni i presidenti di oltre 20 Accademie internazionali. I lavori dell'Accademia si svolgeranno come di consueto nella casina Pio IV sita nei Giardini Vaticani e sono riservati ai soli membri invitati. La sessione commemorativa avrà luogo domenica 9 novembre con il seguente programma:

9:30 S. Messa celebrata da S.E. card. prof. C.M. Martini, Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, Città del Vaticano

10:45 Tavola rotonda sulla storia dell'Accademia con la partecipazione dei Proff. Carlo Vinti, Antonino Zichichi e Andrea Riccardi

12:00 Prof. Nicola Cabibbo (Università "La Sapienza", Roma), presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, The Meaning of the Pontifical Academy of Sciences Today

Le sessioni di lavoro dei giorni 7-8 novembre saranno dedicate al tema Mind, Brain and Education, presiedute dalla prof.ssa Rita Levi Montalcini e coordinate dai Proff. Antonio M. Battro, Kurt W. Fisher e Pierre L. Léna, con l'intervento del Prof. Paul Ricoeur.

Le sessioni dei giorni 10-11 novembre saranno dedicate ad un gruppo di lavoro sul tema Stem Cell Technology and Other Innovative Therapies, coordinate dai Proff. N. Le Douarin e T. Boon-Falleur, con la partecipazione di S.E. il card. Karl Lehmann.



30 ottobre 2003 - Nomina di nuovi membri alla Pontificia Accademia delle Scienze

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha nominato in data odierna 5 nuovi Membri Ordinari della Pontificia Accademia della Scienze. Gli accademici nominati sono:

Antonio García-Bellido, Professore di Genetica presso il Centro di Biologia Molecolare "Severo Ochoa" della "Universidad Autónoma" di Madrid (Spagna);

Fotis C. Kafatos, Professore di Biologia molecolare alle Università di Harvard (Stati Uniti d'America), di Atene e di Creta (Grecia);

Tsung-Dao Lee, Professore di Fisica alla "Columbia University" di New York (Stati Uniti d'America);

Ryoji Noyori, Professore di Chimica organica alla "Nagoya University", in Nagoya (Giappone);

Kevin Ryan, Professore e Direttore Emerito del "Center for the Advancement of Ethics and Character" all'Università di Boston (Stati Uniti d'America).

Fonte: Vatican Information service, VIS 031030 (190)



27 ottobre 2003 - La Santa Sede chiede all’ONU il divieto di tutte le forme di clonazione umana

Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un discorso pronunciato, il 21 ottobre scorso a New York, dall'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, relativo all'Articolo 172 della 58° Assemblea Generale: "Convenzione Internazionale contro la Clonazione dell'Essere Umano". Il discorso del Nunzio Apostolico ha posto l'accento sui gravi pericoli che la clonazione pone riguardo alla dignità dell'essere umano e sulla necessità di accordi internazionali che regolino tutti gli aspetti della clonazione.

"La mia Delegazione," - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "intende riaffermare che la materia in discussione può essere risolta attraverso il divieto di clonazione dell'embrione umano. Deve essere chiaro che la posizione della mia Delegazione non è, in primo luogo, una posizione religiosa. È una posizione informata al processo razionale, a sua volta informato alla conoscenza scientifica". "Abbiamo sentito" - ha proseguito l'Arcivescovo - "affermazioni di diverse delegazioni che hanno dichiarato la clonazione un problema 'complesso'. [...] La scienza può essere complessa, ma il problema per noi è semplice e diretto. La questione della clonazione umana che implica la creazione di embrioni umani è la storia dell'inizio della vita umana [...] (ed è) una questione universale perché un embrione è un essere umano a prescindere dalla provenienza geografica. Se la clonazione riproduttiva degli esseri umani contravviene la legge di natura - principio sul quale tutte le Delegazioni concordano - contravviene la medesima legge, anche la clonazione dell'embrione umano a scopo di ricerca. Un embrione clonato (a questo scopo) è destinato alla distruzione programmata".

"In conclusione" - ha detto infine l'Arcivescovo Migliore - "la mia Delegazione vuole ricordare a questa distinta Assemblea che una delle missioni fondamentali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite è di promuovere i diritti di tutti gli esseri umani. Se le Nazioni Unite dovessero vietare la clonazione riproduttiva senza vietare la clonazione a scopo di ricerca, ciò comporterebbe, per la prima volta, la legittimazione da parte di questa Organizzazione di una cosa straordinaria: la creazione di essere umani destinati alla distruzione".

