DISF Working Group Seminario Permanente
22 novembre 2008
Natura e creato: concezioni storico-filosofiche a confronto
(prof. G. Tanzella-Nitti, Pontificia Università della Santa Croce, Roma)
Problem solving per il lavoro di gruppo
«La prima conversione, la ristrutturazione fondamentale pensiero consiste per l’uomo nel pensare il mondo non come natura, bensì come opera, come opera di Dio. Non è cosa facile. Il pensiero dell’epoca moderna, anche il più spirituale, il più fine e il più potente, è divenuto di carattere naturalistico. Pensa l’insieme degli enti come natura — cioè come ciò che semplicemente “è”; da cui tutto proviene, da cui tutto ha il suo corso; cui tutto ritorna. Ma il mondo non è così, il mondo è opera.
Naturalmente opera di Dio. Così immenso nelle dimensioni, così abissale nella profondità, così esatto nelle leggi, così perfetto in ogni suo punto, che convince in tutti i modi. Anzi, minaccia di sopraffare lo spirito, il quale corre così il pericolo di prenderlo semplicemente per ciò che è. Allora lo spirito dimentica che il mondo è creato, che è opera»
(R. Guardini, Natura, Cultura, Cristianesimo, Morcelliana, Brescia 1983, p. 228) |
Domanda 1
Esaminando la citazione di Romano Guardini qui sopra riportata, offrire almeno una ragione motivata per mostrare che l’idea di natura affermatasi in alcuni ambienti culturali, cui l’autore si riferisce biasimandola, resta incompleta, e dunque non è pienamente sostenibile.
Domanda 2
Alla luce della sintesi operata dalla Rivelazione cristiana, che presenta la natura come natura creata, e dunque come opera di Dio, chiedersi se la natura può essere considerata anche come un’opera d’arte ed offrire 3 (tre) ragioni per motivare una simile tesi.
Risposta del gruppo di lavoro n. 1 (portavoce: ing. Marco Crescenzi)
Risposta del gruppo di lavoro n. 2 (portavoce: ing. Matteo Riboli)
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