Fonte: Vatican Information Service, VIS 031027 (350)



17 maggio 2003 - Laurea honoris causa in Giurisprudenza a Giovanni Paolo II conferita dall'Università "La Sapienza" di Roma

Giovanni Paolo II ha ricevuto nell'Aula Paolo VI in Vaticano la laurea honoris causa in giurisprudenza conferitagli dall'Università degli studi di Roma "La Sapienza". Durante il suo pontificato, gli sono stati concessi analoghi riconoscimenti onorifici, come quello ricevuto nel 1982, sempre in giurisprudenza, dall'Università di Cambridge in Inghilterra. Dopo gli indirizzi di saluto del Rettore Magnifico prof. Mario D'Ascenzo e del Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Carlo Angelici, i quali hanno esposto le motivazioni scientifiche della laurea honoris causa, Giovanni Paolo II ha tenuto una lezione magistrale. Nel corso della lectio, dopo aver ricordato i legami fra l'Università di Roma e la Chiesa, il Pontefice ha centrato le sue riflessioni sul tema dei diritti umani, con particolare riferimento alla fondazione filosofica della dignità della persona umana e all'importanza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Il testo della lectio magistralis è disponibile nella pagina di Documentazione Generale di questo sito.



2 aprile 2003 - Il Senato della Repubblica Italiana mette il veto alla brevettabilità della clonazione umana

Il ddl di delega approvato dal Senato il 2 aprile recepisce una direttiva europea e vieta espressamente la brevettabilità delle tecniche e delle procedure per la clonazione umana. Mentre consente di brevettare le invenzioni connesse alle biotecnologie.

Le biotecnologie potranno essere brevettate, purché venga rispettata la dignità dell'uomo e l'unicità del suo corpo. È questo il contenuto del ddl di delega approvato ieri sera in Senato con 166 sì, 20 no e 21 astenuti. Il provvedimento, che recepisce una direttiva europea, dovrà tornare alla Camera per alcune modifiche.

Il provvedimento vieta espressamente la brevettabilità delle tecniche e delle procedure per la clonazione umana. Inoltre, stabilisce il principio secondo il quale possono essere brevettate tutte le invenzioni connesse alle biotecnologie, purché non siano "contrarie alla dignità umana, all'ordine pubblico e al buoncostume, alla tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, alla preservazione dei vegetali e della biodiversità, alla prevenzione di gravi danni ambientali". Un altro principio stabilito dalla legge è che il corpo umano, fin dal suo concepimento, non può essere brevettabile. La prima conseguenza riguarda il divieto di utilizzare il Dna in procedimenti di clonazione oppure per modificare l'identità genetica di esseri umani. Una delle modifiche introdotte al Senato riguarda l'utilizzo di 'materiali umanì a scopo di ricerca: possono essere brevettati, ma a condizione che l'industria dimostri di aver preventivamente ottenuto l'autorizzazione dalla persona che si è prestata agli esperimenti.

Fonte: Portale di Bioetica, www.bioetica-vssp.it



19.03.2003 - Holmes Rolston III vince il Premio Templeton 2003

È stato annunciato oggi durante una conferenza al Church Center for the United Nations a New York che il prof. Holmes Rolston III, docente di filosofia alla Colorado State University e ministro presbiteriano, è stato insignito del Premio Templeton per l'anno 2003. Il prof. Rolston, nato a Rockbridge Baths, Virginia, nel 1932, è noto per i suoi studi di etica ambientale e il suo impegno personale nel mobilitare le coscienze in favore del problema ecologico. Ricercatore attivo nello studio della biodiversità, è stato protagonista di numerose spedizioni nel continente americano ed africano. Il premio Templeton, istituito nel 1972 da sir John Templeton come Prize for Progress in Religion ed ora denominato Prize for Progress Toward Research or Discoveries about Spiritual Realities, ammonta ad oltre un milione di dollari (725.000 sterline). Con tale cifra il suo Fondatore aveva inteso esplicitamente sottolineare la maggiore importanza da attribuire ai temi del dialogo fra scienza e religione, in rapporto a quanto espresso dall'assegnazione dei premi Nobel. Prima di Holmes Rolston, avevano ricevuto il Premio Templeton, fra gli altri, John Polkinghorne (2002), Arthur Peacocke (2001), Freeman Dyson (2000), Ian Barbour (1999). Holmes Rolston III riceverà il premio dal Duca di Edimburgo durante una cerimonia privata a Buckingham Palace, il prossimo 7 maggio.

Dopo una primo grado accademico in matematica e fisica (1953), Holmes Rolston ottenne nel 1958 un Ph.D. in teologia presso l'Università di Edimburgo, sotto la guida di Thomas Torrance, e nel 1968 ricevette il Master in filosofia della scienza all'Università di Pittsburgh. Nel 1979 ha fondato la rivista "Environmental Ethics" e per oltre 20 ha preso parte all'Editorial board della rivista "Zygon: Journal of Religion and Science". Nel 1986 pubblica una serie di saggi dal titolo Philosophy Gone Wild, sostenendo la necessità del rispetto della natura. Buona parte della sua produzione è stata indirizzata al rapporto fra scienza e religione. Fra le sue opere ricordiamo: Science and Religion: A Critical Study (1987), Environmental Ethics: Values in and Duties to the Natural World (1988), Conserving Natural Value (1994), Genes, Genesis and God (1999), quest'ultimo volume tratto dalle Gifford Lectures tenute da Rolston all'Università di Edimburgo nell'anno accademico 1997-98.

L'approccio che Rolston adotta nei suoi scritti sulla questione ambientale e sulla difesa della biodiversità lo conduce fino al punto di ritenere che non si debba attribuire all'uomo alcuna posizione privilegiata nel creato e che vada rivalutata la dimensione spirituale insita nella biologia animale e vegetale. Sotto questo punto di vista, il suo pensiero si distanzia da quanto affermerebbe una teologia cristiana della creazione. Riferendosi alle sue ricerche, Rolston ha dichiarato: «La scienza riteneva che la natura non avesse alcun valore in sé. Le religioni monoteiste ritennero che la natura decadde a motivo del peccato dell'uomo. Ambedue erano d'accordo nel ritenere che l'uomo fosse il valore centrale sulla terra. Per amare la natura ho dovuto combattere contro la scienza e contro la teologia - Science thought nature to be value-free. Monotheism thought nature fallen owing to human sin. They agreed that humans were the center of value on Earth. I had to fight both theology and science to love nature».

Fonte: Metanexus: The Online Forum on Religion and Science http://www.metanexus.net



14.03.2003 - Pontificia Accademia per la Vita: impegno a seguire un codice etico nella ricerca scientifica

Città del Vaticano, 14 marzo 2003

Dal 24 al 26 febbraio scorso si è svolta in Vaticano la IX Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita, che ha pubblicato un comunicato finale sul lavoro svolto sul tema: "Etica nella ricerca biomedica. Per una visione cristiana". Il documento ricorda lo "sviluppo straordinario" della moderna tecnologia scientifica che ha contributo a migliorare la condizione dell'uomo e dell'umanità, aprendo negli ultimi decenni nuovi orizzonti. Tuttavia, si legge nel Comunicato finale, quando la tecnologia non è utilizzata nell'osservanza di precisi limiti etici, o per il bene di tutti gli uomini, o quando i benefici sono realizzati per alcuni a detrimento di altri, la tecnologia diviene eticamente condannabile.

Nel Comunicato si afferma che la "sperimentazione, terapeutica e non coinvolge molti aspetti e problematiche, sia di ordine scientifico che etico" e viene riaffermata "la necessità di far precedere la fase sperimentale clinica (applicazione nell'uomo) da un'adeguata sperimentazione condotta sugli animali", quest'ultima condotta nell'osservanza di precise norme etiche.

Particolare attenzione deve essere riservata, si legge ancora nel Comunicato della Pontificia Accademia, ai "soggetti umani particolarmente vulnerabili", come "l'embrione umano. Per la delicatezza del suo stadio di sviluppo, infatti, una eventuale sperimentazione su di lui comporterebbe, alla luce delle attuali possibilità tecniche, dei rischi molto elevati - e perciò non eticamente accettabili - di procurargli dei danni irreversibili o addirittura di causarne la morte".

Il Documento afferma inoltre che: "Risulta anche del tutto inaccettabile la motivazione addotta da alcuni circa la liceità di sacrificare l'integrità (fisica e genetica) di un soggetto umano allo stadio embrionale, fino a distruggerlo se necessario, allo scopo di ottenere dei benefici per altri individui umani: mai è moralmente lecito compiere intenzionalmente un male, neanche per raggiungere fini in se stessi buoni".

È stata pubblicata anche una Appendice al Comunicato finale, che consta di una nota introduttiva, una premessa e sette proposte di impegno etico, quasi un manifesto per i ricercatori, ai quali viene richiesto un impegno etico nel campo della biomedicina allo scopo di realizzare una medicina più umana.

L'Appendice dichiara che: "L'invito per un'adesione personale è rivolto a tutti i ricercatori e operatori della ricerca nell'area biomedica e anche ai ricercatori nel campo bioetico". Chi intende aderire alle sette proposte di impegno etico può contattare l'Accademia mediante e-mail (pav@acdlife.va), fax (+39.06.6988.2014) o scrivere alla Pontificia Accademia per la Vita, Via della Conciliazione, 3, I-00193 Roma. Occorre indicare le proprie generalità, nome, cognome, indirizzo, telefono, fax, e-mail, professione e luogo di lavoro, titoli accademici o di studio.

I ricercatori devono impegnarsi a:

- aderire ad una metodologia di ricerca caratterizzata da rigore scientifico e da un'alta qualità dell'informazione che viene fornita.

- non aderire a ricerche nelle quali ci si potrebbe trovare in conflitto d'interesse dal punto di vista personale, professionale od economico.

- riconoscere che la scienza e la tecnologia devono essere a servizio della persona umana, nel pieno rispetto della sua dignità e dei suoi diritti.

- riconoscere e rispettare ogni tipo di ricerca, e le sue applicazioni, basato sul principio di "bontà morale", riferito alla corretta visione della duplice dimensione corporale e spirituale dell'uomo.

- riconoscere che ad ogni essere umano, fin dal primo momento della sua esistenza (processo di fertilizzazione) e fino alla sua morte naturale, va garantito il rispetto pieno ed incondizionato dovuto ad ogni persona umana, a ragione della sua peculiare dignità.

- riconoscere l'utilità e l'obbligo di una seria e responsabile sperimentazione sull'animale, condotta alla luce di determinate regole etiche, prima di applicarle all'uomo per il dovere di tutelare la vita e la salute umana.

- riconoscere la legittimità della sperimentazione clinica sull'uomo, ma solo a precise condizioni, tra le quali in primo luogo la salvaguardia della vita e dell'integrità fisica. La sperimentazione deve essere sempre preceduta da una doverosa, corretta e completa informazione sul significato e sugli sviluppi della stessa.

Fonte: VIS - Vatican Information Service - VIS 20030314 (660)



3 febbraio 2003 - Documento del Pontificio Consiglio della Cultura su Cristianesimo e New Age

Frutto del lavoro congiunto del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso è stato diffuso un documento avente come finalità presentare una riflessione cristiana sul fenomeno del New Age, dal titolo: Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sulla "New Age".

Il documento contiene anche parti di interesse per il rapporto fra religione e pensiero scientifico in quanto, come è noto, esistono aspetti delle dottrine dell'Età dell'Acquario che coinvolgono modalità di accostarsi ad alcune problematiche scientifiche contemporanee. Si veda in particolare, in proposito, il capitolo 2. Nel movimento del New Age - si legge nel documento - "vi si trovano visioni del futuro, moderate, ma piuttosto generalizzate, che prevedono una spiritualità planetaria accanto a religioni separate, ed analoghe istituzioni politiche planetarie a complemento di quelle locali, entità economiche globali più partecipative e democratiche, una maggiore enfasi sulla comunicazione e sull'educazione, un approccio misto alla salute che combini la medicina ufficiale con l'autoguarigione, una comprensione di sé più androgina e modi per integrare scienza, misticismo, tecnologia ed ecologia".

Il testo è arricchito da un utile "glossario" dei termini più importanti impiegati dal movimento e due sezioni bibliografiche, dedicate rispettivamente ai documenti del Magistero e alla risorse della riflessione cristiana, e quindi ai libri di quegli autori che hanno maggiormente influito sulla formazione del movimento e della sua linea di pensiero. Il contenuto di Una riflessione cristiana sul New Age è disponibile nella pagina di Documentazione generale di questo Portale, alla Sezione "Documenti di interesse ecclesiale". Il lettore interessato può consultare anche la voce New Age del Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede.



Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede 2003 - 2010